Le ultime chiacchiere

Cosa è uscito di recente sul blog

Recensione 'Non è stagione' di Antonio Manzini - Sellerio

<<Una volta ogni tanto, poteva anche sorridere. La vita poteva anche sorridere. E Rocco lo fece alzando la testa al cielo>>.
C'è un'azione parallela, in questa inchiesta del vicequestore Rocco Schiavone, che affianca la storia principale. E perché il passato dell'ispido poliziotto è segnato sauna zona oscura e si ripresenta a ogni richiamo. Come un debito non riscattato. Come una ferita condannata a riaprirsi. E anche quando un'indagine che lo accora gli fa sentire il palpito di una vita salvata, da quel fondo mai scandagliato c'è uno spettro che spunta a ricordargli che a Rocco Schiavone la vita non può sorridere.
I Berguet, ricca famiglia di industriali valdostani, hanno un segreto, Rocco Schiavone lo intuisce per caso. Gli sembra di avvertire nei precordi un grido disperato. È scomparsa Chiara Berguet, figlia di famiglia, studentessa molto popolare tra i coetanei. Inizia così per il vicequestore una partita giocata su più tavoli: scoprire cosa si cela dietro la facciata irreprensibile di un ambiente privilegiato, sfidare il tempo in una corsa per la vita, illuminare l'area grigia dove il racket e gli affari si incontrano. Intanto cade la neve ad Aosta, ed è maggio: un fuori stagione che nutre il malumore di Rocco. E come venuta da quell'umore nero, un'ombra lo insegue per colpirlo dove è più doloroso.
Il terzo romanzo della serie di Rocco Schiavone, Non è stagione, è un noir di azione. Ma è insieme il vivido ritratto di un uomo prigioniero del destino. Un personaggio tragico, complesso e consapevole.

Titolo: Non è stagione
Autore: Antonio Manzini
Editore: Sellerio
Data di pubblicazione: 12 gennaio 2015
Pagine: 320

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 4 


Recensione IN ANTEPRIMA 'L'uomo che inseguiva i desideri' di Phaedra Patrick - Garzanti

Da un anno, ogni mattina, Arthur Pepper si sveglia alle sette e compie con esattezza gli stessi gesti. Si veste seguendo un ordine preciso, mangia una fetta di pane tostato, poi alle otto e mezzo si mette a sistemare il giardino. Questo è l'unico modo per superare il dolore per la perdita dell'amata moglie, Miriam, dopo tutta una vita passata insieme. Solo così gli sembra di poter fingere che lei sia ancora con lui. Ma il giorno del primo anniversario della sua scomparsa, Arthur prende coraggio e decide di riordinare gli oggetti di Miriam. Nascosta tra gli stivali, vede improvvisamente una scatolina. Dentro c'è un braccialetto con dei ciondoli: sono a forma di tigre, fiore, elefante, libro e altri piccoli oggetti. L'uomo sulle prime è perplesso; la moglie non indossava gioielli. Ma poi guarda con più attenzione e si accorge che su un ciondolo è inciso un numero di telefono, che Arthur non può fare a meno di chiamare subito. È l'inizio della ricerca e delle sorprese. Seguendo i ciondoli Arthur compie un viaggio che lo porta su un'assolata spiaggia di Goa che ha visto la donna giocare con un bambino indiano, a Londra da un famoso scrittore, in un'accademia d'arte dove è custodito un ritratto di Miriam da giovane, a Parigi in una raffinata boutique, in un castello della campagna inglese dove incontra una tigre, e in tanti altri luoghi che non aveva mai visitato. Un viaggio che gli fa scoprire una Miriam sconosciuta, ma che ha ancora tanto da insegnargli. E gli ricorda che l'amore è sorprendersi ogni giorno, per tutta la vita e anche oltre.


Autore: Phaedra Patrick
Titolo originale: The curious charms of Arthur Pepper
Traduzione a cura di: Claudia Marseguerra
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 1 settembre 2016
Pagine: 288

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 5 


Chiuso per ferie

Il momento è giunto! Da oggi e per le prossime tre settimane il blog sospenderà tutte le pubblicazioni!

In questo periodo troverete dei piccoli aggiornamenti sulle mie letture pagina Facebook e sul mi profilo Instagram.

