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Recensione 'La libreria del tempo andato' di Amy Meyerson - Nord


Titolo: La libreria del tempo andato || Autore: Amy Meyrson || Editore: Nord
Data di pubblicazione: 18 aprile 2019 || Pagine: 366

Miranda è cresciuta in mezzo ai libri. Letteralmente. Da bambina, infatti, passava ore e ore a vagare tra gli scaffali di una libreria, giocando alle cacce al tesoro letterarie che il proprietario, suo zio Billy, organizzava per lei. Grazie a lui, Miranda ha imparato ad amare quei mondi d'inchiostro racchiusi tra le pagine, il profumo inconfondibile della carta, il mosaico variopinto delle copertine. Un giorno, però, quando lei aveva dodici anni, la madre aveva all'improvviso tagliato i ponti col fratello e l'aveva portata via, lontano da lui e dalle sue avventure. Ma ecco che, sedici anni dopo, lo zio Billy muore, lasciando in eredità a Miranda la libreria. E non solo. Miranda riceve per posta una copia della "Tempesta", con un'unica frase sottolineata: Siedi: ora devi sapere di più. Il messaggio è chiarissimo. È l'inizio di una nuova caccia al tesoro. L'una dopo l'altra, Miranda raccoglie le molliche di pane disseminate dallo zio, incamminandosi lungo un sentiero costellato di citazioni letterarie e segreti taciuti troppo a lungo. E, cercando tra le pagine dei romanzi che hanno segnato la sua giovinezza, Miranda non solo scoprirà la verità sullo zio e sulla loro separazione, ma si renderà conto che quella libreria è la sua casa e il suo destino... "La libreria del tempo andato" è un inno alla forza dei legami familiari e al potere che hanno i libri di connetterci con le persone che amiamo. Perché spesso regalare un libro è un modo per confessare sentimenti che non riusciamo a esprimere a parole.




La libreria del tempo andato doveva essere, per me, una lettura leggera, scorrevole e divertente; uno di quei libri in grado di conquistarmi con personaggi simpatici, una trama carina ma non impegnativa e riuscendo a strapparmi qualche risata.
Per le prime 90 pagine sembrava che queste caratteristiche ci fossero tutte; poi, improvviso, il crollo! Un crollo verticale, una discesa verso gli inferi che mi ha fatto maledire il momento in cui ho deciso di acquistare questo libro.

Miranda è la protagonista del romanzo. Nei capitoli iniziali, l'autrice ce la presenta ancora bambina e alle prese con un amore sconfinato per lo zio Billy.
Tra i due c'è un forte legame, basato sulla passione comune per i libri e, ovviamente, sull'idolatria di una bambina nei confronti dello zio un po' "magico".
Quando Miranda ha 12 anni, però, Billy sparisce per sempre dalla sua vita: a nulla valgono le telefonate e le lettere con cui lei cercherà di ritrovarlo; Miranda non avrà più sue notizie sino a quando, ormai quasi trentenne, la madre le comunicherà che è morto.
Nonostante siano trascorsi molti anni dall'ultima volta in cui lo ha visto, Miranda deciderà di presenziare al funerale. Partirà, così, da Philadelphia, dove vive col fidanzato Joy, per tornare a Los Angeles.
Dopo il funerale, Miranda scoprirà che lo zio le ha lasciato in eredità la sua libreria e che dovrà risolvere, ancora una volta, una caccia al tesoro, come quando era bambina, per scoprire il motivo della sua sparizione improvvisa.

Come detto, le premesse per una storia carina c'erano tutte! E a inizio lettura avevo anche avuto l'impressione che l'autrice potesse decidere di scavare più a fondo nella personalità dei protagonisti e alzare un po' il livello del romanzo. Purtroppo così non è stato. Anzi, pare che la Myerson abbia deciso che mettere su un bel pentolone di brodo e allungarlo il più possibile, fosse un'idea alquanto geniale!
Ed ecco che l'impressione iniziale non si è confermata e proseguendo nella lettura e la sensazione è stata quella di vedere una corda che si sfilacciava sempre più velocemente.

