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Recensione 'La ragazza della palude' di Delia Owens - Solferino


Titolo: La ragazza della palude || Autore: Delia Owens || Editore: Solferino
Data di pubblicazione: 28 marzo 2019 || Pagine: 414

A Barkley Cove, un tranquillo villaggio di pescatori, circolano strane voci sulla Ragazza della palude. Dall'età di sei anni Kya si aggira completamente sola tra canali e canneti, con qualche straccio addosso e a piedi nudi. Ha al suo attivo un solo giorno di scuola, ma la palude e le sue creature per lei non hanno segreti: la nutrono, la cullano, la proteggono, sono maestre e compagne di giochi. Kya impara a decifrare i segni della natura prima ancora di saper leggere un libro: nella sua assoluta solitudine sembra bastare a se stessa. Ma la sua bellezza non tarda a sbocciare: insolita, selvatica, sfuggente accende il desiderio nei ragazzi del paese. Kya scopre l'amore, la sua dolcezza e le sue trappole. Quando negli acquitrini riaffiora il corpo senza vita di Chase Andrews, gli occhi di tutti puntano su di lei, la misteriosa ragazza dimenticata: i mormorii diventano subito accuse, i sospetti incrollabili certezze. Il processo, fuori e dentro al tribunale, trascina la vicenda verso il suo imprevedibile e folgorante epilogo. "La ragazza della palude" è il romanzo commovente di un'infanzia segnata dall'abbandono e di una natura che si rivela madre, non matrigna. Ma è anche la storia di una violazione e di un segreto gelosamente custodito, che mette in discussione i confini tra la verità e la menzogna, il bene e il male.




Scrivere questa recensione è, per me, difficile quasi quanto è stato leggere questo libro.
Il motivo principale è che mi aspettavo di avere tra le mani un thriller: la sinossi e il primo capitolo, d'altronde, non davano adito a fraintendimenti: La ragazza della palude profuma di thriller!
Nulla di più sbagliato! Quindi, se vi approcciate al romanzo di Delia Owens aspettandovi atmosfere cupe, sangue e suspence, cambiate libro!
Questo è un romanzo di formazione, in cui la natura, prevalentemente nella sua branchia acquatica, la fa sostanzialmente da padrona.

Kya, vive a Barkley Cove, una cittadina all'interno di una palude che sfocia sull'oceano. 
La protagonista del nostro romanzo è una bambina che, oggi, verrebbe definita disagiata: ultima di cinque fratelli, abbandonata dalla madre quando ha appena 4 anni e, poco dopo, da tutti i fratelli maggiori, conduce la sua esistenza tra le mura luride e poco sicure, di un capanno per pescatori, nel fitto di quella palude che lei pare conoscere a menadito.
Per qualche anno, anche se a sprazzi e senza essere eccessivamente incisivo, accanto a lei ci sarà il padre, ex soldato, che passa la maggior parte del suo tempo fuori casa, giocando a poker e ubriacandosi. Saranno queste circostanze, oltre all'improvvisa e definitiva sparizione del padre, a portare Kya a vivere chiusa nel suo mondo. Le sue incursioni a Barkley Cove sono sporadiche e unicamente finalizzate all'acquisto del carburante per la barca e di quel poco cibo che può permettersi di pagare vendendo cozze e pesce affumicato. I suoi concittadini, d'altronde, la guardano con diffidenza, ma anche con disprezzo.

La lettura de La ragazza della palude ha suscitato in me emozioni molto contrastanti. Per le prime 100 pagine, ferma nella mia convinzione di avere a che fare con un thriller, mi chiedevo dove l'autrice volesse portarmi e, sinceramente, la storia mi appariva alquanto lenta e noiosa.
Rassegnatami al fatto che, invece, quello della Owens tutto è meno che un thriller, ho cominciato ad approcciare la lettura con uno stato d'animo diverso.

Sicuramente, la storia di Kya e della profonda solitudine che la attanaglia, della paura dell'abbandono che la accompagna per quasi tutta la sua vita, è una storia che non lascia indifferenti.
A un'attenta analisi, la Owens riesce a trasmettere quelle emozioni che Kya, prima bambina, poi adolescente, prova; su tutte, sovrana, la sensazione di essere sempre sbagliata e fuori posto.

Ciò che, però, non mi ha fatto apprezzare appieno questa storia è l'eccessivo numero di pagine che viene dedicato a minuziose descrizioni di conchiglie, piume di uccelli, insetti, volatili, ma anche dei luoghi che Kya attraversa con la sua barca. Se la descrizione di un oceano grigio e tempestoso può essere affascinante una volta, perde un po' di mordente quando la si ritrova ogni 20 pagine!
Lo stesso discorso vale per la seconda parte del romanzo, quella incentrata sulle indagini relative alla misteriosa morte di Chase, ex fidanzato di Kya.
Indagini dettagliate e descrizioni di quello che è il processo che vede imputata la nostra protagonista, non fanno altro che togliere quel po' di mordente che la storia avrebbe potuto avere.

Il finale, inoltre, mi è parso abbastanza scontato e banale.
Insomma, non un libro da buttare nella sua totalità, ma faccio fatica a ritrovarmi nei commenti entusiasti di chi mi ha preceduta nella lettura di questa storia!



Commenti

  1. Più che altro non capisco come una bambina della cui situazione la gente è a conoscenza sia lasciata vivere allo stato brado senza che i servizi sociali intervengano... Va bene la sospensione dell'incredulità, ma qui mi sembra che si parta da una base completamente inverosimile...

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    Risposte
    1. Ciao Nadia, ti assicuro che non c’è alcuna sospensione dell’incredulità. Stiamo parlando di una storia ambientata negli anni Cinquanta e di un luogo dove era già tanto che i bambini frequentassero la scuola dell’obbligo. Inoltre, Kya era molto abile nel nascondersi nella palude e le poche volte in cui gli assistenti sociali si sono presentati alla sua porta, lei è sempre riuscita a fuggire. Credimi, quello è proprio l’unico punto che fila nella storia!

      Elimina
  2. Finalmente qualcuno che ha avuto il mio stesso pensiero : al di là’ dei servizi sociali , questo fenomeno di bambina non solo sopravvive abbandonata dall’età di sei anni, sola e senza alcun tipo di aiuto nelle paludi della Carolina del Nord, ma diventa pure così istruita da leggere le opere di Einstein all’età di 17/18 anni ( avendo imparato a leggere a 14 ) e così bella e affascinante da attirare le attenzioni e le brame del maschio alfa più figo della regione ! Mi sembrava di aver capito che il libro fosse catalogato come Mistery/Thriller ... non Fantasy . A mio personalissimo giudizio un’americanata!

    RispondiElimina

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