Le ultime chiacchiere

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Recensione 'Premiata ditta Sorelle Ficcadenti' di Andrea Vitali - Rizzoli


SINOSSI
Bellano, 1915. In una sera di fine novembre una fedele parrocchiana, la Stampina, si presenta i canonica: ha urgente bisogno di parlare con il prevosto, che in paese risolve anche le questioni di cuore. Suo figlio Geremia, docile ragazzone che in trentadue anni non ha mai dato un problema, sembra aver perso la testa. Ha conosciuto una donna, dice, e se ne non potrà sposarla si butterà nel lago. L'oggetto del suo desiderio è Giovenca Ficcadenti, di cui niente si sa eccetto che è bellissima – troppo bella per uno come lui – e che insieme alla sorella Zemia sta per inaugurare una merceria. Il che basta, nella piccola comunità, a suscitare un putiferio di chiacchiere e sospetti. Perché la loro ditta può dirsi "premiata"? Da chi? E quali traffici nascondono i viaggi che la Giovenca compie ogni giovedì? Soprattutto, come si può impedire al Geremia di finire vittima di qualche inganno? Indagare sulle sorelle sarà compito del prevosto, per restituire alla Stampina un figlio "normale". Facile dirlo. Non così facile muoversi con discrezione laddove sembrano esserci mille occhi e antenne...Cos'è un paese se non un caleidoscopio di storie, un'orchestra di uomini e donne che raccontando la vita la reinventano senza sosta, arricchendola di nuovi particolari?
TITOLO: Premiata ditta Sorelle Ficcadenti
AUTORE: Andrea Vitali
EDITORE: Rizzoli
DATA DI PUBBLICAZIONE: 26 febbraio 2014
PAGINE: 447
PREZZO: 18.50 €
E-BOOK: 9.99 €
La mia valutazione: 5 stelle



Ultimo (capo)lavoro di nonno Vitali !Come sempre, siamo a Bellano. È il novembre del 1915 e la quiete cittadina viene sconvolta dall'arrivo delle sorelle Ficcadenti che, proprio a Bellano decidono di stabilire la loro Premiata Ditta !
Le due Ficcadenti, la Giovenca e la Zemia, non potrebbero essere l'una più diversa dall'altra! La Giovenca è bellissima: un donne alto e biondo con tutte le curve al punto giusto; la Zemia è un ragnetto, piccola e nera, brutta al punto che
a incontrarla di notte c'era da credere che mi morti ogni tanto se ne uscissero dalle tombe per andare a spasso
A Bellano troviamo, come sempre nei romanzi di Vitali, tutto un corollario di personaggi che entrano nel cuore dei lettori e poi si fa fatica, a lettura conclusa, a lasciarli andare via!
Così, attorno alla Giovenca e alla Zemia, ecco il Geremia, un ragazzotto di pese, a cui si dice che
manchi qualche giovedì
e che della Giovenca si innamora perdutamente, facendo disperare la madre, la Stampina, santa donna che vede il figlio rimbambirsi tutto d'un tratto!
A dirimere la questione c'è il prevosto di Bellano, don Primo, coadiuvato dalla Rebecca, la sua perpetua, che ovunque vede lo zampino del diavolo!
L'atmosfera che si respira durante la narrazione è quella di un film in bianco e nero, un po' Don Camillo, un po' Totò!
La storia scorre via che è un piacere, i personaggi sono talmente ben descritti e caratterizzati che il lettore se li figura in mente sin dalle prime pagine.
Della trama non vi accenno nulla perché questo è uno di quei libri che non si possono raccontare, ma vanno assolutamente letti! La storia, di per sé, passa dalla commedia al romantico con una spolverata di giallo.
Meravigliosi i nomi che Vitali dà ai personaggi, sia quelli principali che quelli di contorno: Estatina Sommagiunta di Muggiò credo che sia la palese dimostrazione della verve che anima il nonno quando scrive!
Esilaranti alcuni passaggi che strappano più di un sorriso a chi legge! Ad esempio, l'urlo del prevosto quando la perpetua, nel comporre il Presepe, inverte i posti della Madonna e di San Giuseppe! O quando, sempre loro due, si trovano i cucina: il prevosto con la curiosità relativa alla Ficcadenti che, però, non fa domande; la Rebecca che vorrebbe raccontare, ma tace per non apparire come la classica perpetua pettegola.
Infine, ho trovato bellissimi alcuni stralci di dialoghi dialettali, che rendono ancora più reale l'aria di paese
S'eri de fò? Ghi ò dà ai gàt?
Pecàa!
Pertanto, posso dirvi solo una cosa: LEGGETE QUESTO LIBRO!
VOTI
Trama 9
Personaggi 10
Stile 9
Incipit 10
Finale 10
Copertina 10
Voto complessivo  9.7

Buon compleanno a me!

