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La felicità sta tra una pagina e l'altra (e un tè caldo)

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Piccola, silenziosa, ostinata: una forma di resistenza quotidiana È domenica. Tardo pomeriggio. Quell'ora strana in cui il giorno non è più giorno e la settimana successiva bussa senza ancora farsi vedere. Sono sul divano, accoccolata a Roby. Il tè è caldo, non più bollente. Il libro è aperto, ma non con l'urgenza di chi deve arrivare da qualche parte. Più con la calma di chi sa che può restare. Non succede niente di speciale. Niente foto da postare, niente momenti da segnare come importanti. C'è solo un libro aperto sulle ginocchia, il respiro di Roby che si appoggia al mio e quella sensazione precisa e riconoscibile: pace. Non felicità da fuochi d'artificio. Pace. Quando parlo di leggere come forza di resistenza ,  è esattamente questo che intendo. Non un gesto eroico, non la lettura come identità da difendere a colpi di storie e statistiche. Leggere, in questo senso, è un atto minuscolo ma ostinato. È scegliere di stare. È dire, senza proclami, che non tutto deve ess...

'Non ancora 101' di Irene Salvatori: dialogo semiserio tra due cani sul libro che serve quando serve

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NON ANCORA 101 Irene Salvatori Marcos y Marcos 256 pagine 21 gennaio 2026 Berlino, casa tra laghetti e parchi del sud. Una mamma estrosa e sola si barcamena fra tante lingue, tre figli e sei bracchi ungheresi che tengono banco. E branco. Non è uno scherzo tirare le fila di una vita dove non c’è un istante di tregua, si gioca una costante partita a scacchi, accerchiati da una banda di berlinesi DOC e d’importazione. Il distinto signore che molla i New Yorker nell’immondizia, la malefica che ti denuncia al minimo morso, lo spaesato che recita poesie in polacco, l’invidiabile e bellissima ricchissima famiglia che beati loro. Nel frattempo, un coro di pretendenti – tra cui Maikol Gexon e Jörn Meraviglia – parrebbe farsi avanti per adottare il ruvido e abbandonato Aaron. Perché Aaron sarebbe un compagno di vita fantastico, parla come un cavaliere di ventura. Ma tutti in questo romanzo hanno un linguaggio che allarga la vita. Anche Berlino, impagabile Wunderkammer, o la casa, sommo rifugio i...

Come ritrovare il piacere di leggere dopo un blocco

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C’è stato un periodo in cui, al posto di leggere, parlavo.  Parlavo con Roby.  Sul divano, in cucina, mentre preparavamo il caffè, anche quando non c’era niente di urgente da dire. Parlavo per il gusto di sentire le nostre voci rimbalzare per casa, per non riempire il silenzio con qualcosa che avrei dovuto fare.  I libri erano a pochi metri.  Non lontani. Non assenti.  Solo… fermi.  E io, invece di aprirli, aprivo discorsi. Piccoli. Quotidiani. Inutili all’apparenza. Ma necessari.  Col senno di poi, credo che quello fosse già leggere. Solo che non lo sapevo ancora.  Quando parlo di leggere come forma di resistenza , non intendo un gesto eroico.  Non intendo stringere i denti, continuare nonostante tutto, difendere la lettura come se fosse una bandiera da sventolare contro il mondo.  Intendo qualcosa di molto meno spettacolare. Resistere all’idea che tutto debba produrre qualcosa. Anche i libri. Anche l’amore per i libri.  Il mio bl...

Perché tutti parlando di "Skippy muore" e io no

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Letture, hype e onestà Comincio da qui, senza prenderla alla larga: in questo periodo non ho voglia di leggere un libro che so già potrei detestare. Lo dico subito, così evitiamo equivoci. Non è snobismo. Non è posa intellettuale. È memoria storica. I miei precedenti con questo autore non sono felici,  Il giorno dell’ape mi ha lasciato addosso una sensazione precisa e inequivocabile: fastidio. Quello che non evolve, quello che non chiarisce. Quello che ti infligge ferite a caso e poi se ne va, come se avesse fatto qualcosa di profondo solo perché è stato lungo e ambizioso. Ecco perché, quando questa settimana ovunque sento nominare Skippy muore , io provo una cosa molto poco letteraria ma molto onesta: indifferenza. Non irritazione. Non rifiuto militante. Proprio indifferenza.  Skippy muore è ovunque. È il libro di cui bisogna parlare. Quello che ti colloca subito nella categoria giusta: lettore serio, lettore colto, lettore che ti “capisce”. Eppure, più tutti ne parlano, pi...

