Recensione 'Jeremy Poldark' di Winston Graham - Sonzogno


Titolo: Jeremy Poldark || Autore: Winston Graham || Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 7 settembre 2017 || Pagine: 336

Cornovaglia, 1790-1791. Il terzo volume della saga di Poldark si apre su uno dei momenti più cupi della vita di Ross e Demelza, distrutti dal lutto per la morte della figlia Julia. È in questa lugubre congiuntura che Ross viene messo sotto processo, con l'accusa di avere istigato il saccheggio di due navi naufragate, reato per il quale è prevista l'impiccagione. In un clima avvelenato da inimicizie e vecchi rancori, su cui grava la paura che lo spirito sovversivo della Rivoluzione francese possa dilagare anche nel resto d'Europa, il suo caso è delicato e controverso. E il nemico di sempre, George Warleggan, non esita a tramare perché si giunga a una condanna. Intanto, anche il matrimonio con Demelza attraversa un periodo molto critico: i rapporti si sono infatti raffreddati, minati da incertezze e incomprensioni, tanto più che all'orizzonte di Ross ricompare Elizabeth, mai dimenticata e ora più civettuola che mai. Quando la moglie gli rivela di essere di nuovo incinta, nell'animo di Ross si combattono sentimenti contrastanti: il bambino in arrivo offrirà alla coppia l'occasione per riavvicinarsi o li renderà ancora più distanti? E la nascita di Jeremy, che coincide con la decisione di riaprire una delle miniere di rame, quale fase inaugurerà nella vita di Ross?



Aprire un volume in cui si parla della famiglia Poldark è un po' come tornare a casa. Nampara e i suoi abitanti fanno ormai parte della vita del lettore e, quindi, ci si ritrova, durante la lettura, a provare le loro stesse emozioni.

In questo terzo volume della serie, ritroviamo Ross e Demelza alle prese con il processo che vede coinvolto lo stesso Ross, accusato di aver istigato il saccheggio due navi. Intanto, Demelza, oltre alla preoccupazione per le accuse rivolte al marito, deve combattere col dolore sempre vivo per la perdita della piccola Julia.

In questo scenario cupo, cui si aggiunge la disastrosa situazione finanziaria che vede coinvolto Francis, cugino di Ross, l'unico barlume di felicità pare essere quello di Verity, finalmente serena accanto al suo sposo.

La prima metà del libro si concentra sul processo a Ross e sui problemi di Francis e tra Francis e Ross.
Andando avanti con la narrazione, Graham pare volerci far vedere la luce in fondo al tunnel.
Sembra che, finalmente, i problemi di Ross e Demelza possano trovare una soluzione e anche il rapporto tra loro voglia tornare su quei binari di complicità e serenità che avevamo visto nei primi due romanzi della serie.

Jeremy Poldark si conclude proprio con la nascita del secondogenito della coppia, lasciando così nel lettore la speranza per un futuro più sereno in quel di Nampara.
Per chi ha già letto la serie, magari in una delle sue prime edizioni, o per chi, come me, ha visto la serie tv trasmessa da LaEffe, sa bene che così non sarà e che ancora tanti giorni bui attenderanno Ross, Demelza e tutta la famiglia Poldark.

Come per i romanzi precedenti, c'è da sottolineare come la scrittura di Winston Graham risulti moderna e godibile, tanto che anche questa volta mi sono ritrovata a divorare il libro in appena due giorni.
La prima pubblicazione di questo volume risale agli anni Cinquanta, eppure la scrittura di Graham è quanto di più godibile io abbia letto di recente.
Il suo modo di rendere vivi personaggi e luoghi, attraverso descrizioni minuziose, consente al lettore di avere la sensazione di guardare un film più che di leggere un libro!

È un romanzo che mi sento di consigliare anche chi non ama particolarmente le ambientazioni storiche, perché le vicende narrate e personaggi come Ross e Demelza non possono non essere amati.

Commenti

  1. Che bello trovare una recensione di questo libro! Anch'io l'ho letto dopo aver visto la serie e sinceramente è stato uno dei pochi casi in cui ho trovato il film più bello del libro... La storia è bella, e di questo bisogna dargli atto, ma i personaggi mi sono sembrati meglio sviluppati nel film e anche i dialoghi li ho nettamente preferiti nella serie, speravo di trovare qualcosa in più

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    1. Beh sicuramente una trasposizione televisiva, in cui un personaggio ha possibilità di esprimere le emozioni attraverso un volto è una voce, rende sicuramente di più. Personalmente, per quanto trovi ben fatta la serie tv, continuo a preferire i libri!

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