Venerdì 29 marzo 2013, ore 14.38: La Libridinosa fa il suo esordio come blogger!
A ripensarci oggi, sembra che sia passata una vita intera!
Ho sempre scritto, ma l'ho sempre fatto per me stessa: piccole note, piccole recensioni sui libri che leggevo. Poi, l'illuminazione! Leggendo Se per un anno una lettrice di Nina Sankovitch, in cui l'autrice racconta il suo percorso dal momento in cui decide di leggere (e recensire) un libro al giorno per un anno intero, ho pensato "perché no? Quasi quasi creo un blog anch'io".
Se mi avessero detto cosa sarebbe successo in questi 365 giorni, mi sarei messa a ridere!
Ho iniziato pian piano, ho esplorato il web in cerca di una grafica che mi soddisfacesse finché, meraviglia delle meraviglie, ho incontrato Elena Orsi che creato per me lo stupendo template che vi accoglie ogni qualvolta passiate da qui!
Ovviamente, in questi 365 giorni il blog è cambiato, è cresciuto, sono nate nuove rubriche e ne sono morte altre. Credo di poter coscenziosamente affermare di aver toccato il picco massimo di felicità quando, incontrando Luca Bianchini per la prima volta, mi sono sentita dire: "Ma tu sei La Librdinosa?". C'è mancato poco che svenissi!
Ma c'è un punto fermo che mi dà la carica quotidianamente:
SIETE VOI!
Ogni giorno, con un saluto, un commento, un suggerimento, sia sul blog che su Twitter e su Facebook, siete presenti ed attenti a ciò che faccio. Mi fate sentire il vostro affetto anche tirandomi le orecchie quando serve. Mi piace leggere i vostri commenti alle mie recensioni, mi piace, ovviamente, quando mi dite: "voglio leggere questo libro perché tu hai detto che è bello" e mi piace, anche, quando mi dite che non siete d'accordo con me, perché quel libro che a me è piaciuto tanto a voi ha fatto proprio schifo o viceversa!
E così, c'è il buongiorno di Barbara, ogni mattina, su Facebook e quello de I libri di Jane su Twitter. Poi c'è Daniela, che, come me, ama i thriller e non sopporta i fantasy e, come me, si chiede se cedere servirebbe a far crescere un po' di più il suo blog. Ma noi siamo donne forti e non cediamo!
E come dimenticare Cuore Zingaro che, quotidianamente, mi sprona con le sue parole?
Ovviamente, una parte importante di questo percorso, l'ho fatta con LE MIE COLLEGHE BLOGGER! Siamo in tante a scrivere di libri, cerco di interagire un po' con tutti, ma, ovviamente, ci sono rapporti che diventano speciali!
E, allora, un abbraccio immenso va alla mia omonima e al suo blog La Biblioteca di Eliza, che, tra le altre cose, è stata la prima ad iscriversi al giveaway; ad Aquila Reale, che, durante questo lungo anno, mi ha citata un paio di volte nella rubrica Detective Gufo e che ha preso parte all'iniziativa del Barattolo del Sorriso, creando un barattolo perfettamente in stile col suo blog! Un abbraccio a Loredana, che mi segue sempre con affetto (ricambiato!), ad Elisa La Lettrice Rampante, sempre foriera di nuovi spunti per le mie letture e che ha anche il pregio, non indifferente, di farmi ridere con le sue avventure in Casa Rampante! E che dire di Muriomu che mi riempie di affetto ad ogni piè sospinto?! Infine, ultime in ordine di debutto nel web, Salvia e Menta! In loro riconosco la mia inquietudine grafica degli esordi, le mie incertezze, le mie insicurezze! Tranquille, ragazze! Il mondo dei blogger vi ama già!
Ma c'è una persona, sopra ogni altra, che non finirò mai di ringraziare! Questa persona si chiama Stefania ed è una ragazza specialissima! È lei che ha tirato fuori La Libridinosa che era in me, è lei che mi ha dato questo nome, che mi spinge a far meglio ogni giorno, che mi fa ridere come poche persone sono riuscite a fare!
Perché noi siamo anime gemelle libridinose, perché noi stiamo organizzando la replica del matrimonio Scagliusi tra i nostri figli... e chi se ne frega se i nostri figli non si sono mai visti? Noi vogliamo QUEL matrimonio nelle nostre vite! Lei è quella che capisce cosa voglio dire quando le scrivo che mi manca lo zio Luca, che voglio clonarlo e tenermelo sul divano per scambiarci quattro chiacchiere ogni sera!
Lei è Stefania e io le voglio così tanto bene che sento la sua mancanza in ogni momento delle mie giornate, perché, mannaggia, l'Italia è lunga e noi viviamo agli antipodi.
Lei è Stefania e dovete dirle grazie se La Libridinosa esiste ed è qui a festeggiare un anno di blog!
Credo di aver espresso tutto ciò che avevo dentro, quindi non vi faccio più aspettare e, ringraziando ancora tantissimo Seleny Luna per il bellissimo segnalibro che ha creato, vi dico che
THE WINNER IS...

Cuore Zingaro!!!

