venerdì 11 gennaio 2019

Diario di Bordo - Viva Amazon Abbasso Amazon... ma povero Amazon!


Da qualche giorno, sui social network viene continuamente rimbalzato un articolo in cui si parla di una libreria sita in Virginia che, tramite Twitter, ha pregato i suoi clienti di smettere di fare showrooming. Di cosa si tratta? I clienti entrano, girano per la libreria, fotografano i libri e poi tornano a casa e li comprano on-line.
Ovviamente, quando si parla di acquisti on-line e, nello specifico, di libri, il pensiero corre immediatamente ad Amazon... il maaaaale!

So che con questo post attirerò su di me le funeste ire di decine e decine di librai indipendenti, ma tant'è... quando c'è da esprimere un'opinione il mio cervello mi bypassa e fa da sé!
Prima di tutto, c'è da dire che io sono una di quelle che quando entra in libreria, gira, vaga, prende in mano, sfoglia, curiosa... Capirete bene che, non essendo parente neanche alla lontana della famiglia Agnelli e manco del nostro amato CR7, non posso certo permettermi di acquistare tutto ciò che vorrei nell'immediato. Quindi, o prendo nota con carta e penna o segno il titolo su una nota dell'iPhone o, cosa molto più veloce e semplice, scannerizzo il codice a barre e il titolo finisce dritto dritto nella mia wishlist di Goodreads. Ma quanto è bella la tecnologia che ci viene in aiuto!
Altra cosa (e qui la mia libraia, se ci sta leggendo, potrà senz'altro confermare!): non esco MAI MAI MAI dalla libreria a mani vuote. Prima di tutto perché se lo facessi rischierei un bel TSO... come minimo mio marito o mio figlio o chiunque sia lì con me, penserebbe ad un qualche strano virus esotico che mi ha colpita in pieno!
E poi, vi sembro il tipo che è in grado di entrare in libreria e non comprare neanche un libro? Magari piccolo piccolo, ma almeno uno deve tornare a casa con me (dove uno è il numero minimo, quello che quasi mai viene sfiorato, perché tanto son sempre di più!).
Ma torniamo al bandolo di questa matassa che ha fatto, negli anni, di Amazon il male supremo e assoluto.
Io di librai indipendenti ne conosco pochi, pochissimi, talmente pochi che posso contarli sulle dita di una sola mano e mi avanza pure un dito (e se vi va male, il dito che avanza non è carino!). Perché io, che leggo un centinaio di libri l'anno e ne compro quasi altrettanti, conosco così pochi librai indipendenti? Semplice: perché sono una razza in estinzione (ahimè).
Ma ci siamo mai chiesti se la colpa di questa estinzione, di cui il WWF si rifiuta di farsi carico, sia davvero colpa del tanto vituperato sito di shopping on-line?
Secondo me no! E vi spiego anche perché. Siete pronti? Armatevi di cibo, mettetevi comodi perché qui la cosa si fa un po' lunga, ma potrebbe essere interessante.
Primo motivo dell'estinzione: i costi di gestione di un'attività commerciale, in Italia, son folli. Tra affitto, bollette, forniture e tasse, riuscire a campare è un'utopia. Se poi quell'attività commerciale si occupa di libri, son cazzi amari (scusate il francesismo!). Perché? Perché è ormai cosa nota pure al mio cane che in Italia non si legga. Date un'occhiata a tutti quei dati Istat che ci propinano ogni anno. A fronte di decine di migliaia di libri pubblicati, la percentuale dei lettori è sempre più bassa. Pensate, tanto per dire una cosa che ogni volta mi sciocca, che viene considerato lettore forte colui che legge circa 12 libri l'anno. DO-DI-CI. Capite? Un libro al mese. Io dodici, a volte, li leggo in un solo mese.
Secondo motivo dell'estinzione: le librerie indipendenti sono spesso gestite da librai snob. 
Io, a favore dei 3 librai indipendenti che conosco, devo spezzare una lancia: son librai bravi e che vendono libri di ogni Casa Editrice (ovviamente, per quanto lo spazio che hanno a disposizione permetta loro!).
Ma, in generale, il libraio indipendente è un tipo che ha la puzza sotto il naso che al confronto la Regina Elisabetta è una che butta l'umido la sera, uscendo da Buckingham Palace con le babbucce a forma di Corgi (l'ha detto Grazia che sono a forma di Corgi, io avevo pensato ai maialini!).

