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Recensione 'Quattro sberle benedette' di Andrea Vitali


SINOSSI
In quel fine ottobre del 1929 sferzato dal vento e da una pioggerella fastidiosa e insistente, a Bellano non succede nulla di che. Ma se potessero, tra le contrade volerebbero sberle, eccome. Le stamperebbe volentieri il maresciallo dei carabinieri Ernesto Maccadò sul muso di tutti quelli che si credono indovini e vaticinano sul sesso del suo primogenito in arrivo, aumentando il tormento invece di sciogliere l'enigma, perché uno predice una cosa e l'altro l'esatto contrario. Se le sventolerebbero a vicenda, e di santa ragione, il brigadiere Efisio Mannu, sardo, e l'appuntato Misfatti, siciliano, che non si possono sopportare e studiano notte e giorno il modo di rovinarsi la vita l'un l'altro. E forse c'è chi, pur col dovuto rispetto, ne mollerebbe almeno una al giovane don Sisto Secchia, coadiutore del parroco arrivato in paese l'anno prima. Mutacico, spento, sfuggente, con un naso ben più che aquilino, don Sisto sembra un pesce di mare aperto costretto a boccheggiare nell'acqua ristretta e insipida del lago. Malmostoso, è inviso all'intero paese, perfino al mite presidente dei Fabbriceri, Mistico Lepore, che tormenta il prevosto in continuazione perché, contro ogni buon senso, vorrebbe che lo mandasse via. E poi ci sono sberle più metaforiche, ma non meno sonore, che arrivano in caserma nero su bianco. Sono quelle che qualcuno ha deciso di mettere in rima e spedire in forma anonima ai carabinieri, forse per spingerli a indagare sul fatto...
TITOLO: Quattro sberle benedette
AUTORE: Andrea Vitali
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 28 aprile 2014
PAGINE: 350
CODICE ISBN: 9788811684589
PREZZO: 16.40 €
E-BOOK: 9.99 €
VOTI
Trama 8
Personaggi 9
Stile 9
Incipit 8
Finale 8
Copertina 9
Voto complessivo 8.5

Con l'ultimo lavoro di nonno Vitali si conclude, qui sul blog, il mese a lui dedicato. Ed è estato un mese che mi ha dato grandi soddisfazioni, facendomi scoprire un autore che poco conoscevo e che riesce sempre a stupirmi!
Terminata la lettura di quest'ultimo capolavoro, mi sono chiesta: come fa Vitali? Dove riesce a trovare, in una nicchia come Bellano, tanti spunti narrativi, tante storie da raccontare? E, soprattutto, qual è il segreto che celano i suoi romanzi, capaci sempre di legare a sé stessi i lettori con fili di mille colori, donando emozioni diverse ad ogni riga letta?
In questo libro ritroviamo alcuni dei protagonisti che tanto abbiamo amato in altre sue storie. Siamo, ovviamente, a Bellano ed è il 1929. Il maresciallo Maccadò (sì, proprio lui!) freme per l'imminente nascita del suo primogenito. O primogenita. Perché questo non è dato sapere! Ma non sempre la curiosità è donna e il Maccadò interpella chiunque se ne intenda un po' per cercare di scoprire se arriverà un maschietto o una femminuccia.
Nel frattempo, in caserma, il sardo brigadiere Efisio Mannu e il siciliano appuntato Misfatti, che mal si sopportano, cercano di mettersi vicendevolmente i bastoni tra le ruote, sotto l'ingenuo sguardo del giovane carabiniere Viavattène, che si troverà, suo malgrado, coinvolto nelle loro beghe.
Il via ad un'infinita serie di dispettucci prende il là dall'arrivo, in caserma, di una serie di lettere anonime. L'assenza del maresciallo (in licenza per la recente paternità), che ha sempre decretato che tali missive dovessero essere ignorate e cestinate, fa sì che i due sottoposti, complici una serie di circostanze, si ritrovino al centro di un'indagine. Indagine che coinvolgerà il curato di Bellano, don Sisto Secchia, che, malvisto dai cittadini a causa del suo carattere chiuso e scontroso, rischierà di ritrovarsi al centro di uno scandalo per via di un certo profumo di violetta di Parma.
E con questo non vi racconto altro, perché rischierei di svelare il mistero nascosto nelle lettere anonime e, soprattutto, vi rovinerei il piacere di leggere quello che mi sento di definire uno dei migliori romanzi di Andrea Vitali.
Detto questo, a conclusione di questo mese passato in sua compagnia, mi sento di ringraziarlo per tutte le magnifiche storie che, da bravo nonno, riesce a raccontarmi. Come ho sempre detto, leggere un suo romanzo mi ha sempre trasmesso la sensazione di essere davanti ad un camino ed ascoltare un nonno che mi narra una delle sue storie di vita!
Grazie!
2289 Tempo di lettura: due giorni

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