Felice per lei, confesso che avrei voluto potervi far vincere tutti, perché siete la mia forza! Grazie ancora a tutti voi e...
BUON COMPLEANNO A ME!!!

Recensione 'Pianoforte vendesi' di Andrea Vitali - Garzanti



SINOSSI
È la notte dell'Epifania, sera di festa a Bellano. Dal treno scende "il Pianista" – così chiamato per via delle sue mani lunghe e affusolate – ladro di professione. Piove, fa freddo. Perlustrando le contrade nell'attesa della folla che assisterà alla processione dei Re Magi, il Pianista incappa in un cartello affisso su un vecchio portone: "Pianoforte Vendesi". Incuriosito, dopo aver saputo che l'appartamento è disabitato e visto che il tempo non migliora, rovinando così la festa e soprattutto trattenendo nelle loro case le sue possibili prede, decide di entrare...Pianoforte vendesi è la storia di un ladro che deve scegliere tra le buone e le cattive azioni: il bianco e il nero, come i tasti del pianoforte. I gesti che si troverà a compiere rivelano un grande desiderio di riscattare la sua umanità. Sullo sfondo c'è un'intera collettività, un paese sospeso – per una notte – fra legalità e illegalità, fra lecito e illecito, fra comandamento etico e abitudine.
TITOLO: Pianoforte vendesi
AUTORE: Andrea Vitali
EDITORE: Garzanti
DATA DI PUBBLICAZIONE: 18 novembre 2009
PAGINE: 88
PREZZO: 13.60 €
E-BOOK: 4.99 €
La mia valutazione: 4 stelle e mezzo


Il primo libro che ho letto per il mese a tema dedicato ad Andrea Vitali è Pianoforte vendesi.
Si tratta di un breve racconto, come sempre ambientato a Bellano, dove Vitali ci fa conoscere il pianista. Chi è costui? Il pianista altro non è che un semplice ladro, così definito per via delle sue mani dalle dita lunghe ed affusolate.
È la sera del 5 dicembre e Bellano si prepara per la processione dei Re Magi. Il pianista sbarca nel piccolo borgo e, in attesa di mettersi all'opera tra la confusione, passeggia per le vie e si ferma a cenare in un ristorante.
Peccato che, finita la cena, uscito dal locale, il pianista si renda conto che i suoi programmi siano andati in fumo: il cielo è scuro, una coltre di nubi, e viene giù una grande nevicata. Sicuramente, la gente non uscirà di casa con quel tempaccio e a lui non rimane altro da fare che aspettare di riprendere l'ultimo treno e tornarsene a casa.
Cosa fare nel frattempo? Ed ecco che gli torna in mente un cartello, "Pianoforte vendesi"  c'era scritto, che aveva adocchiato passeggiando per Bellano. Sa che la casa è vuota e decide di trascorrere lì le ore che lo separano dalla partenza del treno.
Cosa accadrà in quella casa?
Con il suo solito stile, privo di eclatanti colpi di scena, ma raffinato e scorrevole, Vitali ci racconta l'avventura di una notte di un povero ladro di paese. Il tutto contornato, come sempre, da personaggi secondari caratterizzati alla perfezione come solo lui sa fare.
Come ho detto, è un racconto di neanche 100 pagine, quindi vi consiglio di prendervi un paio d'ore libere e, con una tazza di tè in mano, sedervi tranquilli a leggerlo. Alla fine, avrete un sorriso in più da mostrare!
VOTI
Trama  7
Personaggi  8
Stile  8
Incipit  7
Finale  8
Copertina  6
Voto complessivo  7.3

Recensione 'La piccola bottega dei ricordi' di Annelise Corbrion

SINOSSI
Una fotografia è molto più di un oggetto. Spesso custodisce un momento di felicità perfetta ed eterna. Lo sa bene Emma, che nel suo piccolo atelier nel cuore di Londra restaura foto antiche, e ama scrutare quei volti sconosciuti, e restituire ai ricordi degli altri lo splendore che il tempo ha rubato. Quando un giorno uno di quei volti prende vita, Emma pensa di aver bevuto un bicchiere di troppo. Ma l'uomo della foto, scattata nel 1940, le invia dei messaggi chiedendole di compiere per lui una piccola missione: ritrovare il suo primo, unico, grande amore per restituirle la spilla che lui le aveva regalato poco prima di morire. Per Emma questo è solo l'inizio: presto si trova coinvolta in piccole e grandi storie che richiederanno parecchia inventiva per essere risolte. Fino a che uno di quei messaggi non riguarderà proprio lei. Lei e l'affascinante giornalista che ha appena conosciuto. Nel suo passato, Nathaniel nasconde un trauma che gli ha lasciato una cicatrice indelebile. Con una vecchia fotografia di sua madre e le pagine del diario che la donna ha scritto poco prima di morire, Emma deve tentare di scoprire quello che è successo, ma la missione più difficile è convincere Nathaniel che amare è ancora possibile...
TITOLO: La piccola bottega dei ricordi
TITOLO ORIGINALE: La mémoire des autres
AUTORE: Annelise Corbrion
TRADUZIONE A CURA DI: S. Arena
EDITORE: Fabbri
DATA DI PUBBLICAZIONE: 4 giugno 2013
PAGINE: 206
PREZZO: 12.90 €
E-BOOK: 6.99 €
La mia valutazione: 3 stelle