Provate ad entrare in una di queste piccole e, spesso, bellissime librerie e chiedere un libro di una Casa Editrice di una certa grandezza. Il libraio vi guarderà come se voi foste la persona più bieca sulla faccia della terra, uno che non dovrebbe neanche aver varcato la soglia della sua amata e meravigliosa libreria, luogo magico nel quale troverete solo libri di Case Editrici minuscole, di quelle che stampano, per intenderci, 30 copie l'anno in totale. 
Insomma, il libraio vi guarderà come vi guardo io quando mi parlate di Newton Compton!

Terzo motivo dell'estinzione (ma porca miseria, il WWF è ancora convinto di non voler intervenire?): le librerie indipendenti non hanno tutto ciò che noi cerchiamo, perché, molto spesso, sono posti piccini. 
Di base, è ovvio che nessuna libreria, neanche quelle di catene grosse come Mondadori, Feltrinelli, Giunti, ecc. possano tenere in loco tutto ciò che è stato pubblicato negli ultimi mesi. Salvo casi eccezionali di librerie mooooolto grandi (siete mai entrati alla Mondadori o alla Feltrinelli di Piazza Duomo a Milano? Ecco, quelle hanno pure le mutande della Bacci!)... dicevo, tranne che in questi casi eccezionali, se io improvvisamente ho voglia di comprare un libro pubblicato qualche anno fa, devo obbligatoriamente farlo on-line.
E perché io dovrei voler comprare un libro un po' datato? Son fatti miei, come siete impiccioni! Vabbè, uno dei motivi potrebbe essere che ho letto un certo libro di un certo autore, ho scoperto che quello stesso autore ha pubblicato anche altro e ho voglia di recuperare. Che faccio? Chiamo l'autore a casa? Ovviamente no, anche perché, prima di tutto, non ho il suo numero, e poi sarebbe stalking e non è bello!
E quindi... "Salve, signor Amazon, che potrei avere quel libro lì, a casa mia, e anche in fretta? Grazie!".
Ma c'è di più! Spesso in molti paesi non ci sono librerie. Non fate quella faccia, perché è proprio così! Io ho vissuto i primi 34 anni della mia vita in una cittadina di circa 35 mila abitanti con una sola, piccola, libreria. Adesso vivo in Culonia, 1600 abitanti, 25 km di distanza da Cremona: niente librerie qui e solo librerie di catena a Cremona città. Cosa dovrei fare? 
Gli sconti. Lo so! Lo so che non dovrei neanche farlo questo discorso. Perché io non sono scema (Bacci muta!) e lo so che un libraio indipendente lo sconto non può farmelo. Ma voi lo avete capito che il mio investimento annuo in libri sfiora i 1500 euro? Avete idea di quanto quel 15% di sconto su ogni libro mi aiuti, a conti fatti, a non morire di fame? Che poi io morirei pure di fame, ma Consorte e Figlio non sentono ragioni!
E qui mi ricollego anche al fatto di non avere una libreria in loco. Se io al costo del libro devo anche aggiungere quello della benzina che consumo per andare e tornare da Cremona (e son 50 km a fare avanti e 'ndrè), qua rischio il divorzio, l'espulsione, l'abiura da parte della famiglia!
Adesso, io lo so che i librai mi staranno odiando (Enrico, perdoooooonami! Se io avessi te qui, sarei una fedelissima, mi vedresti talmente tanto in giro per la tua libreria da confondermi con l'arredamento!) e so che anche che arriveranno orde di gente che dirà che Amazon sfrutta il personale. Tacete! Tacete perché mio marito ci ha lavorato e vi assicuro che ci sono posti ben peggiori in cui trascorrere 8 ore al giorno.
So che questo è uno di quei discorsi che non avrà mai fine, un po' come la guerra tra libri cartacei e digitali... e il digitale ucciderà il cartaceo... e mamma mia, non si stamperà più nulla... tragedia, al fuoco, rivoluzione! Mi pare che gli anni siano trascorsi e le due realtà convivano pacificamente!
Credo che questo sia, appunto, uno di quei discorsi che non avranno mai fine, perché ognuno, a modo suo, penserà di aver ragione. Quello che posso dirvi è che se Amazon è il male non lo è solo per i librai, perché Amazon vende tantissime altre cose e io sono la prima a comprare tantissima altra roba su Amazon.
Quindi, signori miei, amati lettori e meravigliosi librai, credo che ci si debba rassegnare al fatto che Amazon starà sempre lì, noi continueremo a comprarci, ma voi rimarrete sempre un punto di riferimento per tutti quei lettori che non comprano on-line, che cercano un consiglio, che hanno bisogno di essere indirizzati (e tu, cara nuova commessa Giunti che mi guardi e cerchi di appiopparmi l'ultimo meeeeeraviglioso libro che hai lì in cassa... pussa via!).
Che poi, la mia domanda è una: perché Amazon deve morire e IBS no?!
Ai posteri l'ardua sentenza!

