Diario di Bordo - Quando ci si preoccupa dell'apparenza


Se mi seguite sulla pagina Facebook, avrete notato che, negli ultimi mesi, era nata una collaborazione tra me e la Libreria Giunti al Punto di Cremona. Collaborazione che consisteva nel mettere in piedi un Salotto Letterario in cui, ogni ultimo giovedì del mese, si sarebbe discusso di un libro. Insomma, il caro vecchio Club del Libro, avete presente?

Questo post non nasce per parlare del Salotto Letterario, perché l'esperienza è durata appena un mese. Questo post nasce, invece, per ribadire una volta di più che io, in quanto blogger non retribuita e, soprattutto, in quanto cretina che non è capace di tenere la lingua a freno e fare la paracula, ho messo fine a tutto ciò. E perché? Perché, come detto quassù, io sono una che non si fa mettere i piedi in faccia.

Siete curiosi?

È accaduto che, qualche giorno fa, volendo effettuare l'acquisto del primo romanzo di Alessandro Robecchi, io, come mio solito, abbia cercato di accedere al sito Giunti al Punto. Perché non l'ho acquistato in libreria? Perché, non essendo il libro di recentissima pubblicazione, sapevo per certo che non l'avrei trovato. Prendo iPhone in mano e cerco di accedere al sito con i miei dati... niente da fare. Provo con iPad... ancora nulla. Mi rassegno e accendo il computer. Quattro tentativi andati a vuoto prima di riuscire, finalmente, ad effettuare il log-in.
Non dovrei più stupirmi, perché con quel sito il problema è sempre lo stesso: se non tiri giù quattro cristi e tutti i santi, non c'è verso di accedere.
Ci tengo a dire che ho segnalato questo problema più di una volta; un paio di volte ho addirittura telefonato, invece di limitarmi ad inviare una mail e mi sono ritrovata ad avere a che fare con una signora anche parecchio sgarbata che continuava a ripetermi che lei non aveva alcun problema ad accedere coi miei dati. E vabbè, sarò demente io! Chissà come mai, però, dopo aver segnalato il problema tutto si risolve... sino alla volta successiva.

Quel giorno, lo ammetto, mi è partito l'embolo (che novità, eh?) e ho scritto sulla mia pagina Facebook che "Il sito Giunti al Punto è quanto di peggio ci sia sulla faccia della terra". Opinione personale, ovviamente. Opinione che scaturisce dal mio avere costantemente problemi. Opinione che, mi pare chiaro, si riferisca al mero sito internet e non alle librerie fisiche. 

Molti di voi hanno commentato tale post lamentandosi soprattutto delle librerie fisiche, della disorganizzazione che vige, della mancanza, spesso, di disponibilità anche dei titoli di recente pubblicazione, ecc.
Per carità, tutti liberi di esprimere un'opinione. Io, lo confesso, non ho mai frequentato le librerie Giunti finché non mi sono trasferita in provincia di Cremona. E la libreria che frequento io è sempre ben fornita e popolata di gente carina e che sa fare il proprio lavoro. Ma, avendo visto in giro parecchie librerie di questa catena, capisco benissimo le lamentele di chi ha commentato quel post: spesso si tratta di librerie piccolissime, poco fornite e popolate di gente che cerca di rifilare titoli pubblicati da Giunti e ignora le vostre richieste.

Tutto questo per dirvi che mi è arrivata una telefonata in cui mi è stato chiesto di rimuovere il post incriminato. Mi è stato detto che, visto che io collaboro con una libreria Giunti, non era carino scrivere certe cose, che non ne uscivano bene loro e nemmeno io e giù un pippone il cui succo era sempre "togli il post". 
Mi conoscete e sapete benissimo che davanti all'imperativo io mi impunto peggio di un caprone e faccio esattamente il contrario. E infatti, per chi se lo stesse chiedendo, io il post non l'ho tolto. Qualcuno più in alto di me lo ha segnalato a Facebook e il post è stato rimosso coattamente.

Ovviamente, la mia collaborazione con la libreria è immediatamente terminata ed è terminata per mia scelta.
Ho sempre ribadito che ciò che faccio, parlare di libri, recensirli, consigliarli, organizzare challenge, giveaway e quant'altro, lo faccio per passione. Non sono mai stata retribuita da nessuno; se anche ricevo un libro da una Casa Editrice ho sempre espresso la mia opinione senza farmi remore di alcun tipo, anche quando si è trattato di un'opinione negativa.

Pertanto, mai permetterò a qualcuno di dirmi cosa possa o non possa scrivere su una pagina Facebook da me creata e da me gestita. A questa persona, invece, vorrei dire che dovrebbe prendere spunto dai commenti che erano stati lasciati sotto a quel post che tanto lo ha infastidito e farsi due domande sul perché la gente frequenti poco le librerie della catena Giunti.

