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Recensione 'Non sarò mai la brava moglie di nessuno' di Nadia Busato - Sem


Titolo: Non sarò mai la brava moglie di nessuno || Autore: Nadia Busato || Editore: Sem
Data di pubblicazione: 22 marzo 2018 || Pagine: 255

La mattina del primo maggio 1947 una giovane e attraente impiegata sale fino alla terrazza panoramica all'ottantaseiesimo piano dell'Empire State Building, il grattacielo simbolo di New York, e si lancia nel vuoto. La fotografia del suo cadavere, miracolosamente intatto e bellissimo, scattata da un giovane fotografo sconosciuto subito dopo lo schianto, diventa una delle immagini più celebri e potenti mai pubblicate da LIFE Magazine. Quella ragazza si chiamava Evelyn McHale. La sua è una storia affascinante e misteriosa, come e forse più di un romanzo. Dopo anni di ricerche e interviste, Nadia Busato ha scritto un romanzo ispirato a Evelyn partendo proprio dalla celeberrima fotografia che ha suggestionato, anche grazie al lavoro di Andy Warhol, la moda e l'arte delle avanguardie pop.

Trama: 2 || Personaggi: 1 || Stile: 2




Non sarò mai la brava moglie di nessuno si basa sulla foto della suicida Evelyn McHale, una ventitreenne che la mattina del 1° maggio 1947 si gettò dalla terrazza dell'ottantaseiesimo piano dell'Empire State Building.

La foto di Evelyn, talmente bella e perfetta al momento della morte, scattata da un fotografo giovane e sconosciuto, diventò una un'immagine celebre al punto da ispirare anche Andy Wharol.
E anche Nadia Busato è partita da quella foto per dar vita a questo suo romanzo.

Lo spunto sarebbe valido se l'autrice, purtroppo, non si perdesse con una scelta stilistica assolutamente sbagliata. La Busato decide di usare più voci per arrivare a parlarci di Evelyn; voci che, purtroppo, spesso non hanno nulla a che fare con la nostra protagonista.

Poco interessa, al lettore, dei vari personaggi che, negli anni, si sono suicidati lanciandosi dall'Empire State Building. E se l'intento era quello di parlarci di un periodo storico, quello immediatamente successivo alla Prima Guerra Mondiale, della grande Depressione, della crisi economica che sconvolse l'America, purtroppo, non è stato raggiunto.

L'unica sensazione che permane, durante la lettura, è quella di avere a che fare con tantissime pagine superflue e, trattandosi di un romanzo di appena 250 pagine, non è affatto una sensazione piacevole.

Come detto, lo spunto per un'idea valida, quella di raccontarci, ovviamente inventandola di sana pianta, la storia di una donna che, giovanissima, non sola, innamorata, decide di lanciarsi nel vuoto per cercare la morte, sarebbe stato valido. 
Purtroppo, la Busato decide di perdersi in divagazioni, errando di personaggio in personaggio e di storia in storia e relegando, così, la povera Evelyn a comparsa di un romanzo che avrebbe dovuto vederla, invece, protagonista.

La sua unica notevole apparizione è quella che fa nel retro di copertina: immobile e perfetta nel suo ultimo anelito di vita.

Commenti

  1. Ne abbiamo parlato tanto di questo libro. Siamo concordi nel dire che le divagazioni sono eccessive e che a volte la tentazione di saltellare qualche riga è forte, ma a me l’idea è piaciuta, anche quella di raccontare la storia di questa ragazza attraverso le voci di chi l’ha conosciuta. Ecco forse avrei evitato i capitoli su chi si buttò da quel grattacielo prima e dopo di lei.

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    Risposte
    1. E io invece non sono proprio riuscita ad apprezzarlo :(

      Elimina
  2. Peccato mi incuriosiva! Poi ho letto anche il pensiero di Laura e non mi sembrava male però ora di Libri lenti no quindi passo. Buona giornata!

    RispondiElimina

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