Partiamo dalla trama, che certo non spicca per genialità: uno zio giovane e bello, sismologo ma proprietario di una libreria, che un giorno, dopo una discussione con la sorella, nonché madre di Miranda, sparisce del tutto dalla vita della famiglia.
Un segreto che a pagina 30, se poco poco siete lettori allenati, avrete già intuito e la cui rivelazione, invece, l'autrice decide, prendendoci per scemi, di procrastinare ben oltre la metà del romanzo.
Tutto ciò non fa che portare ad un girotondo inutile, un cane che si morde la coda, con la protagonista che vaga, pagina dopo pagina, quasi senza meta, finché, a 100 pagine dalla fine, ecco la trovata geniale: la svolta romance!

Ma la vera perla di questo romanzo sono i personaggi.
Miranda, pur avendo 27 anni, spesso si comporta come un'adolescente stupida e in preda a qualche crisi. Ha un'idea propria dei rapporti interpersonali, tanto che tratta Joy quasi come fosse un coinquilino fastidioso.
Le loro telefonate sono al limite del surreale e a volte mi sono chiesta se tra loro ci fosse davvero qualche tipo di rapporto!
Chi batte tutti, però, è la madre di Miranda (un personaggio così profondo e incisivo che non ricordo neanche più il nome!), la donna tutta d'un pezzo, la depositaria del grande segreto di famiglia!
Una donna di rara maturità, che, quando la figlia le pone qualche domanda, si irrigidisce, risponde che sono cose che non la riguardano e la molla lì.
Peccato che, a detta di Miranda, le due abbiano più un rapporto di amicizia che non madre/figlia!

A tutto ciò, inoltre, va aggiunta una scrittura piena di pecche: la Meyerson passa dal presente ai racconti del passato senza fare alcuna distinzione, spesso usando il discorso diretto; questa scelta confonde non poco il lettore e, spesso, ci si ritrova a dover tornare indietro per riprendere il filo della narrazione.

Infine, come se le disgrazie non fossero già abbastanza, un lavoro di traduzione e di editing probabilmente affidato a qualche stagista vittima di una sbornia, ci fa in appare in espressioni quali "tornare a bomba" o "ti ha pelato mille dollari", che messe in bocca a una donna adulta, stridono parecchio.

Insomma, l'ennesimo libro a tema librerie che si rivela una grande fregatura!



Commenti

  1. No vabbè, lo "stagista vittima di una sborniaW mi ha fatto capottare dalle risate! Sono d'accordo con te, i libri che parlano di librerie e librai sono tra le peggiori ciofeche che abbia mai letto. Farò un'eccezione per il libro consigliato dal libraio Enrico, quello sì che mi ispira e poi di lui mi fido :-)

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    1. Se ti riferisci a “La mia meravigliosa libreria” di Petra Hartlieb, l’ho letto proprio ieri!

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    2. Sì esatto! Allora aspetto la tua recensione prima di acquistarlo :)

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  2. Che peccato!!! La trama mi ispirava davvero parecchio!!

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    1. Stessa delusione invece mi ha annoiato, trascinato e scontato il finale, anche la scrittura non particolarmente studiata

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  3. Sono capitata su questo blog da Goodreads, cercando le parole per esprimere il mio disappunto per questa lettura. E le ho trovate tutte qui :)

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  4. Troppe citazioni di autori non dico sconosciuti ma da me non letti. Troppo lungo il percorso di conoscenza della verità, in fondo la protagonista non è una bambina. Mi sono piaciute le varie idee per sostenere la libreria. L'ho finito per caparbietà ma non lo consiglierei.

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  5. Che delusione, ero proprio ben disposta
    Invece mi sono annoiata, trascinato e non particolarmente curata la scrittura
    Peccato, un'occasione perduta
    L'intento era buono

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