La prima cosa che mi ha colpita di questo libro è stata la copertina, quel rosa antico, quelle foto di una volta, in bianco e nero, legate con lo spago... Bella, mi sono detta! Poi ho letto la sinossi e ho deciso che, forse, ne valeva la pena!
In poche pagine, ci viene raccontata la storia di Emma, ventisettenne, che ha da poco perso entrambi i genitori. Emma ha un negozio dove si occupa di restauro di foto antiche e proprio il suo lavoro la porterà a vivere un'esperienza sconcertante.
Un giorno, una bella signora dai capelli bianchi, porta ad Emma una foto del marito, morto durante la Guerra, chiedendole di restaurarla. Mentre lo fa, però, Emma riceve una mail da un indirizzo sconosciuto; qualcuno le chiede di dire alla signora dai capelli bianchi che la spilla che ha tanto cercato è in fondo ad un pozzo. Cosa sta succedendo? Chi le scrive? Dopo alcune ricerche, Emma scopre che a scriverle è il marito morto della signora, che riesce a mettersi in contatto con lei grazie all'elettricità e al fatto che lei ha una sua foto.
E fin qui il libro è veramente carino! La storia va avanti con Emma che si ritrova ad avere a che fare con tutta una serie di fantasmi che le chiedono aiuto ogni qualvolta qualcuno le porta una foto da restaurare e questo le permetterà di incontrare Nathaniel, con cui, ovviamente, nascerà una storia d'amore.
La madre di Nathaniel è stata assassinata quando lui era poco più che un bambino e questo concede all'autrice di dare una svolta tra il giallo e il thriller alla storia. Peccato che, in questo modo, la storia diventi scontata: si capisce subito cosa accaduto alla madre di Nathaniel, ma, soprattutto, chi sia il colpevole e che piega prenderà la storia da quel momento sino al finale, anche questo scontatissimo.
Peccato, davvero, perché il romanzo è scritto bene e, inizialmente, molto accattivante. Tra l'altro, è anche poco sviluppato il tema trainante della storia, cioè la corrispondenza costante tra Emma e l'aldilà. Sinceramente, credo che se l'autrice avesse sviluppato maggiormente alcuni punti salienti della storia, il risultato sarebbe stato migliore.
VOTI
Trama  6
Personaggi  6
Stile  7
Incipit  8
Finale  5
Copertina  8
Voto complessivo  6.7
L'autrice: Annelise Corbrion 27 anni, nel 2012 ha vinto in Francia il premio Fondation Bouygues Telecom-Metro per i Nuovi talenti. Questo è il suo primo romanzo.

Recensione 'Steve Jobs' di Walter Isaacson - Mondadori



SINOSSI
Più di quaranta colloqui personali con Steve Jobs in oltre due anni, e più di cento interviste a familiari, amici, rivali e colleghi, hanno permesso a Walter Isaacson di raccontare l'avvincente storia del geniale imprenditore la cui passione per la perfezione e il cui carisma feroce hanno rivoluzionato sei settori dell'economia e del business: computer, cinema d'animazione, musica, telefonia, tablet, editoria elettronica. Mentre tutto il mondo sta cercando un modo per sviluppare l'economia dell'era digitale, Jobs spicca come la massima icona dell'inventiva, perché ha intuito in anticipo che la chiave per creare valore nel ventunesimo secolo è la combinazione di creatività e tecnologia, e ha costruito un'azienda basata sulla connessione tra geniali scatti d'immaginazione e riconosciute invenzioni tecnologiche.
Nonostante abbia collaborato in prima persona alla stesura di questo libro, Jobs non ha imposto nessun vincolo sul testo Né ha preteso di leggerlo prima della pubblicazione. E non ha posto alcun filtro, incoraggiando anzi i suoi conoscenti, familiari e rivali a raccontare onestamente tutta la verità. Lui stesso parla candidamente, talvolta in maniera brutale, dei colleghi, degli amici e dei nemici, i quali, a loro volta, ne svelano le passioni, il perfezionismo, la maestria, la magia diabolica e l'ossessione per il controllo che hanno caratterizzato il suo approccio al business e i geniali prodotti che ha creato. Trascinato dia suoi demoni, Jobs poteva scatenare l'ira in chi gli stava vicino o indurlo alla disperazione. Ma la sua personalità e i suoi prodotti erano una cosa sola, come l'hardware e il software di Apple, parti di un sistema integrato.
Dall'infanzia con la famiglia adottiva all'adolescenza tra i pionieri dell'informatica, dal soggiorno in India in cerca del lato spirituale dell'esistenza alla nascita di Apple, dal successo commerciale all'uscita temporanea dall'azienda, dal boom planetario nell'ultimo decennio alla lotta contro la malattia: la sua storia, ricca di lezioni su innovazione, leadership e valori fondamentali, ci insegna e allo stesso tempo ci è di ammonimento. L'unica biografia autorizzata del creatore di Apple ci svela i segreti dell'uomo che ha davvero cambiato il nostro modo di pensare. Un libro che va letto come il testamento intellettuale e spirituale che Jobs lascia al mondo intero.
TITOLO: Steve Jobs
TITOLO ORIGINALE: Steve Jobs
AUTORE: Walter Isaacson
TRADUZIONE A CURA DI: Paolo Canton, Laura Serra, Luca Vanni
EDITORE: Mondadori
DATA DI PUBBLICAZIONE: 24 ottobre 2011
PAGINE: 642
PREZZO: 20.00 €
E-BOOK: 9.99 €
La mia valutazione: 5 stelle


