Le ultime chiacchiere

Cosa è uscito di recente sul blog

Chiacchiera speciale Tempo di Libri - Bambini? Quali bambini?


Parte due (la prima parte di questa chiacchiera la trovate qui!)

LL: ah sì! C’era sua Maestà Anna Rita (che c’era già venerdì, ma è talmente alta che noi abbiamo fatto quasi finta di non conoscerla!), poi è arrivata Deborah (detta Scheggia perché va a correre cercare cadaveri) col Santo che la accompagnava; è tornata pure quella bionda col fidanzato figo… come si chiama lei che non mi ricordo? Ah sì, Stefania! C’era Dolci che non mi ha mai spinta alla Newton (lei!) e poi vabbè, è arrivata Leuccia e pure quella là… quella anziana con la macchina rossa
E: si sabato eravamo taaaaante! C’era pure Annuccia eh, figlia dell’anziana di cui sopra. E non dimentichiamoci di Francesca Santa e Benedetta Rodella che ci ha accolto all’urlo de “LA FRANZELLITTI” (LL: che quando lo faccio io di chiamarti così, non mi rispondi!) e della scrittrice ora donna rispettabile Alice Basso… ma quante eravamo??? Uh e Monica!!!
LL: Monica vestita da Jackie Kennedy, mentre noi eravamo tante straccione puzzolenti! E abbiamo incontrato pure Cristina-amica-di-zia-Loredana che ci benedice ancora per averle dato un appoggio per il derriere! Eravamo tante tante, tutte con la stessa paresi che ha colpito la Ropolo il giorno in cui mi ha conosciuta. Ma soprattutto c’era quella gran gnocca della Capo #bancarellablogger. Vogliamo parlare di quel donnino?
E: Amanda!!! Rossa che più rossa non si può! Che ora ci stiamo tutte adeguando… sia mai che a Pontremoli non siamo tutte intonate! Poi fa brutto....
LL: no, scherzi? Tutte rosse nelle varie sfumature (uh pare roba zozza, Lallì!)
E: eh se tu chiudessi quella cacchio di camera!!!
LL: uffa! Senti io di sabato mi ricordo la Teruzzi che è aaaaaalta aaaaaalta e simpatica da morire e che ci ha chiamate “le sue blogger”. Mi ricordo Picozzi che pare serio serio e invece è minchione come noi. Mi ricordo di aver telefonato a talmente tanti scrittori che Alice Basso ha detto che servirebbe un ufficio stampa solo per me; ricordo Barbara Bellomo che, mannaggia a lei, è più bella ancora di quanto appare in foto; ricordo Sara che ha dovuto prestarsi ad un gioco al massacro dovendo scegliere gli attori di un ipotetico film tratto dal suo libro (e diciamolo che Sara è carina ed educata, perché io avrei urlato). E poi ricordo che, mentre eravamo in macchina per tornare a casa, ci hanno iniziato a scrivere dicendoci che una certa giornalista di nome Annarita Briganti ha parlato di Don Vittorio, protagonista dell’ultimo romanzo di Lorenzo, come del prete. Lo sai che quella si è salvata solo perché io ero già distante, vero?
E: minchia sorella, per essere una che normalmente ha l’alzaimer galoppante ne ricordi di roba! Io mi ricordo che ad un certo punto abbiamo fatto trecento foto, che abbiamo urlato “foto delle #bancarellablogger” e dopo un secondo “mah siii, che ci frega, foto di gruppo!!”, che avevo le spalle doloranti, che ho conosciuto Carlo Lucarelli con la barba luuuunga (LL: pare il nonno di Heidi!), che abbiamo recuperato Leuccia dall’incontro con Genovesi, che l’abbiamo dovuta staccare da lui con la spatola e poi l’abbiamo legata con un filo manco fosse un palloncino per quanto era felice, che con La Ropolo abbiamo scoperto una gentile signorina della Delonghi che ci ha riempito di caffè gratis (grazieeeee, sarei sempre nei nostri cuori!!)...
LL: io ricordo pure che ho detto a Lorenzo di non tagliarsi più la barba perché pare uno di 3 anni e che la Bacci gli ha detto che ho ragione (e ormai quell’uomo è traumatizzato da noi, diciamolo!). Ricordo che Flavia (sua moglie) ogni volta mi sembra più alta (e questa cosa mi fa pensare che ho seri problemi) e poi … Lallìììììììììììì
E: eeeehhhh
LL: che posso essere stronza?
E: chiedi pure? Se dico di no che fai?
