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Recensione 'Pesciolino' di Lisa Brennan-Jobs - Rizzoli


Titolo: Pesciolino || Autore: Lisa Brennan-Jobs || Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 4 settembre 2018 || Pagine: 420

Non è stata semplice la vita, per Lisa Brennan-Jobs, nata alla fine degli anni Settanta in una fattoria nel cuore della Silicon Valley da una madre che insegue sogni hippies e da un padre che, prima di cambiare per sempre il mondo, sbarca il lunario vendendo apparecchiature per telefonare gratuitamente (e illegalmente) e che la riconosce solo dopo il test del DNA. Per lei quello con Steve Jobs, che ai suoi occhi di bambina era una figura tanto mitica quanto evanescente, resterà per sempre un rapporto complesso e tormentato, fatto di incomprensioni e complicità, di nomignoli affettuosi e lunghi silenzi, di provvisori riavvicinamenti e gesti fortemente simbolici ma silenziosi: tra tutti, l'aver ribattezzato "Lisa" il primo computer proprio in onore della figlia, come Jobs confessa a Bono Vox durante una cena in Costa Azzurra. Fino al toccante racconto degli ultimi giorni vissuti insieme, con Lisa che nelle sue frequenti visite inizia a portare via da casa del padre oggetti senza alcun valore materiale, ma che le parleranno per sempre di lui. "Pesciolino" è la storia di una bambina in cerca della propria identità, in costante equilibrio tra due genitori all'opposto e i loro mondi; ed è un ritratto di Steve Jobs intenso ed emozionante, onesto e spietato e quindi lontano da ogni cliché, una visione intima dell'uomo dietro il mito.




Come definire Pesciolino di Lisa Brennan-Jobs? Una grande operazione di marketing!

Ci sarebbero varie premesse da fare prima di poter parlare di questo libro, quindi rischio di dilungarmi un po' (abbiate pazienza!).
Innanzitutto, per quei pochi che ancora non lo sapessero, io sono una "malata di Apple" (malattia trasmessami da Consorte e che pare non aver alcuna cura!).
So che, adesso, molti di voi storceranno il naso, diranno che quelli come me sono solo dei fissati, ecc. 
Ci sta, son pareri personali! Se mai, un giorno, vi dovesse capitare di usare un qualunque prodotto Apple, tornate qui a ripetere le stesse cose.
Io so che senza "la mia mela" la vita sarebbe molto più difficile!
Altra cosa che tengo a sottolineare è che, per quanto mi riguarda, Steve Jobs è intoccabile. Avete capito? Zio Steve è sacro... stronzo, ma sacro!

Il punto fondamentale di questo libro è che Steve Jobs rimane, qui, un personaggio tra le righe, una "scusa" che Lisa Brennan usa per parlarci di sé.

Lisa Brennan-Jobs, prima figlia di Steve, da lui riconosciuta legalmente solo anni dopo la sua nascita,
fonte: iPhoneItalia
appare, durante tutto il romanzo, come la vittima sacrificale di due genitori troppo giovani e assolutamente inadatti a ricoprire un ruolo che richiederebbe equilibrio e responsabilità.
Che Jobs fosse una persona con un carattere alquanto difficile e particolare, è ormai cosa nota.
E, ovviamente, questo ha avuto molto peso nel rapporto con la figlia.
Figlia che, però, pare addossare ogni difficoltà e ogni problema all'assenza della figura paterna.
Mai, nonostante le numerose descrizioni di episodi significativi, Lisa incolpa, almeno in parte, la madre.
Una madre che l'ha trascinata da una casa l'altra, l'ha costretta a vivere con i suoi numerosi fidanzati; una madre soggetta, spesso, a crisi di pianto, una donna che iniziava ad urlarle addosso senza alcun motivo.
Lisa nasconde in parte gli anni di rapporto "normale" con il padre, in compagnia della famiglia allargata, e l'accesso al benessere economico che questa situazione le ha garantito.
L'affetto di Steve nei suoi confronti non è espresso in maniera straniante, ma è quello di un uomo che vive assorbito dalla sfera professionale.

Ma il problema più grande di questo romanzo è l'assoluta mancanza di una storia. Si tratta, più che altro, di una serie di episodi spezzettati che partono dall'infanzia di Lisa e si concludono alla morte del padre.

Come ho detto all'inizio di questa recensione, Pesciolino mi è parso solo un'operazione di marketing.
Se il personaggio Jobs vi incuriosisce, vi consiglio di leggere, invece, la sua biografia ufficiale, firmata Walter Isaacson.
Quello sì è il libro adatto a farsi un'idea chiara e concreta di chi fosse Jobs nel quotidiano, della figura professionale e dell'uomo, pieno di insicurezze e di incertezze, che era nella vita di tutti i giorni.
Un ritratto di Jobs a 360°, un quadro chiaro ed esaustivo su un personaggio che, nel bene o nel male, ha cambiato il corso delle nostre vite!

Per quanto riguarda, invece, Pesciolino capisco benissimo le polemiche scaturite dalla sua pubblicazione e le proteste della moglie e della sorella di Jobs.
Lisa ci lascia con un ritratto del padre assolutamente personale e incompleto, oltreché falso.
La sensazione che rimane, a fine lettura, è di incompiutezza e inutilità.
Sembra quasi di essersi trovati ad ascoltare, involontariamente, dei discorsi che non ci riguardavano e di cui avremmo tranquillamente fatto a meno.



Commenti

  1. Icompleto e personale ci sta ma falso mi sembra un po' troppo. Perchè al di là delle biografie ufficiali non credo che potremmo giurare di conoscere Jobs alla perfezione. Può darsi che lei racconti la sua verità sicuramente forse dissimile dalle altre ma non per questo falsa. Per il resto anche per me sembra una trovata per far parlare di sè e per sfruttare il nome del padre.

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    Risposte
    1. Patrizia, ti consiglio di leggere il commento di Mari, qua sotto, per capire cosa intenda io definendo falso l'atteggiamento della figlia di Jobs.

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  2. Pur non avendo letto il libro (e mai lo farò) condivido tutto, anche quel "falso" perché ho la sensazione che lo Steve Jobs descritto nel libro sia solo nella testa di sua figlia! Nessuno di noi ha mai conosciuto Steve Jobs persona. Conosciamo il suo genio e nulla di più. E' stato un pessimo padre? Probabilmente si, ma il mondo ne è pieno, solo che hanno cognomi che non fanno notizia e non fanno vendere copie di libri, pertanto, le figlie di questi genitori anonimi, al massimo potranno andare in analisi, avere problemi a relazionarsi con gli uomini, ma non potranno contare su eredità multimilionarie.

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    Risposte
    1. Vedo che sei riuscita a cogliere il senso del libro e anche delle mie parole! Nemmeno io, purtroppo, ho avuto modo di conoscere lo Steve persona se non attraverso biografie e racconti di altri, ma in questo romanzo non c'è altro che la "lagna" di una ragazza che vive situazioni vissute da tantissimi altri bambini... semplicemente, con un cognome più altisonante e che, comunque, le ha consentito l'accesso ad un'eredità di non poco conto!

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