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A Stoccolma è un freddo e piovoso venerdì di maggio, quando la piccola Lycke, di soli otto anni, scompare improvvisamente nel centro della città.
La rete televisiva nazionale si lancia subito sulla notizia e manda sul campo un’inviata specializzata in cronaca nera, Ellen Tamm. Chi ha visto Lycke per l’ultima volta? Chi sono i suoi genitori? Il padre e la madre di Lycke sono separati ed è stata la nuova moglie del padre ad accompagnare la bambina al centro sportivo, dove se ne sono perse le tracce. La donna, madre a sua volta da poco, racconta la sua versione dei fatti, ma ci sono delle zone d’ombra nella testimonianza. La tata che ha cresciuto la bambina è chiusa nel dolore. La madre di Lycke invece è imperscrutabile, soffre ancora il peso del divorzio e di una depressione post partum mai affrontata. Il padre, dal canto suo, non si dà pace. Nel frattempo Ellen si impegna in una ricerca spasmodica, nonostante la corruzione della polizia, i sempre più strani comportamenti dei genitori di Lycke e le frecciate velenose dei colleghi. Ma ha deciso di fare il possibile per fronteggiare la situazione da vera professionista, perché questo caso le ricorda da vicino ciò che conosce sin troppo bene: segreti di famiglia, bugie, inganni che la obbligheranno a confrontarsi con il proprio doloroso passato, mentre le speranze di ritrovare la bambina scomparsa si assottigliano… ![]() AUTORE: Mikaela Bley TITOLO ORIGINALE: Lycke TRADUZIONE A CURA DI: Lisa Raspanti EDITORE: Newton Compton DATA DI PUBBLICAZIONE: 3 marzo 2016 PAGINE: 336 |
PERSONAGGI 1
STILE 3
INCIPIT 3
FINALE 1
COPERTINA 3
Così, tre giorni fa l'ho preso tra le mani e ho iniziato a leggerlo. Terminata la storia, mi sono chiesta su quali basi nella lettera di accompagnamento vi fosse scritto
Abbiamo ricevuto le prime settanta pagine di questo libro, le uniche disponibili in inglese, e ci siamo subito immersi nella lettura. Quando siamo arrivati all'ultima riga volevamo assolutamente sapere come andava a finire e siamo stati presi da una voglia irrefrenabile di fare un corso accelerato di svedese per andare avanti.
Chloè, la matrigna di Lycke, è stata l'ultima a vederla viva, quel pomeriggio, quando l'ha accompagnata alla lezione di tennis.
Primo punto a sfavore. Chloè ci viene descritta come la classica matrigna: fredda nei confronti della figliastra, gelosa del passato del marito, egoista, vanesia.
La sensazione che ho avuto durante tutta la lettura è stata che l'autrice cercasse di indirizzare i miei sospetti verso questa donna. Nulla di più sbagliato: un assiduo lettore di thriller non sospetta mai delle persone e delle situazioni scontate!
La storia risulta sovente surreale e priva di concretezza. Oltrepassata la metà del libro si ha l'impressione che l'autrice abbia cercato di mettere dentro dettagli su dettagli per creare suspense prima del finale. Esperimento miseramente fallito, poiché la narrazione rallenta notevolmente, rendendo le ultime 100 pagine insopportabili.



Direi che il concetto è chiaro e apprezzo la tua schiettezza. Grazie ;-)
RispondiEliminaLea
Grazie a te, sempre!
EliminaCapito.... È un no! ^^
RispondiEliminaUn grande no!
EliminaEcco. Ci siamo. Anche io ero partita con delle aspettative supermegaultragigantose. Letto in tre giorni scarsi. Ed ora mi ritrovo a scrivere la recensione con il tuo stesso spirito sconfitto e deluso.. uhm.. concordo pienamente con te.. dovrebbero smetterla di scrivere IL PIU' GRANDE BESTSELLER o UN THRILLER COSI' NON L'AVETE MAI LETTO. Soprattutto per chi, come la sottoscritta, ama follemente questo genere xD
RispondiEliminaAspetto di leggere la tua recensione ;)
EliminaSembra di capire che non ti sia piaciuto molto...ora vado a controllare l'agenda di mia figlia per sapere cosa farà oggi.
RispondiEliminaCiao da Bacci
Fammi sapere, così coordiniamo gli impegni!
EliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaLe ambientazioni nordiche di solito mi attirano... stavolta però direi che questo proprio non lo considero! Grazie per avermi evitato una delusione Laura :-)
RispondiEliminaIo ammetto di non amare molto questo tipo di ambientazione, ma qui non c'entra assolutamente nulla con il fallimento della storia.
EliminaDiciamo che ho capito che ogni qual volta il libro è accompagnato da frasi come "il più grande bestseller", "ha scalato le classifiche mondiali", "tradotto in lingue sconosciute a voi umani per accontentare anche flora e fauna", in realtà è una gran cacata! Si può dire? Vabbè ormai è andata ;)
RispondiEliminaSi può dire, sì! E aggiungi le fascette con i pareri dei grandi autori, che sono garanzia di fiasco!
Eliminanoooo anche io ce l'ho sul comodino ma speravo tanto che fosse un bel thriller!!
RispondiEliminahttp://www.audreyinwonderland.it/
Aspetto che lo legga anche tu, ma credo di non essere l'unica che lo ha ritenuto deludente.
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