Recensione 'Affidati a me' di Serge Joncour - Edizioni e/o


Titolo: Affidati a me || Autore: Serge Joncour || Editore: Edizioni e/o
Data di pubblicazione: 21 febbraio 2018 || Pagine: 333

Ludovic è grosso, alto due metri, ex giocatore di rugby; Aurore è minuta e delicata. Ludovic fa un lavoro misero, recupero crediti di casa in casa; Aurore è un'apprezzata creatrice di moda, titolare di un marchio che porta il suo nome. Ludovic, figlio di contadini del sud della Francia, è un po' rozzo; Aurore è una giovane signora borghese di gran classe. Ludovic è solo; Aurore è sposata con Richard, rampante imprenditore americano e ha due bei bambini. Due mondi completamente diversi. Niente li accomuna, se non il fatto che a Parigi vivono uno di fronte all'altra, divisi da un cortile in mezzo al quale troneggiano due alberi. Entrambi consapevoli della propria posizione sociale, istintivamente si evitano, quasi diffidano l'una dell'altro, fino a che il caso, sotto forma di due corvi minacciosi, li porta a un non richiesto incontro ravvicinato che per entrambi si rivela una scoperta meravigliosa. Divampa un amore. Lei vede in lui solidità, sicurezza e soprattutto schiettezza, virtù terribilmente latitante nell'infido mondo della moda. Lui trova in lei una femminilità ardente e raffinata insieme che non aveva mai neanche osato sognare. Ma l'intrecciarsi delle loro vite suscita una reazione a catena di eventi inaspettati che li porteranno dove mai avrebbero immaginato.

Trama: 3 || Personaggi: 2 || Stile: 4





Quando ti trovi davanti a certe copertine, la tua mente di lettore ti abbandona e lascia il posto a quel pizzico di esteta che alberga in te e che ti fa dire immediatamente: "Voglio questo libro!". Se poi su quel libro c'è la dicitura Edizioni e/o, da sempre sinonimo di cura editoriale e scelte azzeccate, allora anche la parte del lettore è accontentata!


Ed è così che mi sono ritrovata a leggere questa storia, ambientata in una Parigi che, per una volta, non è quella Ville Lumiere avvolta dal profumo di croissant burrosi e appena sfornati o fatta di stradine ricolme di fiori! Ci troviamo in una Parigi grigia e brumosa e i due protagonisti si muovo tra gente frettolosa e problemi quotidiani.

Ludovic trascorre le giornate vagando di casa in casa e cercando di recuperare soldi da cattivi pagatori.
Aurore vede il suo mondo sgretolarsi pian piano: un marito sempre più concentrato sulla carriera e la sua piccola casa di moda sull'orlo del fallimento, assieme ad un socio pronto a pugnalarla alle spalle, la stanno definitivamente mandando in crisi.
I due occupano lo stesso stabile e, tutte le volte in cui si incrociano, scatta, tra loro, una sorta di inspiegabile astio.

Quello che colpisce maggiormente di questo libro è la delicatezza che l'autore usa per descriverci due personaggi totalmente opposti tra loro: mentre Aurore ci appare fragile e quasi eterea, Ludovic è un omone che incute timore grazie alla sua stazza fisica. Per buona parte del romanzo ci si chiede come i due riusciranno ad interagire tra di loro e, mentre li seguiamo per le vie della capitale parigina, ci affezioniamo a loro, alla città, alle situazioni e alla scrittura, delicata e mai sopra le righe, di Joncour.
Ogni particolare è accuratamente descritto, ogni situazione appare vivida e vera.

Quello che non ho assolutamente capito di questa storia sono le due svolte che l'autore ci presenta nell'avanzare della narrazione; due svolte che nulla c'entrano con quello che è l'andamento iniziale della storia.
A metà libro abbiamo un'inaspettata quanto fastidiosa svolta romance che fa crollare miseramente tutto ciò che si era letto sino a quel momento. Non bastasse questo, dopo un altro centinaio di pagine il rapporto tra Ludovic e Aurore vira sul noir, con accenni a presunti omicidi e tentati suicidi che spiazzano il lettore e lo portano a chiedersi cosa stia leggendo.

Arrivati a fine lettura, la sensazione che rimane è quella di aver avuto tra le mani un romanzo con un ottimo potenziale e con un'ottima scrittura, ma che si è ridotto ad  un pastone di vicende e generi che non fanno altro che lasciare l'amaro in bocca e un senso di insoddisfazione latente.

Commenti

  1. Un romance camuffato! Oh my God! Non oso immaginare il tuo fastidio. Credo che passerò oltre perché, nonostante la cover è stupenda, la trama non mi attira particolarmente!

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    1. Diciamo che fastidio è il termine più gentile!

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  2. Grazie a copertine bellissime ho preso certe fregature...

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  3. Io lo sto leggendo adesso e ho appena superato il primo punto di svolta, come giustamente lo definisci tu...sto provando le stesse sensazioni descritte nella recensione...andrò avanti solo per vedere cos'altro è stato aggiunto...però sono certa che non lo consiglierei! Buona domenica!

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    1. hai assolutamente ragione! non lo consiglierei neanche io, purtroppo!

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  4. Grazie per avermi evitato una perdita di tempo, con una copertina così bella e un editore di tale portata ci sarei caduta in pieno

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