E anche per oggi sono pronta a farmi mandare a quel paese da qualcuno! Fatevi avanti, signori!



Commenti

  1. Trovo parecchio grave che abbiano fatto rimuovere il post. La libertà di pensiero ed espressione dov'è finita?? Non rimuovono post offensivi e bannano il tuo? Ecco, di questa storia mi colpisce questo, e tanto, e non positivamente. Baci.

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    1. Credo che in Italia la libertà di pensiero ed espressione ce la siamo giocata da molto tempo, anche se nessuno pare rendersene conto e tutti continuiamo a vivere sereni! Mi conosci abbastanza da sapere che non sarà un post rimosso e un richiamo all'ordine a farmi abbassare la testa, ma sono rimasta, come te, delusa e colpita da quanto persone di un certo tipo possano arrogarsi diritti che non hanno.

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  2. Francamente la cosa che mi lascia stupita è che siano riusciti a far rimuovere il post. Come sempre la policy di Facebook in materia di offese e violazioni varie ha dell'incredibile.
    Detto ciò, onestamente non credo che il tuo post fosse irrispettoso, proprio perché si criticava il sito e le difficoltà tecniche di accesso che sono una cosa oggettiva. Infine, il succo della storia è sempre quello, ovvero che molte case editrici non hanno veramente compreso le potenzialità di blogger con un certo seguito e una certa reputazione. Mi dispiace, ma peggio per loro.

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    1. Credo che la policy di Facebook sia la più divertente barzelletta dei nostri tempi: offese, volgarità, incitamento all'odio e alla violenza non vengono neanche presi in considerazione. Post in cui si esprime un parere personale vengono rimossi con un colpo di spugna.
      Per quanto riguarda il mero argomento in questione, credo che certe Case Editrici vorrebbe cogliere solo il lato positivo dei blogger: ottenere recensioni positive in cambio di un mero pdf. Tutta pubblicità gratuita e a costo zero. Mi spiace, non ho mai pensato di poter trasformare questa passione in un lavoro che potesse darmi di che campare, ma forse proprio per questo (o forse perché ho il famigerato carattere di merda!), non mi abbasserò mai davanti a certe dinamiche!

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  3. Dico solo WoW. Tanta stima...e non per la libreria.
    ciao da LEa

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  4. Non mi sembra giusto che abbiano impedito la tua libertà ma capisco che una Major dell'editoria non gli sia andato giù anche se però tu ti riferivi al sito on-line e non alle vere librerie. Mica è colpa tua se ci sono delle disorganizzazioni nelle loro librerie. Comunque penso che sia dipeso anche dalla tua recensione non ottima di I hate u give, poi non so se mi sto sbagliando ma mi sembra che ne dovessi parlare in questo club del libro e certo a te il libro non ti è piaciuto molto. Quindi è stato un po' l'uno e un po' l'altro e forse hai dato fastidio e hai pestato un po' i piedi. Comunque non ci hai perduto niente

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    1. C'è da dire che "The hate you give" è un libro che mi è stato imposto, che nonostante tutto sono stata costretta ad acquistare (senza sconto) e che, personalmente, credo di averlo anche specificato nella recensione, non avrei mai preso in considerazione. Mi conoscono abbastanza da sapere che se un libro non mi piace, non ho remore o timore a dirlo. Quindi non è un mio problema. Ho bocciato libri di autori e Case Editrici ben più importanti senza, per questo, dover subire alcun tipo di ritorsione.

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  5. Della serie " Viviamo in un paese libero". Hai tutta la mia stima, per la fermezza d'animo dimostrata ;)

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    1. Grazie Sissi! Talmente libero che aspetto ritorsioni da un momento all'altro! Anzi, vado a controllare di aver chiuso bene porte e finestre!!

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  6. sei grande e hai tutta la mia stima. Un comportamento ignobile, almeno qui non possono oscurare nulla

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  7. Sempre d'accordo con te e consiglierei anche a Giunti al Punto di rivedere meglio gli orari che applicano le persone che lavorano nelle sue librerie, se non vuol continuare a perdere clienti. In quanto usufruitrice del servizio di Trenitalia ogni santo giorno, la meta finale del mio quotidiano viaggio è una popolosa stazione del centro Italia dove è presente una di queste librerie. Ora, leggendo sulla vetrina gli orari di apertura, noto che tale esercizio commerciale dovrebbe aprire alle 7.00 di mattina, mentre tutte le mattine (sottolineo...tutte le mattine) alle ore 8.30 è sempre bellamente chiuso. In molti mesi che la libreria ha aperto i battenti (si fa per dire) all'interno di questa stazione delle Ferrovie dello Stato, non sono mai riuscita a trovarla aperta.
    Scusate lo sfogo ma in un mondo dove ormai gli acquisti in libreria fisica sono sempre più sorpassati dagli acquisti su internet, una catena di librerie dovrebbe almeno cercare di rispettare quanto inserito nei propri orari di apertura, altrimenti i clienti vanno altrove...

