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'Noi che abbiamo conosciuto Solange' di Marie Vareille: un calderone che trabocca

Noi che abbiamo conosciuto Solange
Autore Marie Vareille
Editore Rizzoli
Pagine 410
Uscita 2026
Genere Narrativa
Célestine ha centosette anni e vive in una casa di riposo. È riuscita a ottenere qualcosa nella vita solo grazie alla forza delle proprie ambizioni, perché la terra in cui affondano le sue radici è terra di contadini, e da lì una ragazza nata nel 1917 non poteva prendere il volo. Célestine ha un segreto, che vuole confessare, un fatto accaduto all'inizio degli anni Cinquanta che la lega alla sorella minore Solange. Si dichiara un'omicida impunita, e oggi inizia a raccontare la sua storia.

Tutto inizia a Sarégnac, il villaggio in cui Célestine è nata e dove la famiglia manda avanti una fattoria. Purtroppo, la perdita della madre quando lei ha solo tredici anni sbriciola il suo desiderio di studiare imponendole di occuparsi del padre adottivo e dei fratelli, in particolare di Solange. È un'esistenza dura, puntellata però da entusiasmi adolescenziali: dalla scoperta dell'amore al bisogno mai spento di guardare oltre quei campi di grano.

Il rapporto tra Célestine e Solange è un legame forte, tenero. Sono, l'una per l'altra, il mondo intero. La piccola dimostra fin da subito un'attitudine alla fantasia, con lo sguardo sempre rivolto alle stelle sembra una ragazza ribelle in quel contesto chiuso, dove solo Célestine comprende e ama il suo spirito libero. Ma allora perché Solange, nei capitoli che le danno voce, sembra odiare Célestine?

Le donne ereditano il silenzio e la colpa come gli uomini la terra e i trattori, così ci viene detto, e però le donne di Marie Vareille, ognuna in maniera diversa, ognuna grazie a quanto fatto da altre prima di loro, si stagliano come eroine universali.

Vale la pena leggerlo? Solo se ti basta una penna che ti tiene incollata alle pagine anche quando la storia scappa da tutte le parti.
Fa per te se ami le saghe di donne su più epoche e perdoni a un romanzo di voler dire tutto, anche a costo di dirlo di corsa.
Lascialo perdere se vuoi personaggi a cui affezionarti, una malattia mentale che sia più di uno spunto e date che non tornano.

Recensione 'Ti ricordi di Sarah Leroy?' di Marie Vareille - Rizzoli


TI RICORDI DI SARAH LEROY?
Marie Vareille
Rizzoli
14 gennaio 2025
325 pagine


Anni Novanta. Sarah Leroy e Angélique Courtin si sono conosciute all’età di sette anni al cimitero di Bouville-sur-Mer, piccolo paese sulla Manica. Nel giorno del funerale della mamma di Sarah, Angélique le si era avvicinata, aveva il profumo del mare e della cioccolata calda e il suo abbraccio è stato l’inizio della loro indissolubile amicizia. La solidarietà è l’unica cosa che salva dalle ingiustizie della vita, le aveva detto Angélique. Nel 2001 Sarah è una ragazza discreta e benvoluta da tutti, nuotatrice talentuosa e studentessa modello, che a scuola gode di una certa notorietà proprio grazie all’amicizia con Angélique, semplice e indiscutibile: Angélique è bella, Sarah ricca. Ma un giorno di fine estate Sarah scompare. La notizia tiene la Francia incollata alla tv per settimane, e sebbene il suo corpo non venga mai trovato un uomo finisce in galera con l’accusa di omicidio. E il caso è chiuso. Dopo vent’anni Fanny Courtin, giornalista e sorella di Angélique, parte da Parigi e torna a Bouville insieme alla figliastra, un’adolescente riottosa e combattiva con cui ha un rapporto a dir poco tempestoso. Fanny deve scrivere un reportage sul dramma che ha segnato anche la sua giovinezza, ma l’ostinato, crescente interesse della ragazzina per la storia di Sarah la spinge ad avviare un’indagine personale su quel caso tuttora irto di lacune e non detti. La storia di Sarah è quella di un gruppo di ragazze che decisero di chiamarsi le “Disincantate”, e che sonda la materia di cui è fatta l’amicizia a quell’età, immediata, potente, costellata di salite e ripide discese; una storia sul cui fondo suonano brani indimenticabili e palpita l’angoscia dei segreti più oscuri mentre davanti si spalanca l’orizzonte immenso del mare.