Puntuale come il Natale, alla fine (o appena a ridosso dell'inizio) di ogni anno, impera, soprattutto in quel merDaviglioso mondo che è Instagram la "polemica" sul numero di libri letti durante i 365 giorni appena trascorsi.
Fioccano bilanci, resoconti, liste, numeri su numeri che, diciamolo, al di là che si sia appassionati o meno di matematica, creano non poco scompiglio.
Ed è proprio in quel momento che il suddetto merDaviglioso mondo si divide in due categorie: chi storce il muso davanti a certe cifre e chi, millantando quelle cifre, dà agli altri dei rosiconi.
E allora, vediamo di fare un po' di chiarezza in tutto questo marasma di numeri, mugugni, rivendicazioni e accuse!
Iniziamo innanzitutto col dire qual è la mia posizione, così, a scanso di equivoci! Conto quanti libri leggo in un anno? Sì, perché sono maniacale (o psicopatica, come dice la Bacci) e vivo compilando liste, quindi vi pare che io non ne faccia una dei libri letti? Per chi mi avete presa?!
Stabilisco quanti libri vorrei leggere in un anno? Di nuovo sì! È tradizione che il 1° gennaio io acceda a GoodReads (nonostante ormai mi stia sulle ciapet!) e imposti una soglia da raggiungere entro il 31 dicembre.
E se non raggiungo quella cifra? Vivo serena! E se la supero? Vivo altrettanto serena, ma uso questa cosa come scusa per sfornare un dolce!
E qual è la cifra di libri libridinosi? Oscilla, solitamente, tra i 70 e gli 80 (perché io non sono cretina come l'amica mia bassa!); ho avuto anni in cui ne ho letti 100 e anni in cui non ho raggiunto i 50, ma, pensate un po', sono ancora qui tra voi, viva, vegeta e rompiballe!
Ma sapete qual è un'altra cosa che faccio nei primi giorni dell'anno, sempre su GoodReads? Sbirciare i traguardi impostati dai miei "amici di social" e fare pulizia: sopra i 100 e sotto i 10 vi elimino come la polvere dai mobili... swiff swiff e ciao core!
E perché? Perché sono stron... ehm... perché siete poco credibili! Spiegatemi quale sia il senso di impostare un traguardo inferiore a un libro al mese. Dai, su! Tu, tuuuuuu che quest'anno hai impostato tre-libri-tre, dimmi: quale turbe ti affliggono?
Ma, soprattutto, tu signorina-io-leggo-pure-mentre-dormo, come pensi che io possa credere ai tuoi 250 libri letti?
E qua parte la crociata della distinzione, meglio conosciuta come "voi aveeeeete dei pregiudiiiiiiizi e ci giudicaaaaaate".
Sì, ok?! Non vi giudico, mica sono Santi Licheri, ma faccio una netta distinzione tra chi si ciba di soli romance (in tutte le loro sfumature e derivazioni) e chi, invece, naviga tra letture di un livello un attimino più alto. E capiamoci, non intendo dire che tutti debbano leggere Tolkien o Dostoevskij; semplicemente credo che leggere certi libri richieda un impegno mentale diverso rispetto ad altri. Che ho detto una minchiata?!
Ma torniamo al discorso centrale: perché quando qualcuno si lamenta di questi bilanci di fine anno fatti di numeri stratosferici, viene immediatamente additato come rosicone? Avete mai pensato a quale sia l'effetto collaterale di queste situazioni?
Personalmente, non ho mai rosicato per il numero di libri letti da altre persone. Sono sempre stata felice delle mie letture e sono anche una persona che tende a provare piacere a fare anche altro nella vita; ci sono giorni in cui ho voglia di leggere, ma anche giorni in cui preferisco disegnare, guardare la tv, sfornare un dolce, chiacchierare con mio figlio... La mia vita, checché se ne pensi, non ruota attorno ai libri!