Per quanto riguarda il blog, vi aspetto sempre qui a partire dal 29 agosto!
E vi anticipo già che, oltre alle consuete recensioni e rubriche, con settembre arriveranno anche piccole novità e sorprese!

Che andiate in montagna (e sappiate che vi invidio!), al mare, in campagna o che, come me, rimaniate tra le pareti domestiche, cercate di riposare, ridere, godervi il tempo libero e, soprattutto, leggere!!!

Buone vacanze a tutti!





Recensione 'La costola di Adamo' di Antonio Manzini - Sellerio

Secondo caso per il controverso vicequestore Rocco Schiavone nella gelida Aosta. Un personaggio fuori dagli schemi: scontroso, irritabile, trasgressivo al limite del lecito, ma con un senso della giustizia tutto suo. Una donna, una moglie che si avvicinava all’autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell’oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l’ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali.
«Il vicequestore sorrise nel pensare alla somiglianza che sentiva tra lui e quel cane da punta». Rocco Schiavone ha la mania di paragonare a un animale ciascuna delle fisionomie umane che gli si para davanti. Ma più che il setter che gli suscita quell’accostamento, lui stesso fa venire in mente uno spinone, ispido, arruffato e rustico com’è: pur sempre, però, sottomesso all’istinto della caccia. È uno sbirro manesco e tutt’altro che immacolato, romano di conio trasteverino, con una piaga di dolore e di colpa che non può guarire. Ad Aosta, dove l’hanno trasferito d’ufficio, preferirebbe tenere le sue Clarks al riparo dall’acqua e godersi i suoi amorazzi, che non imbarcarsi in un’altra inchiesta piena di neve.
Una donna, una moglie che si avvicinava all’autunno della vita, è trovata cadavere dalla domestica. Impiccata al lampadario di una stanza immersa nell’oscurità. Intorno la devastazione di un furto. Ma Rocco non è convinto. E una successione di coincidenze e divergenze, così come l’ambiguità di tanti personaggi, trasformano a poco a poco il quadro di una rapina in una nebbia di misteri umani, ambientali, criminali.
Per dissolverla, il vicequestore Rocco Schiavone mette in campo il suo metodo annoiato e stringente, fatto di intuito rapido e brutalità, di compassione e tendenza a farsi giustizia da sé, di lealtà verso gli amici e infida astuzia. Soprattutto, deve accettare di sporgersi pericolosamente verso il mondo delle donne, a respirare il carattere insinuante, continuo, che assume la violenza quand’è esercitata su di loro. Ogni interrogatorio condotto da Schiavone accende la curiosità della prossima rivelazione, ogni suo passo sollecita l’attesa del nuovo indizio, mentre intorno si sparge contagiosa la crescente sua commozione, si trasmette il suo malumore, e si fa convincente il pessimismo sgorgato dal suo «baratro di tristezza».
Le storie nere con Rocco Schiavone restano impresse. Per la geometrica densità dell’intreccio; per la cesellatura minuziosa di un personaggio la cui immagine ha la forza di uscire dalla pagina.

Autore: Antonio Manzini
Editore: Sellerio
Data di pubblicazione: 9 gennaio 2014
Pagine: 296

Trama: 5  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 4 




Lettura a quattrocchi 'Leaving' di Jodi Picoult - Corbaccio

Sono passati dieci anni da quando Alice Metcalf, etologa presso il Rifugio per elefanti del New England, è misteriosamente scomparsa in seguito a un grave incidente. La figlia Jenna aveva tre anni all’epoca e da allora, a dispetto della ostinata rassegnazione di sua nonna e della totale assenza di suo padre, non ha mai smesso di pensare a sua madre e di sperare di vederla ricomparire all’improvviso. Finché un giorno si fa coraggio e decide di chiedere l’aiuto di due improbabili alleati: Serenity, una sensitiva ormai non più sulla cresta dell’onda, e Virgil, il detective che conduceva le indagini sul caso e che ora, tra un whisky e l’altro, svolge in proprio inchieste di ogni tipo. Jenna cerca gli indizi di una possibile traccia nel diario di sua madre, e apprende che Alice era particolarmente interessata a studiare il rapporto che gli elefanti femmina instaurano con i loro figli, a come elaborano il lutto e a come è organizzata la loro memoria. Pur temendo di averla persa per sempre, si convince ancora di più che sua madre non può averla abbandonata di sua volontà, che il legame che aveva instaurato con lei da bambina era speciale e che qualcosa l’ha indotta a fuggire. Grazie anche all’aiuto di Serenity e Virgil, la memoria di quel che accadde si fa in Jenna sempre più circoscritta, le immagini della madre e degli eventi di cui è stata protagonista diventano sempre più nitide e iniziano a susseguirsi a ritmo crescente. In un vortice ipnotizzante di ricordi, i tre si trovano coinvolti in una ricerca ricca di colpi di scena il cui esito nessuno di loro può dare per scontato. Ma per scoprire cosa è successo veramente ad Alice, si renderanno conto che dare una risposta a domande difficili implica anche essere pronti ad affrontare risposte ancora più difficili da accettare…

