Le ultime chiacchiere

Cosa è uscito di recente sul blog

Diario di Bordo - Audiolibri, perché sì, perché no


"Io? Gli audiolibri? Giammai!". Questa è stata, per parecchio tempo, la mia risposta a chi mi parlava di libri in formato audio.
Ma si sa, io sono tutto e il contrario di tutto e, tante volte mi capita di cambiare idea su tante cose!

Questa volta, appunto, è toccato agli audiolibri!
Cosa è accaduto, dunque?! Confesso che, in quest'ultimo mese ho fatto molta fatica a prendere in mano i miei amati libri. Un po' perché, come sempre accade nel mese di agosto, ho infilato in tbr tante letture impegnative e tanti volumi di un certo spessore al fine di smaltire tutti quei libri che acquisto durante l'anno e che poi, per un motivo o per l'altro, non riesco mai a leggere nell'immediato.
Altro motivo, il caldo atroce di queste ultime settimane. Io sono un orso polare, un pinguino, un qualunque animale da ghiaccio. Il freddo, la pioggia, la nebbia, la neve, le basse temperature sono la mia dimensione di vita ideale e anche per leggere ho bisogno di autunno e inverno: coperta, calzettoni e tè caldo, per me, sono sinonimo di libro tra le mani.
Il caldo mi sfianca, mi mette di malumore e fatico anche solo a pensare di leggere, figurarsi farlo davvero!
Infine, un insieme di piccoli problemi ha dato il colpo finale e, quindi, prendere un libro in mano, negli ultimi giorni, per me è stata una grande fatica.

Ma mi conosco e so che la lettura in sé mi manca. Così ho deciso di provare gli audiolibri!
Al di là di Audible, servizio fornito da Amazon, ultimamente penso abbiate sentito molte mie colleghe parlare di Storytel.
Di cosa si tratta? Potremmo definire Storytel il Netflix dei libri! Si tratta di un servizio in streaming che, al costo di 9,99 € al mese (con un mese di prova gratuita) vi da accesso ad un fornito catalogo di libri in formato audio.
Alcuni dei più famosi titoli delle maggiori CE italiane, ad esempio, sono già disponibili sulla piattaforma.

Ma qual è stata la mia esperienza?
Alla resa dei conti, direi assolutamente positiva! Ho scelto di scaricare "Il tempo dell'attesa" di Elizabeth Jane Howard edito da Fazi. 
638 pagine nel formato cartaceo, poco più di 14 ore per l'ascolto del formato audio.
Il mio parere positivo deriva, innanzitutto, dal fatto che i romanzi che compongono la saga dei Cazalet sono ricchi di personaggi e descrizioni che, ad una lettura visiva, possono creare un po' di confusione e anche rallentare la lettura stessa. L'ascolto dell'audiolibro, invece, mi ha permesso di avere un'immagine ben precisa di ogni personaggio; cosa sicuramente dovuta all'espressività della voce della lettrice.
Altro motivo per cui il mio parere è positivo è la possibilità di "leggere" in qualunque momento! 
Se siete tra quelle persone che trascorrono parecchie ore in macchina, un audiolibro è perfetto. Storytel, così come Audible, offre la possibilità di scaricare il file ed usufruirne anche quando si è off-line. 

Personalmente, pur non lavorando, la mattina mi capita di leggere pochissimo perché, tra pulizie, faccende varie e, magari, qualche commissione da fare fuori casa, mi ritrovo a non riuscire a prendere in mano un libro neanche per 10 minuti.
Utilizzando l'audiolibro, invece, ho potuto "leggere" anche mentre passavo l'aspirapolvere, lavavo i pavimenti, cucinavo, caricavo e scaricavo la lavatrice...
In sintesi, se siete persone dotate di grande concentrazione, vi ritroverete, come me, a "leggere" per circa 8 o 9 ore al giorno.
Anche nel pomeriggio, infatti, non mi sono trovata costretta a scegliere tra lo svolgere alcuni lavori al computer e il leggere: ho fatto entrambe le cose contemporaneamente e senza alcun problema.

