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Recensione 'Aria di novità' di Carmen Korn - Fazi Editore


ARIA DI NOVITÀ || Carmen Korn || Fazi Editore || 2 marzo 2020 || 527 pagine

È il 1970 e Henny, che ha «l’età del secolo» ed è concentrata sui preparativi per il suo settantesimo compleanno, chiede divertita all’amica di sempre: «Hai mai tradito tuo marito?». Guardarsi allo specchio è più difficile, ma dentro si sente ancora una ragazzina; perché cos’è il tempo, in fin dei conti? A festeggiare con lei, insieme alle immancabili amiche, al marito e ai figli, ci sarà una nuova generazione appena entrata nell’età adulta: Katja, una fotografa che decide di mettere in secondo piano la sua vita per documentare con le immagini quel che accade nei focolai di guerra sparsi per il mondo; Florentine, modella di fama internazionale tornata a sorpresa ad Amburgo con una notizia che lascerà parenti e amici a bocca aperta; e poi Ruth, giornalista e militante, che fatica a liberarsi dalla travagliata relazione con un uomo violento pericolosamente vicino alle frange più estreme. Fra le tre giovani donne si ricrea lo stretto sodalizio che ha unito le loro madri e nonne e, con grande felicità di Henny, la generazione successiva alla sua porta avanti la tradizione: condivide felicità e sfortune, i momenti insignificanti e quelli importanti. A fare da sfondo, le grandi vicende politiche e sociali degli anni Settanta e Ottanta: la Germania divisa, la guerra in Vietnam, il terrorismo, l’immigrazione; e poi gli scandali della Casa Bianca visti dall’Europa, lo scioglimento del blocco orientale e infine l’evento risolutore per eccellenza: il crollo del Muro nel 1989. Ma prima che la storia intervenga ad abbattere questa barriera, chiudendo un’epoca e aprendone una nuova, le vite delle protagoniste subiranno diversi scossoni. Dopo Figlie di una nuova era ed È tempo di ricominciare, la trilogia di Carmen Korn trova in questo volume la sua commovente conclusione.



Una grande parabola discendente: è così che definirei la trilogia di Carmen Korn che con Aria di novità chiude la saga iniziata con Figlie di una nuova era e che ci ha permesso di attraversare quasi un secolo di storia.

Ero molto curiosa di scoprire in che modo l'autrice avrebbe sviluppato questo ultimo romanzo, soprattutto per quanto riguardava tutti quei nuovi personaggi apparsi sul finire del secondo volume e che, questa volta, sono il perno attorno al quale ruota la storia.
Purtroppo, proprio loro sono uno dei problemi centrali del romanzo: figli e nipoti di Henny e Theo, di Rudi e Käthe e di Ida e Pian, infatti, non riescono a conquistare.
Lo spirito battagliero e rivoluzionario dei protagonisti del primo romanzo, la voglia di cambiare la società, di sopravvivere, di ricominciare, è totalmente assente nelle nuove generazioni.
Sicuramente questo è in parte dovuto alle differenti difficoltà che si troveranno ad affrontare rispetto ai loro genitori e ai nonni, ma mancano, in questo romanzo, quel calore, quella familiarità e anche quel filo di paura che permeava i primi due libri.

Sono varie le pecche che ho riscontrato durante la lettura di Aria di novità. Innanzitutto, il numero dei personaggi cresce in maniera esponenziale; è giusto che accada, soprattutto se prendiamo in considerazione l'arco temporale ricoperto dai tre romanzi.
Il problema si pone, però, nel momento in cui nessuno tra figli e nipoti dei protagonisti del primo libro, riesce a far breccia nel cuore del lettore e, soprattutto, a distinguersi per qualche caratteristica particolare.
Se i capostipiti delle famiglie, che qui ritroviamo anziani, si distinguono ancora per le loro spiccate personalità, così non si può dire di tutti i quei figli e nipoti che dovrebbero prendere il loro posto.
Durante tutta la lettura ho faticato a ricollegare i nomi dei personaggio al loro ruolo all'interno del romanzo; mi è parso di avere a che fare con delle ombre indefinite, alcune delle quali mi sono parse, a dirla tutta, totalmente superflue nell'economia del romanzo.


Ad acuire ancora di più il fastidio e rallentare la lettura, è stata la costante sensazione di frammentarietà del romanzo stesso.
La Korn segue lo stesso schema per tutti e tre i libri: i capitoli raccontano un la vita dei personaggi in un dato anno; i paragrafi all'interno dei capitoli, invece, raccontano la vita del singolo personaggio. In questo terzo capitolo, purtroppo, la scelta dell'autrice non ha funzionato: si ha spesso la sensazione di leggere delle parti buttate lì solo per fare volume.

Nell'insieme, Aria di novità è un lungo trascinarsi che di novità ne porta ben poche, il cui unico guizzo è racchiuso in quelle cento pagine finali in cui tornano protagoniste, quasi fosse un dolce commiato, le quattro giovani ragazze che tanto abbiamo amato all'esordio!

Probabilmente, se l'autrice avesse allungato di un centinaio di pagine i romanzi precedenti, questo volume conclusivo si sarebbe potuto evitare: molte situazioni, infatti, risultano superflue, altre quasi sterili.

Di sicuro, nell'insieme quella della Korn è una bella trilogia, il cui picco, però, rimane ancorato al romanzo d'esordio e il cui capitolo conclusivo si porta a termine solo per una forma di nostalgia e affetto nei confronti di quelle quattro donne, Henni, Käthe, Ida e Lina, che tanto ci hanno raccontato e trasmesso di pagina in pagina.


Commenti

  1. Concordo al 100% ,scarso . Mentre i primi 2 li avevo trovati simpatici e di facile lettura, quest'ultimo in grossa debacle.

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