STEVE JOBS: un grande genio? O un grande stronzo? Questo sarebbe il titolo perfetto per la recensione di questo libro!
Tutti conosciamo il personaggio Jobs, pochi sono a conoscenza della persona Steve.
Quando scoprì di avere il cancro, Jobs chiamò Isaacson per chiedergli di scrivere la sua biografia. La motivazione era
Volevo che i miei figli mi conoscessero. Non sono stato sempre presente e desideravo che sapessero per quali ragioni e capissero ciò che ho fatto. Quando mi sono ammalato, poi, mi sono reso conto che se fossi morto altri avrebbero scritto sul mio conto senza sapere un bel niente. Avrebbero raccontato cose sbagliate. Quindi ho voluto assicurarmi che qualcuno ascoltasse ciò che avevo da dire.
foto (1)
Walter Isaacson ci dice
Questo è un libro sulla vita segnata da alti e bassi e sulla personalità tormentosamente carismatica di un imprenditore creativo, la cui passione per la perfezione e il cui carisma feroce hanno rivoluzionato sei settori di attività: personal computer, cinema di animazione, musica, telefonia, tablet pc e editoria elettronica.
Steve Jobs era figlio adottivo di Paul e Clara Hagospian. Sin dall'età di 7 anni fu a conoscenza del suo status di bambino adottato. Quando Clara morì, Steve aveva circa trent'anni, aveva da poco perso la Apple e decise di cercare la madre naturale. La trovò e scoprì di avere anche una sorella, Mona, con cui instaurò un buon rapporto. Col padre naturale, invece, non volle mai avere a che fare. C'è però un particolare della sua vita raccontato nel libro che ci svela che Steve, inconsapevolmente, aveva incontrato più di una volta il padre biologico: andava spesso a mangiare in uno dei ristoranti che quest'ultimo gestiva. Il padre, ovviamente, non sapeva che Steve fosse suo figlio, però, parlando con Mona, le disse: "Steve Jobs veniva spesso a mangiare nel mio ristorante. Era proprio una brava persona".
I suoi genitori adottivi fecero in modo, tra mille difficoltà economiche, di fargli frequentare l'università. Ma lui abbandonò gli studi perché li riteneva noiosi.
Nel 1974 iniziò a lavorare alla Atari. Il suo stile di vita, che lo portava a mantenere dei regimi alimentari estremi e a non avere particolare cura dell'igiene personale, costrinsero i dirigenti a relegarlo al turno di lavoro notturno per evitare scontri continui con i suoi colleghi.
Il primo punto di svolta nella vita di Steve arriva con l'amicizia tra lui e Stephen Wozniak. Entrambi appassionati di tecnologia, cominciarono a costruire il primo computer nel garage dei genitori di Steve.
Da lì alla nascita della Apple il passo fu breve. Il 3 gennaio 1977, Steve Jobs, Stephen Wozniak e Ronald Wayne fondarono la Apple Computer Co., il cui capitale sociale ammontava a 5309 dollari.
Pochi anni dopo, il 12 dicembre 1980 la Apple fu quotata in borsa per la prima volta. A 25 anni, Steve Jobs valeva 256 milioni di dollari.
Il genio di Steve Jobs consisteva nell'aver capito che
la gente giudica effettivamente un libro dalla copertina.
Si potevano anche avere i prodotti migliori e della miglior qualità e con il software più utile, ma se venivano presentati in maniera sciatta erano percepiti come sciatti. Questo portò Jobs ad avere una cura maniacale non sono per i prodotti che creava, ma anche per le confezioni che li avrebbero contenuti. Mentre tutti sostenevano che una volta tirato fuori un computer dalla sua scatola, questa veniva gettata via, Jobs si premurava di creare confezioni accattivanti (io conservo gelosamente le scatole del mio iPhone e del mio iPad!!!).
Steve, come detto, aveva un carattere molto particolare. Di lui Bill Gates disse che era: "Fondamentalmente strano e stranamente difettoso dal lato umano". D'altronde, Steve ha definito Gates: "Intellettualmente limitato"!
Irascibile, scontroso, privo di qualunque tipo di empatia verso le persone che lo circondavano, arrogante, permaloso, Jobs era in grado di mortificare le persone urlandogli contro. Questo suo carattere, ovviamente, gli ha creato non pochi problemi sia nella sfera privata che in quella professionale. Di lui dissero: "È sempre stato un perfezionista maniaco del controllo. Chi non si impegnava a rendere perfetto il suo prodotto, per lui era un imbecille".
Nel 1984 la Apple lanciò il Macintosh con una campagna pubblicitaria assolutamente innovativa.
Campagna pubblicitaria Macintosh 1984
In quell'occasione fu chiaro a tutti che Steve Jobs era un grande maestro nel lancio dei prodotti. La cura maniacale che aveva per i dettagli, lo spingeva a controllare e ricontrollare sino all'ultimo ogni minimo particolare.