40 commenti:

  1. Le poveracce che non hanno librerie vicino che devono fare????
    Beato Amazon e chi lo inventò!

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    1. Dimmelo tu, visto che rientri in questa categoria!! Potresti smettere di leggere... ok ok, non urlare!

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  2. Come in tutto, la parola chiave è equilibrio. Cooperazione!

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    1. In questo caso l'equilibrio è molto difficile. Leggi il commento della fanciulla quassù e capirai il senso della mia risposta!

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  3. Un'analisi molto sensata, che condivido.

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  4. concordo. io sono sono tra quelle che acquistano ovunque con una sola eccezione, nella mia cittadina - micro - c'è una sola libreria tra l'altro indipendente che vende prettamente libri per bambini e ragazzi, io la adoro e i libri per le mie figlie li acquisto là, ma va da se che per i miei acquisti appoggio a tutto, amazon, ibs mondadori di Milano (si quella grande) feltrinelli di Milano (anche quella grande) eccetera.
    riguardo la tua ultima domanda, me lo sono chiesta spesso anche io. se trovi la soluzione condividila con me grazie.

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    1. Se dovessi scoprirlo, sarai la prima che chiamerò!

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  5. Io amo le librerie, tutte! Ma abito lontanina da tutte loro e per avere i libri che voglio mi basta un click e mi arrivano a casa in un giorno. Il gusto non è lo stesso ma con lo shopping online azzero di colpo il problema dei parcheggi, della ztl, delle distanze che mi dividono dai comunque adorati bookshops.

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    1. Ma poi, vogliamo parlare del corriere stragnocco che mi consegna i libri?!

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  6. "Insomma, il libraio vi guarderà come vi guardo io quando mi parlate di Newton Compton!"
    Alla faccia della puzza sotto il naso.
    E poi lanciate frecciatine a chi secondo voi legge "solo gli Adelphi", la coerenza proprio.

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    1. Scusami, ma finché non firmi il commento non ti rispondo.

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  7. Io non faccio torto a nessuno!compro sia su Amazon che nelle grandi librerie!purtroppo le piccole librerie vanno sempre piu scomparendo ,un po come le edicole!,,🙄🙄🙄

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    1. Ecco io un'edicola qui la ho, ma vende solo giornali!

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  8. Condivido in pieno la tua analisi e mi permetto di aggiungere un tassello, che arriva dall'esperienza maturata negli ultimi anni. I librai che adesso si presentano come "intellettuali" dovrebbero avere il coraggio di ammettere che leggono e sostengono piccole/medie case editrici solo per interesse economico. Sì, perché con la piccola/media casa editrice è possibile avere un rapporto di vendita diretto, il che significa non passare attraverso il distributore, che detto in parole povere vuol dire avere maggiore sconto. Ed ecco che magicamente gli scaffali, da quando la crisi si è accentuata, si sono riempiti di piccole realtà che fino a un anno prima non avrebbero mai ordinato durante il giro di promozione. Che stranezza!

