Le ultime chiacchiere

Cosa è uscito di recente sul blog

Diario di Bordo - Di cicli vitali e di rotture di balle


Se c'è una cosa che ho capito in poco più di cinque anni di blog è che questo mondo è soggetto a cicli vitali continui. No, non pensate a microrganismi che si riproducono come fossero alghe o a fermenti lattici che proliferano. 
In un certo senso quello di cui parlo potrei definirlo "una moda"! Così come ci sono i periodi in cui si lavora più con Facebook e quelli in cui, tipo questi ultimi mesi, Instagram è il re incontrastato per noi blogger, che ci attrezziamo di ogni oggetto possibile e immaginabile per far foto (indovinate chi sta cercando tazze da tè vintage perché "devo fare una foto"?), ci arrampichiamo nei posti più impensati, viaggiamo accompagnati da colleghe nonché amiche che scovano angoli impervi dove "pensa che foto meravigliosa verrebbe lì"... inutile sottolineare che il "lì" in questione sia il cocuzzolo di una montagna per arrivare sul quale servirebbero un mulo e uno sherpa (e per Sherpa non intendo il fidanzato di Scheggia!).

Dicevamo: i blog seguono delle mode, spesso belle, ma ancora più spesso (e direi purtroppo) meno piacevoli. E così, ecco che ciclicamente tornano in auge delle lamentele.
Come dicevo più su, ormai bazzico questo strano mondo da un lustro e un po' mi fa ridere notare come "tutto torni". Diciamo che anche noi siamo soggette al vintage e, prima o poi, ci ritroveremo a indossare giacche con le spalline in stile anni Ottanta!!!

Uno degli ultimi ritorni in auge è l'argomento "voglio leggere ciò che mi pare" che, per chi non è avvezzo al nostro mondo e non ne conosce i meccanismi, ci fa apparire come degli automi soggiogati dalle Case Editrici e costretti a leggere ciò che queste ultime decidono di propinarci!
Avete presente le galline in batteria? Ecco, noi saremmo un po' come questi simpatici pennuti: tutte delle belle blogger messe lì, in fila, in attesa del gallo (in questo caso l'addetto stampa) che ci... vabbè, avete capito!

E, assieme alla frase "voglio leggere ciò che mi pare", ecco che appaiono fior di post, sia sui social che negli stessi blog, in cui si inneggia ad un ritorno alla libertà di scelta, ad un passato ormai perduto in cui si era libere di decidere le proprie letture in base alle emozioni o ai bisogni del momento.

Adesso, lungi da me fare paternali, puntare dita o dire che in tutto ciò non ci sia nulla di vero: sicuramente ci sono blogger che, pur di accaparrarsi le copie, leggono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE libri appena pubblicati. 
Ma c'è una cosa che ci terrei a precisare: non siamo tutte galline in batteria e posso assicurarvi, per esperienza diretta, che chi di noi decide di recensire un libro appena pubblicato, spesso lo ha comprato con i propri soldi. E quando si tratta di libri che riceviamo in anteprima o, comunque, chiediamo ad un ufficio stampa e di cui pubblichiamo la recensione a pochi giorni dall'uscita, è perché noi quel libro abbiamo voglia di leggerlo proprio in quel momento!

Ecco, vorrei che a voi lettori fosse chiara questa cosa: quando chiedo un libro ad una Casa Editrice o quando corro a comprare un libro appena pubblicato e lo leggo subito e subito ve ne parlo, lo faccio perché io per leggere quel libro non voglio aspettare nemmeno un minuto.
Se così non fosse, non mi permetterei mai di chiederlo alla CE o, nel caso di acquisto, farei ciò che faccio con molti dei libri che compro: lo sistemerei in quella che io definisco "la libreria di scorta"!

La mia Tbr mensile è composta esclusivamente da titoli che voglio leggere proprio in quel momento. 
Tutte noi siamo consapevoli che recensire nuove uscite ci porti delle visualizzazioni più alte e, spesso, molti più commenti da parte di voi lettori, perché, come è giusto che sia, chi decide di acquistare un libro appena uscito spesso si affida a noi per sapere se ne valga o meno la pena.