Titolo: Leaving
Autore: Jodi Picoult
Titolo originale: Leaving time
Traduzione a cura di: Lucia Corradini Caspani
Editore: Corbaccio
Data di pubblicazione: 28 aprile 2016
Pagine: 420

Trama: 2  Personaggi: 2  Stile: 3  Copertina: 2 





*commenti in rosso di Lea del blog Due Lettrici quasi Perfette*

Eccomi qui! Prima conoscenza (e sicuramente ultima !) con Jodi Picoult. E no, non cominciate ad insistere, a dire che devo darle un'altra chance, che scrive generi tanto diversi e dovrei provare altro. 
Io e lei ci siamo già dette addio! (no, dai Laura, sei troppo perentoria: rimanda l'esecuzione dopo che, fra quattro, anzi sei mesi, ti sarai ripresa e leggerai il suo libro più bello che è....appena lo scopro te lo dico)

Di cosa parla questo libro? Di elefanti. E poi? Di elefanti, elefanti ed elefanti! (in effetti abbiamo Maura, Hester, Kagiso, Syrah, Dionne, Wanda, Wimpy, Ursula e mooolti altri)
Belli gli elefanti, eh! Per carità: mastodontici, simpatici... certo, non esattamente l'animale che tutti vorremmo tenerci in casa, ma carini! Ma da qui a leggerne vita, morte e miracoli per più di un terzo del romanzo, ce ne passa! (più di un terzo? sei troppo buona in questo caso!)

Ad intervallare tutte le nozioni da documentario stile National Geographic, c'è la storia di Jenna, tredicenne alla disperata ricerca della madre, Alice, sparita ormai da un decennio. 
La Picoult ci descrive Jenna come la classica adolescente poco integrata, secchiona, solitaria. 

Per le prima 80 pagine la storia scorre che è una meraviglia (nonostante il documentario di cui sopra, che, però, risulta inizialmente anche abbastanza interessante!). Poi il crollo: il ritmo rallenta, la storia diventa noiosa, prolissa, spossante. 
Già dopo le prime 100 pagine si ha la sensazione che l'autrice abbia iniziato ad allungare il brodo con una sicumera di nozioni, dettagli e descrizioni che non hanno fatto altro che rendere snervante quella che, invece, era una storia con un certo potenziale. (secondo me lo ha fatto di proposito, per rendere il finale ancora più sconvolgente perchè senza tutta questa attesa assurdamente dilatata non avrebbe avuto lo stesso potere dirompente)
Storia che ci viene narrata da più voci: quella di Jenna, quella di Alice, quella di Virgil (il detective assunto da Jenna per ritrovare la madre) e, infine, Serenity, la sensitiva. 
Ecco: le parti narrate da Alice, personalmente, le avrei stracciate, pagina dopo pagina, perché sono quelle che, personalmente, ho trovato più noiose e, a tratti, quasi inutili. (veramente a me hai scritto che se Alice non era morta, per il nervoso, la facevi volentieri fuori tu! pauraaaa)

Viceversa, un po' più di brio, almeno inizialmente, si riscontra nella narrazione di Serenity, che tende a dare un certo sollievo alla lettura! (Serenity con i suoi capelli rosa zucchero filato è un gran personaggio)

In conclusione, per la prima metà della lettura, il mio parere era abbastanza positivo; ma è definitivamente ed irrimediabilmente crollato man mano che le pagine scorrevano tra le mie mani.
Grazie Jodi, a mai più rileggerci! (noooo, gli elefanti non dimenticano, come le fan della Picoult! lo sai, vero, che è una delle scrittrici preferite della Stefania??a tuo rischio e pericolo)

