venerdì 22 febbraio 2019

Recensione 'Ti rubo la vita' di Cinzia Leone - Mondadori


Titolo: Ti rubo la vita || Autore: Cinzia Leone || Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 12 febbraio 2019 || Pagine: 615

Vite rubate. Come quella di Miriam, moglie di un turco musulmano che nel 1936 decide di sostituirsi al mercante ebreo con cui è in affari, costringendo anche lei a cambiare nome e religione. A rubare la vita a Giuditta nel 1938 sono le leggi razziali: cacciata dalla scuola, con il padre in prigione e i fascisti alle calcagna, può essere tradita, venduta e comprata; deve imparare a nascondersi ovunque, persino in un ospedale e in un bordello. Nel 1991, a rubare la vita a Esther è invece un misterioso pretendente che le propone un matrimonio combinato, regolato da un contratto perfetto... Ebree per forza, in fuga o a metà, Miriam, Giuditta ed Esther sono donne capaci di difendere la propria identità dalle scabrose insidie degli uomini e della Storia. Strappando i giorni alla ferocia dei tempi, imparano ad amare e a scegliere il proprio destino. Una saga familiare piena di inganni e segreti che si dipana da Istanbul ad Ancona, da Giaffa a Basilea, da Roma a Miami, dalla Turchia di Atatürk all'Italia di fine Novecento, passando attraverso la Seconda guerra mondiale e le persecuzioni antisemite, con un finale a sorpresa. Un caleidoscopio di luoghi straordinari, tre protagoniste indimenticabili e una folla di personaggi che bucano la pagina e creano un universo romanzesco da cui è impossibile staccarsi. Cinzia Leone ha scritto un romanzo unico, generoso e appassionante, di alta qualità letteraria e innervato da un intreccio che fugge in volata, rapendo l'immaginazione del lettore. Un libro che, nella gioia della narrazione, riflette sulla storia, l'identità, la tolleranza.




Non ho nemici. La mia unica colpa è essere ebreo.
Parlarvi del romanzo di Cinzia Leone potrebbe rivelarsi davvero una delle cose più difficili da fare, perché penso sia impossibile rendere giustizia a questa storia con poche parole.
Ti rubo la vita è più che un semplice romanzo: è, innanzitutto, un concentrato di emozioni, sentimenti e vita. È storia: vera, recente e dolorosa.

Cinzia Leone ha creato un romanzo che, a primo impatto, potrebbe intimorire con le sue 600 pagine ma che, una volta iniziato, diventa impossibile da abbandonare.
Tre storie, tre epoche, tre donne: questo uno degli ingredienti che rende Ti rubo la vita un romanzo unico e speciale.

Nella prima parte del libro, l'autrice ci accompagna in un lungo viaggio tra Giaffa, Instanbul, Gerba, Alessandria d'Egitto e Basilea.
Saranno Ibrahim Özal, la moglie Miriam e la piccola Yasmine i protagonisti dei primi capitoli.
Ibrahim, con il suo arrivismo e la sua sete di ricchezza, prenderà il posto del defunto Avrahàm Azoulay e rinnegherà tutto di se stesso: l'aspetto fisico, il pensiero e, soprattutto, il credo religioso; lui, nato musulmano, si trasformerà in un perfetto ebreo. Ma a che prezzo?
Ad assistere a tutto ciò, impotente e soverchiata, la povera Miriam che, alla fine, non sarà in grado di ribellarsi sino in fondo.

Nella seconda parte del romanzo, ci trasferiamo in Italia, tra Ancona e Roma, dove seguiremo le vicende di Giuditta e del fratello Tobia, due giovani ebrei a cui verrà rubata l'adolescenza, due ragazzi costantemente in fuga da quei tedeschi che li vorrebbero morti.

Sarà l'ultima parte del romanzo a svelarci qual è il nodo che unisce le vite di Miriam e Giuditta a quella di Esther, la terza protagonista.
Notevole è il salto temporale che introduce questi ultimi capitoli: siamo, infatti, agli inizi degli anni Novanta, Esther vive a Roma, dove fa la fotografa e cerca di districarsi tra entrambi i dettami delle sue religioni: Esther è, infatti, metà cristiana e metà ebrea.

Terminata la lettura di questo romanzo, mi sono chiesta se ci fosse stato qualcosa che, per me, non avesse funzionato.
Ne ho fatto un'attenta e approfondita analisi e, sì, posso affermare che, benché la seconda parte possa risultare, agli occhi di un lettore esperto, un po' "già vista", è stata la parte conclusiva quella che mi ha coinvolta meno.
Il personaggio di Esther non è riuscito a scalfirmi quanto coloro che l'hanno preceduta.

A questo punto, però, è giusto spiegarvi perché, nonostante l'affermazione precedente, Ti rubo la vita abbia avuto, da me, il massimo dei voti!
Innanzitutto per la scrittura di Cinzia Leone: maestosa, ammaliante, affascinante, coinvolgente, totalizzante.
Amo gli autori italiani e trovo che ve ne siano di bravissimi, ma poche volte mi è accaduto ciò che è capitato con questo romanzo: dopo pochissime righe mi è entrato dentro, ho sentito le parole scorrermi nelle vene allo stesso ritmo delle pagine che scivolavano, veloci, sotto le mie dita.
Queste sono sensazioni che solo una scrittura impeccabile può trasmettere.

A seguire, mi sono ritrovata invischiata nelle pieghe, anche quelle più recondite, di questo romanzo.
La storia di queste tre donne, dei diversi modi in cui, ad ognuna di loro, sia stata davvero rubata la vita, è una storia che non si può fare a meno di sentire un po' propria.
Non saranno il credo religioso né le persecuzioni naziste a far da perno a questo romanzo; saranno, bensì, la forza, la tenacia e l'ostinazione di tre donne che, in epoche diverse, in diversi ambienti, riusciranno ad arrivare al cuore del lettore.

Nulla inficia su questo romanzo, nulla può scalfire le emozioni provate durante la lettura.
Il modo in cui l'autrice riesce a descriverci le emozioni e i sentimenti dei protagonisti, i diversi in modi con cui, in tempi e modi lontani, ad ognuno di loro venga rubato un pezzetto di vita, che sia essa reale o solo astratta, rendono questa storia indimenticabile e le parole di questo romanzo rimarranno impresse nel cuore di ognuno di noi.

Ti rubo la vita è, senza alcun dubbio, uno dei più bei libri che io abbia mai letto!
Passa tutto. Soprattutto la vita.

4 commenti:

  1. Mi hai convinta parlando della scrittura dell'autrice: uno stile così merita assolutamente di essere letto!

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  2. Era da un po' che non leggevo una recensione così entusiasta! La trama è senza dubbio promettente, mi spaventa però un po' la mole perché in questo periodo faccio un po' fatica con le letture corpose.

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    1. Anche io ero intimorita dalla mole, ma non l’ho assolutamente notata. Anzi, avrei voluto che la storia proseguisse ancora!

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