mercoledì 3 luglio 2019

Recensione 'Avviso di chiamata' di Delia Ephron - Fazi


Titolo: Avviso di chiamata || Autore: Delia Ephron || Editore: Fazi
Data di pubblicazione: 20 giugno 2019 || Pagine: 334

Eve Mozell è un'organizzatrice di eventi quarantaquattrenne che vive a Los Angeles. Quella da cui proviene è una famiglia di eccentrici artisti. Da tempo la madre ha lasciato il padre per un altro uomo e, ora che lui è divenuto anziano, tocca a lei farsene carico, insieme alle sue sorelle: la maggiore, Georgia, estrosa e brillante, è la direttrice di un'importante rivista e trasforma in moda qualsiasi cosa indossi o dica; la minore, Maddy, è un'attrice stralunata alle prese con una gravidanza imprevista e il conseguente licenziamento dalla soap opera in cui lavora. Il padre, con il suo alcolismo, i suoi episodi maniaco-depressivi, i suoi tentativi di suicidio e le sue assurde storie d'amore e di sesso, è un disastro. Ma Eve ha anche altri problemi: gli impegni lavorativi, le preoccupazioni per il figlio adolescente, l'angoscia per il proprio declino fisico. Per questo esistono le sorelle: nonostante le gelosie e le incomprensioni, basta alzare la cornetta del telefono per trovare un po' di sollievo... Le carriere, gli amori e le rivalità di tre sorelle fra New York e Los Angeles: in "Avviso di chiamata", romanzo che ha molto di autobiografico, l'autrice svela una serie di squisiti retroscena sulla famiglia Ephron, a partire dall'indimenticabile Nora. Da questo romanzo è stato tratto il film omonimo con Meg Ryan e Diane Keaton (anche regista).




C'era un tempo in cui per rintracciare una persona, era necessario che questa fosse in casa propria!
Era il tempo in cui i cellulari non esistevano ancora (o comunque erano rari, costosi, enormi e riservati a una ristretta élite di persone) e le segreterie telefoniche iniziavano a fare capolino nelle case dei comuni mortali!
Vi assicuro che, per quanto tutto ciò possa sembrare lontano, parliamo di meno di trent'anni fa!

Era l'epoca in cui i telefoni di casa avevano il filo e, quando squillavano, non era assolutamente possibile sapere chi ci fosse dall'altra parte della linea, perché l'identificativo del chiamante era di là da venire.
Era anche un tempo in cui, sicuramente, esisteva una sorta di "educazione" che oggi, che viviamo con un telefono sempre in mano, abbiamo perduto: quella che imponeva di non telefonare in certi orari. Ad esempio, la mattina molto presto o dopo i pasti (soprattutto al sud, ché da noi quella è l'ora dedicata al riposo!); e, soprattutto, se il telefono suonava in orario notturno era sicuramente foriero di brutte notizie (o di un disgraziato che, preso dal sonno, aveva sbagliato numero!).

Avviso di chiamata, romanzo di Delia Ephron dal quale, nel 2000 fu tratto un famoso film con Meg Ryan, Diane Keaton e Walter Matthau, nonostante gli anni in cui la storia è ambientata, è lo specchio esatto di ciò che accade nella nostra società: siamo tutti talmente presi dai nostri impegni, da non trovare più il tempo per incontrare gli amici e i familiari di persona; così, affidiamo ad un telefono tutte le nostre conversazioni.

Georgia, Eve e Maddy, le tre sorelle protagoniste di questa frizzante storia, comunicano solo attraverso la cornetta: che si tratti di lavoro, di mariti, di figli, le loro conversazioni sono sempre filtrate da un filo telefonico.
Tra noi sorelle va sempre così. Ore attaccate al telefono, vite aggrovigliate, ma quando ci ritroviamo davvero faccia a faccia ci tratteniamo.
In un continuo flashback di passato e presente, la Ephron ci mostra come le tre sorelle siano arrivate ad essere le adulte che sono.
Georgia, prima direttrice e poi fondatrice di una rivista tutta sua; Eve, insicura, nevrotica, maniaca del controllo e, infine, Maddy, prima figlia dei fiori, poi aspirante attrice!
Alle loro spalle, una madre sempre perfetta che, da un giorno all'altro, mollerà la famiglia per andare via con un altro uomo e un padre bipolare, alcolizzato e attaccato alla cornetta del telefono dalla mattina alla sera.

Delia Ephron, con una scrittura leggera, vivace e umoristica, ci porta all'interno delle dinamiche di questa famiglia un po' strampalata e, senza neanche accorgercene, ci ritroveremo a riflettere su quanto i genitori e le loro scelte incidano sul nostro futuro.
Georgia, Eve e Maddy non sono mai riuscite ad avere un rapporto equilibrato e affettuoso nei confronti di un padre che, c'è da dirlo, non è sicuramente una persona facile da gestire. Ma, nel momento in cui lui si ammalerà e morirà, verranno a galla, come sempre accade, tutti quei piccoli e insignificanti ricordi che sono, in fondo, il nucleo portante di ogni famiglia.

Questa è una storia che si legge col sorriso sulle labbra, ma che, alla fine, lascia una sorta di amaro in bocca, un rimpianto verso ciò che, inevitabilmente, si è perduto e che non sarà più possibile riavere; una nostalgia dolorosa verso le persone che non sono più nella nostra vita e quei momenti che, quando li abbiamo vissuti, sembravano così insignificanti.

1 commento:

  1. La copertina non mi ispirava ma la storia sembra interessante, la segno

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