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    1. Lo sai che nessun libraio lo ammetterà mai, vero?!

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    2. In realtà non è proprio così.
      I punti di sconto che una casa editrice media ma di valenza nazionale può fare nel caso di un rapporto diretto non sono poi così tanti di più rispetto a quello del grossista. Siamo un po' sopra il 5%, in generale, molto raramente si arriva al 10%. Per un libro nuovo che costa tra i 15 ed i 20 euro il guadagno in più è relativo.
      Almeno a non essere in grado di piazzare 50 copie, cosa estremamente difficoltosa per le librerie indipendenti, che per la maggior parte sono piccole, e molte dislocate in aree geografiche periferiche rispetto alle grandi città dove si può "osare" a fronte di un pubblico più vasto e cosmopolita.
      Un vantaggio nel rapporto diretto è, eventualmente, il conto deposito e/o il pagamento più lungo nelle riba
      Enrico

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  9. io per non far torti compro sia on line (che per me è uguarle ad Amazon) che nelle librerie, indipendenti e non.

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  10. Lallì!! Non aprire la porta che c'è gente coi forconi e le torce là fuori!! Chiudi!!
    Lo sai, per me Amazon Santo subito!! Che poi, mica è detto che uno compri solo su Amazon. Io sto allegramente finanziando l'istruzione dei figli del libraio qui vicino. Che poi è una libreria di catena... quella va bene? Ci posso comprare o urto la sensibilità di qualcuno? Loro possono guadagnare qualcosa o visto che non sono indipendenti devono fare la fame? Perchè ricordiamo anche che dietro ad un marchio (Amazon, IBS, Feltrinelli e simili) c'è gente che ci lavora, che ama avere uno stipendio e quasi quasi avere una casa.
    Hai ragione, come tra ebook e cartaceo, si può scegliere sempre la via di mezzo.
    Brava Lallì... ma chiudi porta e acchiappa Pedalina che è curiosa...

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  11. Come posso non essere d'accordo?
    Io abito in campagna a dieci minuti dal mare e ovviamente di librerie indipendenti manco a parlarne - abbiamo una Mondadori in uno dei sette Lidi perché essendo quello forse il più turistico degli altri attira parecchie visite, comprese quelle della sottoscritta che ci entra tutto l'anno. E da un anno e mezzo abbiamo una minuscola Giunti al centro commerciale - secondo tentativo perché ci avevano già provato quando avevano appena aperto nei primi anni duemila, ma non era durata molto proprio a causa degli altissimi costi d'affitto del locale.
    Abito tra due città, una a mezz'ora di macchina e una a quaranta minuti - solo di andata, eh.
    Quando ero piccola e ricordo che cercavo alcuni libri della Junior Gaia, forse allora esistevano delle librerie indipendenti ma ricordo che alla fine finivo per ordinare i libri in cartoleria in paese.
    La città a quaranta minuti di macchina ha tutte le grosse catene: IBS+Libraccio e Feltrinelli in centro, Mondadori in una Ipercoop e Giunti nell'altra Ipercoop. E dovrebbe esistere ancora una piccola cartoleria che funge un po' da libreria indipendente in una via del centro, ma dalla vetrina è alquanto "settoriale".
    Non posso ignorare il fatto che nella Mondadori in città accettano la carta Payback con la quale posso accumulare punti - a volte anche extra grazie ai coupon - mentre nella Mondadori qui vicino a casa mia no, quindi non è raro che io spesso entri solo a fare un giro e nel caso io acquisti quando sono in città.
    Non posso ignorare la questione sconti e prezzi: a meno che non ci siano gli sconti delle case editrici che valgono anche per le librerie fisiche, paghi sempre e comunque il prezzo di copertina.
    Non posso ignorare il fatto che metà dei libri che leggo li leggo in inglese e quelli li ha Amazon - la Mondadori vicino a casa mia è ben fornita di libri in lingua essendo situata in un luogo turistico ma, non so se per questione di tasse d'importazione o che altro, quelli costano una vera follia: una volta avevano l'ultimo libro pubblicato di uno dei miei autori preferiti e in libreria costava quasi 17€ (un paperback, sia chiaro) e su Amazon costava poco più di 7€. Non c'era nemmeno da stare a pensarci.