LL: ehm… niente, sono stronza naturale io! Ricordo che c’è stata una persona che mi ha guardata dritta in faccia e si è palesemente voltata dall’altra parte… e meno male che io ho cercato di evitarla per tutto il giorno. Saperlo prima evitavo di fare giri assurdi! Ricordo che abbiamo incontrato due persone che sono false come le monete da tre euro e che fanno post di quelli tipici della gente a cui stanno rosicando pure le budella. Tu sei serena, Lallì? 
E: una Pasqua gioia
LL: e hai una vita piena e gioiosa? O fingi?
E: fingo, la mia è piena di letizia. XD
LL: e allora viviamo letizie, và! Dai è stata una giornata bella bella, soprattutto quando siamo rientrate a casa…
E: pizzaaaaaaa! Io e La Ropolo l’abbiamo fiutata dal garage… Pizzaaaaaaa!!!!
LL: io non ho ancora capito se tu vieni qui per me, perché sono vicina agli eventi importanti o per il cibo
E: ehmmmm…. era pure il compleanno di Leuccia!!! (swish swish, op op)
LL: ti stai arrampicando sugli specchi, Ciamby!
E: un pochetto….
LL: paracula! Dai abbiamo fatto serata! Io vi aperto le porte di casa mia…
E: cioè le hai chiuse agli altri e le hai aperte a noi. Ma metti il tagliacoda?
LL: ceeeeerto! L’ho rubato in salumeria all’esselunga!
E: brava, almeno intanto che aspetta uno va a prendere la frutta… Dicevamo, seratona! Era il compleanno di Lea e Consorte (si sempre lui!) oltre a preparare valangate di pizza, usando come teglia qualsiasi cosa ci fosse in casa che potesse entrare in forno, ha fatto pure la torta con il cioccolato dentro e panna e fragole fuori… capito Ropolo, fragole…
LL: La Ropolo e le fragole! Mio figlio che non le mangia e lei che gli urla: “butta qui butta qui”. Annuccia che ha una mezza crisi adolescienziale e molla la torta sul tavolo e La Ropolo che fissa la fetta di torta e salta su con un: “Che età stupida, sta di là a piangere invece di mangiare la torta!”. Io ho gli addominali che ancora mi dolgono!
E: e non a caso abbiamo fatto l’1:30 di notte a ridere! Noi in questi giorni abbiamo dormito una media di tre ore a notte Lallì, non c’abbiamo più il fisico!
LL: Lallì, io e te non l’abbiamo mai avuto il fisico per queste cose. Infatti le facciamo una volta l’anno e poi ne paghiamo lo scotto per 11 mesi!
E: io pure adesso una pennichella me la farei… Comunque c’è da contare che la mattina ci siamo pure alzate presto visto che dovevamo prepararci in 1000 per uscire
LL: oh per essere tutte femminucce non ci abbiamo manco messo tanto, eh
E: vero! Brave noi! E siamo a domenica… tristezzaaaaaaa! Ultimo giorno di fiera….
LL: nuuuuuuuuu… prima casa piena e poi casa vuota :(
E: eh pensa che poi loro si sono fatte pure viaggio in macchina per rientrare
LL: e considerando le ore di sonno e tutta la giornata in fiera, sono state eroiche davvero! Eravamo zombie quel giorno lì, eh. Credo che la Bellomo si sia spaventata quando ci ha viste!
E: capirai, lei gnocchissima e noi che avevamo per la testa una sola parola: caffè! Comunque domenica abbiamo visto lei e intravisto la Bonvicini. Intravisto perchè per entrare all’incontro c’era la fila fino a Cesenatico visto che era in compagnia di Grossman, ma noi furbe furbe abbiamo aspettato fuori (dopo un pessimo gelato) e, in barba alle hostess che ci inseguivano manco fossimo due noti ricercati dell’Isis (che ci abbiamo proprio la faccia noi due… ohi forse tu…), l’abbiamo salutata e sono riuscita a farmi firmare i libri! Gioia e giubilo pure qui!
LL: manco un libro dedicato a Letizia, si vede che eri presente, uffa! Eh domenica è stata giornata sfracca! Però abbiamo conosciuto Rosaria e io e lei non ci siamo insultate (pensare che la gente era venuta apposta!!!!!) e abbiamo anche incontrato Regin (che è la nostra fonte certa per le nuove uscite, quindi la adoriamo a prescindere!). Stanche eh, ma bella esperienza!
E: ti bellissima! Poi la sera la Juve ha pure vinto! Yupppppyyyy!!
LL: e finisce qui perché io di lunedì non voglio parlare
E: manco io, anche perchè in treno è stata un’odissea! Anzi, piccola nota per le ferrovie dello Stato: come minchia pensate una possa tirar su una valigia piena di libri su quei cacchio di trespoli-cappelliere???
LL: Lallì, quelli pensano a quel 95% di italiani che nelle valigie ci mette i vestiti
