Recensione IN ANTEPRIMA 'Trust' di Hernan Diaz - Feltrinelli

 


TRUST || Hernan Diaz || Feltrinelli || 14 giugno 2022 || 384 pagine 

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New York, anni cinquanta. Dopo la pubblicazione di un romanzo mendace e offensivo sulla sua vita, il ricchissimo finanziere Andrew Bevel, diventato milionario dopo alcune speculazioni seguite al crollo in Borsa del ’29, assume la giovane Ida Partenza, figlia di un anarchico italiano, perché lo aiuti a scrivere un’autobiografia in grado di raccontare finalmente la verità sui suoi successi e sulla sua defunta moglie, Mildred. Ida intuisce presto che nemmeno dalla sua penna, strettamente controllata dal committente, uscirà il ritratto fedele di una donna complessa la cui reale personalità continua a sfuggirle, e la morte improvvisa di Bevel la costringe infine a lasciare incompleto il lavoro. Soltanto trent’anni dopo ha la possibilità di accedere agli archivi della Fondazione Bevel, dove trova finalmente il diario di Mildred, prezioso tassello mancante all’enigma che ha lasciato nella sua vita un’impronta indelebile. Quattro testi, quattro generi letterari, quattro voci, quattro punti di vista compongono un raffinato gioco di specchi in cui dietro le scelte di un leggendario uomo d’affari americano si intravede la figura polimorfa e affascinante di una moglie, artefice misconosciuta della sua fortuna.

Leggere "Trust" è stato come cercare di comporre i pezzi di un puzzle, ma uno di quei puzzle difficili, dove, magari, c'è un cielo azzurro o un prato verde; e si sta lì, a provare ogni pezzo, scartarlo e passare al successivo, per poi ricominciare da capo dopo aver trovato quello giusto!

Il nuovo romanzo di Hernan Diaz racchiude in sé quattro libri diversi, scritti con quattro stili diversi e che ricoprono quattro generi diversi.
La narrazione iniziale viene modificata e corretta man mano che il libro procede, regalando al lettore un romanzo falso, un libro di memorie falso e un diario falso.

Nel primo romanzo, Harold Vanner ci racconta la storia del finanziere americano Benjamin Rask e del suo matrimonio con Helen. Mentre la fortuna di Benjamin cresce grazie anche al crollo in borsa del 1929, Helen viene isolata da tutti gli amici sino al punto di sviluppare la malattia mentale, latente sin dall'infanzia, ereditata dal padre.
Tra attici newyorkesi e cliniche svizzere, seguiremo la coppia nel loro tracollo sentimentale.
Nel secondo romanzo, la penna passa ad Andrew Bevel che ci regala una serie di paragrafi incompiute e note raccolte per un libro di memorie.

Il terzo libro, che porta la firma di Ida Partenza, è anche quello al quale avrei voluto fosse stato concesso più spazio.
Ida è un'autrice settantenne che ripensa alla sua giovinezza e a quando fu assunta per scrivere le memorie di Andrew Bevel.
Piacevole, scorrevole, interessante, questo terzo libro si chiude improvvisamente.
Momento clou è il quarto libro, diario di Mildred Bevel, la cui particolare struttura risulta essere la più spiazzante tra tutte quelle utilizzate da Diaz in questo volume.

Si nota, durante la lettura, una sorta di interconnessione tra i vari narratori, ma prevale, purtroppo, la sensazione di avere tra le mani un romanzo creato a tavolino, quasi un esperimento di laboratorio, uno di quei piatti pregiati al quale, però, qualcuno ha dimenticato di aggiungere una spolverata di sale.

La lettura scorre veloce, ma mi è mancato il guizzo, la passione, la scintilla che fa innamorare di un libro.
La struttura di questo romanzo diventa talmente ingombrante da porre dei limiti al suo stesso autore; limiti che, ovviamente, si riflettono sul lettore che, alla fine delle varie storie, viene lasciato solo a cercare di intrecciare i fili, ma mancano gli strumenti per farlo.

Una via di mezzo tra diario, romanzo e biografia, "Trust" è sicuramente un esperimento geniale, anche se non innovativo. Basti ricordare il meraviglioso 4321 di Paul Auster, nel quale lo "sliding doors" in quattro diverse vite dello stesso personaggio portava il lettore a barcamenarsi, senza mai perdersi, tra quattro storie diverse.
Nel caso di "Trust", invece, manca un legame netto tra i quattro romanzi, quasi la storia centrale sia stata minata e capovolta.

Un romanzo che sicuramente entrerà nel novero dei classici della letteratura moderna, ma che non mi sento di consigliare a chiunque. Una lettura non adatta a chi è abituato a storie dal taglio canonico, a lettori che non cercando certamente svago tra le pagine.
Richiede tempo e concentrazione, attenzione e precisione. Bello, ma con delle riserve.






Ringrazio la Casa Editrice per avermi inviato una copia del romanzo

2 comments:

  1. Infinitypassion.altervista.org10 luglio 2022 alle ore 19:08

    Con la tua recensione, ne ho letta un'altra qualche giorno fa, ho compreso che non fa per me. Sicuramente diventerà un'opera importante, ma oltre che impegnarmi voglio anche svagarmi leggendo. Mi rivolgerò ad altri autori. Grazie per la chiarezza nell'esposizione delle tue impressioni.

    RispondiElimina

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