'Le ventisette sveglie di Atena Ferraris' di Alice Basso: il libro che arriva quando sei pronta per lui

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LE VENTISETTE SVEGLIE DI ATENA FERRARIS Alice Basso Garzanti 334 pagine 21 gennaio 2025 Mi chiamo Atena Ferraris e mi sa che non sono come gli altri, inutile girarci intorno. Mia madre mi ha sempre detto che siamo tutti diversi, e quindi è come se fossimo tutti uguali. Non ne sono convinta, ma mi fido di lei. Ho trent’anni, vesto fuori moda e odio le sorprese. E ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Soprattutto faccio troppe domande, dicono. Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione. Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca. Mi fa sentire al sicuro. So che siamo in pochi a ragionare così. Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte. Tutta colpa del mio fratello gemello. Febo è uno scrittore in crisi e, per ritrovare l’ispirazione, si caccia nei guai più assurdi. Al momento, per esempio, si è iscritt...

Rileggere "Il giardino segreto" da adulta: una lettura condivisa che diventa passaggio

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Il giardino segreto lo avevo letto a dieci anni. Ne conservavo, per quanto possibile, un ricordo luminoso, quasi intoccabile. Così luminoso che, chissà perché, non mi era mai venuto in mente di rileggerlo. Come certi ricordi d'infanzia: li ami, ma non li rimetti in discussione. Poi è successo altro. Io e Roby abbiamo iniziato a leggerlo a Maty, la sera, prima di dormire. A voci alternate. Senza fretta.  E dopo la prima sera era già diventato un rito. Noi tre, luce tenue, silenzio buono, quella dolcezza che arriva solo quando la giornata smette finalmente di chiederti qualcosa. Rileggerlo oggi - a quarant'anni di distanza - è stato inevitabilmente diverso. Non perché il libro sia cambiato. Perché sono cambiata io. Da bambina non avevo gli strumenti per cogliere davvero la solitudine che attraversa queste pagine. La vedevo, sì, ma non nelle sue pieghe più profonde. Oggi quella solitudine mi è arrivata addosso con più forza. E non mi ha fatto male: mi ha semplicemente parlato. Mat...

Libri per ricominciare l'anno con il piede giusto: letture che accompagnano

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Gennaio è quel mese in cui tutti parlano di nuovi inizi, buoni propositi, vite stravolte. Io no. Gennaio, secondo me, è fatto per riprendere fiato. Per rimettere un piede davanti all'altro. per leggere senza dover dimostrare niente a nessuno - nemmeno a noi stesse. Questa non è una guida per diventare persone migliori. È una guida per ricominciare piano, con libri che non spronano, non giudicano, non urlano "forza!". Libri che semplicemente stanno con te. Ecco quelli che, secondo me, fanno proprio questo. La tentazione di essere felici - Lorenzo Marone Un libro che ti ricorda che non è mai troppo tardi per sistemare qualcosa. Nemmeno se ti senti in ritardo su tutto. L'uomo che metteva in ordine il mondo - Fredrick Backman Perfetto per chi sente il bisogno di rimettere insieme i pezzi, senza fretta. La lista dei miei desideri - Lori Nelson Spielman Gentile, rassicurante, senza la retorica del "cambia vita". Il rumore delle cose nuove - Paolo Genovese Per chi ...

'Cuore l'innamorato' di Lily King: quando l'amore fa più paura della perdita

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CUORE L'INNAMORATO Lily King  Fazi Editore 220 pagine 4 novembre 2025 La protagonista di Cuore l’innamorato , aspirante scrittrice, sa riconoscere una buona storia d’amore: i segreti e i sottotesti, gli alti e i bassi. Ma la sua storia d’amore più grande, quella che ha vissuto in prima persona, non ha mai seguito le regole. Nell’autunno dell’ultimo anno di college la ragazza incontra due studenti modello del suo corso di Letteratura, Sam e Yash. Grandi amici che vivono fuori dal campus nell’elegante casa di un professore in anno sabbatico, i ragazzi la invitano a entrare nel loro inebriante mondo fatto di fervore accademico, battute a raffica e partite a carte; la soprannominano “Jordan” e le fanno scoprire rapidamente i piaceri dell’amicizia, dell’amore e dell’ambizione intellettuale. La passione giovanile, però, è imprevedibile e lei si ritrova presto al centro di un triangolo amoroso complicato. Mentre la laurea si avvicina e si allontana, questi tre ventenni si trovano a fare s...

