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Recensione 'La libreria delle storie sospese' di Cristina Di Canio - Rizzoli

Sprofondata nella sua poltrona, tra gli scaffali che profumano di carta, Adele osserva il via vai che affolla la libreria. Questo luogo magico dalle pareti lilla, nascosto al confine tra la Milano delle boutique e i condomini affollati della periferia, è piccolo e accogliente, ed è solo per chi vuole davvero trovarlo. Proprio come è successo ad Adele che, da quella mattina di tanti anni prima, torna ogni giorno dalla sua amica Nina. Occhi intensi e sorriso grande, la giovane libraia si muove sicura nel caos che soltanto lei conosce e, ogni volta che un viso nuovo varca la soglia del negozio, gli va incontro travolgendolo con la sua energia.Qui, tra i sogni, le storie si moltiplicano. Da quando un cliente ha avuto l’idea di lasciare un libro in regalo per l’avventore successivo, il locale si è riempito di persone. Così tutti hanno almeno una storia da regalare agli altri e tutti vogliono lanciare un messaggio, parlare, incontrarsi. E, magari, anche innamorarsi. Perché, a volte, per la felicità bastano tanti romanzi ancora da leggere e un uomo, anche sconosciuto, che ti canti canzoni d’amore; Nina, che con i libri è cresciuta, lo sa bene. E forse anche lei, che ha appena interrotto una storia importante, è pronta per vivere un nuovo sogno…

Autore: Cristina Di Canio
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 5 maggio 2016
Pagine: 238

TRAMA: 4  PERSONAGGI: 4  STILE: 4  COPERTINA: 5 



Ho visto questo libro mentre gironzolavo allo stand Rizzoli del Salone del Libro di Torino. La copertina, com'è ovvio, ha attirato il mio sguardo, ma... Niente, non l'ho neanche preso in considerazione. Perché? Perché l'idea di una libraia che scrive un libro mi lascia sempre un po' perplessa.
E così ho ripiegato sul libro di Evita Greco (e vabbè, insultatemi pure!).
Poi, guarda un po', prende piede una nuova collaborazione e il libro che ricevo è proprio questo. L'ho aperto venerdì sera e, se gli occhi non mi si fossero chiusi per la stanchezza, probabilmente avrei letto tutta la notte!
L'ho terminato meno di 24 ore dopo e adesso sono in uno stato a metà tra la nostalgia e la voglia di prendere il primo treno disponibile, andare a Milano e intrufolarmi anch'io nella scatola lilla che è il rifugio di Cristina. Anzi, se vi capita di passare da Milano, la trovate in via Sannio 18.

Ma veniamo al libro! Nina ci racconta un po' la sua storia, la storia di una ragazza che ha sempre amato i libri e che, nonostante un posto fisso, ha deciso di mollare tutto per aprire una libreria tutta sua.
Una piccola scatola lilla di 30 mq in cui ha racchiuso la sua passione, i suoi sogni e la sua vita!

La libreria di Nina si contraddistingue, oltre che per la passione della sua proprietaria, per l'iniziativa del libro sospeso. Avete presente il tanto famoso "caffè sospeso" che si trova a Napoli? Bene, nella libreria di Nina si fa la stessa cosa con i libri: si possono lasciare dei libri sospesi per i clienti successivi! E io, ve l'ho detto, non vedo l'ora di andarla a trovare in libreria e scoprire qualcosa di più su questa meravigliosa iniziativa!

Oh, ho di nuovo divagato, scusate! Il libro, come vi dicevo, ci racconta, in maniera romanzata, un pezzetto della storia di Nina. Con un ingrediente in più: Adele! 
Adele è l'amica un po' attempata di Nina che, un po' per l'immenso amore verso i libri, un po' per combattere la solitudine, in libreria trascorre la maggior parte della sua giornata.
Ed è proprio attraverso la sua voce che la storia ci viene narrata.