Quello che vorrei fosse davvero chiaro è che tutta questa gente che parla di "emozioni e sentimenti e cambi di rotta" nella gestione del proprio blog, spesso è gente che, pur di avere copie gratuite, si è ritrovata a leggere solo ed esclusivamente titoli appena pubblicati. Il meccanismo è semplice, non serve certo una laurea in ingegneria aerospaziale per arrivarci: so che tra un paio di mesi vorrò leggere quel certo libro, ma non ho intenzione di comprarlo (sul motivo soprassiedo che è meglio!), allora decido di leggerlo subito e, di conseguenza, lo chiedo alla CE. 
Da qui a ritrovarsi a leggere 10 nuove uscite in un mese, è un attimo. E dopo qualche mese di questa vita, ci sta pure che uno vada fuori di brocca!

Quello che bisognerebbe fare, però, più che puntare il dito e parlare di ritorno alle origini e letture scelte per sensazione, sarebbe trovare un equilibrio... vabbè, sarebbe pure carino se ogni tanto, così, anche solo per non dimenticarvi come si fa, andaste in libreria e i libri ve li compraste coi vostri soldi. Ma questo è un altro discorso!

Recensione 'La scomparsa di Stephanie Mailer' di Joël Dicker - La nave di Teseo


Titolo: La scomparsa di Stephanie Mailer || Autore: Joël Dicker || Editore: La nave di Teseo
Data di pubblicazione: 10 maggio 2018 || Pagine: 710

30 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l'intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosenberg e Derek Scott. 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa. Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent'anni prima, chi è l'autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea? Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l'indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.


Recensione 'Buio per i bastardi di Pizzofalcone' di Maurizio de Giovanni - Einaudi


Titolo: Buio per i bastardi di Pizzofalcone || Autore: Maurizio de Giovanni || Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: 26 novembre 2016 || Pagine: 347

Nel tepore ingannevole di un maggio malato, il raccogliticcio gruppo di investigatori comandato da Gigi Palma si trova a fronteggiare un crimine terribile: un bambino di dieci anni, nipote di un ricco imprenditore, è stato rapito. Le indagini procedono a tentoni, mentre il buio si impadronisce lentamente dei cuori e delle anime e la morsa di una crisi di cui nessuno intravede l'uscita stravolge le vite di tanti, spegnendo i sentimenti più profondi. Anche un banale furto in un appartamento può nascondere le peggiori sorprese. I Bastardi dovranno essere più uniti che mai, per trovare insieme la forza di sporgersi su un abisso di menzogne e rancori dove non balena alcuna luce. Intanto, nel commissariato più chiacchierato della città, i rapporti di lavoro e quelli personali si complicano, e il vecchio Pisanelli prosegue la sua battaglia solitaria contro un serial killer alla cui esistenza nessuno vuole credere.

Novità nella Stanza Librosa luglio2018 + To Be Read agosto 2018


Da qualche mese mi frulla per la mente di mettere da parte questa rubrica, ma, puntualmente, arrivate voi e, a modo vostro mi fate cambiare idea: un po' grazie ai commenti, molto con le visualizzazioni che mi confermano che, tutto sommato, questo riepilogo mensile vi incuriosisce sempre. E io, ovviamente, non posso che ringraziarvi per questo! 
Ma la mia voglia di "alleggerire" quello che rischia sempre di diventare un post eccessivamente lungo e noioso, è rimasta. E quindi, visto che negli ultimi mesi, noi blogger ci siamo "evolute" e lavoriamo molto per immagini, facendo diventare Instagram quasi la nostra seconda casa, mi sono detta che l'idea di un riepilogo in forma fotografica, forse, potrebbe funzionare! Mi raccomando ditemi cosa ne pensate!

LUGLIO 2018


Mese di tante letture, ma soprattutto, il mese del Premio Bancarella, che per me vuol dire, innanzitutto, abbracciare le mie ragazze! Due giorni di risate, di cibo, di aneddoti che ci porteremo dietro per tanto tempo!
Luglio è stato anche il mese delle foto all'aria aperta e di Consorte ufficialmente arruolato come fotografo ufficiale del blog (quando avrà tempo, povero cristo!).

