Recensione 'L'acquaiola' di Carla Maria Russo - Piemme


Titolo: L'acquaiola || Autore: Carla Maria Russo || Autore: Piemme
Data di pubblicazione: 2 ottobre 2018 || Pagine: 249

Maria ha quindici anni, vive in un paesino dell'Appennino centro meridionale d'Italia e mantiene se stessa e l'anziano padre malato facendo la bracciante nei campi dei signori, un lavoro incerto e molto gravoso, fino a quando non viene assunta come acquaiola nella casa di don Francesco, il signorotto del paese, con il compito di recarsi più volte al giorno e con qualunque tempo alla fonte, che dista tre chilometri dal paese, per rifornire la famiglia di acqua. A don Francesco, infatti, è nato il quinto figlio, Luigi, il quale rivela fin dall'infanzia una natura ribelle, precoce e assetata di libertà. I destini di Maria e Luigi, così diversi fra loro, si intrecceranno in una serie di vicende dolorose ma, nello stesso tempo, intense e salvifiche per entrambi. Intorno a loro, una umanità umile, legata alla terra e alle antiche tradizioni, assuefatta a una vita di miseria, sacrifici e secolari soperchierie sopportate con fatalistica rassegnazione e per questo spesso dura e inflessibile, ma anche capace di pietà e umana solidarietà.




Siamo in un piccolo paese dell'Appennino centro meridionale e qui vive Maria, 15 anni, occhi blu come il mare, braccia forti come quelle di un uomo, dolore e fatica che le camminano accanto sin dall'infanzia.
Maria vive col padre malato, la mattina si alza all'alba, pulisce casa, coltiva il suo piccolo pezzetto di terra e poi va in piazza, alla ricerca di un lavoro che le consenta di sfamarsi.
Ed è questa la sua vita, sempre uguale. Sino a quando don Francesco, l'uomo più ricco del paese, la assume come acquaiola.
Da quel momento, Maria trascorrerà le sue giornate percorrendo tre chilometri di strada scoscesa per andare a riempire d'acqua i barili e portarli alla Casa Grande, quella che occupa la piazza del paese e in cui vivono don Francesco con la moglie e i quattro figli.
Con la neve e il gelo o un col caldo che toglie il fiato e asciuga la bocca, Maria lavorerà senza sosta.
perché Dio si accanisce verso Maria? Perché si ostina a imporle una croce così pesante?
Non è facile la vita di Maria e pare proprio che il destino non sia disposto a concederle mai un attimo di pace.

Attorno a Maria, l'autrice fa ruotare tutta una serie di personaggi che, col procedere della narrazione, diventeranno a loro volta protagonisti.
Ognuno di loro, a proprio modo, ricoprirà un ruolo all'interno della vita di Maria che, nel bene o nel male, ne modificherà gli equilibri.

Carla Maria Russo imbastisce un romanzo che si dipana su un arco temporale, a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, che ci racconta quasi 70 anni di vita della sua protagonista, di un piccolo paese legato alle tradizioni e di chi ci vive.
Ci parla di chi dal paese ha cercato di fuggire per poi farvi ritorno e di chi, invece, pur essendo costretto ad andare via, non avrebbe mai voluto partire.

Tenendo Maria come fulcro centrale della narrazione, L'acquaiola si rivela un romanzo corale la cui unica falla risiede nella mancanza di una precisa definizione temporale tra una capitolo e l'altro.
Spesso, durante la lettura, sono stata costretta a intuire il trascorrere degli anni; piccoli dettagli, come la crescita anagrafica dei personaggi, aiutano il lettore a capire che del tempo è passato rispetto al capitolo precedente. 
Purtroppo, non sempre questi dettagli sono stati immediati, costringendomi, magari, a dover tornare indietro di qualche riga per raccapezzarmi.

Nonostante ciò, la scrittura di Carla Maria Russo è così bella, così poetica, che conquista il lettore alle prime righe e lo accompagna all'ultima pagina senza alcuna fatica!

Ringrazio la Casa Editrice Piemme per avermi inviato tempestivamente una copia del romanzo.


Commenti

  1. Autrice che mi ha sempre ispirato, peccato che il genere storico non sia tra i miei preferiti, anzi. Questo romanzo, diverso dai precedenti, un po' dalle parti della Murgia e della Pietrantonio, potrebbe essere l'occasione buona per conoscerla. :)

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    1. Mai lette la Murgia e la Pietrantonio, quindi non saprei che dirti

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