Recensione 'Misery'
di Stephen King - Pickwick

by - 8.1.24


MISERY || Stephen King || Pickwick || 8 giugno 1987 || 384 pagine



Paul Sheldon, un celebre scrittore, viene sequestrato in una casa isolata del Colorado da una sua fanatica ammiratrice. Affetta da gravi turbe psichiche, la donna non gli perdona di avere "eliminato" Misery, il suo personaggio preferito, e gli impone, tra terribili torture, di "resuscitarla" in un nuovo romanzo. 
Paul non ha scelta, pure rendendosi conto che in certi casi la salvezza può essere peggio della morte.
Un capolavoro dell'horror, divenuto un film culto con una strepitosa Kathy Bates, premiata con l'Oscar. Un incubo raccapricciante che solo Stephen King poteva concepire.


La scelta del primo libro dell'anno, per quanto mi riguarda, è sempre molto difficile: ho questa strana scaramanzia per la quale sbagliare la prima lettura avrà funeste ripercussioni su tutte quelle successive! È per questo motivo che valuto, ragiono, seleziono, metto da parte una pila di libri e poi inizio a scremare sino a giungere al prescelto!
Cerco di affidarmi sempre ad autori che ho già letto e di cui mi fido ciecamente e quest'anno è stata la volta di Stephen King e del suo Misery, compagno della mia estate da diciassettenne e, trent'anni dopo, delle prime ore di questo 2024.

Ricordavo a grandi linee la storia, ma non il finale né, tantomeno, quanto fosse cruenta in alcune parti e angosciante per tutta la sua durata.

Paul Sheldon e Annie Wilkes: sono loro i pilastri portanti di questo romanzo; uno scrittore e "la sua ammiratrice numero uno".
Paul, dopo aver rischiato di morire, si risveglia a casa di Annie, ex infermiera, che ha recuperato il suo corpo dall'auto semi-distrutta che lo racchiudeva e si è presa cura di lui.
Paul si era spaventato per quel che le aveva visto in faccia, perché non aveva visto niente, il niente nero di un crepaccio ripiegato nel terreno di un prato alpino, un nero in cui non crescevano fiori e dove interminabile sarebbe potuta essere la caduta.
Annie è ossessionata da Paul, ma, soprattutto, è ossessionata da Misery Chastain, il personaggio più famoso creato dalla sua penna, la protagonista assoluta di una serie di romanzi.
Quando Annie scoprirà che, nell'ultimo romanzo della serie, Misery morirà, per Paul si apriranno le porte dell'inferno.
Chiuso in camera, dipendente dagli anti-dolorifici che Annie gli somministra, con le gambe ridotte a due rami secchi e triturati, Paul non potrà far altro che assecondare la follia della sua carceriera e riportare in vita quell'eroina da lui tanto detestata.

King ci accompagna in un inquietante viaggio all'interno della mente umana, quella di Annie, folle, incontrollabile e sadica, e quella di Paul, spaventata, arrabbiata e angosciata.
Annie lo aveva trasformato in un animale vinto dal dolore e privato di opzioni morali.
Mentre Annie oscilla nell'oscura nube che è la sua mente, vagando tra momenti di esaltazione e altri di depressione profonda che sfociano in una furia incontenibile, Paul Sheldon è colui al quale King dedica maggiormente la sua attenzione, tessendo attorno a lui una sotto-trama che interseca pensieri e situazioni.
Viaggeremo nella mente di Paul e osserveremo la sua involuzione psicologica; conosceremo un uomo preda del dolore e della paura e lo vedremo trasformarsi in un essere che oscilla tra il terrore nei confronti della sua carnefice e la follia che lo accomuna a lei.

Non mancano le scene cruente, che si accompagnano in perfetto equilibrio a quei momento di calma che precedono la tempesta-Annie.
La bravura di King si evince soprattutto nei dettagli, nella capacità di indurre nel lettore le emozioni necessarie attraverso descrizioni che, a un primo, disattento, sguardo, potrebbero apparire semplici! E invece, vi troverete ansimanti e spaventati semplicemente leggendo del fiato corto di Paul!

È stupefacente come l'autore riesca a trascinarci nell'abisso fisico e mentale del suo protagonista, assieme al quale cercheremo una via di fuga da Annie Wilkes.
E anche noi, come Paul, continueremo a vedere Annie ovunque, perché lei si sarà impossessata della nostra mente, così come del nostro corpo.

In questo romanzo, King parla del "lettore assiduo", colui che legge talmente tanto da sviluppare un'attenzione spasmodica verso i dettagli di una storia.
Il lettore assiduo è colui che coglie tutte le incongruenze di una trama e difficilmente le perdona all'autore!
Ebbene se, come me, siete cresciuti con i romanzi di King, difficilmente potrete accontentarvi di livelli di scrittura più bassi. Lo standard è alto, ma che meraviglia è perdersi in storie così?!

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