Recensione 'Il giardino delle farfalle' di Dot Hutchinson - Newton Compton Editori

Vicino a una villa isolata c'è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un'ombra gentile e una collezione di preziose "farfalle": giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c'è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla, cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell'FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all'ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze... Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere...

Titolo: Il giardino delle farfalle
Autore: Dot Hutchinson
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 15 giugno 2017
Pagine: 334

Trama: 1  Personaggi: 1  Stile: 1 



Vediamo di mettere le cose in chiaro, una volta per tutte:
Un thriller, per definirsi tale, deve provocare al fruitore dell'opera emozioni forti, in particolare suspense ed eccitazione che devono guidare la narrazione con improvvisi picchi o cadute nel livello della tensione, e con fasi costanti intervallate da fasi a ritmo veloce.
Vi è chiaro questo concetto? L'ho ripetuto tante e tante volte: il thriller è un genere che deve creare ansia! Il lettore deve prendere in mano il libro e non riuscire a metterlo giù sino all'ultima riga dell'ultima pagina, deve aver il fiato corto e sobbalzare ad ogni rumore!

E ora veniamo al romanzo di cui parliamo in questa recensione. Domanda che mi è stata posta più e più volte: perché proprio tu leggi un Newton Compton? È risaputo quanto poco io ami questa Casa Editrice (e i motivi ve li spiego nel video che trovate sul mio canale YouTube), ma questo romanzo mi è stato caldamente consigliato da La Lettrice sulle nuvole che, in quel di Pontremoli, ne ha parlato come se fosse uscito dalle sue mani!
Così, al primo giro in libreria l'ho acquistato e messo subito in lettura. Ora, se Chiara non è già fuggita verso luoghi a me sconosciuti e comunque privi di estradizione, le ricordo che da oggi dovrà dormire con un occhio aperto, perché io mi vendicherò!!

Mi era stato detto: "non guarderai più le farfalle allo stesso modo". Vero, verissimo! Adesso le guardo e, poverine, mi fanno pena per essere state usate in un libro così!
Questo romanzo è un graaaaaaaande, luuuuuuuungo, noioso interrogatorio. Due agenti dell'Fbi sono alle prese con Maya (o Inara... o come cavolo si chiama!), una delle ragazze sopravvissute nel "Giardino".
Cos'è il Giardino? Il ristorante in cui pranzano i personaggi di Beautiful? Anche! Ma in questo caso è un luogo creato da uno psicopatico che vi segrega delle ragazze. E che ci fa? Dai su, fate uno sforzo di fantasia e ci arrivate subito! 
Il tipo in questione, tale Mr McIntosh (state ridendo, vero? Vi sento da qui!), prende le ragazze quando hanno 16 anni, le porta nel giardino e tatua sulle loro schiene delle grandi ali di farfalla, poi cambia loro il nome e le tiene lì finché compiono 21 anni. Che fine facciano dopo, lo potete immaginare da soli (o quasi).
In questi cinque anni, lui e uno dei suoi figli le stuprano a ripetizione. Insomma, una gran fantasia di libro!

Ma il punto non risiede tanto nella mancanza di una trama originale quanto nel modo stesso in cui questa sia stata sviluppata. Una delle caratteristiche principali della vita delle ragazze nel giardino è la noia che costella le loro giornate; la stessa noia permea senza sosta il romanzo stesso.
Se lo spunto e l'idea potevano essere interessanti, così non è stato, purtroppo, per lo sviluppo della trama che, come detto, inizia e finisce senza guizzi, senza infamia e, soprattutto, senza lode!

Il personaggio del Giardiniere è una marionetta mossa dalla penna della scrittrice che, oltre a non caratterizzarlo in alcun modo, lo fa girare per questo giardino quasi fosse un Dio in terra, tanto che, nelle poche occasioni in cui dovrebbe suscitare terrore, rasenta semplicemente il ridicolo.
Le ragazze, altresì, sono entità che vagano senza mai riuscire a creare un legame col lettore che, a fine libro, si troverà a non aver provato per loro nulla se non una bieca indifferenza. L'empatia, l'affetto, la paura, la solidarietà: tutti sentimenti e sensazioni che dovrebbero scaturire in maniera naturale e spontanea verso chi prova tutte quelle sofferenze, rimangono tranquillamente chiuse in un cassetto!

Come detto in principio, la storia è scritta sotto forma di interrogatorio: l'autrice, inizialmente, ci parlerà di Maya come di una possibile complice, ma anche questo spunto è stato lasciato lì, a morire lentamente, proprio come una farfalla.
Il finale, poi, è qualcosa di assolutamente banale e inconsistente e serve solo a dare la mazzata finale ad un libro che, di suo, non ha nulla di avvincente e interessante. 

A tutto questo c'è da aggiungere, come sempre, il lavoro della Newton Compton! Eh già, volevate mica che si smentissero con un'edizione curata e priva di castronaggini? Ovviamente no! Davanti a tanti refusi, alcuni saltano davvero all'occhio: cibi che cambiano da un pagina all'altra, espressioni facciali dei personaggi che non ci è dato conoscere. Di tutto questo vi parlo nel video, così potrete farvi due risate!

Per quanto riguarda me, escludendo la serie di Matteo Strukul, di cui ad ottobre uscirà un quarto (e credo ultimo) volume, il mio petite affaire con Newton si conclude qui! Che continuino tranquillamente a scrivere "un grande thriller" su tutte le loro copertine, per me trattasi solo di grandi fregature!

Commenti

  1. *in sottofondo risata malvagia*

    Mai più grandi thriller!

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  2. Oddio 😂😂😂 effettivamente la mia amica è confusa nella lettura e non capisce dov'è che la storia vada a parare.

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    1. Da nessuna parte, puoi dirglielo così magari smette di perdere tempo!

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  3. Letto velocemente in attesa di pubblicare la mia recensione... bon, posso solo dire che se fosse stata complice la suddetta Maya... Inara... magari avremmo avuto quel pizzicuccio di pathos in più che manca totalmente in un romanzo che di thriller non ha assolutamente niente! Ah, tanto per dire, è una ca**ta pazzesca XD

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  4. Non potevo perdermi questa tua recensione! Mi rallegri la giornata.
    Povera Chiara però...
    Baci Lea

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  5. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  6. Non leggo molti thriller ma l'estate porta con sè qualche lettura di questo tipo, peccato che quelli che ho letto finora siano stati dei non thriller spacciati per tali, mi sembra che il fenomeno sia molto esteso! Bella la recensione, mi sono fatta una risata! ;D

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    1. Bisogna essere bravi e scovare i libri giusti... e non è facile, purtroppo.

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  7. Quando si dice "non giudicare un libro dalla copertina"!

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  8. Uno dei peggiori libri che abbia mai letto, ritmo lento e ripetitivo, personaggi assolutamente non credibili che sembrano usciti dalla fantasia di un dodicenne appassionato di film horror/erotici di serie b,il finale poi più che banale lo definirei come Fantozzi definiva la Corazzata Potemkin. Insomma alcune ore della mia vita sprecate...

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