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Visualizzazione dei post da 2026

Quando smetti di funzionare: cosa ci insegna Kafka sulla vita moderna

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Perché La metamorfosi  è così attuale? La metamorfosi  di Kafka è attuale perché racconta cosa succede quando una persona perde valore agli occhi degli altri: quando non produce, non funziona, non è più conveniente. La storia di Gregor Samsa parla di lavoro, amore incondizionato e di quanto sia facile diventare invisibili. C'è un modo molto rassicurante di leggere La metamorfosi : come un racconto sull'assurdo. Sull'insetto, sulla stranezza. È il modo migliore per non sentirsi coinvolti. Perché La metamorfosi  non parla di ciò che diventa Gregor Sansa, ma di ciò che era già: un corpo utile, una funzione economica, una presenza giustificata dal rendimento. Kafka non ci chiede di credere alla trasformazione. Ci chiede di accettare la normalità che la circonda. Ed è lì che il testo smette di essere strano e comincia a fare male. Il vero problema di Gregor Samsa: smettere di essere utile Gregor si sveglia insetto e pensa subito al lavoro. Non alla paura. Non allo scandalo. Al...

Perché il romance è sempre la stessa storia (e fingiamo di non accorgercene)

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Cliché, comfort narrativo e l'equivoco dell'incisività nel genere più difeso da tutti Il romance: ovvero perché se incontro ancora un "lui era alto, moro e tormentato" chiamo le autorità Mettiamo subito una cosa in chiaro: io non leggo romance. Non per snobismo, non perché "io leggo cose difficili". Non li leggo perché dopo un po' il mio cervello anticipa le frasi come quando rivedi un film troppe volte e inizi a recitare le battute prima degli attori. Come a dire che li apro, leggo tre righe e il mio cervello urla: "Aspetta... questo l'ho già letto. Nel 2009. Con un altro titolo." Apri un romance e succede questo: non entri in una storia, entri in un format. Sai già chi si amerà, quando fingeranno di odiarsi, quando scoperanno per la prima volta. La suspense è zero. L'imprevisto è bandito. L'effetto sorpresa in congedo permanente. Il romance non ti racconta una storia.  Ti rassicura che la storia sarà uguale a quella di prima. Sì. ...

'La traditrice' di Philippa Gregory: recensione critica tra storia e interpretazione

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LA TRADITRICE Philippa Gregory Harper Collins 528 pagine 14 ottobre 2025 Tra le ombre scintillanti della corte Tudor, Jane Parker cammina con passo sicuro. Gli occhi di tutti sono su di lei, ma nessuno vede davvero chi è. I segreti sono i suoi alleati, le bugie il suo scudo. Jane Parker è una moglie devota, una sorella fedele, una spia silenziosa. Ma è soprattutto la mente più acuta dell’Inghilterra di quel periodo. Mentre il potere dei Bolena vacilla e l’ira di un re imprevedibile si abbatte come una tempesta, Jane si muove sul filo delle alleanze, dove uno sguardo può tradire e un sorriso nascondere una condanna. Nella danza mortale degli intrighi, le sue parole possono plasmare un regno o farlo cadere, dicono che abbia segnato il destino di due regine e l’hanno marchiata come traditrice. Ma la verità è molto più pericolosa e cambierà la Storia.

Bookblogger vs Lettore "qualsiasi": chi legge per mestiere e chi per amore

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Tra citazioni evidenziate e pagine piegate, cronaca di una convivenza complicata Quando un angolo piegato fa più male di una stroncatura La prima volta che ho visto piegare un angolo di una pagina davanti a me, ho provato un dolore fisico. Non metaforico: fisico. Come se qualcuno avesse piegato con forza un mio braccio dietro la schiena. Il lettore "qualsiasi" l'ha fatto senza cattiveria. Con naturalezza. Una piega rapida, risolutiva. Segno di passaggio. Io, invece, con i miei segnalibri ordinati e le matite morbide, ho pensato: questa non è una persona, è un animale selvatico. Eppure, da lì è iniziata la nostra convivenza. Chi legge per mestiere e chi legge per abbandono Il problema non è chi piega gli angoli. Il problema è che noi leggiamo in modo diverso e facciamo entrambi fatica ad ammetterlo senza sentirci sbagliati. Io leggo per "mestiere". Che non significa leggere senza amore, ma leggere con addosso una responsabilità. Leggere pensando già a cosa dirò, ...

