Recensione 'Dolce nero' di Charmaine Wilkerson - Frassinelli

 

DOLCE NERO || Charmaine Wilkerson || Frassinelli || 14 giugno 2022 || 375 pagine



«Gli oceani sono molto complessi. E che cosa dire della vita di una persona? Come si fa a mappare quella? I confini che una persona traccia fra sé e gli altri. Le cicatrici lasciate sul terreno del cuore.» Byron e Benny, fratello e sorella, non si parlano da anni. A riunirli nella casa di famiglia in California è una triste circostanza: la morte della madre, Eleanor Bennett. La donna ha lasciato ai figli una insolita eredità: un lungo messaggio vocale, che dovranno ascoltare insieme, e un dolce tipico dei Caraibi, da condividere «quando sarà il momento». Il racconto registrato dalla madre è un salto indietro nel tempo: fino agli anni Sessanta, a un'isola caraibica, alla storia di una ragazza risoluta che amava nuotare e osava sfidare le onde più alte del mare. È un intreccio struggente di fughe e nuovi inizi, legami che salvano e abbandoni che spezzano il cuore. È la scoperta di una verità a lungo nascosta che mette in discussione tutto ciò che Byron e Benny credevano di sapere dei loro genitori. Una rivelazione che potrebbe dividerli per sempre. Oppure riavvicinarli e ricreare l'intesa che li univa da bambini, realizzando così l'ultimo desiderio di Eleanor. "Dolce nero" è una saga che attraversa generazioni e continenti per parlarci di identità e radici, di ingiustizie e conquiste, di ricordi che ci definiscono e segreti che ci aiutano a sopravvivere. Un romanzo dolceamaro come la vita, in cui ritroviamo sapori e colori di quel luogo chiamato casa, reale o figurato che sia, da cui spesso fuggiamo ma a cui finiamo per ritornare. Per ritrovarci.

 Accadde cinquant'anni fa, in un'altra vita. Eppure è tutto collegato.

Un dolce, la black cake, a base di frutta macerata nel rum per intere settimane; uno di quei dolci che richiede una preparazione lunga e tanta pazienza. Questo il filo conduttore dal quale si dipana la storia che Charmaine Wilkerson ci racconta in queste pagine.
Una storia lunga oltre cinquant'anni, che vede protagonista una madre che, ormai in punto di morte, decide di svelare il suo segreto più grande ai due figli.
Un segreto che Eleanor ha tenuto chiuso nel suo cuore per quasi tutta la sua vita e che sta per cambiare definitivamente la vita di entrambi i suoi figli.

Byron e Benny non si parlano da anni, da quando, la sera del Ringraziamento, Benny è uscita da casa dei genitori per non farvi più ritorno. Da allora la distanza è diventata incolmabile, il silenzio ha preso il sopravvento sulle parole.
Sarà proprio la morte della madre a riavvicinare i due, ormai adulti. Eleanor ha lasciato loro un lungo messaggio vocale nel quale rivelerà la verità sulla sua vita, su quanto ciò che ha sempre loro raccontato sia frutto di una grande bugia.

Dolce nero è un romanzo corale, nel quale l'autrice lascia spazio a tante voci e tanti sentimenti; un romanzo nel quale i piani temporali fanno viaggiare il lettore lungo un tempo vorticoso come le onde che Eleanor affrontava prima a bracciate tenaci, poi su una tavola da surf.
A predominare, ovviamente, è proprio la voce della defunta Eleanor: sarà lei a raccontarci i suoi segreti, la sua vita fatta di continua fughe, di segreti, di nuovi inizi. 
Una vita trascorsa a nascondersi, ma a nascondere, soprattutto, un abbandono, una perdita che le è pesata sul cuore più di ogni altro segreto.
Consapevole di essere ormai quasi giunta alla fine del suo percorso, Eleanor decide di aprire il suo cuore ai due figli e di svelare loro ciò che non ha mai potuto dire per paura di essere scoperta.

L'autrice tesse un romanzo che assomiglia a un patchwork di emozioni, dove ogni tassello ci porta a scoprire un pezzetto di vita di Eleanor, ma anche dei suoi figli, del marito, degli amici, della famiglia che ha dovuto lasciare e della sua giovinezza.
Come in una matassa aggrovigliata, ci troveremo a cercare il capo da cui partire per ricostruire tutto, sino a scovare la cima del filo e seguire le evoluzioni dei personaggi e delle loro esistenze!
A fare da Cicerone, quella torta scura come la pelle di Eleanor; una torta quasi nera che ci ricorda, come fosse un profumo labile, che il razzismo permea le nostre vite ancora oggi.

Tanti sono i temi che l'autrice affronta in questo romanzo, che si pone come una storia di famiglia, ma affronta, seppure in maniera tenue, argomenti quali la discriminazione razziale e l'omosessualità.
Ammetto che in alcuni punti mi sarebbe piaciuto che Wilkerson approfondisse un po' di più certi temi. Ho trovato, invece, un po' "tirato" il finale, quasi l'autrice abbia deciso improvvisamente di dover aggiungere nuove storie per chiudere il cerchio della trama principale.
Qualche pagina in meno e qualche personaggio in meno avrebbero reso la lettura sicuramente più scorrevole.

I personaggi colpiscono, ma avrei voluto che venisse approfondita di più la vita di Benny, le cui scelte si ripercuoteranno, quasi come un circolo vizioso, sia su sé stessa che sulla famiglia. Byron, invece, fatica a farsi amare, nonostante sia il più presente tra i due fratelli.

Resta, comunque, una storia forte e ben scritta, che ci porta a conoscere luoghi meravigliosi, ricordandoci che anche nel cristallino mare caraibico, il dolore può uccidere.


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