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Recensione 'Un terremoto a Borgo Propizio' di Loredana Limone–Salani

un terremoto a borgo propizioSINOSSI

A Borgo Propizio va in scena la vita che, si sa, è fatta di cose belle e di cose brutte. Cose belle, il borgo ne ha tante da sfoggiare da quando è risorto a nuova vita, con il Castelluccio restaurato e le imbellettate case del contado, ora affacciate sull’elegante pavé a coda di pavone della piazza del Municipio, e con l’elettrizzante fermento culturale che si respira già fuori della cinta muraria e che sicuramente fa rodere il fegato a fior di città d’arte. ma un giorno qualcosa di molto brutto, un violento sisma, arriva inclemente a distruggere ampia parte del centro storico, gettando nella disperazione i propiziesi che tanto amano il loro paese. La villa del Comune sembra una scatola con il coperchio sfondato; il pavé è sprofondato quasi agli inferi; i lampioni, ora ciechi e senza luce, con le bocce frantumate, appaiono piegati alla catastrofe; le botteghe e le abitazioni sono squarciate, orribilmente. Felice Rondinella, appassionato sindaco, vive l’immane disastro come un fallimento personale, e Padre Tobia si sente troppo stanco per portare il peso della croce. Perché non si tratta solo del terremoto: al borgo i peccati sono diventati incontenibili e le confessioni scandalo allo stato puro. Non si capisce più nulla, tutto è sottosopra. L’unico fatto certo è che il professor Tranquillo Conforti, trovato a terra nella Viottola Scura, non ha avuto un infarto mentre scappava, spaventato dalle scosse, ma è stato ucciso. Un assassino a Borgo Propizio? La faccenda si complica...

titolo: Un terremoto a Borgo Propizio
autore: Loredana Limone
editore: Salani

data di pubblicazione: 11 giugno 2015
pagine: 387
isbn: 9788869182426

TRAMA 10
PERSONAGGI 10
STILE 10
INCIPIT 10
FINALE 10
COPERTINA 10

5 stelle
Perfezione Libridinosa!

1748Letto in 2 giorni



Quarantotto ore sono trascorse dal momento in cui ho tolto la sovracopertina (scusate, è più forte di me: ho sempre paura di rovinarle!), ho aperto questo libro e addio mondo!  Quarantotto ore in cui sono sopravvissuta con un pezzo di focaccia, due fette di pane e Nutella e tre tazze di latte. Ho dormito quel tanto che bastava per non crollare con la faccia sulle pagine (rischiando di rovinarle!) e ho chiuso fuori dalla stanza librosa marito e figlio!
Perché Loredana ha questo effetto su di me: arriva alla mia porta, mi sorride, mi prende sottobraccio e, zaino in spalla e scarpe comode, partiamo per un altro giro tra i vicoli del Borgo! E io, lo sapete, al Borgo ci vivrei. Ma che paura, questa volta, Loredana mia!

Ero lì che passeggiavo, che cercavo di capire cosa fosse successo in questi mesi di assenza, che mi chiedevo come andassero le cose tra Belinda e Francesco, tra Mariolina e Ruggero, tra Claudia e Cesare... Camminavo tranquilla, cercando zia Letizia, aspettando di vederle aprire la porta della latteria Fatti mandare dalla mamma, per concedermi la mia solita tazza di latte alla vaniglia. E invece cosa sento? La terra che inizia a tremarmi sotto i piedi, vedo muri venire giù, gente che piange, che urla, che scappa.
E la radio
un sisma magnitudo 5,7 avvenuto alle 8.53 con epicentro nelle campagne circostanti Borgo Propizio
Sette morti. Otto invero. Perché sette sono le anime che il terremoto ha preso con sé. Ma una, quella di Tranquillo Conforti per la precisione, è perita per umano volere: strangolato.

