Se sei nuova qui
Comincia da questi quattro
Le ultime chiacchiere
Libri per l'ora peggiore di agosto: quel pomeriggio in cui non si può fare niente
'La portinaia del 17' di Emma Cortesi: quando il déjà-vu diventa un genere letterario

Una portinaia coi capelli bianchi che sa tutto di tutti, un ex commissario a portata di cadavere, una Parigi che profuma letteralmente di ogni cosa esistente in natura e un doppio piano temporale piazzato lì perché fa sempre figo. La portinaia del 17 non è un romanzo, è un campionario di tutto ciò che avete già letto, riassemblato con la fiducia cieca di chi pensa che nessuno se ne accorgerà.
'Shirley' di Charlotte Brontë: un classico che mi ha delusa profondamente


C'è qualcosa di particolarmente amaro nel ritrovarsi a fissare un classico che non riesci ad amare. Non perché sia brutto in senso assoluto: Shirley di Charlotte Brontë ha un valore storico che non si discute, una rilevanza sociale che parla ancora benissimo al presente. Eppure. Eppure tra sapere che un libro conta e riuscire a leggerlo senza guardare ogni cinque minuti quante pagine manchino alla fine c'è una distanza enorme. E io quella distanza l'ho percorsa tutta, lentamente, con la pazienza di chi sente di dover concludere quello che ha cominciato.
'Le dirimpettaie' di Serena Bortone: tre donne meritavano un romanzo e ne hanno avuto uno e mezzo

Le dirimpettaie racconta tre donne che negli anni Sessanta si ritrovano vicine di pianerottolo e, come voleva l'epoca, diventano amiche per forza di cose più che per scelta. L'idea di partenza è preziosa, la condizione femminile vista da dentro le mura di casa. il problema è che Bortone le annega in capitoli filosofeggianti, ritmo che si impantana e un personaggio, Maria, che a un certo punto sembra uscito da tutt'altro libro. Restano belle pagine isolate e un rimpianto, quello per la storia secondaria che meritava di essere la principale.
La Libridinosa manda a quel paese chi si lamenta che le sue recensioni non funzionano sui social
Prima questione: cos'è una recensione
Seconda questione: l'algoritmo
Terza questione: il contenuto ottimo
Quarta questione: BookTok, Bookstagram e il grande equivoco
Quindi
Conclusione, con affetto invariato
'Qui tutti mentono' di Shari Lapena: un thriller che promette tutto e mantiene poco
Come si recensisce un libro nel 2026 senza diventare un'influencer di sé stessa
Riassunto delle puntate precedenti, per chi parla di libri ma non li legge
Mi schiero. Ma solo a metà e non per vigliaccheria
Diciamocela tutta: la vera paura non è l'autenticità
Cosa significa ancora, oggi, dire la verità su un libro
'Dandelion è morta' di Rosie Storey: quando un inizio brillante non basta a salvare un finale già scritto
Contro il buonismo narrativo: l'editoria ci sta proteggendo da quello che la letteratura dovrebbe darci
Stavo leggendo un buon libro. Poi è arrivato il finale.
Il libro-coperta e l'industria del conforto
Finché succede e perché è un problema
I libri che non mi hanno consolata e che amo esattamente per questo
Quello che chiedo a un libro
Ne parlano tutti. I libri, prima. - Stanca dei social? Benvenuta nel club. Fondato nel 1853.
Il quiet posting è il trend del 2026: smettere di pubblicare sui social, ritirarsi dalla visibilità, scegliere il silenzio. Ne parlano tutti. La letteratura lo fa da secoli. Bartleby lo scrivano di Melville, scritto nel 1853, ha già risposto a tutto. Spoiler: con due parole sole.
Quindi adesso smettere di postare è diventato figo
"Preferirei di no"
Io, Instagram e le persone che sentivano il bisogno di dirmelo
Ray Bradbury ci aveva già avvertiti. Non lo abbiamo ascoltato
Instagram ha rovinato i libri. L'ho detto.
Ottessa Moshfegh lo sapeva anche lei
Quindi, dove eravamo rimasti?
"Ne parlano tutti. I libri, prima." è la rubrica in cui parto da quello di cui tutti parlano e arrivo dove arrivo sempre: ai libri. Che, diciamolo, ci arrivano prima.
Nota della Libridinosa: si ringrazia Marito per la scelta dei titoli. Marito non è stato sottoposto ad alcuna tortura per lavorare a questo post (forse).
Laura
Leggere lentamente è l'ultima forma di ribellione
Una pagina in sei secondi (e altre bugie che raccontiamo all'algoritmo)
Perché 60 libri al mese non stanno in piedi (e la matematica non mente)
Il tornaconto dell'algoritmo e perché ci caschiamo
Quando i numeri hanno sostituito le emozioni
Il ritorno alla lentezza. O forse non se ne è mai andata davvero
'La radice del male' di Adam Rapp: quando il male abita in famiglia
Libri intelligenti ma non pesanti: 9 romanzi che ti rendono più sveglio (senza farti sentire una studentessa in sessione)
Sì, esistono. No, non sono pesanti. Sì, li sottolineerai col cappuccino in mano.
Perché questa guida esiste
"Intelligente ma non pesante" è quel libro che ti fa sentire più sveglia senza costringerti a leggere con la faccia da studentessa in sessione alle tre di notte. Ti dice cose profonde mentre tu sei lì, tranquilla, col cappuccino in mano, a sottolineare frasi come se niente fosse.
Ecco. Tienila a mente. Adesso vediamo dove si nasconde.












