Recensione 'Wonder' di R. J. Palacio

by - 12/25/2016 08:00:00 AM

Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, la sindrome di Treacher-Collins, si trova ad affrontare con coraggio il mondo della scuola, dopo anni di protezione da parte della sua famiglia. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi sarà suo amico? 
Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante, grazie alla gentilezza con la quale si confronta con le persone intorno a sé.
Un bellissimo libro per ragazzi e per adulti che affronta con delicatezza il tema della disabilità. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.

Titolo: Wonder
Autore: R. J. Palacio
Titolo originale: Wonder
Traduzione a cura di: Alessandra Orcese
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 8 maggio 2013
Pagine: 288

Trama: 4  Personaggi: 4  Stile: 3  Copertina: 5 





Perché La Libridinosa decide improvvisamente di leggere questo romanzo, nonostante siano passati tre anni dalla sua uscita?
Anzi, perché corre a comprarlo e legge subito? Per colpa (o merito!) di una ragazzina di 11 anni che mi ha strappato il cuore (e tanti sorrisi). Una ragazzina a cui io questo romanzo l'ho regalato e che, la sera stessa, era tutta intenta a leggerlo, china sulle pagine impegnata ad ignorare il mondo che la circondava!
E come si può resistere ad una scena del genere? Come fai a resistere quando lei ti dice "bellissimo" e lo sguardo le luccica?!

E così eccomi qui: romanzo in mano e un po' di timore! Perché questo, lo sapete bene, non è proprio il mio genere preferito. Io e libri per ragazzi non andiamo d'accordo, diciamo che ci rispettiamo ma non ci frequentiamo!

Questa è la storia di August, Auggie, nato con una deformazione facciale tale che fa apparire il suo viso come se avesse subito una sorta di liquefazione. In medicina, la sua viene definita Sindrome di Treacher Collins.

August ha 11 anni e, per la prima volta nella sua vita, frequenterà una scuola e, ovviamente, dovrà approcciarsi con altri ragazzi. È questo il prospetto davanti a cui l'autrice ci pone per portarci nella vita di Auggie: il momento in cui si troverà a dover lasciare il guscio protettivo creatogli attorno dalla sua famiglia, le quattro mura domestiche dietro cui si è sempre rifugiato per sentirsi al sicuro.
Sappiamo benissimo quanto i bambini riescano ad essere cattivi, immaginate quindi quali difficoltà debba affrontare Auggie nella sua nuova quotidianità.

Ciò che mi ha colpito di più di questa storia è la totale mancanza di buonismo! Auggie non è il classico bambino super-ottimista che vive la sua situazione con gioia (per intenderci, non è la versione maschile di Pollyanna!); i ragazzi della sua scuola sono ragazzi normali, che si dividono tra chi fa fatica ad accettarlo, chi lo rifiuta e chi, invece, lo accoglie sin da subito senza alcuna remora.

È una storia normale, di una famiglia normale che si trova ad affrontare la nascita di un figlio con una grave deformazione facciale, con tanti problemi da affrontare, tanti mesi da trascorrere in ospedale, tanti interventi. Ma è una famiglia unita, che affronta tutto di giorno in giorno, tra sorrisi e arrabbiature.

È un libro che si legge con facilità, forse a tratti banale e un po' ripetitivo, ma mai scontato e noioso.
Il linguaggio è quasi elementare, perché narrato dalla voce stessa di Auggie e da quelle dei suoi amici.
La parte che più ho apprezzato è quella in cui ci viene svelato il pensiero di Olivia, la sorella di August, adolescente alle prese con il primo anno di liceo e il primo amore
abbiamo speso talmente tanto tempo a cercare di far credere ad August che era normale, che adesso lui pensa davvero di essere normale. E il problema è che non lo è.
Olivia ama suo fratello sopra ogni altra cosa; ha imparato, per amor suo, a diventare una ragazzina indipendente, a rendersi quasi invisibile. Adesso, a 14 anni, si rende conto di quanto sia stata faticosa questa sua scelta e di come anche lei abbia bisogno di essere vista dalla sua famiglia.

Sicuramente un libro che bisognerebbe far leggere a tutti i ragazzini e, purtroppo, anche a parecchi genitori.