Niente lati negativi, quindi? Non esageriamo! Innanzitutto, c'è da dire che entrambi i cataloghi (Audible e Storytell) sono sì ben forniti, ma non si trova proprio tutto. Se, come me, leggete tra gli 8 e i 10 libri al mese, potrebbe anche capitarvi di non trovare nessuna delle vostre scelte in formato audio.
E da qui passiamo al prezzo: per entrambi i servizi, escluso il mese di prova gratuito, il costo dell'abbonamento è pari a 9.99 € al mese. Ne vale la pena? Credo che questa sia una risposta molto soggettiva!
C'è da precisare, come mi dicono dalla regia (la regia è La Bacci... regia anziana, sì, lo so!) che sui maggiori store on-line è anche possibile acquistare i singoli audiolibri disponibili. Inoltre, molte biblioteche aderenti al circuito Mlol (se non sapete di cosa si tratti, fate una ricerca su internet) forniscono anche file audio per il prestito. 
Personalmente, non ho intenzione di abbonarmi e i motivi, fondamentalmente, sono due: innanzitutto, l'esiguità attuale dei cataloghi mi fa pensare che potrei ritrovarmi a pagare delle mensilità pur non sfruttando il servizio. Inoltre, se per un romanzo come quello della Howard il formato audio mi è stato di grande aiuto, velocizzandone la lettura e permettendomi di assaporare meglio ogni sfumatura della storia, so già che ci sono libri per i quali non c'è velocità che tenga, vorrò averli tra le mie mani!

Quindi, per concludere, mi sento di consigliarvi di provare, almeno una volta, questo servizio. Innanzitutto, per capire se fa per voi e quanto lo sfruttereste e, di conseguenza, decidere se valga la pena investire 10 euro al mese!

Recensione 'Il tempo dell'attesa' di Elizabeth Jane Howard - Fazi


È il settembre del 1939, le calde giornate scandite da scorribande e lauti pasti in famiglia sono finite e l'ombra della guerra è sopraggiunta a addensare nubi sulle vite dei Cazalet. A Home Place, le finestre sono oscurate e il cibo inizia a scarseggiare, in lontananza si sentono gli spari e il cielo non è mai vuoto, nemmeno quando c'è il sole. Ognuno cerca di allontanare i cattivi pensieri, ma quando cala il silenzio è difficile non farsi sopraffare dalle proprie paure. A riprendere le fila del racconto sono le tre ragazze: Louise insegue il sogno della recitazione a Londra, dove sperimenta uno stile di vita tutto nuovo, in cui le rigide regole dei Cazalet lasciano spazio al primo paio di pantaloni, alle prime esperienze amorose, a incontri interessanti ma anche a una spiacevole sorpresa. Clary sogna qualcuno di cui innamorarsi e si cimenta nella scrittura con una serie di toccanti lettere al padre partito per la guerra, fino all'arrivo di una telefonata che la lascerà sconvolta. E infine Polly, ancora in cerca della sua vocazione, risente dell'inevitabile conflitto adolescenziale con la madre e, più di tutti, soffre la reclusione domestica e teme il futuro, troppo giovane e troppo vecchia per qualsiasi cosa. Tutte e tre aspettano con ansia di poter diventare grandi e fremono per la conquista della propria libertà. Insieme a loro, fra tradimenti, segreti, nascite e lutti inaspettati, l'intera famiglia vive in un clima sospeso mentre attende che la vita torni a essere quella di prima.

Titolo: Il tempo dell'attesa || Autore: Elizabeth Jane Howard || Editore: Fazi
Data di pubblicazione: 14 aprile 2016 || Pagine: 638


Recensione 'La via del male' di Robert Galbraith - Salani


Titolo: La via del male || Autore: Robert Galbraith || Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 9 giugno 2016 || Pagine: 603

Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza rimane inorridita nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. L'investigatore privato Cormoran Strike, il suo capo, è meno sorpreso, ma non per questo meno preoccupato. Solo quattro persone che fanno parte del suo passato potrebbero esserne responsabili - e Strike sa che ciascuno di loro sarebbe capace di questa e altre indicibili brutalità. La polizia concentra le indagini su un sospettato, ma Strike è sempre più convinto che lui sia innocente: non rimane che prendere in mano il caso insieme a Robin e immergersi nei mondi oscuri e contorti degli altri tre indiziati. Ma nuovi, disumani delitti stanno per essere compiuti, e non rimane molto tempo...