Presentazione Macintosh

Nel giorno in cui presentò il Macintosh, un giornalista chiese a Jobs che tipo di ricerche di mercato avesse fatto. Jobs gli rispose: "Alexander Graham Bell ha fatto qualche ricerca di mercato prima di inventare il telefono?"
Uno dei grandi amori professionali fu John Sculley, allora Presidente della divisione Pepsi Cola della PepsiCo. Jobs fece di tutto per portarlo alla Apple
Vuoi passare il resto della tua vita a vendere acqua zuccherata o vuoi avere la tua occasione per cambiare il mondo?
Finché durò, l'idillio fu produttivo. Rotto l'incantesimo, però, l'avvento di Sculley costò a Jobs l'estromissione dalla Apple.
A trent'anni, ricco e giovane, Jobs si ritrovò senza nulla da fare. E decise di fondare la NeXT. Reclutò alcuni dei suoi vecchi collaboratori Apple, motivo per cui proprio la Apple dichiarò di volerlo citare in giudizio. La sua risposta, in pieno stile Jobs, fu
È difficile immaginare che una società da due miliardi di fatturato con 4300 dipendenti abbia difficoltà a competere con 6 persone in blue jeans.
Nell'ottobre 1988, la NeXT lanciò il suo primo computer. Purtroppo, il successo non fu quello sperato.
Nel 1986, Jobs entrò a far parte della Pixar. Sotto il suo dominio sono nati capolavori dell'animazione come Toy Story, Alla ricerca di Nemo, Monsters & Co., Cars...Con l'avvento degli anni '90 e sotto la guida di Sculley, la Apple era in declino.
Il secondo punto di svolta è vicino: nel 1996 la Apple acquisisce la NeXT. Steve Jobs rientra in Apple con una retribuzione di 1 $ l'anno. In poco tempo, facendo fuori l'allora Presidente Gil Amelio, Jobs riprese il controllo della sua Apple!
Nel primo anno dal suo rientro, Jobs licenziò più di 3000 dipendenti.
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Durante la sua seconda vita alla Apple, Jobs trovò la sua metà della mela in Jonathan Ive. Ive era il suo compagno d'avventura con cui cercare la vera semplicità. imac_three_quarter_largeIl primo grande trionfo prodotto dalla loro collaborazione fu l'iMac. Era il primo personal computer senza slot per i floppy disk, a conferma di quanto Jobs vedesse nel futuro.
Era un computer curvilineo, divertente, con una scocca in plastica semi-trasparente colorata. Messo in vendita nell'agosto 1998 a 1299 $, il primo iMac vendette 278 mila esemplari in sei settimane e 800 mila entro la fine dell'anno. La cosa che stupì fu che il 32% degli acquirenti acquistavano un pc per la prima volta e il 12 % arrivavano da un'esperienza con Windows.
La semplice linearità di Jobs si nota anche nel suo guardaroba: jeans e l'inconfondibile dolcevita nero, la cui nascita Jobs racconta in questo modo
Avevo provato a proporre una divisa ai dipendenti Apple. Mi cacciarono via a fischi. Così, chiesi a Issey Miyake di confezionarmi un dolcevita nero come quello che indossavo. Me ne ha fatti avere 100!
Il primo decennio del 2000 è stato sicuramente il più produttivo per Jobs e la Apple. A maggio del 2001 fu inaugurato il primo Apple Store, in Virginia.
Il 23 ottobre 2001 fu lanciato il primo iPod. Qualche mese dopo, nell'aprile 2002, Jobs presentò iTunes Store, per dar modo agli utenti di acquistare musica a basso costo, velocemente e in maniera legale
Con iTunes smettere di rubare musica. È karma positivo!
Furono venduti un milione di pezzi musicali in 6 giorni.
Nel gennaio 2007, Jobs presenta il primo iPhone, che fu definito JESUS PHONE (il telefono divino).
Tre ani dopo, fu la volta dell'iPad, che vendette un milione di pezzi in un mese. jobs_economist_coverL'Economist mise Jobs in copertina con un'aureola in testa e l'iPad in mano. La definizione generale fu che
l'ultima volta che una tavoletta ha provocato così tanta eccitazione, portava incisi dei comandamenti.
In tutto ciò, però, a Jobs venne diagnosticato un tumore neuroendocrino pancreatico, che lo porterà ad estenuanti cure e, sei anni dopo, a dover subire un trapianto di fegato. Era il 21 marzo 2009. Due mesi dopo, Steve era nuovamente al lavoro alla Apple.
