martedì 18 giugno 2019

Recensione 'Lucia, Lucia' di Adriana Trigiani - Tre60


Titolo: Lucia, Lucia || Autore: Adriana Trigiani || Editore: Tre60
Data di pubblicazione: 13 giugno 2019 || Pagine: 290


New York, 1950. «Lucia, Lucia!» gridano i ragazzi, ammirati, quando Lucia Sartori cammina per le strade del Greenwich Village. Bella, Lucia, lo è di certo, ma è soprattutto determinata e ambiziosa. Ha trovato lavoro come stilista presso un grande magazzino di lusso, B. Altman & C., sull’elegante Fifth Avenue, ma questa è solo la prima tappa di un’ascesa che, ne è convinta, la porterà a essere una stella nel mondo dell’haute couture. Lucia però è anche l’ultima – e unica – figlia di una famiglia di orgogliose origini italiane. I suoi genitori e i suoi quattro fratelli sono convinti che prima o poi metterà la testa a posto, sposerà Dante, il suo fidanzato, e diventerà una tranquilla madre di famiglia… Allora, con un gesto che sconvolge i suoi cari e l’intero quartiere, Lucia rompe il fidanzamento e si dedica anima e corpo alla carriera. Almeno finché non arriva un uomo facoltoso, che giura di amarla e le fa balenare la possibilità di vivere nell’agiatezza e di far parte dell’élite newyorkese. E finché uno scandalo – un autentico fulmine a ciel sereno – non mette in serio pericolo l’onore dei Sartori…




Quando ero ragazzina, nelle mattine d'estate, amavo guardare le commedie italiane degli anni Cinquanta, quelle in cui ragazze con gonne a ruota e maglioncini attillati, sempre impeccabilmente pettinate e con almeno qualche centimetro di tacco ai piedi, si innamoravano del fratello maggiore della migliore amica!
Di quei film, la cosa che mi affascinava di più, era la semplicità della vita quotidiana: condomini che si trasformavano in un'unica grande famiglia e una quotidianità fatta di piccole cose come ascoltare una canzone finché il disco non si consumava!

Leggere questo nuovo romanzo di Adriana Trigiani, che torna in libreria a poco meno di un anno di distanza da La sposa italiana, è stato come guardare nuovamente uno di quei film!

Lucia, la protagonista che da il titolo al libro, è la quinta figlia di Antonio Sartori, un emigrante
veneto, proprietario di una Groceria nel Greenwich Village di New York.
Siamo negli anni Cinquanta e Lucia è cresciuta assieme ai quattro fratelli maggiori e ad un padre che l'hanno resa indipendente e tenace.
Unica nota stonata in questa famiglia così libera è la madre di Lucia, una donna ligia alle tradizioni, una madre che ha dedicato la sua intera esistenza alla cura della famiglia.

Lucia lavora come sarta presso B. Altman & Co., uno dei più famosi grandi magazzini e catena di lusso di New York.
Le sue giornate trascorrono tra  scampoli di lamè, sete preziose, broccati, perline e strass; il tutto condito dalle chiacchiere con le amiche e colleghe e dalle passeggiate col fidanzato Dante.
Sarà proprio quando la madre di Dante, durante la cena tra le famiglie per organizzare il matrimonio, farà capire a Lucia che, una volta sposata, dovrà lasciare il suo lavoro per dedicarsi alla casa e ai figli che verranno, che Lucia si renderà conto che la vita che le viene prospettata non le appartiene
Queste sono le mani di una sarta, non di una moglie
Seguiremo la vita di Lucia passo passo e, pagina dopo pagina, non potremo non affezionarci a lei, ai suoi fratelli e a quei genitori che, come ogni famiglia italiana che si rispetti, rimbrottano i figli, anche se ormai adulti, e strappano sempre qualche risata!

La vita di Lucia sarà costellata di begli abiti, di serate mondane, ma anche di grandi delusioni e noi la accompagneremo sino ai giorni nostri, quando la ritroveremo anziana, ma con ancora quella scintilla negli occhi che brilla di gioventù e di ribellione!

L'escamotage usato dalla Trigiani per raccontarci di Lucia e della sua famiglia, quello di farcela conoscere anziana, mi aveva inizialmente lasciata perplessa. Mi sono chiesta perché l'autrice avesse scelto di inserire un personaggio che pareva servire solo a dare il là al racconto di Lucia.
Arrivata a fine libro, però, mi sono resa conto che non ci sarebbe stato un modo migliore per portarci tra le vie del Greenwich Village, in quegli anni Cinquanta fatti di gonne a ruota, di cinture alte, di dischi che suonavano sino a rovinarsi, di ragazze che sognavano di percorrere la navata di una chiesa per andare incontro al loro sogno d'amore, ma anche di donne come Lucia che hanno fatto dell'indipendenza e della libertà il loro stile di vita!

1 commento:

  1. Mi incuriosiva già molto dalla copertina. Anche a me piacciono i romanzi di questo tipo... Lo prenderò certamente in considerazione 😊

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