Diario di Bordo - Non chiamatemi BookToker!


Vi ricordate quando sproloquiavamo di Instagram e dell'avvento dei Bookstagrammer? Discorsi iniziati nel vetusto 2017 e che, nel tempo, avevano portato noi BookBlogger di lunga data a urlare: "Non chiamateci Bookstagrammer!". Ebbene, oggi parliamo di un fenomeno nuovo... i BookToker!

Mettiamoci subito in chiaro una cosa: NON CHIAMATEMI BOOKTER! E ve lo dico con cognizione di causa, perché qualche giorno fa c'è stata una persona che ha osato farlo (tranquilli, è ancora viva... il respiratore al quale è attaccata funziona benissimo!).

Chi sono i o le BookToker? Innanzitutto, partiamo col dire che si tratta, molto spesso, di persone giovanissime; l'età media dei lettori del BookTok oscilla tra i 12 (sì, dodici, avete letto bene... li riconoscete perché sono quelli col biberon!) e i 20/22 anni al massimo.
Negli ultimi mesi hanno iniziato a fare capolino anche quelle del reparto geriatrico nel quale viviamo io e la Bacci, ma, insomma, siamo una netta minoranza e, solitamente, ci portiamo appresso quelle persone che ci hanno scoperte col blog, seguite su Instagram e adesso, povere loro (vi vogliamo bene, sappiatelo!), si sono rassegnate a scaricare TikTok perché era più semplice quello che pagarci la terapia!

Quali caratteristiche bisogna avere per essere un BookToker? Personalmente, credo che la caratteristica più importante sia non capire una beata minchia di libri. Ma come? Parlano di libri e non capiscono niente? Eh sì, cari miei ottuagenari che passate da qui! Noi che siamo abituati a sbirciare in libreria, sfogliare, soppesare, valutare, chiedere consigli ad amici, parenti, conoscenti, case libri auto viaggi e fogli di giornale... Noi che da mesi, ormai, ci crucciamo all'urlo di: "I libri nuovi fanno tutti schifo!", davanti a ciò che circola nel BookTok potremmo restarci secchi!

I BookToker leggono quattro libri in croce, sempre quelli, solo quelli. Non conoscono nient'altro al di fuori de "La canzone di Achille", "Il fabbricante di lacrime", "Una vita come tante", la Hoover, la Maas e pochi altri che io, quando li vedo in libreria, ho un attacco di orticaria!
I generi supremi che imperversano nel BookTok sono fantasy e romance e regina incontrastata è quella che le poppanti col biberon chiamano zia Felicia (sì, lei, quella là), che viene idolatrata manco fosse Dante e che se qualcuno osa criticare, apriti cielo, che le fiamme dell'inferno lo avvolgano per l'eternità!
Quindi, prima caratteristica: avere una visione limitata di generi letterari e titoli da leggere. Ma andiamo avanti!

