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Recensione 'Gente del sud' di Raffaello Mastrolonardo - Tre60


Titolo: Gente del sud || Autore: Raffaello Mastrolonardo || Editore: Tre60
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2018 || Pagine: 774

Agosto 1895, è tornato il colera. Romualdo Parlante, medico spaventato dalla virulenza del male, impone a sua moglie Palma, incinta del quarto figlio, di tornare immediatamente con gli altri bambini, nel loro paese d'origine in Puglia, dove troveranno rifugio in casa dei genitori di lui: Bastiano e Checchina. È così che la luce della letteratura si accende sulla famiglia Parlante, protagonista di questo romanzo fluviale, che grazie all'intraprendenza del patriarca Bastiano sta emergendo dall'oscurità della storia, ritagliandosi un posto sul piccolo, assolato e povero palcoscenico di quella terra insieme dura e ricca che è la Puglia. La storia degli uomini e delle donne della famiglia: Aniello, Costanzo e soprattutto Cipriano, il bambino che Palma portava in grembo fuggendo da Napoli, Vincenzina, Gelica, Reginella... La storia dei Parlante s'intreccia con quella tumultuosa dell'Italia: gli anni Dieci del '900; l'avventura coloniale e la prima guerra mondiale, in cui i giovani maschi della famiglia si gettano con slancio; gli anni dei primi, duri scontri sociali e poi l'avvento del fascismo; l'apertura al nuovo e le avvisaglie della modernità; la tragedia della seconda guerra mondiale e la fine di un mondo; poi la ricostruzione e il boom economico; i giorni nostri: un secolo intero carico di novità, sfide e drammi che i Parlante affronteranno sempre con coraggio, determinazione, ambizione. Frutto di anni di lavoro, Gente del Sud racconta le molte incarnazioni che l'amore assume nella vita: l'amore appassionato, capace di superare ogni ostacolo e convenzione, l'amore per la propria sposa o il proprio sposo, per i figli, per la propria terra, per la «roba», per il proprio Paese e le proprie idee. La celebrazione di una terra difficile e bellissima, la Puglia.




La vita prende, la vita dà.
Arrivare all'ultima pagina di Gente del sud è come aver compiuto un viaggio attraverso l'Italia e la sua storia; un viaggio che porta il lettore all'interno di una grande famiglia del sud, con le sue regole e le sue tradizioni.
Bastano 80 pagine perché Mastrolonardo riesca a creare un legame inscindibile tra lettore e personaggi, 80 pagine per capire che la famiglia Parlante non si dimenticherà tanto facilmente.

Immaginate di prendere in mano un libro di storia e di leggerlo attraverso lo sguardo di una famiglia.
I Parlante sono contadini pugliesi; sarà Bastiano, detto Papanonno, a cambiare le loro sorti.
Bastiano Parlante ha sempre pensato che "è la terra che fa i signori" e sarà questa sua convinzione che lo porterà ad acquistare, nel tempo e con sacrifici, vari appezzamenti di terreno.
Bastiano sposerà Francesca Bonadies, nonna Checchina, e assieme avranno quattro figli: Paolo, Aniello, Romualdo e Giovanna.
L'autore sceglie Romualdo per introdurci nella vita  della famiglia Parlante.
Il terzogenito, infatti, sarà l'unico che avrà il coraggio di ribellarsi a quel padre-padrone che lo vorrebbe sacerdote.
Romualdo deciderà di studiare medicina e, una volta laureatosi e dopo aver sposato l'amata Palma, si trasferirà a Napoli.

È proprio da qui che parte la nostra storia. È il 1895, Palma è incinta del quarto figlio quando Romualdo decide di caricare lei e i tre figli su un treno diretto in Puglia: a Napoli è tornato il colera e lui non vuole che la sua famiglia corra rischi.
Così, mentre Romualdo rimarrà a Napoli a compiere il suo dovere di medico, Palma si troverà a vivere con quei suoceri che poco conosce e di cui ha solo soggezione.

