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Recensione 'Il giorno del sacrificio' di Gigi Paoli - Giunti

 


IL GIORNO DEL SACRIFICIO || Gigi Paoli || Giunti || 10 febbraio 2021 || 436 pagine

Sembra un lunedì mattina come tanti per Carlo Alberto Marchi. Come ogni giorno, il reporter è diretto a Gotham City, il futuristico Palazzo di Giustizia di Firenze, a caccia di notizie. Un lunedì come tanti, sino alla telefonata del capocronista: Marchi deve correre al vicino polo universitario, è successo qualcosa di grosso. Ma, dopo essere arrivato sul posto ed essere riuscito a farsi strada tra il muro di poliziotti e ambulanze, quello che vede lo coglie del tutto impreparato: sangue dappertutto, una decina di studenti a terra, alcuni corpi coperti pietosamente da lenzuola bianche. Tra loro, anche l’autore della carneficina, che dopo aver sparato all'impazzata si è ucciso urlando "Allah akbar". Firenze si risveglia nel terrore, soprattutto quando un video annuncia che il Giorno del Sacrificio è vicino...


NO.
NO NO.
IO MI RIFIUTO.
Ma che è legale scrivere un libro così? Sei pagine di prologo e si caccia il primo urlo.
Poi si arriva a pagina 203 (segnatevelo!) e via di secondo urlo, stavolta più tendente all'incazzato che allo scioccato, rispetto al primo.

E ANDIAMO AVANTI...

Pagina 310 (state prendendo nota, vero?). URLO. Sì, di nuovo. Avete qualche problema?

E POI ARRIVA LA FINE. Paoli, parliamone. Ma che si fa così? Anni di fedeltà, un'attesa di più di 24 mesi e lei mi lascia così? Guardi che io ci metto 10 minuti a scovarla in giro per Firenze!

BENE! Avete scritto tutto? Ora andate in libreria, comprate il libro, leggetelo e poi tornate qui e piangete con me.

FINE.
(Bon, cia'! Ci rileggiamo alla prossima recensione)

Lallina mi comunica che questa non è una recensione e che potrei anche essere passibile di denuncia, quindi...

Sono trascorsi più di 500 giorni da quando ho salutato Carlo Alberto Marchi.
Più di 500 giorni in cui il mondo è stato sconvolto da un pandemia, le nostre vite sono cambiate e ognuno di noi, chi più chi meno, ha subìto le conseguenze di questa tragedia.
Più di 500 giorni e la domanda era sempre la stessa: "Ma Gigi starà scrivendo?". Ognuno ha le sue priorità ok?!

E Gigi, per fortuna, ha scritto.
Quella mattina di fine settembre, sotto un cielo meravigliosamente azzurro di un autunno travestito da fine estate, il massacro dell'università di Firenze era appena iniziato.
Si torna a Firenze, dove la redazione del "Nuovo", Gotham City e Carlo Alberto Marchi ci aspettano a braccia aperte. 
Braccia aperte, sì, ma anche grande paura, sangue e orrore, che sono gli elementi essenziali di questo quarto romanzo nato, come sempre, dalla penna unica e ironica di Gigi Paoli, che col suo personaggio condivide il mestiere, la residenza e l'esperienza da padre single.

La prima cosa che salta all'occhio del lettore, al di là della competenza giornalistica dell'autore (quello fa Paoli nella vita, sarebbe strano il contrario!), è sicuramente lo studio accurato che si cela dietro a questo romanzo e alle dinamiche che lo animano.

Fulcro della storia è il terrorismo islamico, che, mai come negli ultimi anni, è diventato, purtroppo, parte integrante della nostra quotidianità.
Dodici ragazzi morti all'Università di Firenze; morti per mano di un ragazzo come loro, un ragazzo islamico che uccide in nome di un Dio che, invece, dovrebbe significare pace.
È questo il punto di partenza vedrà un Carlo Alberto sempre più cupo e insofferente verso quel mestiere che tanto ama, mollato dalla fidanzata, in rotta di collisione col Direttore del suo giornale e, ovviamente, alle prese con le crisi da quindicenne della figlia Donata. Un Carlo Alberto che dovrà farsi largo tra frasi non dette, parole sussurrate, strani incastri del destino e telefonate che mai si vorrebbero ricevere. 

Gigi Paoli ci ha abituati, sin dal suo primo romanzo, a guardare ogni cosa e ogni persona con occhi nuovi e se nessuno è colpevole sino a prova contraria, altrettanto si può dire di coloro che paiono innocenti.

Non c'è un solo attimo di pausa in questo romanzo, dove un viaggio a ritroso ci accompagnerà verso quel giorno, la Id Al - Adha islamica, Il giorno del sacrificio.
Un viaggio che compiremo assieme a Carlo Alberto, alla ricerca, come lui, di quella pace e di quel sorriso che paiono sempre più lontani.

E arriverà quel giorno. E sarà un giorno di dolore

Il finale di questo romanzo è lacerante, straziante, commovente. Un tonfo e il nostro cuore andrà in mille pezzi.
Un suono e torneremo a sperare.
E ad attendere. 
Sì, perché adesso non possiamo fare altro che aspettare un nuovo romanzo, una nuova storia che ci dia risposte, che ci strappi, finalmente, un sorriso dopo tanta sofferenza.

Scrivi, Gigi. Scrivi. Anche perché io, altrimenti, vengo a Firenze con la Franzellitti!


Ringrazio la Casa Editrice per avermi fornito una copia del romanzo

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