Cosa fa di una persona un BookToker? Ebbene qui ci sono dei segni distintivi ben precisi e se non li avete tutti non potrete mai essere un BookToker che si rispetti!
Pronti? Prendete nota!
  1. I BookToker sfogliano i libri. Per minuti interi... sfogliano sfogliano sfogliano... Se avete culo, se non morirete prima, potreste anche scoprire di che libro si tratti. Ma nella maggior parte dei casi non lo saprete mai o perché lo stron... il BookToker ha in mano un'anteprima e non ve lo farà vedere o perché è un'incapace, ha calcolato male i tempi e il video si conclude a 2 secondi netti dalla soluzione del mistero. Voi, per stare sicuri, passate oltre sin da subito!
  2. La quantità di letture mensili. Dote fondamentale per essere un BookToker che si rispetti è quella di leggere almeno 25 libri al mese, altrimenti non siete nessuno! Volete mangiare, uscire con gli amici, studiare, lavorare, andare a fare la spesa, vi scappa la pipì? Male. Malissimo! Dovete leggere, leggere senza sosta. Dovete essere quelli che leggono più di tutti, quelli che a fine mese fanno il wrap-up (che no, non è un panino del McDonald's!) e hanno a fianco una pila di libri alta più della Scialletta Alta (ed è tanto alta la Scialletta Alta!).
  3. Quanti segnapagina usate? Sono pochi! Siete pezzenti! Terza regola fondamentale del BookToker che si rispetti è l'uso smodato di segnapagina, spesso in palette con la copertina dei libri o con l'arredamento di casa (e voi che volevate pagare la terapia a me e alla Bacci!). Un libro non viene ritenuto degno di considerazione se non viene riempito di segnapagina, sottolineature, evidenziature, appunti sui margini. Volete sapere una cosa? Secondo me i segnapagina li mettono a caso... tanto chi volete che controlli? 
  4. Le librerie devono essere "aesthetic". Che vuol dire? Che tutte le BookToker hanno librerie alte (pensate che risate ci faremmo con Lallina!), rigorosamente bianche (spesso si tratta di Billy Ikea, la peggior libreria che io abbia mai visto, quella con le mensole che fanno pancia al terzo libro che ci poggiate su!), possibilmente angolari o comunque lunghe per l'intera parete e nelle quali i libri sono  disposti in rigoroso ordine estetico (per saga, per colore delle coste, per altezza...). Se non avete una libreria così, siete poracce e non potrete mai far parte del mondo dei BookToker!
  5. La poltrona Strandmon. A libreria esteticamente perfetta deve seguire una poltrona da lettore. Vincitrice suprema in quel del BookTok è la poltrona Ikea Strandmon. Se mi seguite da un po', saprete sicuramente di cosa io stia parlando, visto che è quella poltrona dalla quale spesso vi parlo, quella rossa, avete presente? Pensate che io la ho da ormai tre anni! Perché sono una BookToker che si rispetti? No, perché sono anziana e quella regge bene la cervicale! Anche in fatto di colori c'è una precisa etichetta da seguire, infatti i BookToker tendono a preferire il grigio con qualche concessione al giallo. Io sono blogger e l'ho voluta rossa!
  6. Le dirette. Col culo sulla Strandmon e la libreria perfetta alle spalle, i BookToker ci deliziano con le loro dirette di lettura. Di che si tratta? Di gente che piazza il telefono sul cavalletto (che nel frattempo si fonde sotto al bollore della batteria!) e avvia una diretta nella quale si vede il BookToker leggere. E poi? E poi basta. Lui sta lì, comodo comodo, a leggere il suo libro, ricordandosi, si spera, che sta in diretta, quindi è il caso di evitare scaccolamenti e pulizie varie di parti del corpo solitamente nascoste alla vista dei più! Non cercate un senso, perché un senso non c'è (l'aveva capito già Vasco all'alba dei tempi!).
  7. I trend. Alcuni sono davvero carini e si basano su audio fatti da una persona che poi vengono ripresi da altri e che, spesso, servono a far conoscere libri sconosciuti ai più. E tutto sarebbe bello bellissimo se ci si fermasse a questi trend. Ma i BookToker sono gente strana e lanciano mode che, benedetto il cielo che ci sta sopra la testa, fanno venire voglia di trovarli tutti, uno per uno, e ucciderli a colpi di libri! I primi sono stati i video ASMR (non è un colpo di tosse, ma un acronimo) che consistono in spacchettamenti senza musica o parlato di sottofondo, ma con dieci unghie (rigorosamente smaltate) che ticchettano sulla scatola prima e sulla copertina del libro dopo. Ve lo dico cosa auguriamo tutte noi a chi fa questo tipo di video? Meglio di no ché gli avvocati costano e Loredana non trova Giuseppi!
  8. Trend numero due: NON ACCETTO CRITICHE sui libri che ho amato di più. Segue video in cui si mostrano cinque o sei libri che si sono amati alla follia e sui quali, dice il BookToker, non accetta nessun tipo di critica. Ok, bello, quindi che vuoi da me? Che ti scriva che anche io ho amato quei libri? Perché altro non posso fare! Qual è lo scopo di questo video? Farmi sapere che hai pianto tanto quando Achille ti ha parlato dei piedi di Patroclo? E sticazzi!
  9. Trend numero tre: i libri impacchettati. Questo è anche abbastanza recente e consiste nell'impacchettare tuuuuuutti i libri che si hanno ancora da leggere (le sento le risate delle amiche mie che sanno benissimo quale talento io abbia quando si tratta di impacchettare!). Quindi, il BookToker si arma di carta (da pacchi, di giornale, carta regalo, carta forno, gli involucri unti del Burger King...) e passa ore a incartare tutti i libri che giacciono in attesa nella sua libreria esteticamente perfetta. E poi che fa? Qui ci sono due scuole di pensiero: le più "sane" di mente pescano a caso, spacchettano e iniziano a leggere il libro; le psicopatiche livello pro, invece, mettono un numero su ogni pacchetto, poi in un barattolo inseriscono tanti bigliettini numerati quanti sono i libri e pescano di volta in volta. Che poi tra quel marasma di carta sprecata per impacchettare ci siano anche decine di libri ricevuti dalle Case Editrici, son dettagli!
  10. Le recensioni. La recensione del BookToker è un mondo a sé fatto di "l'ho amato tantissimo", "mi sta piacendo un sacco", "ho pianto pure l'acqua del battesimo". Argomentazioni, spiegazioni, motivazioni (tutto in ioni!) sono ritenute superflue da chi frequenta il BookTok, ma guai GUAI a non far sapere se un libro sia Spicy! Punto fondamentale sul quale si erge l'etica del BookToker è il livello di piccantezza di un libro. Non trombano? Il libro vale zero! Trombano poco? Via di Viagra!

Ecco, lettori miei cari, giovani e anziani che passate di qui alla ricerca di spunti di lettura e sapete di trovare recensioni sproloquianti ma che, sia lode, vi spiegano cosa troverete in un libro! Ecco, dicevo, questo è il perfetto decalogo del perfetto BookToker, un mondo nuovo, strano, nel quale le polemiche e le litigate che si scatenano sono tali che le litigate che si facevano su Instagram sembrano il battesimo di Gesù in quanto a pacatezza dei toni!

Io, ormai lo sapete, TikTok lo uso da parecchio tempo (credo di averlo scaricato nel pieno della pandemia) e lo adoro, mi ci diverto un sacco, maaaaaa... non frequento gente che parli di libri, non guardo video che parlino di libri, se, malauguratamente, l'algoritmo sta in dopo-sbronza e prova a propormi un video di qualche BookToker, gli ricordo immediatamente che no, io con quella gente lì non voglio averci a che fare! E lui, bravo bravo, sicuramente molto più bravo dell'algoritmo di Instagram, fa spallucce, mi dice di averci provato e lascia perdere, tornando a propormi video di Giuseppi, di cani cretini (come se non bastasse il mio!) e ricette di pizza!

Non so che rapporto abbiate voi con quello che viene riconosciuto come il social dei giovani, non so se lo frequentiate, utilizziate, se ogni tanto sbirciate anche solo per curiosità. A me spiace molto dovermi rendere conto di quanto Instagram avesse abbassato il livello del mondo dei libri, ma credo proprio di dover ammettere che TikTok abbia dato la mazzata finale.
Qualunque sia il vostro parere in merito a questo social, però, ricordate una cosa: non chiamatemi BookToker!

La Libridinosa

Cosa fai nella vita? Leggo!

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