Una cosa che ho particolarmente amato è il modo in cui Adele ci porta nel suo passato, facendoci rivivere gli anni del boom economico, gli anni in cui Milano era popolata di giovani migranti, tutti arrivati dal sud, tutti alla ricerca di lavoro e serenità.
Adele, di quando in quando, ci porta con sé nei suoi ricordi, facendoci conoscere Domenico, il marito defunto da qualche anno, e facendoci capire quanto grande sia stato il loro amore; parlandoci della loro vita, dei sacrifici, di quelle serate passate in trattoria, mentre Domenico suonava la chitarra e lei, con le loro bambine infagottate in due coperte di lana, mangiava un piatto di minestra.
Ci parla di una Milano che, probabilmente, non c'è più.
E sempre, in questi sprazzi di racconto, ho avuto la sensazione che il libro si trasformasse da una storia colorata ad una in bianco e nero; un po' come se, invece che tra le pagine di un romanzo, io fossi davanti alla tv, a guardare uno di quei vecchi film con Totò e Peppino, che tanto amo!

Nina, da par suo, è l'essenza della libreria: ama i libri, ama il suo lavoro, ama i suoi clienti (quasi tutti!).
L'autrice è stata bravissima a rendere talmente vera la storia che ci sono stati momenti in cui io, a Nina, avrei tirato due scappellotti e altri in cui, invece, mi veniva voglia di abbracciarla e darle conforto!

Mi aspettavo... anzi, temevo di ritrovarmi tra le mani una storia di quelle che un po' tutti i librai buttano fuori, prima o poi: una di quelle piene di aneddoti, buffi o meno, accaduti in libreria. Invece, ho scoperto una storia tenera, una penna deliziosa e scorrevole e dei personaggi che mi sono entrati nel cuore!

Complimenti a Cristina e... ci vedremo presto!


Commenti

  1. Nonostante la tua bella recensione, sai?, devo dirti che non m'ispira. Anche se anch'io parto dalle tue stesse riflessioni di partenza. Ho letto qualche estratto in rete - anche quelli postati su Facebook, da te - e non mi hanno colpito in positivo. Metto in forse e, se capita, lo leggo. :)

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    1. Capita! È bello che non tutti vengano colpiti dalle stesse cose, no? Magari, come dice sempre Lea, qualche volta che passi dalla biblioteca...

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  2. Questo lo prendo di sicuro :)

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  3. Che ti devo dire? Appena avrò finito di scrivere questo commento vado sul sito del nostro fornitore e lo ordino o forse non resisto e domani vado in libreria a prenderlo (soluzione più veloce).
    E ti dirò di più: se come credo a luglio andrò a Milano, me lo porto dietro per farmelo autografare.
    Vieni con me?
    baci lea
    buon lunedì Laura :-)

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    1. Certo che vengo con te! Facciamo spedizione in libreria!

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    2. Posso aggiungermi anch'io? Prometto di fare la brava e non sporcare in giro...Potto?

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  4. Il sogno di Cristina forse è un pó quello di molti di noi (almeno il mio si), ma il suo coraggio in pochi lo hanno ( io no). Quindi lo premio aggiungendo il suo libro nella lista;)
    un abbraccio

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    1. Anche io ho lo stesso sogno e anche io ammetto di non avere il coraggio (e i fondi) per poterlo mettere in pratica, purtroppo.
      Un bacio

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  5. Sembra davvero molto carino. Tra l'altro aprire una libreria è un mio sogno nel cassetto :)

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  6. grazie per questo bellissimo articolo! :)

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    1. Oh... sei tu? Proprio tu? Proprio "quella" Cristina? Ok, svengo un attimo, eh!

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  7. deve essere molto carino, anche la visione di una Milano d'altri tempi. Dalle tue parole sembra molto malinconico e tenero

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  8. Sono molto molto curiosa io!
    Lo aggiungo in WL ;)

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  9. Mi entusiasma l'idea di leggere un libro che parla di una libreria che posso realmente visitare ... magari darò un'occhiata a questa storia :)

    RispondiElimina

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