You May Also Like

14 pensieri dei lettori

  1. Purtroppo, come ti dicevo, l'ho iniziato due volte e per due volte l'ho mollato.
    Troppo zucchero, troppo buonismo. E amo i romanzi per i più piccoli - vedi la collana del Battello a vapore -, ma questo m'irritava troppo. Manco a Natale sono più buono. Nel 2017 esce il film con il tenero Tremblay di Room, quindi magari cambierà qualcosa. Buona giornata a te!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E chi di noi è più buono a Natale? Io divento peggio del solito (e non è che sia uno zuccherino, solitamente!). Comunque credo che il trucco sia quello di leggere questo libro con gli occhi di un ragazzino. Ammetto che con lo sguardo di una quarantenne mi sarebbe parso davvero troppo buonista!

      Elimina
  2. Invece a me è piaciuto molto e proprio in relazione ad Olivia, una mia utente che ha un fratello con una grave disabilità, ha detto che l' ha trovato molto realistico. Lo zucchero arriva alla fine. Un bellissimo libro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bellissimo non so, Lea. Certo non è un libro da buttare. Ma, come dicevo a Michele, probabilmente va letto con gli occhi di un ragazzino.

      Elimina
  3. L'undicenne ha gli occhi a cuoricino dopo aver letto l'introduzione...e io sono contenta che ti sia piaciuto. Io l'ho letto tempo fa e l'ho trovato molto profondo, pur nella sua leggerezza, un modo diverso di parlare di certe situazioni.

    RispondiElimina
  4. Nuova iscritta complimenti per il blog. Io questo libro non l'ho ancora letto, anche se ho trovato la tua recensione molto completa ed esaustiva, il fatto che sia una storia raccontata in maniera realistica e senza buonismi mi ha convinta, vedrò se prenderlo più avanti :*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fammi sapere, se dovessi decidere di leggerlo, cosa ne pensi! Intanto grazie e benvenuta nel mio mondo. Spero di risentirti presto e spesso ;)

      Elimina
  5. La Palacio affronta il tema della disabilità, come hai detto tu Laura, senza perbenismi e senza buonismi..Auggie è cpsì e ne è perfettamente consapevole, così come lo è la sorella che si è fatta sempre da parte durante la difficile infanzia che il fratello ha dovuto affrontare, con tutte le operazioni a cui è stato sottoposto. Olivia si trova ad affrontare il primo anno di liceo, durante cui perde le sue più care amiche ma acquista il primo amore, a causa del quale prova quasi paura nell'avere un fratello come Auggie. I compagni di scuola di Auggie sono come tutti i ragazzini di 11 anni, crudeli da un lato ma puri di cuore dall'altro, e questo è reso benissimo dalla Palacio, quando descrive il comportamento di Jack che per uniformarsi agli amici disconosce August con cui sta entrando in confidenza, per poi pentirsene amaramente considerando che è riuscito ad andare oltre la facciata e sia riuscito a conoscere il vero essere di August. Molti ragazzini sono come Jack che per farsi accettare sono pronti a negare l'evidenza..per fortuna che hanno anche una testa e spesso tornano indietro nei loro passi. A me questo romanzo è piaciuto molto molto, e lo consiglio sempre a tanti se ne capita l'occasione.

    RispondiElimina
  6. Abbiamo terminato la recensione di questo libro quasi con le stesse parole! Anche io lo lessi per un gruppo di lettura, altrimenti forse non lo avrei mai preso in considerazione, temendo fosse uno di quei libri strappalacrime e poco realistici, e invece è davvero ben scritto. Inutile dire che anche per me la parte di Olivia è stata la preferita, mentre ero dispiaciuta che non venisse analizzato il punto di vista del bulletto, per poi scoprire che c'è il seguito con proprio la versione di Julian (ma non mi è ancora capitato di leggerlo).

    RispondiElimina
  7. ho amato molto questo libro e come te ho adorato Olivia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La sua parte è davvero quella che ho apprezzato di più!

      Elimina
  8. Ciao io ho 12 anni e ho letto wonder a 10 e mie è piaciuto molto. A scuola ci hanno detto di fare una recensione personale di wonder e prenderò ispirazione dal tuo blog

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma grazie, ma sei dolcissimo! Hai la stessa età di mio figlio ed è bellissimo sapere che ci sono ancora tanti ragazzi come voi!

      Elimina