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    1. Penso che comunque lo giriamo, questo discorso, ci sarà sempre qualcuno scontento. Facciamocene una ragione: siamo brutte persone!

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  12. Da me ci sono tre librerie: la prima, il cui proprietario è un personaggio fantastico, divertente e sempre gentile, purtroppo sta chiudendo..lui è in età di pensione, tant'è..la seconda ha il proprietario che dire snob è fargli un complimento... tutte le volte che ci sono entrata sono uscita con un libro, si, ma anche con un nervoso che il libro glielo avrei stampato in faccia... la terza è lei, la Giunti, e quando posso io vado li..si le commesse sono carine, disponibili, simpatiche e hanno anche sempre degli ottimi suggerimenti se ne dovessi avere bisogno...e poi c'è amazon, ma anche il Libraccio, e IBS..diciamo che, poichè di lettori siamo in tre, e mio figlio quasi mi sta superando, se non voglio andare fallita e soprattutto non mangiare nè bere nè vestirmi, uso sempre più spesso il Libraccio per l'usato..che poi è quasi pari al nuovo, eh, e ti arriva comodo comodo a casa..niente ricerca del parcheggio, niente pioggia o neve, niente peso della busta per tornare all'auto..visto che, essendo in tre, usciamo dalla libreria con almeno 3 libri..quindi mi trovi perfettamente d'accordo!!! poi amazon, vende anche altro..e mio marito lo sa bene!

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    1. Io col Libraccio faccio il processo inverso: vendo lì i libri che la mia biblioteca non prende, perché anche qui a casa mia hanno la brutta abitudine di mangiare e vestirsi!

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  13. Secondo me, con buona pace dei librai snob, hai esposto la questione nella maniera più onesta e delicata possibile (e io seguo La Libridinosa DA ANNI, perciò caspita se ne ho visti di post belligeranti e di solito per una giustissima causa, aggiungo), poi se si parla della piaga delle città senza librerie, non ti dico: io vivo in un paese-quasi-città che negli ultimi due anni ha visto nascere i primi due o tre negozi di abbigliamento, ma librerie zero, cioè: la mia unica consolazione è una Little Free Library, e ho detto tutto!

    Off topic: bisognerà dire all'anonimo di turno che esisterà pure una specie di terza via fra Newton Compton e Adelphi, no? (E lo dico da neofita degli Adelphi).

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    1. Guarda chi c’è...quanto tempo! A me sta cosa degli Adelphi, della Newton e di tutto il resto fa ridere da morire! Dall’alba dei tempi si sa cosa pensi io delle pubblicazioni Newton Compton e della loro gestione riguardo le pubblicazioni. Non è snobismo, è una scelta... oltretutto, pubblicano roba che non leggere manco se uscisse con altre Case Editrici!

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  14. Quoto tutto quello che hai detto! Io vivo a due passi da Roma ma non ho librerie in paese, giusto qualche cartoleria che te lo ordina con tempi di attesa luuuunghi. Quindi potrei andare a Roma visto che è piena di librerie, però anche qui non è semplice! Dal paesello impiego minimo, se becco tutte le varie coincidenze treno-metro, un'ora e mezza.
    Altro problema: 12 libri in un anno??? Io arrivo, quando va male, a leggerne 15 al MESE! Con i costi medi dei libri al giorno d'oggi, finirei sul lastrico in sei mesi se non approfittassi di sconti, libri usati, mercatini a un euro.
    Amazon ha tutto ciò e mi arriva comodamente a casa in due o tre giorni, con corriere simpatico che sa sempre dove trovarmi.
    I librai indipendenti? Quei pochi che ho conosciuto non sanno neanche la metà di quello che so io sui libri e sugli autori. Ultima perla chiedendo un libro di Clive Barker un commesso mi ha detto: controlla nella letteratura LGBT... Non ho niente contro questo tipo di libri che leggo pure con piacere, ma Barker LGBT?
    Ok credo di aver blaterato abbastanza. Il succo è viva Amazon!!!