*i miei commenti alla recensione di Lea, nel suo blog*



Novità nella Stanza Librosa Luglio 2016 + To Be Read Agosto 2016

Buongiorno miei adorati lettori! Come procede la vostra estate? Io non posso lamentarmi! Non sto facendo nulla di particolare, ma ho più tempo libero del solito e, almeno dal punto di vista delle letture, questa cosa è molto proficua!
Vi avviso sin d'ora che ad agosto il blog si fermerà per tre settimane: dall'8 al 28 agosto non troverete alcun post. Tutte le pubblicazioni riprenderanno regolarmente il 29 agosto. Ovviamente, sarò attiva sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram con piccoli aggiornamenti sulle mie giornate e le mie letture!


CARTACEI


  • Messalina - Marisa Ranieri Panetta acquisto Amazon
  • Belgravia - Julian Fellows acquisto Amazon
  • 7-7-2007 - Antonio Manzini acquisto Amazon
  • Il matrimonio di mio fratello - Enrico Brizzi acquisto Giunti
E-BOOK


  • Ladra - Sara Waters omaggio Kobo
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A luglio ho letto 9 libri per un totale di 3272 pagine

La To Be Read di luglio

Strane creature - Tracy Chevalier abbandonato
Torta al caramello in Paradiso - Fannie Flagg
Vita dopo vita - Kate Atkinson
Stanza, letto, armadio, specchio - Emma Donoghue
Pista nera - Antonio Manzini
Piccole sorprese sulla strada della felicità - Monica Wood

Ai quali si sono aggiunti

La vita perfetta - Renée Knight
La carriera di un libertino - M. C. Beaton
Il matrimonio di mio fratello - Enrico Brizzi
Belgravia - Julian Fellows

   
  
  
cliccando sulle copertine verrete rimandati alla recensione
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E come sempre, la To Be Read di Agosto



Leaving - Jodi Picoult
La cattedrale del mare - Ildefonso Falcones
Il romanzo perduto dei Borgia - Sara Poole
La costola di Adamo - Antonio Manzini
Sarai per sempre mia amica - M. O. Walsh


Diario di bordo #13


Buongiorno lettori e buon sabato a tutti! Torna, dopo una settimana di pausa, Diario di Bordo. E vi avviso già che sarà l'ultima puntata per quest'estate. La pubblicazione di questa rubrica riprenderà, regolarmente, a settembre!

Allora, vediamo un po' di riprendere il filo del discorso dove lo avevamo interrotto...

Giovedì 14 ho definitivamente mollato "Strane creature" di Tracy Chevalier. So che tanti di voi lo hanno amato, ma io non ce l'ho proprio fatta: questa zitella imperitura che passa la sua vita scavando mi ha dato sui nervi come pochi altri personaggi!
In alternativa, mi sono gettata a capofitto in un thriller della Piemme, La vita perfetta di Renée Knight. Che dire? Un libro di quelli senza infamia e senza lode che, a distanza di poche settimane, è già caduto nel dimenticatoio, ma che, tutto sommato, durante la sua lettura mi ha fatto trascorrere qualche ora piacevole!

Domenica 17 ho fatto una capatina in libreria, spinta dal Suggeritore, dove mi attendeva un'intonsa quanto corposa copia de Il matrimonio di mio fratello di Enrico Brizzi. Bello, bellissimo! Una storia meravigliosa che si divora in pochi giorni e rimane nel cuore. Ma no, se ve lo steste chiedendo, non soppianta quelli di Lorenzo e no, io non sono diventata quella di Brizzi!!!

Lunedì 18 ero sveglia già alle 6. No, niente insonnia! Semplicemente fremevo all'idea di ascoltare la mia intervista per Radio Libri!!! E, soprattutto, volevo essere sicura di non aver detto cretinate (che con me non si sa mai!).

Lunedì 25, mentre io mi avvicinavo a "Belgravia" di Julian Fellowes, Laura 2.0 chiacchierava amabilmente con due lumachine che hanno deciso di soggiornare nel suo giardino!