E: e poi falliscono… vedi? 
LL: vabbè, adesso lanciamo petizione: le valigie sotto e i passeggeri sui trespoli. Ti piace?
E: ma che sei cretina??? Basterebbe che in tutti i treni lasciassero il posto sotto il sedile, come in alcuni treni. Non ci vuole un genio! Ingegnere si svegli!!!
LL: a me frega pure poco, io la valigia non so farla!
E: giusto… Lallì a che servono le cinghie che ci sono dentro?
LL: a fare pale… pales… no, niente, non lo so!
E: sei incredibile, nel senso brutto! Si vede che la valigia te la fa sempre il santo di cui sopra…
LL: lui fa valigia, tu mi vesti, io posso leggere serena!
E: oh signur… dai, cose che abbiamo fatto o visto e che non abbiamo ancora detto… uh una la so io, la tizia svenuta sul lettone! C’era in piena fiera questo lettone enorme su cui essenzialmente saltellavano i bambini, ma ad un certo punto c’era questa stesa a faccia in giù. Noi abbiamo mangiato, siamo state lì un bel po’, siamo andate via e… lei stava ancora lì, ferma. Sarà ancora viva?
LL: Secondo me, l’hanno rimossa quando non c’era nessuno in giro! Mmmhhhh… cose strane… una diretta visualizzata solo da te, vale?
E: eh… lasciamo perdere, è come sparare sulla croce rossa…
LL: le donnine bionde che distribuivano chewing-gum (secondo me, questa cosa è stata fatta per evitare la morte degli scrittori!)
E: uh sai anche cosa? Lo stand Mondolibri! Se mi chiedevano ancora quanto leggevo io le strangolavo col loro cordino!! Lo so, è il loro lavoro pure pagato un tanto al mucchio, ma minchia!!! Sto in piena fiera dell’editoria, ho trecento chili di libri addosso e secondo te? Li uso perchè non so comprare tavoli dritti???
LL: erano bionde quelle di Mondolibri, io direi che possano averla pensata ‘sta cosa. Che poi le loro edizioni fanno schifo proprio, manco gratis io le prenderei! Cose strane… ce l’ho: un hot-dog (che secondo me era pure gommoso) a 5 euro! E un gelato (surgelato!) a 4 euro
E: si sa, se ne approfittano alla grande in questi casi. Bisogna farsi furbe!
LL: lo so lo so! Avanzini che stava davanti allo stand Newton tipo boss e aspettava la Ropolo che gli andasse a tirare la giacchetta. Poi è arrivata la Ropolo ed è sparito lui!
E: ok, però posso dirla una cosetta pure io? Tanta roba Avanzini eh…. gaaaaaaa. Per non parlare di Tommaso :)
LL: eh Avanzini tanta roba, ma è biondo inside, fidati! Tommaso invece è tanta roba dentro, fuori e pure attorno! Lallì… la piastra, non hai detto della piastra!
E: giusto!!! Abbiamo incrociato Strukul ovunque, pure al bar, e a me è rimasta una domanda… Che piastra usa??? Non un capello fuori posto eh!
LL: e io e te che abbiamo passato i 15 giorni precedenti a coordinare gli shampoo per evitare di arrivare coi capelli zozzi!
E: cavoli! A me mica dura così tanto la piastra…
LL: soprattutto quando non la usi!
E: eh, parla capello spaghetto qui
LL: tutta invidia la tua! A te viene in mente altro Lallì?
E: uhm…. ridere lo abbiamo fatto, tanto, abbiamo visto tutti gli scrittori che volevamo, raccattato firme e foto, conosciuto uffici stampa (Anna!!! Ci stavamo dimenticando di lei!), visto amiche (che a me scrivere blogger fa sempre un po’ schifo, se ti voglio conoscere sei amica prima di tutto). Peccato le assenze…
LL: eh… dottor Manzo, lei dov’era? Che questa qua è stata in lacrime tutto il tempo!
E: uffa, io lo volevo conoscere!!
LL: eh così hai scusa per tornare pure l’anno prossimo. Io saluterei che qua abbiamo scritto libro io e te! Saluta tu che sei quella più educata
E: più che salutare io ringrazierei tutti tutti, ma proprio tutti! Quelli che abbiamo nominato ma anche quelli che abbiamo appena sfiorato (uh salutiamo pure le signore della metropolitana che si sono accodate perchè non sapevano la strada e che poi ci hanno fatto la foto davanti alla fiera!). E ora Lallì puoi riaprire la camera, che c’è fila!
LL: e visto che riapro la camera, accendo la radio e metto la colonna sonora di questo Tempo di Libri (che poi è diventata la canzone delle anime ciambella!)