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    1. Io capisco che in un Paese in cui si legge pochissimi, 12 libri l’anno siano considerati tanti. Per fortuna, diciamolo, c’è gente che ne legge e compra moooolti di più. Che facciamo? Andiamo a vivere sotto un ponte per comprare libri?

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  15. Beata te che riesci a leggere 12 libri al mese, evidentemente hai tempo che ti avanza. Perchè il problema è tutto qui, il tempo. Quindi non parlare in modo così dispregiativo degli italiani che leggono "solo" 12 libri all'anno. Grazie.
    P.S.
    Per la cronaca, io ne riesco a leggere tra i 30 ed i 40

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    1. Come già detto a chi ti ha preceduto, se non vi firmate non rispondo.

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  16. Chissà perché i commenti astiosi sono sempre di sconosciuti che se non hanno il coraggio di firmare le proprie idee significa che sono i primi a non crederle valide.
    C'è gente che il tempo l'avrebbe anzi de l'ha ma lo usa in modo differente, quella del tempo è sempre una scusa, la più abusata.
    Per il resto, vivo a Milano, compro prevalentemente in libreria ma anche on line, e AMAZON lo difendo perché dà voce al print on demand di editori digitali di gran pregio che altrimenti non offrirebbero il cartaceo dei propri testi e questa e una grande cosa se inneggiamo e ambiamo a una seria bibliodiversità che, soprattutto nelle librerie di catena, non esiste.

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    1. Personalmente posso dire che guardo pochissima televisione e, spesso, quando lo faccio sono anche davanti al computer a lavorare al blog (per fortuna, ho un cervello ancora abbastanza arzillo da consentirmi di riuscire a fare due cose contemporaneamente!). Cerco di limitare anche il tempo trascorso sui social, che pare una cavolaia, ma ti volan via delle ore senza che neanche te ne accorga! Ho anche la fortuna, immensa e non smetterò mai di dirlo, di avere un marito che mi supporta e che, in casa, è di grandissimo aiuto; e un figlio che è ormai abbastanza grande da non aver bisogno che mammina gli corra dietro. Quindi sì, ho tanto tempo libero e lo impiego leggendo, a differenza di chi lo trascorre in giro a polemizzare sulla vita degli altri!

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  17. Discorso lungo, complesso, a tratti condivisibile.
    Capisco benissimo perché tu compri online.
    Questo è un problema che riguarda, se non ricordo male i dati, circa il 60-70% dei comuni d'Italia: non ci sono librerie. Per questo motivo il gruppo Gems è sempre stato a favore della vendita dei libri dentro i supermercati (Esselunga, Carrefour etc). A conti fatti però, i dati dimostrano che mettere i libri vicino all'acqua e alle buste del caffè non serve, la gente raramente li compra.
    Quanto ad Amazon invece sono molteplici motivi per è particolarmente osteggiato, e il primo non è che vende scontato. Il primo è che non paga le tasse. Per una serie di cavilli, lacciuoli e accordi sembra ai limiti della legalità questa società paga pochissime tasse: recentemente è venuto fuori che Ed Sheeran ne paga molte più tasse di Amazon. Tenuto conto quanto le librerie (per ricollegarsi al tuo discorso) ne pagano, puoi ben capire l’astio.
    IBS non ha facilitazioni fiscali, paga tutte quelle che deve pagare e nessuno Infatti lo contesta.
    Sul fatto che molti librai sono snob non posso dire nulla. Io stesso sono stato accusato di essere snob, privo di empatia, e con spocchia intellettuale in una recensione della mia libreria su facebook.
    Mi viene da pensare che la maggior parte dei librai non siano snob, bensì incattiviti. Incattiviti dalle molteplici tasse che devono pagare, quelle stesse tasse che Amazon non paga; incattiviti da un sistema culturale e politico che non favorisce il libro; incattiviti dalla generale decadenza del “sistema editoria”, quello che non solo fa mettere i libri vicino alle casse dell'acqua all'Esselunga ma anche che manda in stampa sempre più titoli (che hanno vita breve sugli scaffali, e che aumentano il corto circuito economico delle rese).
    Se molti librai poi possono sembrare snob è perché, all’uscita della novità editoriali molti titoli di case editrici mainstream si trovano puntualmente vendute con il 15% di sconto sul prezzo di copertina: allora tanto vale fare di necessità virtù e puntare su case editrici minori che non trovi così scontate al banco frutta dell’Esselunga.
    Ti faccio Infine un paio di appunti.
    Non dico che qualsiasi libraio, ma penso che la stragrande maggioranza sia in grado, se gli chiedi un libro un po' datato, di reperirtelo in breve tempo. Noi, che non siamo dei campioni, il più delle volte ci riusciamo in due o tre giorni. Quanto allo sconto il discorso è complesso, e senza entrare nel dettaglio economico rilevo che ho notizie di varie librerie indipendenti che fanno una tessera fedeltà.
    La avresti anche tu se vivessi qua; assieme ad una poltroncina riservata, tutta per te, tra gli scaffali :)
    Enrico

