martedì 11 giugno 2019

Recensione 'Piccola Sicilia' di Daniel Speck - Sperling & Kupfer


Titolo: Piccola Sicilia || Autore: Daniel Speck || Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 28 maggio 2019 || Pagine: 560

Sicilia, oggi. Dal fondo del mare emergono i resti di un aereo inabissatosi durante la Seconda guerra mondiale. Tra i reperti, una vecchia macchina fotografica con due iniziali perfettamente leggibili: M.R. Quelle di Moritz Reincke? Quando Nina era piccola, bastava menzionare quel nome perché calasse un silenzio di ghiaccio: in famiglia, il nonno Moritz era un tabù. Cineoperatore dell'esercito tedesco di stanza in Nord Africa, non aveva mai fatto ritorno a Berlino. Sul perché, solo tre parole: «Disperso nel deserto». Forse per questo Nina è diventata archeologa, per chiarire misteri irrisolti. Ma proprio ora che la verità sembra venire a galla insieme al relitto, una sconosciuta si fa avanti con una storia che stravolge ogni certezza. Nata a Tunisi, dice di essere figlia di Moritz - o meglio, Maurice: il nome della sua seconda vita. Tunisi, 1942. Nel quartiere chiamato «Piccola Sicilia» convivono da sempre ebrei, cristiani e musulmani. Tanti gli immigrati italiani, come la famiglia ebrea dei Sarfati: il dottor Albert e sua moglie Mimi; il figlio maggiore, Victor, affascinante pianista; e Yasmina, salvata dall'orfanotrofio e cresciuta come una figlia, animo inquieto che trova rifugio nei sogni e nell'adorazione per Victor. Con l'arrivo della guerra l'equilibrio del loro piccolo angolo cosmopolita inizia a vacillare. Tra gli invasori tedeschi, un giovane soldato filma quel mondo prossimo alla fine. Il suo nome è Moritz. Taciturno ma straordinario osservatore, preferisce restare ai margini dell'inquadratura, senza farsi coinvolgere dagli eventi. Non sa che una scelta di umanità sta per legare in maniera irreversibile il suo destino a quello di Victor e Yasmina. A costo della sua stessa vita. Perché non si può vivere senza scegliere, e non si può amare senza perdere l'innocenza. Sullo sfondo epico della storia in cui affondano le radici del nostro presente, s'intessono le sorti di due famiglie, spezzate e unite a loro insaputa. Un intreccio di destini in cerca di un luogo da chiamare casa, di un nome in cui trovare rifugio, di una storia in cui riconoscersi e sciogliere i nodi dell'anima.





Se, come me, avete amato Volevamo andare lontano, sicuramente avrete attesto con trepidazione l'uscita di Piccola Sicilia.
Trepidazione che mi ha portata a iniziare questo libro pochi giorni dopo averlo ricevuto.

Ciò che mi aveva affascinata del primo romanzo di Daniel Speck era il modo in cui l'autore mi aveva catapultata, dopo pochissime pagine, all'interno della vita dei personaggi e tra le pieghe di una storia che, ancora oggi, a distanza di un anno, riesce a farmi battere il cuore.
Prima di scrivere queste righe, ho riletto la recensione di Volevamo andare lontano e, se ancora ne avessi avuto bisogno, ho trovato conferma di quella sensazione che mi aveva accompagnata per tutta la lettura del romanzo; Piccola Sicilia, invece, sembra essere uscito dalla penna di un altro scrittore.

Sin dall'inizio questa storia appare stentata, quasi forzata, a tratti addirittura fredda.
Nonostante lo spunto di narrazione sia ottimo, mi è stato impossibile riuscire a entrare tra le pieghe di questa storia.
Tante sono, purtroppo, le pecche che affliggono questo romanzo.
Innanzitutto, pare che Speck abbia voluto permeare la storia di riflessioni, di spunti di saggezza che, benché il contesto possa apparire adatto (una parte della storia, infatti, si svolge durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale e delle persecuzioni naziste), non fanno altro che appesantire ulteriormente la lettura.
Questa scelta va, ovviamente, a discapito della trama che risultata spezzettata.

Un'eccessiva freddezza della scrittura, inoltre, rende i personaggi quasi irraggiungibili.
Fonte: Vento
Nonostante le vicende che vedono protagonisti Moritz, Nina e Yasmine, tutti e tre i personaggi risultano poco convincenti.
Nina, in particolare, risulta molto marginale: appare spesso come qualcuno messo lì solo per ascoltare i racconti che riguardano il nonno creduto morto.
Anche le poche volte in cui, invece, è parte attiva della storia, non riesce a far breccia nel cuore del lettore.
Nina è una donna ostica, razionale, spesso antipatica al punto tale che si preferiscono di gran lunga i momenti in cui sta seduta e ascolta!

Sono tanti gli argomenti che Speck tratta in Piccola Sicilia: la guerra, il nazismo, l'emigrazione, l'amore e i rapporti di famiglia.
Questo potrebbe giustificare le 560 pagine che compongono il romanzo, se non fosse che il libro risulta eccessivamente lungo e con un finale affrettato.

Insomma, viste le altissime aspettative, questo libro si è rivelato una grande delusione, che ho letto con molta fatica e che ho portato a termine con la speranza di una svolta improvvisa che, purtroppo, non è mai arrivata.
Un immenso passo indietro per questo autore che, invece, col primo lavoro mi aveva ammaliata e conquistata.

2 commenti:

  1. Beh a me anche il primo non piacque del tutto. Cioè la storia è anche bella ma la seconda aprte non mi ha convinto del tutto

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