Leggere come atto di resistenza: quando i libri diventano un rifugio dal rumore del mondo

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È sera. Sono sul divano, accoccolata tra le braccia di Roby. La casa è in silenzio, ma non quel silenzio teso che fa venire voglia di controllare il telefono, riempire spazi, dire qualcosa "di intelligente" pur di non restare fermi. È un silenzio abitabile. Il libro è lì, sul tavolino. Non ci guarda con rimprovero. Non ci chiama. Non fa quella cosa fastidiosa che fanno certi oggetti culturali quando sembrano dire: dai, muoviti, produci, sfrutta il tempo. Sta fermo. Come noi. Ed è in quel momento - non mentre leggo, ma mentre non leggo - che capisco una cosa scomoda: forse la lettura, oggi, non è il gesto eroico che ci raccontiamo. Forse è una forma di resistenza molto più quieta. E molto meno instagrammabile. Viviamo in un tempo che misura tutto. Quello che fai. Quanto lo fai. Con che costanza. Con quale resa. Anche la lettura è finita dentro questo tritacarne: challenge, obiettivi annuali, pile da smaltire, numeri da esibire come medaglie. Leggi? Bene. Quanto?  Perché? A che...

I 5 errori che ogni lettore fa a gennaio

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Gennaio, il mese delle bugie educatamente accettate Gennaio è quel mese in cui, per qualche motivo inspiegabile, pensiamo di poter diventare persone nuove. Più organizzate. Più motivate. Più lettrici modello. È il mese delle agende intatte, delle TBR appena nate e già troppo ambiziose, delle frasi tipo: "Quest'anno mi gestisco meglio". Io gennaio lo guardo sempre con sospetto. Perché so già come va a finire: tanta buona volontà, poca lucidità e un comodino che collassa sotto il peso delle aspettative. Errore numero 1: trattare gennaio come un lunedì lungo Gennaio viene spesso vissuto come un enorme "dai, ripartiamo bene". Il problema è che non è un lunedì. È più un martedì freddo, con le occhiaie di dicembre ancora addosso. Pretendere concentrazione, entusiasmo e slancio creativo da un cervello appena uscito dalle feste è come chiedere a un gatto di fare agility: teoricamente possibile, emotivamente discutibile. Errore numero 2: ricominciare a leggere "fort...

"Un grammo di felicità al giorno" di Siri Østli: la malinconia gentile che non ti sconvolge (ma ti fa bene)

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UN GRAMMO DI FELICITÀ AL GIORNO Siri Østli Garzanti 360 pagine 25 ottobre 2022 È mattina, e Fie non vede l’ora di ricevere il suo messaggio quotidiano. Poche righe che contengono un compito da svolgere per tornare a vivere davvero e rompere la monotonia di giornate sempre uguali. Da qualche settimana, infatti, segue un calendario dell’Avvento in cui a ogni casella corrispondono un consiglio, un obiettivo o una motivazione. Non è certa di farcela, ma non ha nulla da perdere, e decide di accettare la sfida: solo così, in fondo, può mettersi in gioco davvero. A inventare questo stratagemma è stata sua sorella. Sara sa bene che Fie ha bisogno di qualcuno che la sproni a uscire dal guscio in cui si è rinchiusa dopo essere stata lasciata dal marito e con un figlio che si allontana sempre di più. Seguendo le indicazioni contenute nei messaggi, piano piano, Fie vede la sua vita cambiare. Sceglie un nuovo arredamento per la casa; prepara squisiti dolci al tepore del forno; adotta un cane e fa a...

Bookblogger vs me stessa di 13 anni fa: evoluzione o sopravvivenza?