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    1. Hai mai pensato di contattare la Giunti per segnalare questa cosa? Io lo avrei fatto! Che poi si lamentino che la gente non vada più in libreria, secondo me, è una cosa che lascia il tempo che trova. Amo andare in libreria, ma acquisto talmente tanti libri in un anno che anche un semplice 15% di sconto praticato da Amazon o da un supermercato, mi agevola non poco!

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  8. Trovo anch'io molto strano (ma ormai, purtroppo, non possiamo stupirci più di nulla) che Facebook abbia rimosso un contenuto come il tuo mentre si ostina a ripetere che post in realtà violenti e macabri "rispettano le regole standard della comunità" (bella comunità, allora!). Hai fatto bene a scrivere il post sul blog: a volte non si può tacere, specialmente quando i modi superano la soglia della tolleranza. Personalmente non mi sono mai trovata male nella libreria Giunti della mia città, ma ti assicuro che qui un'altra famosa catena è altrettanto "furbetta" e la situazione inizia a infastidirmi molto...Un abbraccio, Lau!

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    1. Peccato che ormai siamo invasi dalle catene a discapito delle librerie indipendenti che, laddove ancora esistono, hanno assunto un'aria snob limitandosi a vendere solo piccola editoria.

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  9. Ciao! Mi unisco al coro di chi trova vergognosa la policy di Facebook e mi permetto di aggiungere un'altra cosa. Praticamente la Giunti ti ha proposto una collaborazione gratuita ed in più pretende che tu ne parli sempre bene? Che altro vorrebbe...una fettina di culo? Se la Giunti vuole un leccapiedi, che paghi qualcuno per parlare bene di lei. Se invece si accontenta dei pareri di persone che recensiscono per passione, DEVE accettare commenti sia positivi che negativi.

    Ho sentito di alcune youtuber e makeup artist che si lamentavano di non aver più ricevuto pacchi dalle aziende dopo aver (legittimamente) detto che alcuni loro prodotti erano di qualità inferiore al solito. Stessa storia. Insomma, sembra proprio che i brand di qualunque genere e tipo vogliano pubblicità gratuita e soltanto positiva, altrimenti ti depennano. Botte piena e moglie ubriaca, eh?

    Tu, come giustamente dici, gestisci questo blog per passione. Non credo che tu abbia perso molto facendoti valere. :-)

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    1. Ciao Silvia! Probabilmente la fettina di culo panata l'avrebbero anche voluta, ma io al mio sederotto ci tengo, quindi niente da fare ahahah
      Per quanto riguarda l'interruzione delle collaborazioni quando si parla negativamente di libri o prodotti, non mi stupiscono neanche. Capita anche a noi: riceviamo pochissimi libri, spesso in un formato pdf stampa (quindi assolutamente illeggibile) e quando diciamo che tale libro non ci è piaciuto, ci vediamo arrivare mail in cui le recensioni vengono contestate.
      Chi mi segue sa benissimo che tengo ai miei lettori, che ho rispetto di loro e che mai dirò bene di qualcosa che non mi ha soddisfatta; che mi sia stato inviato o meno da una Casa Editrice, se per me un libro non è valido, non mi sentirete mai parlarne bene.
      E per quanto riguarda la Giunti, spiacente per loro che non hanno colto le critiche per cercare un miglioramento.

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    2. Che sarebbe stato meglio (trarre spunto dalle critiche).

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  10. La stupidità non ha mai fine. Scusa ma sono riuscita a passare solo ora senza dormire leggendo post (ho un sonno ultimamente... ).
    Adesso, può non piacere il tuo commento, ma hai solo espresso il parere sul sito, ne più ne meno. Non hai offeso tutta la Giunti ( anche se con questa telefonata penso tu sia arrivata al livello successivo. ..). Hanno sollevato un polverone per nulla e dimostrato che hanno preso alla leggera le tue dichiarazioni d'intenti.
    Leggo volentieri i loro libri, ma sono caduti in basso a livello di stima.
    Devo ammettere però che come libreria fisica sono la meno apprezzata come gusto personale e ci vado raramente, anche perché fuori mano. Il sito non l'ho mai usato quindi non posso avere un'opinione.
    Peccato però che siano sTati così ottusi.

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