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Recensione 'Messalina' di Marisa Ranieri Panetta - Salani

Aveva solo ventitré anni, Valeria Messalina, quando morì pugnalata dai sicari imperiali. Per sette anni era stata la donna più invidiata e ammirata di Roma: da quando suo marito, il cinquantenne Claudio, era succeduto a Caligola sul trono imperiale. In quel periodo, a detta delle principali fonti letterarie, si era macchiata di così tanti crimini e perversioni che il suo nome divenne nei secoli sinonimo di scelleratezza: Messalina era stata più lasciva di Cleopatra, più dissoluta di Poppea, più intrigante di Agrippina.
Ma queste accuse corrispondono alla verità? O forse la damnatio memoriae a cui la condannò il Senato rese più facile attribuirle delitti che non aveva commesso?
In un vivido affresco della vita di corte nella Roma del primo secolo dopo Cristo, questo libro analizza da ogni punto di vista le audaci trasgressioni dell'imperatrice, ripercorrendo le sue vicende attraverso le pagine degli storici antichi, mettendole a confronto e rilevando dove sono contraddittorie o ambigue. Si delinea così un ritratto di Messalina senza pregiudizi, che raccoglie le poche tracce rimaste di lei, scavando nei retroscena della Storia, in un saggio appassionante che si legge come un romanzo.

Autore: Marisa Ranieri Panetta
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 27 aprile 2016
Pagine: 240

Stile: 4  Copertina: 5 





Avevo alte aspettative su questo romanzo, avendo già avuto modo di leggere altro di questa autrice.
Mi aspettavo una storia avvincente come il personaggio che le dà il titolo e, invece, mi sono ritrovata tra le mani nulla di più che un documentario cartaceo.

Valeria Messalina, colei che dovrebbe essere la protagonista di questa storia, è, a tratti, un personaggio marginale, che ruota semplicemente attorno al marito Claudio e alla sua vita da Imperatore.
Insomma, la leggenda di Messalina, seduttrice e meretrice di uomini, viene descritta dall'autrice come pura fantasia.
Più volte Marisa Ranieri Panetta sottolinea come tutte le leggende giunte sino a noi su questo discusso personaggio, siano frutto di invenzioni, di millantatori che vollero trasformare una semplice donna in una mangiatrice di uomini e fautrice di complotti ai danni della sua stessa famiglia.

Come detto, Messalina è qui solo un personaggio secondario. Arrivati alla sua morte, già a metà romanzo, il resto è un'aggiunta che serve semplicemente a sapere cosa accadde, dopo, alla sua famiglia.

Se l'intento dell'autrice era quello di approfondire la conoscenza del personaggio, sicuramente è stato fallimentare.
Manca la parte avvincente, quella che lega un lettore al romanzo; quella che avevo trovato nel suo precedente scritto, "Vesuvius", scritto talmente bene da avermi fatto propendere per l'acquisto di questa nuova storia senza pensarci su due volte.

Indubbiamente, lo stile è pulito e semplice. Se cercate, quindi, un libro che vi faccia scoprire qualcosa di più sulla Roma Imperiale e su alcuni dei suoi personaggi principali, senza però dilungarsi in inutili spiegazioni, questo è perfetto per voi.
Se, viceversa, cercate qualcosa che vi apra una finestra sul personaggio Messalina, passate oltre!


Commenti

  1. Allora io passo oltre, perché amo tanto i romanzi storici ma deve esserci l'approfondimento e la conoscenza, in quanto la mia curiosità è sempre vivissima. Invece mi segno Vesuvius...buona giornata Laura!

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  2. Peccato! Messalina è un personaggio che mi ha sempre incuriosito, come anche Agrippina, ma avrei voglia di una biografia avvincente come un romanzo, non di una semplice raccolta di dati storici...

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  3. Ogni tanto ci sono delle delusioni. Ti confesso (ma lo dico sottovoce) che non l'avrei letto neanche se avesse avuto 5 cupcake perchè il periodo storico non mi incuriosisce.
    Se fosse stato su Jane Austen allora.....
    Un saluto da Lea

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  4. In effetti già dalla sinossi sembra più un saggio-documentario che un romanzo, ma se poi la scrittrice non mette neanche al centro colei che da il titolo al libro, senza metterla a fuoco in maniera critica tra storicità e leggenda, allora il tutto mi sembra al quanto inutile. Ed è anche un peccato visto che la tesi di fondo è abbastanza plausibile.

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    Risposte
    1. Un peccato davvero, soprattutto a fronte di un primo romanzo della stessa autrice che è davvero un piccolo capolavoro!

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