Di Jobs si è detto molto, forse troppo. Famoso è il suo campo di distorsione della realtà: ti affascina con lo sguardo e ti porta a pensare che ciò che lui desidera sia assolutamente realizzabile.
Lyons ha affermato: "Steve ha un'abilità incomparabile nel creare gadget che non sapevamo ci fossero necessari, ma senza i quali non sappiamo più vivere".
Arrivati alla stesura finale del libro, Jobs, smagrito e sofferente, parlando della morte, disse ad Isaacson
Forse si tratta solo di un pulsante on/off. "Clic!" e te ne vai. Forse – disse – è per questo che non mi è mai piaciuto mettere pulsanti on/off sugli apparecchi Apple.
Non è facile recensire un libro come questo. foto (2)Durante la lettura ho sottolineato, preso nota, fatto ricerche. Arrivata alla fine, mi sono resa conto che Jobs può scindersi in due parti: c'è Jobs uomo di successo, affascinante, capace di creare prodotti assolutamente rivoluzionari. QUESTO È IL GENIO!Poi c'è Steve: un ragazzo che cerca di far convivere la sua mente scientifica e il suo lato artistico, il suo amore per la purezza e la perfezione
la personalità di Jobs ha sempre trovato riflesso nei prodotti da lui creati
Era quasi ascetico, seguiva regimi alimentari assurdi; negli anni pre-Apple fece uso di LSD, andò in India, non si lavava e andava in giro scalzo. QUESTO È LO STRONZO!
Una cosa è certa:
chi usa un prodotto Apple può provare lo stesso sublime trasporto di chi passeggia in uno dei giardini zen di Kyoto tanto cari a Jobs
Ho sempre pensato che gli acquirenti Apple fossero dei fanatici, chiusi nel loro mondo fatto di applicazioni, di iTunes, di iCloud...Vedevo la gente intorno a me esaltare il proprio iPhone, vedevo mio marito col iPad sempre tra le mani (io avevo un Samsung Galaxy Tab e lo tenevo spento e chiuso in un cassetto); sentivo dire "faccio una foto con l'iPhone" invece del solito "faccio una foto col telefono" oppure "mando una mail con l'iPad" invece di "mando una mail col tablet". Probabilmente, questa è una delle più grandi e palesi distinzioni tra utenti Apple e utenti comuni: chi ha un prodotto Apple lo definisce, non lo generalizza.
Li ho sempre definiti FOLLI! La Apple è un mondo CHIUSO. Io voglio vivere in un mondo aperto. Insomma, ero un po' come Bill Gates.
Poi, qualche mese fa, quando il mio smartphone Samsung ha cominciato a dare segni di cedimento (un anno e qualche mese, questo è lo standard di vita di un Samsung di alta fascia) e mentre il tablet sonnecchiava nel solito cassetto, la mia dolce metà mi ha messo tra le mani un iPhone 5 e un iPad Air.
Il mio mando è cambiato! Navigo, telefono, posto sul blog, modifico foto, leggo, scrivo e faccio altre mille cose!
In questi giorni di forzato riposo, tanto il blog quanto la pagina Facebook non avrebbero avuto vita senza il mio iPad (no, non potevo tenere il notebook sulle gambe).
Adesso faccio parte di un mondo CHIUSO. Ma è un BELLISSIMO MONDO CHIUSO!
Quindi, se fate parte anche voi di questo mondo, leggete questo libro (se non lo avete già fatto), perché è davvero ben scritto! Se, invece, non siete ancora adepti Apple, leggetelo pure, ma sappiate che la controindicazione maggiore è che, appena lo chiuderete, sentirete il bisogno assoluto di avere un iPhone! E poi un iPad! E poi un MacBook!
Se non amate leggere (che ci fate nel mio blog?), sappiate che mio marito, detto anche IL.NON.LETTORE, ha divorato questo libro in una settimana.
Ah, ancora una cosa...
SENZA STEVE IL MONDO È UN PO' MENO BELLO.
VOTI
Trama  10
Personaggi  10
Stile  9
Incipit  9
Finale  10
Copertina  10
Voto complessivo  9.7
L'autore: Walter Isaacson è stato caporedattore della rivista Time, amministratore delegato e presidente della CNN. Attualmente è amministratore delegato dell'Aspen Institute. È autore di numerosi libri, tra cui Kissinger. A biography, Benjamin Franklin. An American Life, The Wise Men. Six Friends and the World The Made (con Evan Thomas) ed Einstein. La sua vita, il suo universo.