Mastrolonardo ci racconta la vita di una famiglia marcatamente patriarcale, dove le donne, oltre all'obbedienza che caratterizzava il loro ruolo, paiono non riuscire mai a godere di quella fortuna che bacia, invece, gli uomini della dinastia.

Seguiremo, anno dopo anno, la vita dei Parlante e, in particolare, quella di Cipriano, l'ultimogenito di Palma e Romualdo.
Sarà lui, infatti, a renderci parte integrante della vita alla Murgia e alla casa di Quarto di Palo.

L'autore ha costruito un romanzo a tutto tondo, riuscendo a raccontare la storia del nostro Paese, delle due guerre che lo hanno messo in ginocchio, parlandoci delle centinaia di migliaia di ragazzi che non sono mai tornati a casa dal fronte.
Ci ha portato in trincea con Cipriano e lo ha fatto in maniera così vivida che sembrerà di patire lo stesso freddo e provare le stesse paure del protagonista.
Cipriano Parlante è un simbolo di quell'Italia del sud che si è rimboccata le maniche per sfamare i suoi figli.
Cipriano sarà colui che farà suoi gli insegnamenti di Papanonno, ma capirà anche che non basteranno le terre per portare avanti la sua famiglia e dedicherà così la sua vita al commercio, attraversando l'Italia in lungo e in largo e facendolo in un'epoca in cui raggiungere Milano in treno comportava viaggi lunghi e faticosi.

Gente del sud è molto più di una storia di famiglia: è un inno all'amicizia, quella vera, quella per cui si è disposti a mettere in pericolo anche se stessi.
E sarà così tra Cipriano e Angiolino, che cresceranno assieme e assieme andranno in guerra, coprendosi le spalle vicendevolmente; sarà così anche tra Cipriano e Alessandro Glanz, ebreo in fuga che nell'amico troverà salvezza e rifugio
Due uomini, un tempo nemici su fronti avversi, dai capelli ormai ingrigiti e i loro vent'anni assieme ormai alle spalle: parevano ragazzi in quell'abbraccio che non voleva finire.
Gente del sud è un romanzo che, per mole e per intensità, chiede tempo: non si può leggere in fretta una storia come questa, perché troppe sono le emozioni da affrontare e tante le voci cui prestare ascolto!
La famiglia Parlante che si riunisce attorno ad un tavolo per il pranzo della domenica è il simbolo di questo romanzo; un romanzo fatto di profumi, di terra, di sapori e di parole. 
Un romanzo in cui il dialetto viene usato come forma per aiutare il lettore a sentirsi ancor più dento la vita della famiglia.

La conclusione della storia della famiglia Parlante ci viene narrata da una voce giovane, quella del nipote di Cipriano, che ci traghetterà verso un'epoca moderna, in cui le famiglie non si riuniscono più attorno ad un tavolo, in cui i figli non obbediscono più ai padri e, soprattutto, i giovani lasciano quel sud che non garantisce alcun futuro.

Arrivati alla fine, vi consiglio di rileggere il prologo: vedrete tutto con occhi diversi!
Leggetelo questo libro, perché Raffaello Mastrolonardo ha costruito un capolavoro della letteratura italiana moderna.



Commenti

  1. Dalla recensione si capisce che l'hai amato molto questo libro. È bellissima

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  2. Però....intrigante davvero...è già finito in lista

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  3. Libro meraviglioso. È vero, non si può leggere velocemente perché suscita tante emozioni. Una saga famigliare incredibile. Un libro adatto anche a chi conosce poco la nostra storia, che qui viene raccontata in un modo molto vivo e diretto. Un libro che consiglierò sicuramente a tanti.

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  4. Veramente bello, lo consiglio vivamente.

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  5. Libro meraviglioso,lo dovrebbero far leggere anche a scuola

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  6. Lo sto leggendo adesso, è la storia d'Italia attraverso la storia di una famiglia. Lo consiglio

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  7. Qualsiasi termine per descriverlo sarebbe riduttivo. Non mi appassionavo da parecchio ad un libro da doverlo portare ovunque andassi. Unico problema: iniziare un altro libro! Come si fa senza la famiglia Parlante?

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