ARRIVI


  1. TITOLO SEGRETO!!! omaggio Sperling&Kupfer
  2. Uno chalet tutto per me - Elizabeth von Armin acquisto Amazon
  3. Il giardino di Elizabeth - Elizabeth von Armin acquisto Amazon
  4. Amore - Elizabeth von Armin acquisto Amazon
  5. Il circolo delle ingrate - Elizabeth von Armin acquisto Amazon
  6. Colpa d'amore - Elizabeth von Armin acquisto Amazon
  7. Un incantevole aprile - Elizabeth von Armin acquisto Amazon
  8. Vi presento Sally - Elizabeth von Armin acquisto Amazon
  9. Il primo giorno della mia vita - Paolo Genovese prestito della Bacci
  10. La madre perfetta - Aimee Molloy anteprima Giunti
  11. Dove c'è fumo - Simon Beckett acquisto Libreria Nuova Avventura (Marina di Carrara)
  12. La famiglia Aubrey - Rebecca West acquisto Libreria Nuova Avventura (Marina di Carrara)
  13. Riunione di classe - Rona Jaffe omaggio Neri Pozza
----------------------------------------

A luglio ho letto 10 libri per un totale di 3439 pagine


  1. Donne che leggono libri proibiti - Lisi Harrison
  2. Non dire cazzo - Francesca Rimondi
  3. La moglie tra di noi - Greer Hendricks & Sarah Pekkanen
  4. Al mattino stringi forte i desideri - Natascha Lusenti
  5. L'amore migliora la vita - Guido Longoni
  6. Torpedone trapiantati - Francesco Abate
  7. L'educazione - Tara Westover
  8. Riunione di classe - Rona Jaffe
  9. Buio per i bastardi di Pizzofalcone - Maurizio de Giovanni
  10. Volevamo andare lontano - Daniel Speck

----------------------------------------

Ecco la mia TBR di luglio

  1. Buio - Maurizio de Giovanni
  2. Torpedone trapiantati - Francesco Abate non recensito
  3. Jeremy Poldark - Winston Graham
  4. Quattro madri - Shifra Horn abbandonato
  5. L'amore migliora la vita - Angelo Longoni non recensito
  6. L'educazione - Tara Westover
  7. Non dire cazzo - Francesca Rimondi
  8. Donne che leggono libri proibiti - Lisi Harrison
  9. Al mattino stringi forte i desideri - Natascha Lusenti 
  10. Volevamo andare lontano - Daniel Speck
  11. La moglie tra di noi - Sarah Pekkanen
A cui si è aggiunto "Riunione di classe" di Rona Jaffe
----------------------------------------

TO BE READ


  1. La vial del male - Robert Galbraith
  2. TITOLO SEGRETO!!!
  3. Jeremy Poldark - Winston Graham
  4. Il tempo dell'attesa - Elizabeth Jane Howard
  5. La scomparsa di Stephanie Mailer - Joël Dicker
  6. La madre perfetta - Aimee Molloy
  7. Tu che sei di me la miglior parte - Enrico Brizzi
Mancano due o tre titoli nella lista che vedete, ma sono libri in uscita a fine agosto, quindi potrei anche leggerli a settembre (molto dipenderà da quando e se li riceverò dalla CE!). Per il resto, come potete vedere, ho inserito parecchi mattoncini, ma, come al solito, ho deciso di approfittare di questo mese, l'ultimo prima della ripresa della scuola, per cercare di smaltire libri che ho accumulato e che, per mole, faccio fatica a leggere durante l'anno!

Adesso, come al solito, tocca a voi: che programmi avete per questo mese tipicamente vacanziero?

Recensione 'Riunione di classe' di Rona Jaffe - Neri Pozza


Titolo: Riunione di classe || Autore: Rona Jaffe || Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 12 luglio 2018 || Pagine: 473

