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[Bookswiffer...] 'Il miniaturista' di Jessie Burton - Bompiani

Se mi seguite su Facebook, saprete certamente che la mia (fintamente) geniale mente ha deciso che era ora di leggere quei libri che sostano nella mia libreria da tempo immemore! Per rendere il tutto più divertente, ho coinvolto La Biblioteca di Eliza e la Bacci di Due lettrici quasi perfette (insomma, le Ciambelle!). Visto che tutte e tre abbiamo la buonissima abitudine di acquistare libri su libri e poi non leggerli perché subentra sempre qualcosa di più recente, abbiamo pensato bene di darci una mano. Come? Semplice! Ognuna di noi, ogni mese, sceglierà 5 libri tra quelli che da più tempo sostano nella propria libreria e le altre due non dovranno far altro che pescare nella cinquina il libro da spolverare!
Questa è la cinquina di libri che ho proposto alle Ciambelle...


E il libro che la Bacci ha scelto per me è...


Titolo: Il miniaturista || Autore: Jessie Burton || Editore: Bompiani
Data di pubblicazione: 3 luglio 2014 || Pagine: 464

In un giorno d'autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman - Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma - bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. È arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo per iniziare una nuova vita come moglie dell'illustre mercante Johannes Brandt. Ma l'accoglienza è tutt'altra da quella che Nella si attende: invece del consorte, trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt, e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. L'unica attenzione che le riserva è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l'invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella non si perde d'animo e si rivolge all'unico miniaturista che trova ad Amsterdam, una enigmatica figura che sembra sfuggirle continuamente, anche se tra loro inizia un dialogo sempre più fitto, senza parole, ma attraverso piccoli, straordinari manufatti che raccontano i misteri di casa Brandt. Amore e tradimento, rancori e ossessioni, sesso e sete di ricchezza s'incontrano tra i canali di Amsterdam e in questo folgorante romanzo d'esordio.


Con Jessie Burton io ho avuto un approccio inverso: ho sempre sentito ogni bene su questo romanzo, ma proprio per questo l'ho sempre evitato.
Quando, però, ho letto La musa, secondo romanzo dell'autrice, ho deciso di acquistare anche il suo primo lavoro.
Acquisto effettuato a Tempo di Libri 2017 e libro che, come al solito, è finito in giacenza nella mia libreria. E quale occasione migliore del Bookswiffer per dargli una chance? 

Mai lo avessi fatto! Le aspettative, com'è ovvio, erano altissime... e sono state disattese già alle prime pagine.
Il mio problema più grande con questo romanzo è stata la noia che mi ha accompagnata per tutta le lettura.

La storia di Petronella Oortman, detta Nella, che a 17 anni va in sposa a Johannes Brandt, un mercante olandese, avrebbe dovuto affascinarmi. Invece, no!
Nella è figlia di un mercante che, alla sua morte, ha lasciato la moglie e i tre figli in balìa di debiti inestinguibili. La madre, pertanto, decide di puntare sul matrimonio di Nella, la figlia maggiore, per assicurarle un futuro.
Poco spazio viene lasciato alla conoscenza tra Nella e il suo futuro sposo; il romanzo, infatti, prende il via dal momento in cui Nella raggiunge la casa dello sposo ad Amsterdam.
Ad accoglierla, invece di Johannes, troverà Marin, la di lui sorella, e i due domestici, Otto e Cornelia.
La casa rispecchia in pieno l'atmosfera cupa che permea questo romanzo: stanze soffocanti e abitanti misteriosi che guardano Nella come fosse un ospite indesiderato.
Anche il rapporto tra gli sposi non convince mai.

Tutto ruota, però, attorno ad uno stipetto che Johannes dona a Nella come regalo di nozze, uno stipetto che riproduce fedelmente la loro casa.
È questo lo spunto che la Burton usa per raccontarci la storia del(la) miniaturista.

Lo stile dell'autrice, che tanto ho amato nel suo secondo romanzo, questa volta mi è apparso cupo e pesante, ma non sono riuscita a capire se si sia trattato di una scelta voluta, quasi ad enfatizzare ancora di più la cupezza della storia di Nella e delle strade di Amsterdam o se, più semplicemente, la Burton non sia riuscita a dare respiro a questa trama.

I personaggi, nell'insieme, rimangono piatti, incolori, bui. Con nessuno di loro si riesce a creare un legame di qualche tipo e benché siano pochi, alla fine della storia, nessuno rimane impresso nella mente del lettore.

Anche la storia del(la) miniaturista, che dovrebbe risultare misteriosa e tenere il lettore legato al romanzo sino alla fine, si rivela, invece, facilmente intuibile e anche alquanto banale, lasciando cadere dopo pochi capitoli, quell'aura di mistero che l'autrice voleva creare attorno a questa figura.


Commenti

  1. Su questo libro sono completamente d'accordo con te, hai avuto esattamente le mie stesse sensazioni. L'autrice è stata brava a rendere le atmosfere di un'Amsterdam del XVII secolo, ma a parte questo mi sono annoiata tantissimo, ho aspettato tutto il tempo quel quid in più che non è arrivato.

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    1. Se hai modo di leggere il secondo romanzo della Burton, fallo, perché merita davvero!

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  2. Questi sono proprio i motivi che mi hanno franata finora dal leggerlo e ormai ho letto queste osservazioni deluse su parecchi blog.

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  3. E invece a me era piaciuto parecchio. Strano che non mi siano arrivate maledizioni (o forse sì?)! Il prossimo mese, in caso, uccidi quell'altra

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    1. Come non ti sono arrivate? E dove sono andate a finire?

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