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    1. Io il tuo commento lo aspettavo, perché sei il mio punto di riferimento fisso e fedele con un mondo che, purtroppo, non ho modo di conoscere e frequentare come vorrei. E quindi... i libri all'esselunga ho iniziato a comprarli quando ero fresca di trasferimento in Lombardia, ma devo anche riconoscere che l'esselunga di Tradate aveva un reparto libreria a gestione indipendente e, quindi, ben fornito e gestito da una persona competente.
      Ti ringrazio per la tua spiegazione, dettagliata e completa, che sono sicura soddisferà la curiosità delle mie lettrice (qua sempre tutte femmine siamo!) e, finalmente, abbiamo capito perché Amazon sia il male e Ibs no!
      Io su quella poltroncina, lo sai bene, ci conto! Chissà che un giorno non mi presenti alla porta della libreria e ti faccia compagnia per qualche ora!

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  18. Per me è difficile esprimere un'opinione specifica perché acquisto poco in toto e sono una grande utente della biblioteca. Amazon lo uso magari per comprare tanto il deumidificatore o l'agenda tal de tali o altro che mi conviene acquistare lì. Per lo più oggetti di uso comune per la casa o la persona comunque, anche tecnologici. Ma veramente, per me è un'azione saltuaria.
    D'istinto ti direi che preferisco una libreria indipendente. Ma da me non ce ne sono, al massimo ci sono quelle di catena a 10 km da casa e, quando raramente ordino, vado sui siti delle librerie che preferisco in base alle mie esigenze. Al massimo compro spesso ebook, soprattutto con sconti e offerte lampo. Sempre che io abbia la prepagata carica.
    Per certi aspetti capisco sia chi è contro Amazon (o l'online) sia chi ne usufruisce a mani basse per molti motivi. Poi nello specifico, secondo me, uno dovrebbe comprare dove gli è più semplice, senza puntare troppo il dito. Tutti facciamo qualcosa di "poco etico" anche senza accorgerci dell'errore. Magari sei un cliente assiduo di una libreria indipendente e poi non te ne frega nulla della differenziata ed inquini. Aiuti l'editoria, ma distruggi il pianeta, per fare un esempio.

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    1. Beh che su Amazon si compri tanto altro, oltre ai libri, non è certo un segreto! Io spazio dagli Stabilo alle agende che non trovo qui in Italia, per non parlare di tutto ciò che mio marito, amante del bricolage, ci acquista!
      Per gli ebook mi affido più al servizio di prestito della biblioteca, ma per il semplice fatto che, ultimamente, ho una forma grave di idiosincrasia verso il formato: li leggo solo se strettamente necessario!

