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Recensione 'I cariolanti' di Sacha Naspini - Edizioni e/o


I CARIOLANTI || Sacha Naspini || Edizioni e/o || 19 gennaio 2020 || 170 pagine

Aldo è un disertore della Prima Guerra. Invece di partire per il fronte decide di costruire un rifugio sotterraneo nei boschi per prendersi cura della sua famiglia: una moglie, un figlio. 
Bastiano è un bambino. Al chiuso della “tana” sperimenta le contingenze della vita: il freddo, il caldo, la fame. Soprattutto la fame. Finché la guerra non finisce e Bastiano esce allo scoperto. Ma lo fa segnato dagli stenti, ogni impulso fa capo al luogo da cui proviene: una buca. E poi la propensione 
alla natura (vera, bestiale), che si infrange con le dinamiche violente che comandano il mondo degli uomini... Bastiano è un ragazzo quando impara l’amore. Sperimenta il carcere, quindi la ferocia del secondo conflitto mondiale. Si confronta con inaspettati segreti di famiglia...
I Cariolanti è un romanzo di deformazione. Tredici fotografie di un’Italia gotica, rurale, notturna. Tredici istantanee della vita di un uomo nato di traverso. Questa è la sua storia.



La fame. La fame lagnosa, la fame che arriva, la fame che prende, che ruba, che rende. La fame che vive, la fame che muore.
La fame triste, la fame che non resiste. La fame di pietra, la fame di neve, la fame lieve. La fame dolce, la fame chiara, la fame che non cerchi eppure arriva.
La fame schifosa, la fame lasciva, la fame normale, la fame che vale, la fame che muore.

La fame è la protagonista di questo romanzo di Sacha Naspini. La fame che attanaglia Bastiano sin da bambino, quando, assieme ai suoi genitori, si nasconde in un buco, nel ventre della terra, in attesa che la guerra passi.
La fame che prende allo stomaco, che ti porta a nutrirti di ciò che non avresti mai pensato di poter ingerire.

Bastiano è nato di traverso
Te mica lo sai che vuol dire nascere di traverso
Bastiano è crudo, freddo, bello, atroce. Esattamente come questo romanzo: crudo, freddo, bello e atroce.
I cariolanti ti prende alla gola, allo stomaco, ti fa soffrire e non ti molla più, ti uccide pian piano. 

È una storia atroce quella che Naspini ci racconta. E atroce è la scrittura di questo autore che ammalia e conquista senza fronzoli, senza mezzi termini, senza attenuanti.

Nella vita di Bastiano si entra e dalla vita di Bastiano non si esce più; di lui, Naspini ci farà vivere ogni sfumatura, per poi portarci alla fine del romanzo e farci capire che nessuna sfumatura permea questo romanzo: nero.
Nero è il colore di questa storia, nero è il colore del cuore di Bastiano, nera è la carne dei corpi.

È il secondo romanzo che leggo di questo autore e anche questa volta, al di là della bellissima storia che Sacha Naspini ci racconta, quello che colpisce è lo stile dell'autore: una scrittura che entra nel profondo, che fa tremare, emozionare, fremere.
Naspini conquista con le parole, con la rara capacità di non perdersi in inutili dettagli, ma allo stesso tempo di trasmettere al lettore ogni singola sfumatura delle sensazioni provate dai suoi personaggi.

Ne I cariolanti la sensazione costante è quella di venire presi a pugni: in maniera inaspettata, impossibile difendersi, tutelarsi, Naspini picchierà il lettore portandolo a scoprire il lato più animale di un essere umano.

È un romanzo che profuma di dolore, di disperazione, di perdita e di morte.
Una storia che sembra viva, pulsante, che sporca le mani di sangue e gli occhi di morte.


Ringrazio la Edizioni e/o per avermi fornita una copia del romanzo

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