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Recensione 'Nel profondo' di Daisy Johnson - Fazi Editore


Titolo: Nel profondo || Autore: Daisy Johnson || Editore: Fazi
Data di pubblicazione: 19 settembre 2019 || Pagine: 274

Gretel lavora come lessicografa: aggiorna le voci del dizionario, ragionando quotidianamente sul linguaggio, attività che ben si addice alla sua natura riflessiva e solitaria. Ha imparato che non sempre esistono vocaboli precisi per indicare ogni cosa, almeno non nel linguaggio di tutti; ma quando era piccola, e viveva su una chiatta lungo il fiume, lei e sua madre parlavano una lingua soltanto loro, fatta di parole ed espressioni inventate, e allora anche i concetti più astratti trovavano il proprio termine di riferimento, come il Bonak, definizione di tutto quello che più ci fa paura. Adesso sono passati sedici anni, esattamente la metà della vita di Gretel, da quando sua madre l’ha abbandonata, e le parole di quel codice stanno lentamente scolorendo, perdendosi nei fondali della memoria. Ma una telefonata inattesa arriverà a riportarle a galla, insieme ai ricordi di quegli anni selvaggi passati sul canale, dello strano ragazzo che trascorse un mese con loro durante quel fatidico ultimo anno, di quella figura materna adorata e terribile con la quale è arrivato il momento di fare i conti.
I personaggi, i luoghi, la memoria, il linguaggio: ogni cosa è fluida e mutevole, come le acque torbide del canale che fanno da ambientazione a questa storia magnetica. Attraverso una scrittura dalla precisione quasi inquietante, che le è valsa una candidatura al Man Booker Prize a soli ventisette anni, Daisy Johnson si serve di riferimenti culturali che vanno dal mito classico al folklore nord-europeo e costruisce un racconto di rara suggestione, in cui risalire le correnti del passato è l’unico modo per costruire la geografia del presente. Nel profondo è un romanzo già in grado di emanare la propria mitologia.





È per questo che ho continuato a cercarti tutti quegli anni, Sarah. Non per avere risposte, o farmi compatire; non per darti la colpa, o metterti con le spalle al muro. Ma perché - tanto tempo fa - eri mia madre, e te ne sei andata.
Gretel è una lessicografa, vive in un luogo isolato vicino a Oxford e da qualche tempo ha ritrovato la madre, Sarah, che, sedici anni prima, la aveva abbandonata senza alcuna spiegazione.
Gretel si è ritrovata, appena tredicenne, a passare da una famiglia affidataria all'altra e porta ancora in sé il peso di questo abbandono.

A riassumerla così, la trama di Nel profondo, romanzo d'esordio della giovane Daisy Johnson, potrebbe sembrare quasi banale.
Ciò che fa di questo romanzo un piccolo capolavoro è sicuramente lo stile della sua autrice.
La Johnson ci porta all'interno della vita di queste due donne utilizzando dei continui flashback che, almeno inizialmente, rischiano di destabilizzare il lettore.
Proseguendo nella lettura, però, ci ritroveremo ad avere a che fare con l'atmosfera ipnotizzante di quello che è, a tutti gli effetti, un racconto sofferto e sofferente, una rielaborazione del complesso di Edipo strutturata in maniera tale da diventare quasi una forma di psicoanalisi per il lettore stesso.

Nel profondo è un romanzo d'esordio sconvolgente, che lascia il lettore confuso e frastornato, insinuandosi sottopelle e scatenando una serie di reazioni che, nel bene o nel male, sicuramente non lasciano indifferenti.

Non è una lettura semplice e credo di poter affermare che si tratti di uno di quei libri sul quale è impossibile non essere influenzati dal proprio vissuto: un'analisi approfondita quanto onirica del rapporto tra una madre e una figlia, che porta a scavare in se stessi e chiedersi quante cicatrici ci portiamo dentro come figli e quante ne stiamo lasciando addosso ai nostri, di figli.

Per tutto il tempo dedicato alla lettura di questo romanzo, mi sono chiesta quanto effettivamente mi stesse piacendo e quali corde stesse pizzicando in me.
Arrivata alla fine, quando tutti i tasselli del puzzle creato dalla Johnson sono andati al loro posto, ho capito di aver affrontato una lettura soffocante, asfissiante, ma necessaria.

Se mi chiedessero a chi consiglierei questo libro, rispondere "a tutti e a nessuno". Nel profondo è una storia introspettiva, dolorosa, a tratti agghiacciante, che necessita del suo momento per entrare nella vita di un lettore, che ha bisogno di dolore per essere compresa, che rischia di passare inosservata come Gretel agli occhi di una madre forse sbagliata sin dalla nascita.


Ringrazio la Fazi Editore per avermi fornito la copia del romanzo

Commenti

  1. Ho letto tanti commenti riguardo questo romanzo. Molti positivi altri negativi... Francamente sarei curiosa anche io di leggerlo. Ho constatato come romanzi che a molti non sono piaciuti per me sono sembrati indimenticabili. E poiché la lettura è soggettiva penso proprio lo leggerò 🤗🤗🤗

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