È una radiosa giornata di giugno del 1977 e la cittadina di Cambridge è gremita da una folla di ex allieve giunte sul posto per l'annuale raduno del Radcliffe college. Annabel Jones si guarda attorno frastornata. Vent'anni prima frequentava il Radcliffe e tutti dicevano che era il ritratto di Suzy Parker, con i capelli color oro ramato lunghi fino alle spalle e gli occhi verdi, innocenti e divertiti. Era felice allora, e si aspettava che la vita le venisse incontro piena di sorprese, invece non è andata affatto così. Christine Spark English, Chris, è arrivata fin lì in treno: un viaggio sentimentale sulle tracce di quella ragazza acqua e sapone che vent'anni addietro, tra le mura del Radcliffe, aveva scoperto il mistero e l'innamoramento. Emily Applebaum Buchman fissa il proprio volto nello specchietto del portacipria. Era una ragazza minuta e delicata, con i capelli neri, i grandi occhi grigi e la carnagione di porcellana. Ora è una donna che ancora non ha dimenticato che cosa significava essere ebrea negli anni Cinquanta. Daphne Leeds, lunghi capelli lisci e biondi e grandi occhi a mandorla azzurri, si accende una sigaretta e scruta la folla alla ricerca di volti noti. Vent'anni prima era arrivata al college con il suo segreto e con quello era poi ripartita, ma adesso è tornata per liberarsene una volta per tutte. Negli anni Cinquanta, un'epoca in cui tutti desideravano essere perfetti e la vita era una lotteria in cui non c'era spazio per gli insuccessi, Annabel, Chris, Emily e Daphne sono state amiche inseparabili. Ritrovarsi, dopo vent'anni, darà modo a ciascuna di loro di fare i conti con il presente e di misurarsi finalmente con ciò che hanno taciuto in passato.


La chiacchiera - Speciale "I dolori del (giovane) Book-Blogger"

Dei blogger si ha sempre un po' un'idea vaga: cosa fanno? Quanto tempo dedicano al blog? Sono retribuiti? Ma il loro è un vero lavoro o solo un passatempo? In tempi in cui ognuno dice la sua, spesso dando adito a falsi miti, io e la Bacci abbiamo deciso di spiegarvi chi siamo, cosa facciamo, da dove veniamo e dove andiamo (no, scusate, questa è un'altra storia!)...



La Libridinosa: Baaaaaacciiiiiii

La Bacci: Che urli? Ho appena cambiato le batterie dell’apparecchio, così me lo fai scoppiare!

LL: Il cervello dovrebbe scoppiarti… mezz’ora che ti aspetto. Dov’eri?

B: I fatti tuoi mai eh? Stavo appunto cambiando le batterie! Che vuoi?

LL: Ti faccio una domanda seria e importante, quindi pensaci bene prima di rispondere: tu lo sai come lavorano i book-blogger?

B: Oddìo...le batterie al cervello non le ho cambiate...temo siano a mezza carica. Comunque ci provo, però se sbaglio risposta non insultarmi che oggi non è giornata. Direi che lavorano tanto e...gratis!

LL: e fin qua, non ci sono dubbi. Brava! Al posto tuo eviterei di cambiare le batterie al cervello, pare che così funzioni meglio! Ma papale papale, vogliamo spiegare a chi ci legge, cosa facciamo tutto il giorno?

B: Dipende da quanto tempo ha chi ci legge, perché io in una giornata ne faccio settordicimila di cose. Aspetta! Forse ti riferivi a cosa facciamo in qualità di book-blogger! In quel caso...serve comunque un po’ di tempo, perché pare che non facciamo un c...iufolo, ma in realtà è come avere un lavoro a tempo pieno, ma non retribuito! Iniziamo con il leggere, tanto, in ogni momento disponibile, anche mentre giriamo la polenta

LL: Polentaaaaaa… freddo, inverno, cibo, funghi, piumone, tè caldo… ok, torno in me, scusate, ma il caldo di questi giorni mi ha dato la mazzata finale. Dicevamo che sì, leggiamo in ogni momento utile (e sì, per utile si intende pure il tempo trascorso in bagno, inutile che facciate quelle facce, ché tanto lo sappiamo che lo fate pure voi!). C’è da dire, Bacci, che noi mica leggiamo come i comuni mortali, no?

B: Non è che leggiamo in Braille pur vedendoci, eh! Spieghiamo come legge una book-blogger: legge per il piacere di farlo, come tutti i comuni mortali (che leggono), MA mentre legge riflette, prende appunti, attacca segnapagina, sottolinea, tutto in funzione di quello che poi andrà a scrivere nella recensione. E sì, lo facciamo anche in bagno! Per quello le nostre “pause-pipì” sono un tantinello lunghe, perché in bagno ci dobbiamo entrare col trolley: libro, matita, segnapagina, quadernetto...io ho provato con la carta igienica, ma si buca!

LL: cretina! Dovremmo fare lo starter-pack del book-blogger: matita, segnapagina, quadernetto e segnalibro. Comunque le mie pause pipì durano almeno un capitolo (pensa la gioia quando becchi quegli autori che scrivono capitoli lunghi 40 pagine!). Ecco, dicevamo, leggiamo con gli occhi di chi poi deve parlare di quel libro, quindi sottolineiamo (tanto) e prendiamo appunti (tanti pure quelli). Poi, non so tu, ma io cerco anche spunti per le immagini da inserire all’interno della recensione (che se passa sta legge sul copyright, siamo fregate).