Recensione 'La ragazza di prima' di J. P. Delaney - Mondadori

Con quest'uomo ci andrei a letto. Gli ho detto poco più che buongiorno, eppure la parte più segreta di me, quella che sfugge al mio controllo, ha già espresso il suo giudizio. Lui mi tiene aperta la porta della sala riunioni e persino questo piccolo gesto di cortesia mi sembra carico di significato.
Non posso credere di essere a un passo, un solo piccolo passo, dall'aggiudicarmi la casa che lui, Edward Monkford – un innovatore, un architetto riservato e profondo –, ha progettato e realizzato in Folgate Street, civico 1, Londra.
Una casa straordinaria. Un edificio che coniuga l'avanguardia europea ad antichi rituali giapponesi. Design minimalista di pietra chiara, lastre di vetro insonorizzate e sensibili alla luce, soffitti immensi. Nessun soprammobile, niente armadi, niente cornici alle finestre, nessun interruttore, nessuna presa elettrica. Un gioiello della domotica, dove tutta la tecnologia è nascosta.
Una casa che però ha le sue regole, il Regolamento come lo chiamo: se diventerà mia non dovrò soltanto rinunciare a tappeti, fotografie alle pareti, piante ornamentali, animali domestici o feste con gli amici, ma dovrò plasmare il mio carattere, accettare una concezione della vita in cui il meno è il più, in cui l'austerità e l'ordine sono la purezza, e la sobrietà la ricompensa.
Perché lui vuole così, perché lui è così. Ha voluto sapere tutto di me, mi ha chiesto un elenco di tutte le cose che considero essenziali per la mia vita. Dicono che quest'uomo, dai capelli di un biondo indefinito e dall'aspetto poco appariscente, con gli occhi di un azzurro chiaro e luminoso, sia un architetto eccezionale perché non cede a nessuna tentazione.
Tuttavia, la casa è già stata abitata, una volta. Da una ragazza della mia stessa età, quasi una mia gemella, mi hanno detto. Anche lei, come me, non insensibile al fascino di quest'uomo.
Una ragazza che tre anni fa è morta. In questa casa.