Come non farsi fregare dai consigli "motivazionali" da lettori perfetti

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Perché "se vuoi il tempo lo trovi" è la frase più tossica detta a chi ama leggere C'è una frase che mi manda in sofferenza più di un refuso in prima pagina. Una di quelle che arrivano puntuali come l'influenza stagionale, con l'aria di chi sta facendo del bene all'umanità: "Se vuoi il tempo lo trovi". Detta a chi legge poco. Detta a chi è stanco. Detta a chi ama profondamente i libri, ma non riesce sempre a infilarli in agenda come una vitamina obbligatoria. Ogni volta che la sento, mi viene voglia di chiudere Instagram fare un respiro luuuuuuungo. Così lungo da farmi dimenticare la password. Quando la lettura diventa una disciplina (indovinate: non funziona) Negli ultimi anni la lettura è stata raccontata come il fitness.  Allenamento quotidiano. Costanza. Routine. Disciplina. Se non leggi, è perché non ti impegni abbastanza. Se non trovi tempo, è perché non lo vuoi davvero. Se molli un libro, è perché non sei abbastanza motivata. Il problema non è ...

"Sangue marcio" di Antonio Manzini: quando il male cresce in famiglia

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SANGUE MARCIO Antonio Manzini Piemme 224 pagine 24 giugno 2025 Pietro e Massimo sono due bambini privilegiati. La loro è una famiglia facoltosa e hanno tutto quello che si può desiderare: una villa con piscina, un campo da tennis privato, i primi videogiochi. Un'infanzia felice, sospesa in un sogno borghese. Finché, un giorno d'autunno del 1976, il mondo crolla. La polizia irrompe in casa e il padre viene arrestato. I giornali, pochi giorni dopo, lo ribattezzeranno "il mostro delle Cinque Terre". Quasi trent'anni più tardi, i due fratelli non potrebbero essere più diversi. Pietro è cresciuto in un istituto a Torino ed è diventato un cronista di nera. Massimo, affidato a uno zio, è un commissario di polizia. A unirli di nuovo è una scia di delitti, firmati da un serial killer spietato. Il tempo li ha cambiati. Massimo, un ragazzino impulsivo che metteva tutti in riga con il suo motto «Vatti a nascondere in Tibet» oggi è un uomo svuotato, con troppe ombre e troppi M...

Il giudizio sugli audiolibri è snobismo puro

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C’è una frase che, nel mondo dei lettori cartacei duri e puri, gira con una sicurezza disarmante: “Ascoltare audiolibri non è leggere.” La pronunciano spesso con aria compassionevole, come si parla a chi ha preso una scorciatoia.  Come se l’audiolibro fosse la soluzione per il lettore pigro.  Peccato che non sia così, che questa convinzione non sia amore per la carta, ma snobismo travestito da valore.  Partiamo da una cosa semplice (e scomoda) Esistono studi che dimostrano che, quando ascoltiamo una storia, nel cervello si attivano le stesse aree della lettura tradizionale.  Comprensione, immaginazione, costruzione delle immagini mentali: tutto lì. Identico.  Ma anche senza scomodare la scienza - che tanto viene ignorata quando disturba - basterebbe l’esperienza.  Perché ascoltare è più difficile che leggere.  Quando leggi con gli occhi, puoi tornare indietro, rallentare, fermarti.  Quando ascolti, devi restare lì. Presente. Attenta.  Un atti...

La felicità sta tra una pagina e l'altra (e un tè caldo)

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Piccola, silenziosa, ostinata: una forma di resistenza quotidiana È domenica. Tardo pomeriggio. Quell'ora strana in cui il giorno non è più giorno e la settimana successiva bussa senza ancora farsi vedere. Sono sul divano, accoccolata a Roby. Il tè è caldo, non più bollente. Il libro è aperto, ma non con l'urgenza di chi deve arrivare da qualche parte. Più con la calma di chi sa che può restare. Non succede niente di speciale. Niente foto da postare, niente momenti da segnare come importanti. C'è solo un libro aperto sulle ginocchia, il respiro di Roby che si appoggia al mio e quella sensazione precisa e riconoscibile: pace. Non felicità da fuochi d'artificio. Pace. Quando parlo di leggere come forza di resistenza ,  è esattamente questo che intendo. Non un gesto eroico, non la lettura come identità da difendere a colpi di storie e statistiche. Leggere, in questo senso, è un atto minuscolo ma ostinato. È scegliere di stare. È dire, senza proclami, che non tutto deve ess...