B: Se passa la legge sul copyright saremo fregate, ma avremo un sacco di tempo in più per leggere, perché non potremo più fare le nostre belliiiiiiisssssssime foto ai libri, per le quali ci appendiamo come salami per trovare l’inquadratura giusta! 

Tornando al nostro modo di leggere, sì, anch’io mentre leggo segno quali potrebbero essere gli elementi visivi da inserire nella recensione (vitto? Ho letto Topolino anche oggi, parlo forbito!). E poi mi appunto le possibili citazioni da inserire (e anche qui, se passa quella m...ia di legge, avremo taaaaaanto tempo in più per leggere)

LL: io quasi quasi prendo in considerazione l’opzione “Telefona in Parlamento” che appariva su Wikipedia. Che poi chi glielo spiega a Consorte che la reflex la userò come fermacarte? Comunque, foto, citazioni e appunti vari… e il libro è stato letto, possibilmente in tempi umani, soprattutto se ci è arrivato da una Casa Editrice. Poi che facciamo? Lo mettiamo in libreria? 

B: I tempi umani non corrispondono ai tempi Libridinosi, lo sai vero? Io i tuoi tempi non li raggiungerò mai, E NON C’ENTRA L’ETÀ!

LL: ho detto tempi umani, non libridinosi. E io, notoriamente, non sono umana! Allora, leggiamo e poi scriviamo. Tu come scrivi? (che io lo so, ma il mondo no)

B: Allora, io ho un sistema tutto mio, e qui forse c’entra l’età. Prendo carta e penna (non calamaio, ma penna a sfera o matita, meglio) e inizio a trascrivere tutte le frasi sottolineate, evidenziando quelle che probabilmente finiranno tra le citazioni, e mentre trascrivo lascio andare i pensieri, e solo dopo inizio a buttare giù la recensione, su carta. Sì, su carta, perché a me le emozioni devono passare attraverso la penna, sui tasti non ci arrivano, ci ho provato più volte ma non ci riesco!

LL: e allora confesso di essere anziana anche io, almeno da questo punto di vista, perché, come te, scrivo prima su carta. Ho il mio bel quaderno, graaaaaande e con fogli rigorosamente a quadri (che vai a capire perché a me le righe stanno sul culo!), su cui butto la prima stesura della recensione. Che, lo confesso, solitamente subisce poche modifiche quando viene passata al computer; giusto qualche aggiustatina qui e qualche ritocchino lì. Devo anche confessare che sono una abbastanza fortunata, perché quando inizio a scrivere, solitamente, ho ben chiaro in mente cosa voglio dire e non ci metto tantissimo a scrivere una recensione. E poi, finita la parte cartacea e passato tutto su Mac, rompo le balle a te, la mia Eta Beta!

B: Anch’io correggo poco nel passaggio, ma quando tu dici “non ci metto tantissimo” spieghiamolo che quel “non tantissimo” di solito è un’oretta buona... Finito il passaggio su byte e l’impaginazione, poi anch’io ti uso come Eta Beta, perché i refusi scappano sempre e spesso anche qualche errorino grammaticale, specialmente quando scrivo intorno alle 22 (quasi sempre)! Poi? Finito qui?

LL: che finito? Magari! Allora, un’oretta per scrivere, sì. Dicevo che ci metto poco perché ho visto gente piangere, confessando che impiega anche più giorni per scrivere una recensione. Eta Beta (che non siamo cretine, è un modo simpatico per dire beta reader) perché scappano i refusi, perché un parere esterno e, soprattutto, SINCERO su ciò che si scrive fa sempre bene. E sì, scriviamo spessissimo la sera. E sempre la sera, parte tutto il “dietro le quinte” che c’è per ogni recensione e ogni post che va sul blog: loro, le maledette, le tanto temute CONDIVISIONI. Quanto le ami, tu?

