venerdì 26 luglio 2019

Recensione 'Nel silenzio delle nostre parole' di Simona Sparaco - Dea Planeta


Titolo:  Nel silenzio delle nostre parole || Autore: Simona Sparaco || Editore: Dea Planeta
Data di pubblicazione: 14 maggio 2019 || Pagine: 280

È quasi mezzanotte e una nebbia sottile avvolge la metropoli addormentata. In un palazzo di quattro piani, dentro un appartamento disabitato, un frigorifero va in cortocircuito. Le fiamme, lente e invisibili dall'esterno, iniziano a divorare ciò che trovano. Due piani più in alto, Alice scivola nel sonno mentre aspetta il ritorno di Matthias, il ragazzo che ama con una passione per lei nuova e del quale non è ancora riuscita a parlare a sua madre, che abita lontano e vorrebbe sapere tutto di lei. Anche Bastien, il figlio della signora che occupa un altro degli interni, da troppi mesi ormai avrebbe qualcosa di cruciale da rivelare alla madre, ma sa che potrebbe spezzarle il cuore e non trova il coraggio. È un altro tipo di coraggio quello che invece manca a Polina, ex ballerina classica, incapace di accettare il proprio corpo dopo la maternità, tantomeno il pianto incessante del suo bambino nella stanza accanto. Giù in strada, nel negozio di fronte, Hulya sta pensando proprio a lei, come capita sempre più spesso, senza averglielo mai confessato, ma con una voglia matta di farlo. Per tutti loro non c'è più tempo: un mostro di fuoco sta per stravolgere ogni prospettiva, costringendoli a scelte estreme per colmare quei silenzi, o per dare loro un nuovo significato. Simona Sparaco indaga i momenti terribili in cui la vita e la morte si sfiorano diventando quasi la stessa cosa, e in cui le distanze che ci separano dagli altri vengono abbattute dall'amore più assoluto, quello che non conosce condizioni. Vincitore del premio DeA Planeta 2019.




Uno dei ricordi più nitidi che ho della mia vita di bambina e poi ragazza è la finestra di un palazzo che vedevo dalla mia cameretta.
Ogni sera mi addormentavo fissando questa finestra, con la sua luce calda, sicuramente frutto della combinazione tra una lampadina gialla e delle tende arancioni e, ogni sera, immaginavo le persone che abitavano quella casa, la loro vita, le loro giornate.
Era, quella finestra, un po' come una coperta di Linus: addormentarmi guardandola mi rendeva più serena.
Non ho mai saputo chi abitasse in quell'appartamento né a quale stanza della casa appartenesse quella finestra, ma è sicuramente una delle cose che più mi è mancata quando, una volta sposata, sono andata a vivere in un'altra casa; e ancora adesso, a distanza di tanti anni e tanti chilometri, ogni tanto, la sera, prima di addormentarmi, mi capita di ripensare a quella finestra che sapeva tanto di casa!

Leggere il romanzo di Simona Sparaco è stato un po' come fare un salto indietro nel tempo e tornare a guardare nella vita di altre persone.
L'autrice, prendendo spunto dall'incendio della Grenfell Tower di Londra, ci porta a Berlino e nella vita di un gruppo variegato di persone il cui unico denominatore comune è il condominio in cui vivono.
Conosceremo così Alice, una giovane ragazza di Tivoli che si trova a Berlino grazie al progetto Erasmus; poi entreremo in casa di Naima, che da giovane ha lasciato la famiglia, ha tolto il velo e cambiato religione per amore di quell'uomo che, da tanti anni, le dorme accanto; e, infine, quasi da un angolo nascosto, spieremo la vita di Polina, una ballerina classica alle prese con una maternità tanto inaspettata quanto difficile.

Ognuno di loro nasconde un dolore profondo, fatto di segreti piccoli, di malesseri dell'anima, di sorrisi mancati, di sguardi perduti.
Nessuno di loro sa che quella che stanno per affrontare potrebbe essere l'ultima giornata della loro vita.

Con estrema delicatezza, ma anche con grande impatto, Simona Sparaco ci accompagna nei segreti dell'animo umano di ognuno dei suoi protagonisti
Questo romanzo è quasi una lunga analisi, un modo inconsapevole per renderci conto di quante volte, magari, decidiamo di ignorare una telefonata, di andare a letto arrabbiati, di non guardare negli occhi la persona che amiamo, senza mai pensare che quella potrebbe essere la nostra ultima occasione per dire "ciao" ad un familiare lontano, per far pace con chi ci dorme accanto, per vivere davvero le nostre giornate, invece di trascinarci da un impegno all'altro, pensando sempre che, sì, c'è tempo, lo farò domani, tra una settimana, tra un mese...

Nel silenzio delle nostre parole è una sentenza quasi definitiva su ciò che siamo diventati: assenti, distratti, chiusi in noi stessi. Chi sono le persone che ci abitano accanto? Cosa pensano, quando, silenziosi e con lo sguardo basso, li incrociamo per le scale o in ascensore? 
Chi si nasconde dietro quella finestra che guardiamo ogni sera, prima di addormentarci?

La Sparaco ha creato un romanzo perfettamente equilibrato: in punta di piedi, ci porta all'interno delle case e delle vite dei suoi personaggi, ce li fa conoscere, amare, ci fa dubitare di alcuni di loro, sorridere di altri, arrabbiare con altri ancora.
E poi ci tiene lì, chiusi in quegli appartamenti sempre più caldi, più soffocanti, col fumo che ci brucia gli occhi e la gola, con la paura che ci blocca le gambe. 
Ci tiene lì, immobili, con la mente che corre alle persone che amiamo e che vogliamo sentire, probabilmente per l'ultima volta. 
E le lacrime iniziano a scorrere sul nostro viso, assieme a quelle di Naima, di Alice, di Polina. 
Ci ritroveremo a singhiozzare, ma non riusciremo a smettere di leggere. Avremo paura di non farcela, sentiremo il fiato corto e il cuore batterci in petto sempre più forte.

Ho letto questo romanzo in un paio di giorni, perché una volta iniziato non sono più riuscita a smettere. È stato impossibile non affezionarsi ai personaggi e non soffrire con loro.
Unica pecca di una storia che altrimenti si sarebbe rivelata perfetta, è stato il finale che ho trovato un po' forzato, quasi l'autrice avesse sentito la necessità di rimettere tutto al proprio posto, quasi l'happy-ending sia qualcosa di imprescindibile.

Nonostante ciò, Nel silenzio delle nostre parole è un libro da leggere assolutamente, per ricordarci che ogni istante della nostra vita è prezioso e che sorridere a chi ci passa accanto dovrebbe essere la cosa più semplice da fare!
Esistono dolori necessari a ricordarti dove ti trovi e in quale direzione stai andando, e dolori del tipo opposto, capaci di farti perdere l'orientamento.

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