Visto che carine? Dovete sapere che Laura 2.0 ha una profonda passione per (quasi) tutti gli animali che popolano il nostro pianeta. Se io davanti ad un ranocchio urlo e mi chiudo in casa, lei, invece, lo accoglie benevola nel suo giardino e ci diventa amica! Qualcuno, prima o poi, dovrà spiegarle che, baciandolo, non otterrà un Manzo Nordico! Ma chi ha il coraggio di distruggere le sue piccole illusioni? Io no! 
Nel pomeriggio, complice la presenza di Coniuge in casa, mi è venuta la felice idea di rivoluzionare la Stanza Librosa! Avevo voglia di cambiare, avevo voglia di avere più spazio a disposizione, ma soprattutto avevo una costante paura di vedere volare il mio amato Poldo (leggi iMac) giù dalla scrivania.
Così, dopo aver svuotato tutte le librerie, ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo rivoluzionato tutto!
Il risultato, almeno per me, è soddisfacente! E ho anche recuperato un bel po' di spazio per i libri che arriveranno!!!

La Stanza Librosa

Eh eh... adesso Poldo non può cadere!

Ma sì, Laura, dalla una sistemata al disegno!

Allora, che ve ne pare? Io la adoro, se possibile ancor più di prima! Certo, per tre giorni non ho praticamente aperto un libro e "Belgravia" è lì che mi fissa paziente, ma ne è valsa davvero la pena!!!

Siamo giunti a giovedì 28. È sera mentre scrivo questo pezzo, sono stanca, ho solo voglia di buttarmi in poltrona e leggere. Coniuge è ad una cena di lavoro e Figlio guarda un documentario sull'Universo e i buchi neri.
Tra una settimana il blog andrà in ferie e quest'anno ho deciso di fermarmi per ben tre settimane, quindi ci rileggeremo dal 29 di agosto. Cercherò di aggiornare il più possibile sia la pagina Facebook che il profilo Instagram, così da non perdere del tutto il contatto con voi! Sono stati mesi intensi, pieni di cose belle, ma anche di tanti piccoli problemi che mi hanno portata a prendere decisioni drastiche. Sento l'esigenza di staccare la spina, di leggere solo per il piacere di farlo, senza nessun vincolo e nessuna scadenza. 
Settembre si avvicina e sarà un mese davvero pieno sia dal punto di vista personale che come blogger!

Ma prima di lasciarvi, ecco una piccola chicca accaduta a Laura 2.0 nella mattina di venerdì 29. Come vi ho detto sopra, Laura 2.0 vive in funzione del mondo animale. Venerdì, mentre apriva l'ombrellone in giardino, ha sentito un piccolo tonfo; guarda giù e... toh, c'è ranocchio! E se io (e chissà quanti di voi!) sarei scappata a gambe levate per barricarmi in casa e chiamare la disinfestazione, lei, invece, che fa? Si preoccupa di non averlo ucciso! Lei... Rospo scimunito decide di dormire dentro l'ombrellone e lei ha l'ansia di averlo ammazzato. Per la cronaca: rospo è vivo e vegeto e Laura 2.0 non ha tentato di baciarlo (o quantomeno, a me ha detto così!).

Io vi saluto qui, vi aspetto nei prossimi giorni con almeno una recensione prima della pausa estiva e, soprattutto, vi anticipo che a settembre ci sarà una piccola iniziativa per voi lettori!