Titolo: La ragazza di prima
Autore: J. P. Delaney
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 4 aprile 2017
Pagine: 389

Trama: 3  Personaggi: 2  Stile: 3 


Recensione 'Funne - Le ragazze che sognavano il mare' di Katia Bernardi - Mondadori

C'era una volta una piccola valle sperduta tra i monti. Una valle di quelle selvagge, con alte montagne e pareti di ghiaccio, dighe imponenti e laghi profondi di acqua cristallina. Ed è proprio qui a Daone, in Trentino, che comincia la nostra storia. La storia delle Funne, del loro viaggio e del loro sogno. Funne in dialetto significa donne, e le nostre Funne, ricche di sogni e di voglia di avventura, sono le irriducibili ottantenni del circolo pensionati Rododendro. Per festeggiare il ventennale del loro circolo decidono di fare una gita molto speciale: andare per la prima volta al mare tutte insieme, perché molte di loro il mare non lo hanno mai visto. Bellissima idea, bellissimo sogno. Ma certi sogni per diventare reali devono fare i conti con la cassa, e la cassa del Rododendro purtroppo piange. Sotto gli auspici della Madonna della Neve, e nutrite dall'immancabile fetta di polenta, le idee si moltiplicano: "E se vendessimo delle torte alla sagra del paese?"; "E se facessimo un calendario da vendere come i pompieri?"; "E se facessimo un "croadfanding" o quella roba lì che non so bene cos'è ma che è dentro l'Internèt?". La loro poetica avventura fatta di successi, insuccessi, inaspettata notorietà, gelosie, lacrime e tante risate è raccontata da Katia Bernardi, che su questa storia ha girato un film documentario. Una storia che ha conquistato le prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo, nata in una mattina d'estate, verso la fine di luglio, tra le montagne selvagge.

Titolo: Funne. Le ragazze che sognavano il mare
Autore: Katia Bernardi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 13 settembre 2016
Pagine: 215

Trama: 3  Personaggi: 3  Stile: 3


Recensione 'Le stanze dei ricordi' di Jenny Eclair - Sperling&Kupfer

Londra, Kennington Road. La grande casa georgiana al numero 137 è in vendita. Tanto affollata un tempo, ora è soltanto un nido vuoto, troppo grande per una donna sola. Troppo carica di ricordi per chi non vuole più essere prigioniera del proprio passato. E così Edwina Spinner, ex artista e illustratrice, ha deciso di andarsene. Mentre conduce l'agente immobiliare di stanza in stanza, si sente trasportare indietro nel tempo. La sua mente torna a cinquant'anni prima, quando si era trasferita lì dopo le nozze, giovanissima, con il primo, grande amore. Torna ai suoi bambini, i gemelli Rowena e Charlie, così imprevedibili, così diversi. Torna al secondo marito e al figlio acquisito, che l'ha sempre detestata - e che lei ora non riesce nemmeno a nominare. Ogni angolo della casa è intriso della loro gioia, delle loro lacrime, del loro sangue. Ci sono porte da cui Edwina sente ancora risuonare risate cristalline. Altre che preferirebbe non aprire mai più, per non lasciare uscire i segreti più inconfessabili. Come il ricordo della notte che ha spezzato per sempre la sua famiglia. Ma nemmeno Edwina conosce davvero tutta la storia. La verità su quella notte è un mosaico al quale mancano alcune tessere: un indizio nascosto in un baule mai aperto, una confessione rimandata da troppo tempo. E, per scoprire tutta la verità, Edwina dovrà affrontare proprio l'unica persona che non avrebbe voluto rivedere mai più. Un romanzo che si tinge ora di suspense, ora di commozione, per raccontare i segreti e i drammi di una famiglia e ricordarci la forza dei legami di sangue e del perdono.