Recensione 'Tu che sei di me la miglior parte' di Enrico Brizzi - Mondadori


Titolo: Tu che sei di me la miglior parte || Autore: Enrico Brizzi || Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 29 maggio 2018 || Pagine: 543

Bologna, anni Ottanta: Tommy Bandiera, orfano di padre, cresce con la mamma Alice e la famiglia di lei. I racconti dell'avventuroso zio Ianez, i giochi condivisi con gli amici Athos e Selva fra cortile e parrocchia, e le prime, timide, relazioni con le coetanee scandiscono le tappe della sua crescita sino alla sconvolgente apparizione del vero amore. L'impareggiabile Ester, però, fa battere il cuore anche al nuovo arrivato Raul, che di Tommy diventerà la guida e la nemesi, il modello irraggiungibile e il "peggiore amico" capace di scortarlo attraverso le prove iniziatiche tutt'altro che innocenti dell'adolescenza. L'asimmetrico triangolo che li lega negli anni delle scuole superiori prenderà via via i colori di una tenera educazione sentimentale e di una conturbante lotta per trovare il proprio posto nel mondo; la meraviglia e la fatica del diventare grandi li metteranno di fronte a scelte non scontate e passi senza ritorno, tradimenti che li sprofonderanno nell'abisso della disperazione e inattese prove di lealtà capaci di riaccendere la fiducia, sino alla grande, incancellabile, avventura che vedrà i tre ragazzi protagonisti nell'estate dei diciott'anni.

Recensione IN ANTEPRIMA 'La madre perfetta' di Aimee Molloy - Giunti



Titolo: La madre perfetta || Autore: Aimee Molloy || Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 26 settembre 2018 || Pagine: 352

Si chiamano "Le madri di maggio", perché hanno tutte avuto un figlio nello stesso mese. Due volte alla settimana si incontrano in un parco a Brooklyn per scambiarsi consigli e confidenze, con carrozzine e biberon al seguito. Finché, una sera, decidono di lasciare a casa i bambini per passare finalmente qualche ora tra amiche e staccare dalla sfiancante routine di neo-mamme. È il 4 luglio, fa un caldo infernale, il locale è affollato e scorrono fiumi di alcol. Ma qualcosa va terribilmente storto. Bellissima, sensuale, misteriosa, Winnie è una madre single che per la prima volta si è lasciata convincere ad affidare il piccolo Midas a una babysitter consigliata da Nell, manager in carriera. Quando però la donna chiama piangendo, Nell si sente subito risucchiata in un incubo: il bambino è scomparso dalla culla, qualcuno si è introdotto in casa e l'ha rapito. E nel frattempo di Winnie si è persa ogni traccia: si è forse allontanata con quel bel ragazzo che le stava offrendo da bere? O c'è dell'altro dietro il suo strano comportamento? Inizia una corsa contro il tempo per ritrovare il piccolo Midas: 13 giorni in cui tutto viene messo in dubbio, in cui le vite delle "madri di maggio" vengono letteralmente sezionate e nessuno è escluso dal sospetto. Perché ogni madre ha i suoi segreti, ogni coppia le sue bugie, ogni amicizia la sua dose di invidia. E ogni donna il suo lato oscuro.

Diario di Bordo - Di cicli vitali e di rotture di balle


Se c'è una cosa che ho capito in poco più di cinque anni di blog è che questo mondo è soggetto a cicli vitali continui. No, non pensate a microrganismi che si riproducono come fossero alghe o a fermenti lattici che proliferano. 
In un certo senso quello di cui parlo potrei definirlo "una moda"! Così come ci sono i periodi in cui si lavora più con Facebook e quelli in cui, tipo questi ultimi mesi, Instagram è il re incontrastato per noi blogger, che ci attrezziamo di ogni oggetto possibile e immaginabile per far foto (indovinate chi sta cercando tazze da tè vintage perché "devo fare una foto"?), ci arrampichiamo nei posti più impensati, viaggiamo accompagnati da colleghe nonché amiche che scovano angoli impervi dove "pensa che foto meravigliosa verrebbe lì"... inutile sottolineare che il "lì" in questione sia il cocuzzolo di una montagna per arrivare sul quale servirebbero un mulo e uno sherpa (e per Sherpa non intendo il fidanzato di Scheggia!).