Recensione 'Belgravia' di Julian Fellows - Neri Pozza

Nel giugno del 1815, Bruxelles appare en fête, con le affollate bancarelle nei mercati e le carrozze aperte pitturate a colori vivaci. Nessuno immagina che l’imperatore Napoleone sia in marcia, pronto ad accamparsi sul limitare della città da un momento all’altro. La diciottenne Sophia Trenchard, tipica bellezza inglese bionda dagli occhi azzurri, non ha alcun interesse per le questioni belliche; i suoi pensieri sono rivolti a Lord Edmund Bellasis, erede di una delle famiglie più importanti della Gran Bretagna, che le ha appena procurato gli inviti per il ballo della duchessa di Richmond.
La guerra ha alterato gli schemi, permettendo di tralasciare le solite regole, e l’ambiziosa Sophia è intenzionata a non lasciarsi sfuggire questa occasione, insperata per una ragazza con i suoi natali.
Suo padre, James Trenchard, è «il Mago», un abile commerciante che fornisce pane e birra ai soldati. Partito da una bancarella a Covent Garden, grazie a un vero talento per gli affari, ha compiuto una vertiginosa scalata sociale, spinto dall’insopprimibile desiderio di appartenere al bel mondo. Anne, la moglie di James, sembra essere l’unica della famiglia Trenchard ad aver conservato un po’ di buon senso e a ostacolare l’unione tra la figlia e Edmund Bellasis, anche se questo significa scontrarsi con il marito, che vede in questa relazione un mezzo per entrare a fare parte dell’alta società. Durante il ballo un aiutante di campo irrompe nella sala recando con sé una missiva che attira all’istante l’attenzione dei presenti. Le truppe francesi hanno oltrepassato il confine e gli ufficiali inglesi, le uniformi da gala ancora indosso, vengono richiamati ai propri reggimenti. Le sale piene di fiori, tanto profumate ed eleganti a inizio serata, diventano teatro di strazianti scene di commiato, com- preso quello tra Sophia e Lord Bellasis, ignari della piega che sta per prendere la loro vita. Venticinque anni dopo i Trenchard, tornati in Inghilterra, vivono a Belgravia, un quartiere di nuova costruzione edificato da James, che ha fatto fortuna nel campo dell’edilizia. Non lontano da loro sorge la dimora dei conti di Brockenhurst, i genitori di Edmund Bellasis. Le due famiglie appaiono tanto distanti per estrazione sociale quanto unite da un segreto diventato oggetto di un curioso interesse nei salotti londinesi, scatenando i pettegolezzi della servitù e mettendo in moto una catena di eventi non privi di colpi di scena e rivelazioni. Con uno stile impeccabile, tra personaggi irresistibili e descrizioni magistrali, Fellowes – già autore dell’acclamato Downton Abbey – ha scritto un romanzo che, con sagacia e ironia, affronta le tensioni tra le nuove famiglie benestanti e la vecchia aristocrazia nell’Inghilterra vittoriana.

Titolo: Belgravia
Autore: Julian Fellowes
Titolo originale: Belgravia
Traduzione a cura di: Simona Fefè
Editore: Neri Pozza
Data di pubblicazione: 30 giugno 2016
Pagine: 416

Trama: 4  Personaggi: 5  Stile: 5  Copertina: 5 



Julian Fellowes abbiamo imparato a conoscerlo come sceneggiatore di Downton Abbey. E se non avete mai visto questa perla della BBC, inginocchiatevi sui ceci e poi recuperate immediatamente!
In Belgravia ritroviamo le ambientazioni e le atmosfere di un' Inghilterra che si affaccia a quell'epoca vittoriana che, credo, affascini un po' tutti noi!
Belgravia è il nuovo fastoso quartiere di Londra ed è lì che svolge la nostra storia. Una storia fatta di intrighi, scandali e vendette. Una storia fatta di abiti fastosi, saloni immensi, nobiltà e servitù.
Sono due le famiglie che animano questa storia: da una parte i Trenchard, il cui capostipite è un commerciante che, grazie all'impegno costante, è riuscito a creare un piccolo impero per sé e per la sua famiglia e che cerca, giorno dopo giorno, di farsi accettare da quella nobiltà inglese che, invece,  sembra guardarlo sempre dall'alto in basso. Dall'altra parte troviamo i Conti di Brockenhurst, che, invece, di quella nobiltà fanno parte da sempre.
Ma cosa lega queste due famiglie così diverse? Cosa li porterà a dover unire i loro intenti? La cosa più antica del mondo: l'amore tra i loro figli!
Fellowes è magistrale nell'intessere i fili di questa storia, animando le pagine del romanzo di feste, abiti e segreti. Nessuno come lui, oggi, riesce ad intessere storie così affascinanti e, nonostante l'ambientazione in epoche distanti, sembra quasi di leggere storie più che mai attuali.
Leggendo Belgravia si ha la sensazione di danzare nei fastosi saloni, di sentir bisbigliare la servitù, di osservare, da dietro un prezioso ventaglio, gli abiti e i gioielli delle dame.
La storia è un crescendo che coinvolge ed avvolge il lettore, impendendo qualunque pausa durante la lettura. Spesso ho avuto la sensazione di ritrovarmi tra le mani uno di quei romanzi che gli amanti dei classici amano tanto!
È un romanzo che spazia tra vari ambiente, tra vari ceti sociali e tra le strade di Londra e lo fa senza mai scadere, senza mai risultare banale o noioso. 
Forse vi sono un paio di punti in cui la narrazione sembra un po' stiracchiata, eccessivamente prolissa, ma questo non inficia il romanzo nel suo complesso, che risulta piacevole e coinvolgente.