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Allora recensivo per passione. Ora anche per ortopedia lombare Tredici anni fa scrivevo di libri per sentirmi meno sola. Non per costruire un'identità, non per "esserci", non per difendere un'opinione. Scrivevo perché dall'altra parte dello schermo immaginavo qualcuna come me: una che leggeva, che sentiva troppo, che aveva bisogno di capire se non era l'unica a sentirsi spezzata a pagina 214. Tredici anni fa non sapevo cosa fosse un algoritmo. E soprattutto non sapevo cosa significasse doverci essere. C'era il blog, c'erano i post, c'erano i commenti. Tanti e veri. E c'ero io, con un entusiasmo forse ingenuo, ma leggero sulle spalle. La me stessa di allora spiegava poco. Scriveva come se bastasse dire "questo libro mi ha fatto compagnia" per essere capita. Non sentiva il bisogno di giustificarsi, di argomentare fino allo sfinimento, di mettere le mani avanti. Leggeva e basta. Pubblicava e basta. Respirava. Poi è arrivato il resto. Le ...

Il Patto Editoriale 2026: la voce vera di Laura

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Alle mie lettrici e ai miei lettori Non vi prometto un anno leggero. Vi prometto un anno sincero . Nel 2026 non vi offrirò una versione migliore di me, ma quella più vera. Meno lucidata, meno pronta, meno performante. Ho deciso una cosa semplice e irreversibile: non parlerà più il personaggio. Parlerà la voce . Questo significa che a volte rideremo, a volte staremo in silenzio, a volte diremo cose scomode con parole eleganti e altre volte diremo cose eleganti con parole scomode. Non sarò sempre brillante, non sarò sempre d'accordo. Non vi darò quello che volete, ma non vi darò mai quello che non sento. Questo spazio non serve a dimostrare nulla. Non serve a reggere un ritmo, non serve a tenere una posizione. Serve a respirare insieme mentre si leggono le stesse ferite con nomi diversi. Nel 2026: leggeremo anche libri che deludono molleremo cose a metà senza vergogna cambieremo idea senza doverci giustificare difenderemo il piacere senza renderlo produttivo Qui non si viene per esse...

I social non stanno rovinando la lettura: stanno smascherando i lettori

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C'è questa frase che gira da anni, come un mantra da circolo letterario con sedie scomode e aria fritta: "Eh, ma i social hanno rovinato la lettura." No. I social non hanno rovinato un bel niente. Hanno semplicemente acceso la luce. E quando accendi la luce, vedi cose che prima erano lì uguali, solo più educate. La superficialità non è nata col BookTok Era già lì. Solo senza hashtag. I libri-merce esistevano anche prima. I lettori che leggevano "perché sì", "perché lo leggono tutti", "perché fa colto" esistevano anche prima. Solo che nessuno li filmava mentre piazzavano ventidue segnapagina coordinati per evidenziare frasi tipo: Il curling è uno sport pericoloso E sticazzi! Il BookTok non ha inventato la lettura superficiale. L'ha resa visibile, seriale, ripetibile. E soprattutto monocorde. Tutti leggono la stessa roba. E no, non è un caso. Apri BookTok e vedi: gli stessi libri le stesse reazioni le stesse lacrime le stesse copertine tenu...

'Wellness' di Nathan Hill: quando un romanzo scambia la lunghezza per profondità

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WELLNESS Nathan Hill Rizzoli 736 pagine 21 maggio 2024 Chicago 1993. Elizabeth e Jack sono arrivati nella grande metropoli a vent’anni, due origini molto diverse, ma lo stesso obiettivo di costruirsi una vita. La città è effervescente, in piena trasformazione, tante sono le spinte verso una nuova scena culturale. I due ragazzi vivono in due piccoli appartamenti in un quartiere bohémien, dove artisti e studenti infondono linfa giovane a una vecchia area industriale. Fin qui, non si conoscono. Ma le loro finestre affacciano sullo stesso vicolo e la sera, quando le luci si accendono, si accendono anche le loro vite intime: lei sfoglia pesanti manuali alla luce di una candela, accanto un bicchiere di vino, lui mescola colori e solventi, ispeziona negativi con la lente di ingrandimento. Elizabeth studia psicologia, Jack è fotografo. È inverno e si osservano. Una sera, a un concerto, Jack si fa coraggio e avvicina Elizabeth invitandola a bere qualcosa. Il periodo dell’università vissuto insi...