Secondo punto: quando dite di aver letto più di 200 libri in un anno, esattamente cosa vi aspettate? Un applauso? Un premio? Io credo che l'unica cosa che otteniate sia che noi, brutte persone malpensanti, andremo a sbirciare quali siano stati questi libri che vi hanno tenuto compagnia (spoiler: in tempi di social e internet, lasciate traccia di tutto ciò che leggete!).
E zac! O ci ritroviamo davanti liste fatte di manga e fumetti vari, volumetti di 30 pagine (è più lungo il bugiardino di certi farmaci, credetemi!) e storie in cui Tizio tromba Caio e Sempronio li guarda per poi invertire i personaggi e rimanere fermi sempre sulla stessa storia. Oppure vediamo elenchi fatti di saggi, classici e tomi di 1000 pagine... e allora pure io, che notoriamente in matematica sono capace come la Bacci è in grado di morire, faccio due conti e mi rendo conto che avreste dovuto leggere un libro ogni giorno e mezzo.
E allora, visto che stiamo qua a chiacchierare, ditemi: dormite? Mangiate? Cucinate? Pulite casa? Lavorate? Avete un marito, un figlio, un cane, un gatto, un criceto? Trombate ogni tanto o vi siete votate all'ascetismo?
Perché, vedete, il punto è tutto lì, in quel numeretto: UN.LIBRO.OGNI.GIORNO.E.MEZZO.
Se in quest'angolo ci bazzicate da un po' saprete benissimo che la sottoscritta fa la casalinga (orrore!), che Figlio ha 17 anni (quasi 18), quindi tende a una certa abbondante autonomia, che Consorte, insomma, o non c'è o quando c'è è parecchio collaborativo. Eppure... eppure io, che di norma leggo tanto, che sono anche abbastanza veloce nella lettura, manco se smettessi di fare cacca e pipì riuscire a leggere un libro ogni giorno e mezzo!
Ma il lato peggiore di tutto questo, sapete qual è? Sono tutte quelle persone che davanti ai vostri post o alle vostre storie, si ritirano in sé stesse, si sentono sbagliate, pensano di non essere lettrici degne di tale appellativo.
Ricevo messaggi di ragazze che mi dicono di essere sbarcate su Instagram alla ricerca di altri lettori con cui confrontarsi e di essere, proprio a causa dei vostri post e del vostro far apparire la lettura come una gara, scappate via a gambe levate; alcune di loro sono incappate in un blocco del lettore dal quale non sono più riuscite a riemergere.
Ed è a voi, lettrici da record, che rivolgo la mia domanda: siete felici? Avete ottenuto ciò che volevate? Chiamiamo Mattarella e vi proponiamo alla nomina di Cavalieri del Lavoro?
Perché no, io felice non lo sono affatto, anzi... Io sono felice quando una persona mi dice di aver scoperto un bel libro grazie a una mia recensione, quando mi dice che le parole che ho usato per scriverne le sono arrivate dritte al cuore e l'hanno fatta correre in libreria (o su Amazon, che è pure più veloce!).
Sono felice quando ricevo messaggi in cui mi si chiede di ricominciare a parlare di libri nei reel o nelle storie, perché il mio entusiasmo, la mia rabbia, la delusione, il fervore e tutti i sentimenti provati durante la lettura vengono a galla con la mia voce e le mie parole!
E per quanto riguarda voi, care Cavaliere della Lettura, mi spiace ma no, non siamo rosicone, non diventiamo verdi d'invidia (io verde ci sono perché sono il Grinch, l'invidia non mi appartiene!) davanti ai vostri numeroni a fine anno. Semplicemente, ci chiediamo quale sia il vero motivo per cui leggiate e cosa vi rimanga di tutto ciò che è passato davanti ai vostri occhi.
Ma in fondo, se voi siete felici così (sic!) chi siamo noi per dirvi che dovreste riflettere un po' prima di sbandierare certi numeri (e, soprattutto, vantarvi di certe letture)?