Recensione 'La grande A' di Giulia Caminito - Giunti

by - 12/19/2016 08:00:00 AM

Giada è una bambina considerata da tutti perennemente manchevole, troppo minuta, ''una raganella'', che vive malvolentieri a casa degli zii in provincia di Milano. Da che sua madre se n'è andata per trafficare con camion, alcolici e bar nelle colonie italiane in terra d'Africa, Giada non pensa ad altro che a raggiungerla in quella che lei chiama ''La Grande A'', una terra che immagina piena di meraviglie e di promesse.
Ma una volta giunta ad Assab, una cittadina avvolta nell'arsura e nell'aria salmastra, la vita sembra ruotare solo intorno al piccolo bar che Adi gestisce fino a notte fonda, dove Giada fa molte nuove conoscenze: da Hamed, il garzone che non sa scrivere, a Orlando, il compagno della madre animato dalla retorica fascista vecchio stampo; dalla gazzella Checco, che vive in casa come un animale domestico, a Giacomo Colgada, un giovane italiano farfallone che sembra la copia di un attore del cinema. Ed è proprio con lui che inizia la vera storia di Giada: il matrimonio imposto da Adi, le insidie di suocera e nuora, la fortuna economica, il boom del Circolo Juventus di Addis Abeba, gli incredibili viaggi con la jeep nel deserto, i dolorosi chiaroscuri di Giacomo che obbligano Giada al continuo raffronto con una donna dura e intraprendente come sua madre.
Liberamente ispirato alla biografia di famiglia, ''La Grande A'' è il primo romanzo di Giulia Caminito che racconta un pezzo dimenticato di storia italiana con una scrittura inventiva e spiazzante.

Titolo: La grande A
Autore: Giulia Caminito
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 12 ottobre 2016
Pagine: 285

Trama: 2  Personaggi: 1  Stile: 1  Copertina: 1 



Premetto che, se mi fossi trovata davanti questo libro in uno dei miei giri in libreria, non lo avrei mai preso in considerazione. Innanzitutto per quella copertina che, giustamente rimanendo in tema con la storia, ricorda l'Africa; e, di conseguenza, per l'ambientazione, quella africana appunto, che non rientra tra le mie preferite quando si tratta di letture.

Detto questo, ho ricevuto il romanzo, assieme ad altri due, direttamente dalla Casa Editrice e, per correttezza, l'ho letto.
Dell'autrice sappiamo che è una editor di professione. Ecco, probabilmente nella stesura del suo romanzo non ha applicato quel criterio tanto utile a chi fa il suo mestiere: tagliare tutto ciò che è superfluo. E, purtroppo, in questo libro di superfluo c'è tanto.
Innanzitutto, servono ben 50 pagine prima che la storia decolli ed entri nel vivo. Cinquanta pagine che, c'è da dirlo, non sono solo inutili e prolisse, sono anche folli.
E qui veniamo allo stile della Caminito, che è... boh! Privo di inventiva? Banale? Noioso? È tutta una sequela di frasi spezzate, di punti messi lì e capoversi continui.

La storia, quando finalmente riesce a prendere il via, mostra di avere gli ingredienti giusti per dar vita ad un buon romanzo, non eccelso, ma sicuramente buono. Peccato che, superate le pagine centrali, tutto si impantani nuovamente.
Giada, la protagonista, si impelaga in un insulso matrimonio e, contemporaneamente, il romanzo pare crollare in delle sabbie mobili da cui non uscirà più, tanto che arrivare alla fine è stata quasi una tortura, di quelle lente e dolorose!

Insomma, un romanzo che avrebbe dovuto avere il profumo delle spezie d'Africa e, invece, ha il sapore di un minestrone mal riuscito!


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12 pensieri dei lettori

  1. Grazie Laura, so cosa NON leggere in queste vacanze natalizie :-)

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    1. Oh meno male, almeno sono stata utile a qualcuno! Buon Natale!

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    1. E io faccio la cavia... trtrtrtrtrtrrrrr

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  3. Grazie. So cosa NON ordinare per la biblioteca.
    Queste tue recensioni mi divertono sempre molto, deve essere quella parte un po' pestifera che pure io ho, seppure nascosta sotto gli strati di nutella.
    Ciao da Lea

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  4. Io al minestrone preferisco il passato, quindi...passo!
    LaBacci

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  5. è davvero così pessimo?
    Anche io non amo particolarmente l'Africa come ambientazione però la storia mi tentava. dopo la tua recensione mi sa che dovrò rivedere la mia idea di leggerlo! :(

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  6. Ecco, io l'ho ricevuto e devo leggerlo! Grazie eh :D

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    1. Oh si figuri Maestà, è sempre un piacere!

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