'Non ancora 101' di Irene Salvatori: dialogo semiserio tra due cani sul libro che serve quando serve

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NON ANCORA 101 Irene Salvatori Marcos y Marcos 256 pagine 21 gennaio 2026 Berlino, casa tra laghetti e parchi del sud. Una mamma estrosa e sola si barcamena fra tante lingue, tre figli e sei bracchi ungheresi che tengono banco. E branco. Non è uno scherzo tirare le fila di una vita dove non c’è un istante di tregua, si gioca una costante partita a scacchi, accerchiati da una banda di berlinesi DOC e d’importazione. Il distinto signore che molla i New Yorker nell’immondizia, la malefica che ti denuncia al minimo morso, lo spaesato che recita poesie in polacco, l’invidiabile e bellissima ricchissima famiglia che beati loro. Nel frattempo, un coro di pretendenti – tra cui Maikol Gexon e Jörn Meraviglia – parrebbe farsi avanti per adottare il ruvido e abbandonato Aaron. Perché Aaron sarebbe un compagno di vita fantastico, parla come un cavaliere di ventura. Ma tutti in questo romanzo hanno un linguaggio che allarga la vita. Anche Berlino, impagabile Wunderkammer, o la casa, sommo rifugio i...

Come ritrovare il piacere di leggere dopo un blocco

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C’è stato un periodo in cui, al posto di leggere, parlavo.  Parlavo con Roby.  Sul divano, in cucina, mentre preparavamo il caffè, anche quando non c’era niente di urgente da dire. Parlavo per il gusto di sentire le nostre voci rimbalzare per casa, per non riempire il silenzio con qualcosa che avrei dovuto fare.  I libri erano a pochi metri.  Non lontani. Non assenti.  Solo… fermi.  E io, invece di aprirli, aprivo discorsi. Piccoli. Quotidiani. Inutili all’apparenza. Ma necessari.  Col senno di poi, credo che quello fosse già leggere. Solo che non lo sapevo ancora.  Quando parlo di leggere come forma di resistenza , non intendo un gesto eroico.  Non intendo stringere i denti, continuare nonostante tutto, difendere la lettura come se fosse una bandiera da sventolare contro il mondo.  Intendo qualcosa di molto meno spettacolare. Resistere all’idea che tutto debba produrre qualcosa. Anche i libri. Anche l’amore per i libri.  Il mio bl...

Perché tutti parlando di "Skippy muore" e io no

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Letture, hype e onestà Comincio da qui, senza prenderla alla larga: in questo periodo non ho voglia di leggere un libro che so già potrei detestare. Lo dico subito, così evitiamo equivoci. Non è snobismo. Non è posa intellettuale. È memoria storica. I miei precedenti con questo autore non sono felici,  Il giorno dell’ape mi ha lasciato addosso una sensazione precisa e inequivocabile: fastidio. Quello che non evolve, quello che non chiarisce. Quello che ti infligge ferite a caso e poi se ne va, come se avesse fatto qualcosa di profondo solo perché è stato lungo e ambizioso. Ecco perché, quando questa settimana ovunque sento nominare Skippy muore , io provo una cosa molto poco letteraria ma molto onesta: indifferenza. Non irritazione. Non rifiuto militante. Proprio indifferenza.  Skippy muore è ovunque. È il libro di cui bisogna parlare. Quello che ti colloca subito nella categoria giusta: lettore serio, lettore colto, lettore che ti “capisce”. Eppure, più tutti ne parlano, pi...

'Le ventisette sveglie di Atena Ferraris' di Alice Basso: il libro che arriva quando sei pronta per lui

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LE VENTISETTE SVEGLIE DI ATENA FERRARIS Alice Basso Garzanti 334 pagine 21 gennaio 2025 Mi chiamo Atena Ferraris e mi sa che non sono come gli altri, inutile girarci intorno. Mia madre mi ha sempre detto che siamo tutti diversi, e quindi è come se fossimo tutti uguali. Non ne sono convinta, ma mi fido di lei. Ho trent’anni, vesto fuori moda e odio le sorprese. E ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Soprattutto faccio troppe domande, dicono. Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione. Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca. Mi fa sentire al sicuro. So che siamo in pochi a ragionare così. Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte. Tutta colpa del mio fratello gemello. Febo è uno scrittore in crisi e, per ritrovare l’ispirazione, si caccia nei guai più assurdi. Al momento, per esempio, si è iscritt...

