venerdì 31 gennaio 2020

[BOOKSWIFFER] Recensione 'La regina ribelle' di Elizabeth Chadwick - Tre60

Ultimo giorno di questo gennaio durato 86 giorni e io, sul filo del rasoio, arrivo a parlarvi del libro che Lallina ha scelto per me tra i cinque che le avevo chiesto di spolverare!

In tutto il suo splendore, il libro scelto è stato...


LA REGINA RIBELLE || Elizabeth Chadwick || Tre60 || 25 ottobre 2018 || 469 pagine

Colta e bellissima, ambiziosa e spregiudicata, Eleonora d'Aquitania vive in un'epoca, il XII secolo, in cui le donne sono ridotte al silenzio e all'obbedienza. Ma lei è determinata a ribellarsi a ogni costrizione: partecipa alla seconda Crociata; divorzia dal primo marito - Luigi VII, re di Francia - e, nello sconcerto generale, sposa Enrico II d'Inghilterra, di undici anni più giovane; diventa la musa dei trovatori nella sua «Corte d'amore» a Poitiers, dove si cantano la passione e la sensualità; tratta come pedine di un gioco politico i due figli più amati, Riccardo Cuor di Leone e Giovanni. Il mondo la odia e la teme, ma non riesce a fermarla: sulla sua strada, Eleonora lascerà vittime innocenti e cuori straziati, in un turbine che finirà per travolgere lei stessa. Dalle nebbiose città inglesi all'Oriente delle Crociate, dalla Terrasanta al lusso della corte bizantina, Elizabeth Chadwick dipinge il ritratto di una donna straordinaria per la sua modernità, che ha amato, tradito, sofferto e lottato contro rivalità, odi e pregiudizi, proprio come una donna di oggi.




Ho questo romanzo a casa praticamente dal giorno della sua uscita e tutte le volte in cui mi sono ripromessa di leggerlo, per un motivo o per l'altro, ho sempre dovuto rimandare.
Un anno fa ero anche riuscita a iniziarlo, ma dopo le prime 30 pagine, il suono del campanello e il corriere con un libri inviati dalle CE, gli avevano dato il colpo di grazia.
Finalmente, grazie al bookswiffer, sono riuscita a dargli un'occasione e dedicargli il giusto tempo. Tempo che, però, mi è parso a tratti sprecato.

Che il romanzo storico sia la mia nicchia di conforto è ormai chiaro a tutti, ma per essere tale deve rispettare determinati canoni e uno di questi è che la parte romanzata, se presente, sia minima e soprattutto non invasiva.
Approcciarmi a La regina ribelle non è stato semplice, in quanto il personaggio di Eleonora d'Aquitania, vissuta agli inizi del XII secolo, è uno di quei personaggi con cui meno ho avuto a che fare nel mio percorso di lettrice di romanzi storici.

Eleonora, che nel romanzo viene chiamata col suo nome originale, Alienor, è una donna controversa, soprattutto se rapportata all'epoca in cui è nata e cresciuta. 
A soli 13 anni, erede dell'Aquitania, va in sposa a Luigi VII di Francia, divenuto erede al trono dopo la morte del fratello maggiore.
Luigi è uno dei personaggi più controversi di questo romanzo: cresciuto ed educato per prendere i voti, fece ritorno in patria alla morte del fratello maggiore nonché legittimo erede al trono di Francia.
L'essere stato preparato alla vita ecclesiastica influì molto sul suo matrimonio con Alienor: dopo un avvio della vita coniugale abbastanza piacevole, in cui i due giovani sposi erano attratti l'uno dall'altra e concordi nelle scelte da fare, Luigi ha un repentino cambiamento che lo porta ad allontanare la consorte e vedere cospirazioni in ogni luogo.
Di ritorno dalla Seconda Crociata, Alienor riuscì ad ottenere l'annullamento del matrimonio con Luigi, per sposare, poco tempo dopo, Enrico II d'Inghilterra, di molti anni più giovane di lei.
Dovreste fare un figlio maschio e restare vedova. È il massimo del potere che riuscirete mai a ottenere come donna, credetemi, a meno di monacarvi di vostra volontà.
In questo primo romanzo della trilogia, l'autrice ci racconta della vita di Alienor sino al 1154, quando la Regina era in attesa del secondo figlio di Enrico.
Il romanzo, che nella prima parte scorre veloce e leggero, portandoci a conoscere una donna tenace e sicura di sé, con l'avanzare della narrazione perde quel mordente necessario a non fare di un romanzo storico una lezioncina scolastica.

La vita di Alienor ci viene raccontata più dal punto di vista amoroso che non da quello storico, trasformando, agli occhi del lettore, una donna che fu, a modo suo, rivoluzionaria, in un personaggio in balìa di sentimenti e pulsioni sessuali.

La scrittura di Elizabeth Chadwick non ha quel mordente necessario a conquistare chi legge, perdendosi in descrizioni eccessive e spesso ripetitive. È giusto raccontare al lettore le usanze dell'epoca,  così come è piacevole poter immaginare gli ambienti in cui vivevano e si muovevano i personaggi o gli abiti che indossavano; ma quando mi trovo a leggere per la decima volta la descrizione dello stesso gioiello, il piacere si trasforma magicamente in noia!

Nell'insieme, La regina ribelle è stata una lettura piacevole, che forse ha un po' pagato la colpa di essere letto a poche settimane di distanza da Caterina d'Aragona, che è riuscito ad ammaliarmi e conquistarmi dopo poche pagine.
Ciò che mi rimane di questo romanzo è il piacere di aver scoperto un personaggio storico che poco conosco, ma a fine lettura non mi è rimasta quella voglia di proseguire con questa serie, requisito che, come ho detto più volte, ritengo fondamentale quando si tratta di romanzi in serie.

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