Recensione 'La lista dei miei desideri' di Lori Nelson Spielman

SINOSSI
A trentaquattro anni, Brett Bohlinger ha tutto quello che vuole: un lavoro invidiabile nell'azienda di famiglia, un loft molto trendy, un fidanzato irresistibile e una mamma affettuosissima che è anche la sua migliore amica. Perciò, quando l'adorata madre Elizabeth muore, Brett è devastata per aver perso il suo punto di riferimento. E il dolore si trasforma in rabbia nel momento in cui si ritrova anche con un pungo di mosche. Perché alla lettura del testamento, invece di nominarla nuova amministratrice della Bohlinger Cosmetici, Elizabeth le lascia soltanto una lettera. Ed è una lettera strana, che la esorta a riconsiderare la sua vita, partendo dalla <<lista dei desideri>> che aveva stilato da ragazzina, vent'anni prima. The Life ListSolo se nell'arco di un anno realizzerà tutti gli obiettivi di allora – innamorarsi, salvare il mondo, essere felice, desideri semplici e assoluti al contempo – riceverà la sua eredità. Inizialmente riluttante, a Brett non resta che seguire le istruzioni materne: mese dopo mese, ogni volta che Brett spunta una voce della lista, riceve dal notaio una nuova lettera della mamma. Affettuosa, comprensiva, protettiva e piena di una fiducia senza riserve. Come una carezza che la spinge, fra una lacrima e un sorriso, a non mollare e ad aprirsi al domani. A scoprire l'affetto di una famiglia vera e a esplorare il terreno dei sentimenti più teneri. Perché la vita è fatta per essere vissuta, sempre.
TITOLO: La lista dei miei desideri
TITOLO ORIGINALE: The life list
AUTORE: Lori Nelson Spielman
TRADUZIONE A CURA DI: Paola e Matteo Maraone
EDITORE: Sperling & Kupfer
DATA DI PUBBLICAZIONE: 14 maggio 2013
PAGINE: 352
PREZZO: 17.90 €
E-BOOK: 9.99 €
La mia valutazione: 5 stelle



Questo è uno di quei libri da cui non mi aspettavo nulla più che una lettura leggera, quasi vuota. Invece, mi ha presa talmente tanto, che, ieri sera, non riuscivo a staccarmene e l'ho letto, praticamente, in 24 ore.
Tutto ha inizio con la morte di Elizabeth, mamma adorata di Brett. Elizabeth era una donna bella e di successo, che dirigeva con profitto un'azienda di cosmetici naturali.
Brett ha 34 anni, da quattro vive con Andrew, avvocato rampante, e, alla morte della madre, l'unica cosa che si aspetta è quella di ereditarne l'azienda e diventarne la dirigente.
Quando, però, lei e i suoi due fratelli si ritrovano al cospetto dell'avvocato per la lettura del testamento, Brett si ritrova a dover affrontare uno sgambetto materno. Mentre i suoi fratelli usciranno dallo studio legale con le tasche abbondantemente rimpinguate, lei si ritroverà tra le mani una lista di desideri compilata quando era un'adolescente e che la madre aveva gelosamente custodito!
Se vorrà avere accesso alla sua quota ereditaria, Brett dovrà depennare i punti incompiuti di quella lista.
Così, in 12 mesi, Brett dovrà avere un figlio, adottare un cane e un cavallo, riprendere in mano un'amicizia terminata molti anni prima, innamorarsi, diventare un'insegnante e avere un buon rapporto col padre.
Peccato che il padre sia morto, lei sia già fidanzata e per di più con una persona che di figli non vuole saperne e l'amica a cui teneva tanto è anche una delle persone con cui lei si è comportata peggio.
Ovviamente, Brett è sconvolta: si trova, da un giorno all'altro, non solo a dover affrontare la perdita della sua adorata mamma, ma anche a dover rimettere in discussione tutti gli aspetti della sua vita: amore, lavoro e amicizia.
Ce la farà? Ma, soprattutto, qual è lo scopo di Elizabeth? Perché cerca di sconvolgere la vita di sua figlia?
In un crescendo di sorprese, l'autrice ci porta, pagina dopo pagina, ad affrontare una serie di cambiamenti che faranno di Brett, il personaggio centrale di questa storia, una donna completamente diversa da quella che ci fa conoscere nelle prime pagine.
La lettura scorre velocemente ed è irresistibile la voglia di andare avanti (ho fatto le 2 di notte leggendo!) per scoprire cosa accadrà a Brett. Sino all'ultima pagina non mancano le sorprese, le risate e qualche lacrima!
VOTI
Trama  7
Personaggi  7
Stile  8
Incipit  7
Finale  8
Copertina  8
Voto complessivo  7.5
L'autrice: Lori Nelson Spielman vive nel Michigan con il marito e Kitty Cat, la gatta più viziata del mondo, e insegna, attività che è per lei la principale fonte di ispirazione. Questo è il suo primo romanzo, un esordio formidabile che sarà pubblicato in 18 Paesi e diventerà un film prodotto da Fox2000.