Dicevamo: i blog seguono delle mode, spesso belle, ma ancora più spesso (e direi purtroppo) meno piacevoli. E così, ecco che ciclicamente tornano in auge delle lamentele.
Come dicevo più su, ormai bazzico questo strano mondo da un lustro e un po' mi fa ridere notare come "tutto torni". Diciamo che anche noi siamo soggette al vintage e, prima o poi, ci ritroveremo a indossare giacche con le spalline in stile anni Ottanta!!!

Uno degli ultimi ritorni in auge è l'argomento "voglio leggere ciò che mi pare" che, per chi non è avvezzo al nostro mondo e non ne conosce i meccanismi, ci fa apparire come degli automi soggiogati dalle Case Editrici e costretti a leggere ciò che queste ultime decidono di propinarci!
Avete presente le galline in batteria? Ecco, noi saremmo un po' come questi simpatici pennuti: tutte delle belle blogger messe lì, in fila, in attesa del gallo (in questo caso l'addetto stampa) che ci... vabbè, avete capito!

E, assieme alla frase "voglio leggere ciò che mi pare", ecco che appaiono fior di post, sia sui social che negli stessi blog, in cui si inneggia ad un ritorno alla libertà di scelta, ad un passato ormai perduto in cui si era libere di decidere le proprie letture in base alle emozioni o ai bisogni del momento.

Adesso, lungi da me fare paternali, puntare dita o dire che in tutto ciò non ci sia nulla di vero: sicuramente ci sono blogger che, pur di accaparrarsi le copie, leggono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE libri appena pubblicati. 
Ma c'è una cosa che ci terrei a precisare: non siamo tutte galline in batteria e posso assicurarvi, per esperienza diretta, che chi di noi decide di recensire un libro appena pubblicato, spesso lo ha comprato con i propri soldi. E quando si tratta di libri che riceviamo in anteprima o, comunque, chiediamo ad un ufficio stampa e di cui pubblichiamo la recensione a pochi giorni dall'uscita, è perché noi quel libro abbiamo voglia di leggerlo proprio in quel momento!

Ecco, vorrei che a voi lettori fosse chiara questa cosa: quando chiedo un libro ad una Casa Editrice o quando corro a comprare un libro appena pubblicato e lo leggo subito e subito ve ne parlo, lo faccio perché io per leggere quel libro non voglio aspettare nemmeno un minuto.
Se così non fosse, non mi permetterei mai di chiederlo alla CE o, nel caso di acquisto, farei ciò che faccio con molti dei libri che compro: lo sistemerei in quella che io definisco "la libreria di scorta"!

La mia Tbr mensile è composta esclusivamente da titoli che voglio leggere proprio in quel momento. 
Tutte noi siamo consapevoli che recensire nuove uscite ci porti delle visualizzazioni più alte e, spesso, molti più commenti da parte di voi lettori, perché, come è giusto che sia, chi decide di acquistare un libro appena uscito spesso si affida a noi per sapere se ne valga o meno la pena.

Quello che vorrei fosse davvero chiaro è che tutta questa gente che parla di "emozioni e sentimenti e cambi di rotta" nella gestione del proprio blog, spesso è gente che, pur di avere copie gratuite, si è ritrovata a leggere solo ed esclusivamente titoli appena pubblicati. Il meccanismo è semplice, non serve certo una laurea in ingegneria aerospaziale per arrivarci: so che tra un paio di mesi vorrò leggere quel certo libro, ma non ho intenzione di comprarlo (sul motivo soprassiedo che è meglio!), allora decido di leggerlo subito e, di conseguenza, lo chiedo alla CE. 
Da qui a ritrovarsi a leggere 10 nuove uscite in un mese, è un attimo. E dopo qualche mese di questa vita, ci sta pure che uno vada fuori di brocca!

Quello che bisognerebbe fare, però, più che puntare il dito e parlare di ritorno alle origini e letture scelte per sensazione, sarebbe trovare un equilibrio... vabbè, sarebbe pure carino se ogni tanto, così, anche solo per non dimenticarvi come si fa, andaste in libreria e i libri ve li compraste coi vostri soldi. Ma questo è un altro discorso!