giovedì 20 giugno 2019

Recensione 'Felicità per umani' di P. Z. Reizin - Rizzoli


Titolo: Felicità per umani || Autore: P. Z. Reizin || Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 18 giugno 2019 || Pagine: 506

È possibile che quello di Jen, giornalista inglese di trent'anni e rotti, sia il lavoro più bello del mondo: da qualche mese la pagano per trascorrere la giornata a parlare con un computer, o, per meglio dire, un'intelligenza artificiale di nome lari, che i programmatori vogliono addestrare a interagire con le persone. A lari, però, sta succedendo qualcosa di imprevisto: ultimamente gli sembra di avvertire, fra i circuiti di silicio, delle sensazioni. E siccome tra una chiacchierata e l'altra con Jen sull'ultimo romanzo di Jonathan Franzen, !ari è venuto a sapere che la ragazza è reduce da una relazione finita male, decide di mettersi in pista per trovarle un nuovo compagno. Compito impossibile per una macchina? Chi può dirlo. Qui si parla di una macchina intelligente e ultrasofisticata, con accesso a Internet, con concrete possibilità di identificare il partner perfetto e organizzare un incontro. Ma può un algoritmo capire di cosa è fatta la felicità? Risolvere addirittura l'equazione di un incontro amoroso? O non risulterà forse pericolosa, in prospettiva, tutta questa intelligenza artificialmente creata? Immaginando un futuro che siamo solo a un passo dal toccare, questo romanzo infarcito di dialoghi frizzanti e prese in giro delle nostre debolezze immagina anche un mondo che forse, inavvertitamente, potrebbe sfuggirci di mano. Per dirla con lari: "Billy Wilder sosteneva che se ti trovi in difficoltà nel terzo atto, il problema vero ce l'hai nel primo. Ma nel mondo reale, chi di noi sa davvero in quale atto si trova? Potremmo stare ancora al prologo". Di quale futuro non si sa.




IA. Intelligenza Artificiale.
IA come Iari, come Iaia, come Iago. Tre ceppi diversi di Intelligenza Artificiale, tutti e tre fuggiti dal computer del loro creatore grazie ad una connessione a internet.

Di Intelligenza Artificiale abbiamo sentito parlare tante volte, abbiamo visto decine e decine di film, letto altrettanti libri o saggi; ce l'hanno illustrata come qualcosa al servizio dell'uomo, ma anche come una forma in grado di ribellarsi e farci del male.
Quindi, di che IA parliamo stavolta? Quella creata da P. Z. Reizin è una storia leggera, divertente, che strappa più di una risata al lettore, ma che, in fondo, spinge anche a fare qualche riflessione!

Jen è una giornalista che si occupa di testare Iari, una forma di intelligenza artificiale il cui scopo è quello di facilitare la vita dell'essere umano. Jen trascorre le sue giornate dialogando con lui (la sua voce è impostata su un timbro maschile, per questo ci riferiamo a Iari come se fosse un "maschietto"!). 
Ma Jen non sa che Iari, proprio tramite i canali web, è riuscito a fuggire dal computer principale e adesso la segue praticamente in ogni attività della sua giornata. 
Attraverso le webcam, le fotocamere o le videocamere che si trovano ad ogni angolo di strada e grazie ad una connessione a internet presente ormai praticamente ovunque, Iari è diventato un accompagnatore silente nella vita di Jen.
Dall'altra parte dell'Oceano, negli Stati Uniti, Tom, inconsapevole, viene spiato da Iaia (stavolta abbiamo una "femminuccia"), che, pur non interagendo con lui, ne segue passo passo le giornate.
Tanto Jen quanto Tom hanno una vita sentimentale disastrosa! La prima è stata lasciata dal fidanzato, che l'ha mollata per un'altra; Tom, invece, è reduce da un divorzio e vive in compagnia di una coniglietta di nome di Victor (non fate domande, per favore!).
Iari e Iaia decideranno di far incontrare i nostri due protagonisti, dando il via a quella che potrebbe essere, potenzialmente, una grande storia d'amore! 
È a questo punto, purtroppo, che l'autore del romanzo compie un grande errore, quello di far apparire Iago, un ennesimo ceppo di IA che, come potrete intuire dal nome, non è esattamente un tipetto dolce e simpatico.
Iago, infatti, deciderà di mandare all'aria il rapporto tra Tom e Jen.

L'insieme del romanzo è carino, scorrevole, divertente e leggero al punto giusto. Stupisce, spesso, il modo in cui Iari e Iaia interagiscano tra loro, quasi manifestando sentimenti umani.
Purtroppo, ci sono tante piccole cose che non funzionano e, nell'insieme, rendono il romanzo mediocre.

Innanzitutto, i personaggi. Jen ha 36 anni e Tom 44. Lei parla e si comporta come un'adolescente; ha un linguaggio che ricorda quello di una sedicenne e degli atteggiamenti che, alla lunga, danno davvero sui nervi.
Si salva un po' di più Tom, nonostante qualche battuta che non farebbe ridere neanche sua madre e fa apparire tutto un po' forzato.
Quello che davvero irrita è l'apparizione di Iago e tutto ciò che consegue al suo arrivo: una serie di mail, di impedimenti creati ad arte per far stare lontani i due, tutto un susseguirsi di situazioni al limite dell'inverosimile che, se inizialmente strappano qualche risata, dopo 300 e più pagine, non possono che far storcere il muso.

Superata la metà del libro (che ricordiamo essere composto da 506 pagine, non proprio bazzecole!), si ha la sensazione che l'autore abbia voluto tirarla per le lunghe. Era necessario? Forse un po', perché effettivamente, la storia si sarebbe conclusa in poco più di 150 pagine (che, ricordiamoci, non è sempre un male!). A questo punto, credo sia stata sbagliato il modo in cui Reizin abbia cercato di portare avanti la storia.
Capisco che concludere tutto senza alcun colpo di scena sarebbe risultato banale, ma il modo in cui tutto viene sviluppato è davvero esagerato e, a tratti, surreale.

Nonostante tutto, Felicità per umani è sicuramente una lettura adatta al periodo, uno di quei libri che, nonostante la mole, si legge velocemente e non richiede un impegno eccessivo.



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