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Recensione 'I ricordi non fanno rumore. La perfezione della memoria' di Carmen Laterza - Libroza


I RICORDI NON FANNO RUMORE. La perfezione della memoria || Carmen Laterza || Libroza || 31 luglio 2020 || 290 pagine


Bianca è una bambina allegra e vivace e vive con sua madre Giovanna in casa dei signori Colombo. La sua vita è fatta di cose semplici ma lo scoppio della Seconda Guerra mondiale travolge gli equilibri familiari e Bianca è costretta a lasciare Milano per andare in campagna dalla zia, dove pensa di poter cominciare una nuova vita. 
Bianca scopre ben presto che la guerra è ovunque intorno a lei, fuori e ancora di più dentro casa, e l’unica possibilità di sopravvivere è rendersi autonoma, imparare a contare solo su sé stessa. Ma per riuscirci deve mettere in discussione le proprie convinzioni sui rapporti familiari, sulle regole sociali e sulla verità dei propri ricordi.
Perché i ricordi sembrano cimeli di un passato lontano ma quando riemergono, di fronte agli snodi cruciali della vita, si rivelano per quello che sono: compagni silenziosi e discreti del nostro cammino che determinano la rotta delle nostre scelte. E come una bussola interiore ci guidano così: senza fare rumore.
Sullo sfondo di un’Italia divisa tra due guerre, quella ufficiale degli eserciti e quella clandestina dei partigiani, Carmen Laterza mette in scena una straordinaria parabola di formazione e resilienza in cui, ancora una volta, il messaggio di rinascita e speranza è affidato a figure femminili profonde e indimenticabili.


Ci sono libri "trascendentali" che si insinuano tra le pieghe della pelle e del cuore sin dalle prime righe e rimarranno nella memoria del lettore per lungo tempo.
Poi ci sono libri che camminano in punta di piedi e conquistano pagina dopo pagina. È questo il caso de I ricordi non fanno rumore, primo romanzo di Carmen Laterza e primo volume di una saga familiare ambientata durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale.

In questo romanzo conosceremo Giovanna e Bianca, madre e figlia, che vivono a Milano, dove Giovanna lavora come cameriera in casa della famiglia Colombo.
Man mano che la guerra avanza e i bombardamenti sulla città diventano sempre più frequenti, cresce anche la paura.
Giovanna deciderà, quindi, di lasciare Milano e far ritorno nella campagna pavese, quella campagna da cui era fuggita in giovanissima età, cercando ospitalità in casa della sorella maggiore.

Carmen Laterza ci racconta nove anni di vita di Bianca, con Giovanna a fare da filo conduttore e il resto della famiglia a muoversi sullo sfondo, entrando in scena quando è necessario dare una scossa alla trama.

Non è una storia travolgente, questa, non sconvolge, non trascina. Ma si fa amare e leggere facilmente; merito, sicuramente, della scrittura di Laterza, che, con la sua semplicità, conquista il lettore, creando una storia che profuma di realtà, ma, soprattutto, dei personaggi talmente veri da lasciare la sensazione che si tratti di persone reali.

Tra queste pagine ripercorreremo un pezzo di storia del nostre Paese, attraverso gli occhi di Bianca, che conosceremo bambina e saluteremo ragazza, pronti a ritrovarla nel secondo volume della serie.

Molto bella la caratterizzazione dei personaggi, in particolare di Giovanna e Bianca: la prima che combatte contro gli errori del passato, la secondo che, inconsapevolmente, ne paga le conseguenze.
Un po' prolissa e a tratti ripetitiva, invece, la parte centrale del romanzo; un romanzo che, però, ha il grande pregio di lasciare, nel lettore, la voglia di proseguire nella lettura per scoprire cosa accadrà a Bianca.

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