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  19. Ciao Laura, che putiferio hai scatenato! Ma l'argomento è molto interessante e di attualità, perché il discorso Amazon e in generale di acquisti on line su siti che scontanto i prodotti è molto vario e riguarda, indistintamente, tutti i commercianti. La mia opinione è la seguente: io cerco di acquistare consapevolmente, il che per me significa spendere i soldi MEGLIO che posso, e non MENO. Il che si traduce in questo: ho la mia libreria di fiducia sotto casa, è una grande catena (Mondadori) ma è gestita da una bravissima LIBRAIA, che è totalmente diverso da essere una COMMESSA che vende libri. Questa ragazza è un vulcano di energia, mi ha coinvolto in varie iniziative, si sbatte come le uova con la frusta ed il risultato è che acchiappa un sacco di lettori che ora gravitano intorno a lei e alle sue inziiative come api sul miele. Mi ha fidelizzata, e quindi compro da lei anche quando non organizza niente. Semplicemente ADORO parlare con lei di libri, chiederle consigli, aggirarmi tra gli scaffali che da quando c'è lei hanno un'anima. Sì, hanno un'anima anche se vivono dentro la MONDAORRORI. Pago il libro un po' di più rispetto ad Amazon? Sì, spesso è così. Ma alla fine il tempo che passo da Nadia è un tempo prezioso, solo mio, che per me vale quel 15% di sconto che da lei non avrò. E' lo stesso motivo per cui non compro molto nelle grandi catene, non mi piacciono perché sono disumanizzate. Ad esempio, recentemente ho smesso di comprare da ARCAPLANET, dove trovi prodotti anche per gli GNU da allevamento, dove fanno sconti promozioni etc perché i commessi sono insopportabilmente inesistenti (tipo che se gli chiedi un consiglio ti guardano alienati)e mi sono rivolta ad un negozietto piccino picciò, dove lavora un ragazzo gentilissimo e giovane che si sbatte anche lui una cifra per mandare avanti al sua attività, offrendo prodotti diversi e sui quali sa tutto. Ti consiglia, ti cambia le scatolette se il tuo gatto non le vuole e ti da altro. Insomma, questo per dire che io di mio prediligo il buon vecchio negozio dietro l'angolo. Tornando al discorso libri, su Amazon acquisto anche io, ovviamente. Acquisto i libri dell'anno scorso, o quelli che non trovo da nessuna altra parte. E poi mi servo regolarmente da LIBRACCIO, dove compro i REMAINDERS (sì, io spesso leggo quello che gli altri non comprano) oppure dove faccio incetta di usato (per quei libri che LO VORREI SI MA NON SONO COSI' SICURA QUINDI SPENDO POCO). Tirando le somme, direi che io non faccio torti a nessuno, mi piace acquistare nei negozi dietro l'angolo consigliata da persone che si sbattono, e quello che non trovo in questo modo lo compro su Amazon. Fine del pistolotto!

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    1. La mia Giunti aveva (e purtroppo devo parlare al passato) una ragazza davvero valida, una di quelle che nel lavoro ci metteva l'anima. Purtroppo per me, ha cambiato lavoro e mi ritrovo ad andare in libreria solo quando sono certa di non trovare la nuova responsabile, che è una di quelle che i libri vuole venderli e basta: non sa manco di che parlino, eppure cerca sempre di rifilarti qualcosa!
      Per quanto riguarda Libraccio, sono una neofita! Nel senso che ho iniziato a far pulizia delle librerie, eliminando titoli che so per certo che non mi interessa tenere e rivendendoli su Libraccio; il che, ovviamente, mi porta ad avere dei buoni da spenderci. So che passerò per snob, ma io con l'usato ho sempre fatto tanta fatica; sono alla mia prima esperienza, spero di non prendere fregature!

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  20. Se ti può consolare anche io storcevo il naso sui libri usati, fino a che non mi sono fidata di alcuni consigli e ho provato con LIbraccio: mi sono arrivati libri perfetti, intonsi, addirittura profumavano ancora di carta. Qualche fregatura l'ho avuta, tipo i Neri Pozza che hanno copertine delicate e spesso si sporcano, ma in genere si tratta di un usato km zero! Se volessi iniziare, ti consiglierei di acquistare solo romanzi con copertina rigida perché si rovinano decisamente meno.

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