B: Un botto! Nel senso che farei fare il botto a tutti i maledetti social nei quali programmare le condivisioni. Per quanto riguarda Facebook la questione è relativamente semplice, mentre per Twitter la cosa si fa un po’ più macchinosa perché non avendo l’amatissima funzione “Programma” bisogna passare attraverso una piattaforma che ci permette di programmare tutto ciò che non è programmabile di default. Quindi bisogna andare a cercare se gli autori ci sono su Twitter, qual è il loro nome cinguettante per poter inserire i tag. E VOGLIAMO PARLARE DI INSTAGRAM? EH?

LL: allora, io, come te, uso una piattaforma esterna, sia per Twitter che per Instagram, così da poter programmare le pubblicazioni. Poi, visto che siamo in vena di confidenze, vi svelo una cosa che mi farà passare definitivamente per pazza, ma tanto ormai… Visto che ho la buona abitudine (io!) di stilare una tbr mensile, su un quadernetto appunto anche i nomi “cinguettanti” e “instagrammanti” degli autori che ho intenzione di leggere. Così, quando devo programmare le condivisioni, ho già tutto a portata di mano! Brava io, eh?
B: No, sei da ricovero, altro che brava! Tornando a Instagram, quella meravigliosa piattaforma che uso per le programmazioni poco tempo fa mi ha gioiosamente comunicato che il meccanismo di pubblicazione su IG era stato semplificato e che da quel momento in poi le pubblicazioni sarebbero state automatiche (anzichè dover fare la macumba con un sistema che non sto a spiegarvi, ma che prevedeva un doppio passaggio). Ma la semplificazione ha comportato l’eliminazione dei tag automatici e delle simpaticissime restrizioni sulle misure delle foto da poter inserire, tanto che spesso quelle che pubblico io sembrano quelle di Twitter dopo aver mangiato tutto il ristorante di Canavacciuolo, arredi compresi!

LL: quello è perché tu sei cretina: io dopo quello scherzetto ho cambiato piattaforma e non ho più problemi. Certo è che condividere su tre social non è una passeggiata. Poi ora si sono aggiunte pure le stories, che vuoi non farle? No, altrimenti non sei nessuno! E allora, prepara pure quelle, salvale e condividile al momento giusto. E poi, finalmente, vai a dormire che si sono fatte le 2 del mattino!

B: L’hai detto tu che dormire è sopravvalutato! Non ti bastano quelle comode cinque ore a notte? Lo dici tu: dormire è tutto tempo sottratto alla lettura! 

Dopo essere stramazzate a letto, abbiamo finito?

LL: premesso che “dormire è sopravvalutato” lo dico riferendomi a te… no, non abbiamo finito, che ti credi? La prima cosa che fai, la mattina in cui va su la recensione, è inviare il link all’ufficio stampa nel caso in cui il libro ti sia stato spedito; poi devi rispondere ai commenti dei lettori, farti un bel giro dei social per essere sicura che tutti i link funzionino (perché blogger è stronzo, ma facebook di più) e poi via da capo! Un altro libro e si ricomincia. Oltre al fatto, non trascurabile, che quando non pubblichi un post sul blog, i social debbano comunque essere attivi, quindi su Facebook si da il buongiorno, su instagram si piazza una bella foto e su Twitter… no, niente, scusate, ma io col pennuto non ce la posso fare!

B: Una domanda: chi ce lo fa fare? Mica l’ho capito io, perché in Banca non entra un centesimo, anzi, escono eurini per comprare librini…

LL: chi ce lo fa fare? La gloria! La passione innata che abbiamo per i libri, il fatto che, come dice anche Rosa Teruzzi, noi lettori ci troviamo e il blog è un ottimo luogo d’incontro. Io, alla fine, ti ho conosciuta così… *faccia perplessa*

B: Ecco, appunto. Abbiamo elencato i lati negativi, ma quelli positivi? … Uh! Volevi dire che una delle cose positive dell’avere un blog è stato conoscere me? Se è così barricatevi in casa SUBBBBBITO! perché sta per iniziare la tempesta del secolo!

LL: effettivamente qui sta venendo giù la tempesta del secolo. Ma tu sei UN’IMMONDA MERDACCIA! E con questo me ne vado e con te non ci parlo più!

B: Direi che su questa inutile minaccia (lo dice quasi ogni giorno, e ogni giorno puntualmente mi parla di nuovo…) possiamo anche salutare i nostri lettori. Ma prima vorrei far loro una domanda: questo nostro racconto, corrisponde all’idea che vi eravate fatti del lavoro di un book-blogger?