Rileggere "Il giardino segreto" da adulta: una lettura condivisa che diventa passaggio
Il giardino segreto lo avevo letto a dieci anni. Ne conservavo, per quanto possibile, un ricordo luminoso, quasi intoccabile. Così luminoso che, chissà perché, non mi era mai venuto in mente di rileggerlo. Come certi ricordi d'infanzia: li ami, ma non li rimetti in discussione.
Poi è successo altro.
Io e Roby abbiamo iniziato a leggerlo a Maty, la sera, prima di dormire. A voci alternate. Senza fretta.
E dopo la prima sera era già diventato un rito. Noi tre, luce tenue, silenzio buono, quella dolcezza che arriva solo quando la giornata smette finalmente di chiederti qualcosa.
Rileggerlo oggi - a quarant'anni di distanza - è stato inevitabilmente diverso.
Non perché il libro sia cambiato.
Perché sono cambiata io.
Da bambina non avevo gli strumenti per cogliere davvero la solitudine che attraversa queste pagine. La vedevo, sì, ma non nelle sue pieghe più profonde. Oggi quella solitudine mi è arrivata addosso con più forza. E non mi ha fatto male: mi ha semplicemente parlato.
Maty ascoltava attentissima. È una divoratrice di libri, di quelle che fanno domande vere, curiose, mai di contorno. Dell'intera storia, credo che ciò che arrivasse a lei con più chiarezza fosse l'amicizia. E non è un caso. È una bambina molto matura, con pochi amici, che spesso fatica a riconoscersi nei coetanei. In quell'amicizia salvifica - che cura, che trasforma, che apre - c'era qualcosa che le apparteneva già.
Leggere questo libro insieme a Roby è stato naturale e speciale allo stesso tempo. Noi leggiamo sempre insieme. Ma questa volta c'era anche la nostra bambina e più di una volta ci siamo scambiati quello sguardo silenzioso che dice: ok, questo momento ce lo ricorderemo.
Abbiamo usato l'edizione Minalima, quella che ti sorprende pagina dopo pagina, che invita a scoprire, a soffermarsi. Ma la verità è un'altra: non è stata l'edizione a rendere magico il momento. Ha solo amplificato un piacere che esisteva già. La magia stava tutta lì: nella condivisione. Nell'essere solo noi tre. Una piccola famiglia dentro una storia.
Questa rilettura mi ha ricordato una cosa semplice e definitiva: l'amicizia, quando è vera, è salvifica.
E i libri, se letti insieme, diventano passaggi. Non rifugi. Non nostalgie. Ma passaggi veri.
Forse Il giardino segreto non è un libro per tutti i momenti della vita.
Ma è un libro che sa riconoscere quando sei pronta a incontrarlo di nuovo!
Ciao, stamattina prima di iniziare la mia giornata lavorativa stavo cercando informazioni sul libro "La donna del ritratto" e sono incappata nella recensione inserita in questo sito e ti ho scoperto. Anch'io sono una divoratrice di libri, mi sveglio alle 5,30 per poter leggere qualche pagina in silenzio mentre assisto al rinnovato miracolo dell'alba ogni mattina. Ho una pagina instagram di recensioni (@giovannademang, lo so il nome è bruttissimo ma è colpa di mia figlia che mi ha creato l'account!!!!) che compilo principalmente per me, per le mie passioni: l'orto, i libri, i fiori di campo, i quadernini. Grazie per questa bella scoperta, ti sfrutterò per cercare nuove storie e nuovi titoli da gustare seduta nella mia poltrona lettura mentre l'aurora imporpora il bosco che vedo dalla mia finestra. Buona giornata! Giò
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