Titolo: Le stanze dei ricordi
Autore: Jenny Eclair
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 14 marzo 2017
Pagine: 376

Trama: 4  Personaggi: 4  Stile: 5 

Diario di bordo - Una domenica a pranzo da zia Loredana


Conoscete Cernusco sul Naviglio? Se non ci siete mai andati, vi dò un consiglio: prima di avventurarvi tra le sue strade, fate un giro sui siti delle agenzie immobiliari e cominciate a farvi un'idea di dove potreste trovare casa! Perché dopo essere entrati a Cernusco, non vorrete più andare via! 
Io a Cernusco sono andata domenica scorsa, attesa a braccia aperte da quella che, in questi anni, mi ha adottata come nipotaccia ufficiale! Lei è Loredana Limone, che il destino ha messo sulla mia strada grazie ai suoi romanzi e che io non ho più lasciato andare via!
Complice il Book Festival Bar organizzato dall'Associazione Clio, io e Consorte (no, Figlio comincia ad essere grande e ha deciso di rimanere in casa) ci siamo avviati verso la ridente Cernusco, carichi di libri da far firmare e di lasagne (che c'entrano le lasagne? Mica di soli libri si vive, no?!).

Arrivati a casa di zia Loredana, tempo di mollare le lasagne e scoprire quanto bello è il bagno di casa sua, ci siamo diretti ad ascoltare Laura Bonalumi, autrice di "Voce di lupo".
Prima dell'incontro ho avuto il piacere di incontrare nuovamente Paola, presidente dell'Associazione Clio, che avevo conosciuto a Milano durante il BookCity e che, come sempre, riesce a dare una botta di stima al mio smisurato ego (Bacci ti sento!).
Incontriamo Laura che, con la dolcezza che la contraddistingue, ci parla del suo romanzo che, come ho già detto nella mia recensione, nasce per i ragazzi ma conquista gli adulti!
L'incontro si conclude con il firma-copie di rito e vuoi non prendere il romanzo ad Anima Ciambella? Assolutamente no! Copia in mano, facciamole fare una bella dedica... 
Rientriamo a casa per pranzo, a farci compagnia anche Federica Toti, attrice di teatro e lettrice ufficiale di questi eventi (non leggerò mai più nulla a voce alta, lo giuro!) e Silvia Meucci.
Spazzoliamo lasagne, chiacchieriamo, ridiamo... questa è famiglia, altroché!

Nel pomeriggio ci attendono altri due incontri: ho il piacere di incontrare di persona, finalmente, Roberto Centazzo e di conoscere Federica Bosco che, oltre ad essere toscana (pregio assoluto ai miei occhi!) è alta, gnocca, ha due occhi che abbagliano ed è pure simpatica! Poi ditemi ancora che Madre Natura non è stronza!
Nonostante la differenza di argomento tra i due libri presentati, tanto la mediatrice, Cristina Voltolini, quanto i due autori sono stati bravissimi ad interagire ed integrare gli argomenti, tanto che ne è venuta fuori una presentazione davvero divertente e carica di risate!

Prima della presentazione, vedo uno scricciolo di donna che mi fa ciao ciao con la manina. Uh guarda c'è la capra (no, questo è un segreto, non ve lo spiego!) Chicca! Quella donna è piccolina, ma è un concentrato di allegria: la vedi e sorridi! Si chiacchiera, come sempre, e si pianifica anche l'incontro per "Tempo di libri" (chissà se dopo il primo giorno ci faranno ancora entrare?!).

Termina anche questa presentazione e io e Chicca ci mettiamo in fila (come siamo brave!) per le dediche e le foto di rito e io riesco anche a farmi una chiacchierata in fiorentino con Federica (ah che gioia!).

