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Recensione 'Le belle cece' di Andrea Vitali - Garzanti

le belle ceceSINOSSI

Maggio 1936. Con la fine della guerra d'Etiopia nasce l'impero fascista. E Fulvio Semola, segretario bellanese del Partito, non ha intenzione di lasciarsi scappare l'occasione per celebrare degnamente l'evento. Astuto come una faina, ha avuto un'idea da fare invidia alle sezioni del lago intero, riva di qui e riva di là, e anche oltre: un concerto di campane che coinvolge tutti i campanili di chiese e chiesette del comune, dalla prepositurale alla cappelletta del cimitero fino all'ultima frazione su per la montagna. Un colpo da maestro per rendere sacra la vittoria militare. Ma l'euforia bellica e l'orgoglio imperiale si stemperano presto in questioni ben più urgenti per le sorti del suo mandato politico. In casa del potente e temutissimo ispettore di produzione del cotonificio locale, Eudilio Malversati, si sta consumando una tragedia. Dopo un'aggressione notturna ai danni dell'ispettore medesimo, spariscono in modo del tutto incomprensibile alcune paia di mutande della signora. Uno è già stato rinvenuto nella tasca della giacca del Malversati. Domanda: chi ce l'ha messo? E perché? Il problema vero, però, non è questo, bensì che fine abbiano fatto le altre. Dove potrebbero saltar fuori mettendo in ridicolo i Malversati, marito e moglie? Non essendo il caso di coinvolgere i carabinieri, per non mettere in giro voci incontrollabili, il Semola viene incaricato di risolvere l'enigma. Ma alla svelta e senza lasciare tracce, o le campane, questa volta, le suonerà il Malversati, con le sue mani, e saranno rintocchi poco allegri per la carriera del Semola.
titolo: Le belle cece
autore: Andrea Vitali
editore: Garzanti
data di pubblicazione: 18 maggio 2015
pagine: 224
isbn:
9788811687641

trama 8
personaggi 8
stile 9
incipit 8
finale 8
copertina 9

4 stelle
Piacere Libridinoso
1748 Letto in 2 giorni


Che Andrea Vitali sia un autore prolifico, è cosa nota. Ma cosa ancor più nota, per chi lo ama, è che non si incorre mai l nel rischio di incappare in un flop.
Ogni suo romanzo, dal più breve al più lungo, racchiude sempre uno scorcio di quell’Italia scomparsa di cui tutti abbiamo nostalgia!
Come sempre siamo a Bellano e, conquistato da poco l’impero africano, il partito è in fermento. E Fulvio Semola, segretario della locale sezione fascista, vuole festeggiare come si deve.
peccato che, durante i festeggiamenti,  Eudilio Malversati, ispettore del locale cotonificio
simpatico come una merda di cane
le prenda di santa ragione. E, per di più, si ritrovi in tasca le mutande della moglie, Verzetta Cece.
E qui entrerà in scena l’ormai noto Maresciallo Ernesto Maccadò, familiare personaggio a chi di Vitali non perde un libro!
Lo stile è sempre quello: fresco, gioviale, allegro, inconfondibile.
I personaggi, come sempre, sembrano calcare un palcoscenico: mai una battuta fuori posto, mai un errore.
La storia scorre, i luoghi, ormai familiari, rendono la lettura un piacere per gli occhi e per la mente.
Insomma, con Vitali non si sbaglia mai!

Commenti

  1. Ciao Laura, hai ragione quando scrivi che " con Vitali non si sbaglia mai". Vedo che hai in programma di leggere "Mistero a Villa del Lieto Tramonto", sono molto curiosa di conoscere la tua opinione su questo libro che sembra interessante :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Aquila! Ne ho lette una sessantina di pagine ieri sera e, al momento, lo sto trovando molto carino. Ti farò sapere nei prossimi giorni :)

      Elimina
  2. Per ora non ho intenzione di leggerlo, ma noto con piacere che Vitali ha fatto ancora centro! Fortunatamente i libri non scadono, quindi prendo nota :-)

    RispondiElimina

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