Ecco! È così che Loredana mi ha sorpresa per l’ennesima volta! Dopo avermi fatto conoscere Borgo Propizio e averlo fatto diventare un luogo del cuore con E le stelle non stanno a guardare, questa volta è riuscita là dove pochi riescono: mi ha stupita!
Se il secondo romanzo, per uno scrittore, è  un rischio, il terzo è sempre un grande azzardo, soprattutto quando si segue un filone dove si racchiudono sempre gli stessi luoghi e gli stessi personaggi.
Si corre il rischio che nel lettore subentri una forma di abitudine che sfoci poi nella noia.
L’autrice ha, invece, la grande capacità di rinnovare tutto ogni volta, pur mantenendo inalterate quelle caratteristiche che rendono il Borgo ed i suoi abitanti così speciali, amabili, unici e familiari.

gradaraE così, anche questa volta, mentre io mi perdevo dietro al maresciallo Saltalamacchia ed  alle sue indagini per venire a capo della morte di Conforti; mentre cercavo di capire se Felice Rondinella, stimato sindaco, avrebbe trovato un modo per ricostruire il Borgo senza che la burocrazia italiana lo avviluppasse nelle sue spire
il Borgo doveva risorgere dalle proprie macerie e ritornare il luogo che sembrava fatto di pan di zenzero
ecco che lei, Loredana, cala l’asso sul finale.
E a me è proprio caduta la mascella. Perché non sapevo più se piangere o se ridere; se pensare che, in fondo, prima o poi una cosa del genere Loredana ce l’avrebbe riservata o se alzare il telefono, chiamarla e chiederle: <<Perché?>>.

Che dirvi? Per me dare 5 a questo libro, è poco. Diciamo che ci aggiungerei la Lode, che vorrei proporre alle mie colleghe blogger una menzione speciale per storie come questa!
Perché Loredana ha la capacità di coniugare, in un’unica storia, la realtà che tocchiamo ogni giorno, smorzandola con i dolci toni che solo la sua penna è in grado di produrre! Dal giorno in cui ho letto Borgo Propizio (e non smetterò mai di ringraziare Salvia per avermi fatto scoprire questo luogo incantato!), le sue strade, i suoi vicoli, i suoi abitanti, sono diventati un rifugio, una nicchia in cui rintanarmi quando ho bisogno di allontanare quella quotidianità asfissiante che ci circonda.
Ma la bellezza dei romanzi di Loredana è che la realtà ne è parte integrante: i problemi che tutti affrontiamo ogni giorno li ritroviamo nelle storie dei personaggi che popolano il borgo. Dalle crisi matrimoniali di Claudia e Cesare
tiro avanti al meglio, nella solitudine del mio matrimonio, nel mutismo dei silenzi assordanti di casa
alla crisi del settore edilizio che affliggerà anche Ruggero, ognuno di noi, durante la lettura, si riconoscerà in questo o quel personaggio, in una frase, in un passaggio...

Quindi, se ancora non lo avete fatto, correte in libreria e recuperate i romanzi precedenti. Se, invece, al Borgo siete di casa, vi aspetto lì... rimbocchiamoci le maniche e iniziamo a ricostruire!
E alla prossima puntata!

Commenti

  1. Recensione magistrale complimenti Laura...sto vivendo tutto in questi giorni anch'io, Loredana la lode se la merita!

    RispondiElimina
  2. Bellissima recensione Laura! La scrittrice merita i complimenti che le rivolgi. Non vedo l'ora di raggiungere anch'io Borgo Propizio per ritrovare i nostri amati personaggi e vedere cosa succede :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Aquila! Questa è una di quelle recensioni in cui metto proprio tutto il mio cuore e spero che tutto ciò arrivi a chi legge! Ti aspetto al Borgo!

      Elimina
  3. Complimenti Laura, il libro molto probabilmente merita la lode ( non posso ancora esprimermi, ma non mi stupisce conoscendo Loredana) a la tua recensione merita l'applauso. Brava brava brava.
    Eh...grazie per avermi menzionata, sei stata un angelo, perché come ben sai, sono orgogliosa di averla "scoperta" !!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E io sono orgogliosa del fatto che tu mi abbia portata con te a Borgo Propizio!

      Elimina

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