Ultima destinazione, centro storico, per ascoltare Sara Rattaro e Guido Conti, autore de La profezia di Cittastella. Presentati da Roberta Quintavalle, i due scrittori ci hanno parlato dei loro romanzi e, anche durante questa presentazione, ho avuto modo di apprezzare quanto, nonostante si tratti spesso di romanzi molto diversi per genere, le ragazze dell'Associazione Clio siano bravissime a dare il giusto spazio agli scrittori, ad integrare le storie, a fare le domande giuste al momento giusto!
Credo che un grande plauso vada fatto a questo gruppo di donne che riescono ad organizzare tutto, a gestire gli imprevisti con un sorriso e a creare un evento che, secondo me, non ha eguali!
Cernusco, come vi ho detto, è una cittadina accogliente e le Clio girls riescono a far sentire tutti a casa!

Terminata anche questa presentazione, mentre chiacchieravo con colei che clicca mi piace ad ogni post di cretinerie scritte da me e Ciambella (ciao Laura!!!), scorgo tra la folla il viso di Roberta Marasco (aveva scritto su Facebook che ci sarebbe stata e io, che sono donna intelligente, avevo acchiappato al volo il suo libro per farmelo autografare!). Mi avvicino, la saluto, le chiedo una dedica e, quando le dico chi sono lei salta su con un: "Ma tu sei un mito!" (ho i testimoni, ha detto proprio così!).

Sapete qual è la cosa più buffa di questa giornata che sta per avviarsi alla conclusione? Non ho fatto una foto con Roberta né con Sara né tantomeno con Loredana. Come sempre in queste occasioni, mi lascio prendere dal turbine delle emozioni, da tutti questi scrittori che noi lettori guardiamo sempre come fossero irraggiungibili e, invece, poi te li ritrovi lì e ci chiacchieri, ci prendi il caffè e non ti rendi quasi conto di cosa stai facendo! E quelle poche foto che ho sono merito di Consorte che, piedi in terra e mente salda, mi riporta alla realtà!

La giornata volge al termine. Riaccompagniamo zia Loredana a casa, salutiamo tutti e torniamo verso casa, io con una carico di libri e di dediche meravigliose, ma soprattutto col cuore che esplode di gioia!
Ringrazio ancora una volta tutti coloro che mi hanno accolta a braccia aperte e ancora una volta i miei complimenti vanno alle Clio girls: siete donne fantastiche e io non vedo l'ora di incontrarvi tutte di nuovo!




Recensione 'La locanda dell'ultima solitudine' di Alessandro Barbaglia - Mondadori

Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio... Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che, lì e solo lì, in quella locanda tutta di legno arroccata sul mare, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che "se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo". Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Bisogno, il minuscolo paese in cui abita da sola con la madre dopo che il padre è misteriosamente scomparso, le sta stretto, e il desiderio di nuovi orizzonti si fa prepotente. Intanto però il lavoro non le manca, la collina di Bisogno è costellata di fiori scordati e le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano da generazioni il compito di accordarli, perché un fiore scordato è triste come un ricordo appassito. Libero vive invece in una grande città, in una casa con le pareti dipinte di blu, quasi del tutto vuota. Tranne che per un baule: imponente, bianco. Un baule che sembra un forziere, e che in effetti custodisce un tesoro, la mappa che consente di seguire i propri sogni. Quei sogni che, secondo l'insegnamento della nonna di Viola, vanno seminati d'inverno. Perché se resistono al gelo e al vento, in primavera sbocciano splendidi e forti. Ed è allora che bisogna accordarli, perché i sogni bisogna sempre curarli, senza abbandonarli mai. Libero e Viola cercano ognuno il proprio posto nel mondo, e nel farlo si sfiorano, come due isole lontane che per l'istante di un'onda si trovano dentro lo stesso azzurro. E che sia il mare o il cielo non importa. La Locanda dell'Ultima Solitudine sorge proprio dove il cielo bacia il mare e lo scoglio gioca a dividerli. La Locanda dell'Ultima Solitudine sta dove il destino scrive le sue storie. Chi non ha fretta di arrivarci, una volta lì può leggerle. Come fossero vita. Come fossero morte. Come fossero amore.

Titolo: La locanda dell'ultima solitudine
Autore: Alessandro Barbaglia
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 17 gennaio 2017
Pagine: 163

Trama: 4  Personaggi: 5  Stile: 4