Rileggere "Il giardino segreto" da adulta: una lettura condivisa che diventa passaggio

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Il giardino segreto lo avevo letto a dieci anni. Ne conservavo, per quanto possibile, un ricordo luminoso, quasi intoccabile. Così luminoso che, chissà perché, non mi era mai venuto in mente di rileggerlo. Come certi ricordi d'infanzia: li ami, ma non li rimetti in discussione. Poi è successo altro. Io e Roby abbiamo iniziato a leggerlo a Maty, la sera, prima di dormire. A voci alternate. Senza fretta.  E dopo la prima sera era già diventato un rito. Noi tre, luce tenue, silenzio buono, quella dolcezza che arriva solo quando la giornata smette finalmente di chiederti qualcosa. Rileggerlo oggi - a quarant'anni di distanza - è stato inevitabilmente diverso. Non perché il libro sia cambiato. Perché sono cambiata io. Da bambina non avevo gli strumenti per cogliere davvero la solitudine che attraversa queste pagine. La vedevo, sì, ma non nelle sue pieghe più profonde. Oggi quella solitudine mi è arrivata addosso con più forza. E non mi ha fatto male: mi ha semplicemente parlato. Mat...

Libri per ricominciare l'anno con il piede giusto: letture che accompagnano

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Gennaio è quel mese in cui tutti parlano di nuovi inizi, buoni propositi, vite stravolte. Io no. Gennaio, secondo me, è fatto per riprendere fiato. Per rimettere un piede davanti all'altro. per leggere senza dover dimostrare niente a nessuno - nemmeno a noi stesse. Questa non è una guida per diventare persone migliori. È una guida per ricominciare piano, con libri che non spronano, non giudicano, non urlano "forza!". Libri che semplicemente stanno con te. Ecco quelli che, secondo me, fanno proprio questo. La tentazione di essere felici - Lorenzo Marone Un libro che ti ricorda che non è mai troppo tardi per sistemare qualcosa. Nemmeno se ti senti in ritardo su tutto. L'uomo che metteva in ordine il mondo - Fredrick Backman Perfetto per chi sente il bisogno di rimettere insieme i pezzi, senza fretta. La lista dei miei desideri - Lori Nelson Spielman Gentile, rassicurante, senza la retorica del "cambia vita". Il rumore delle cose nuove - Paolo Genovese Per chi ...

'Cuore l'innamorato' di Lily King: quando l'amore fa più paura della perdita

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CUORE L'INNAMORATO Lily King  Fazi Editore 220 pagine 4 novembre 2025 La protagonista di Cuore l’innamorato , aspirante scrittrice, sa riconoscere una buona storia d’amore: i segreti e i sottotesti, gli alti e i bassi. Ma la sua storia d’amore più grande, quella che ha vissuto in prima persona, non ha mai seguito le regole. Nell’autunno dell’ultimo anno di college la ragazza incontra due studenti modello del suo corso di Letteratura, Sam e Yash. Grandi amici che vivono fuori dal campus nell’elegante casa di un professore in anno sabbatico, i ragazzi la invitano a entrare nel loro inebriante mondo fatto di fervore accademico, battute a raffica e partite a carte; la soprannominano “Jordan” e le fanno scoprire rapidamente i piaceri dell’amicizia, dell’amore e dell’ambizione intellettuale. La passione giovanile, però, è imprevedibile e lei si ritrova presto al centro di un triangolo amoroso complicato. Mentre la laurea si avvicina e si allontana, questi tre ventenni si trovano a fare s...

Leggere come atto di resistenza: quando i libri diventano un rifugio dal rumore del mondo

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È sera. Sono sul divano, accoccolata tra le braccia di Roby. La casa è in silenzio, ma non quel silenzio teso che fa venire voglia di controllare il telefono, riempire spazi, dire qualcosa "di intelligente" pur di non restare fermi. È un silenzio abitabile. Il libro è lì, sul tavolino. Non ci guarda con rimprovero. Non ci chiama. Non fa quella cosa fastidiosa che fanno certi oggetti culturali quando sembrano dire: dai, muoviti, produci, sfrutta il tempo. Sta fermo. Come noi. Ed è in quel momento - non mentre leggo, ma mentre non leggo - che capisco una cosa scomoda: forse la lettura, oggi, non è il gesto eroico che ci raccontiamo. Forse è una forma di resistenza molto più quieta. E molto meno instagrammabile. Viviamo in un tempo che misura tutto. Quello che fai. Quanto lo fai. Con che costanza. Con quale resa. Anche la lettura è finita dentro questo tritacarne: challenge, obiettivi annuali, pile da smaltire, numeri da esibire come medaglie. Leggi? Bene. Quanto?  Perché? A che...