Le ultime chiacchiere

Cosa è uscito di recente sul blog

Recensione 'Un'ora' di Christian Bergamo - Rizzoli


UN'ORA
Christian Bergamo
Rizzoli
18 giugno 2024
276 pagine


Una volta all’anno il tempo si ferma, regalandoci un’ora in cui tutto è possibile. È ciò che succede a fine ottobre, nel passaggio dall’ora legale a quella solare, ed è in questo momento sospeso che nasce la storia di Diego e Camilla. I due si incontrano in un bar neanche ventenni, allo scoccare dell’ora solare, e sullo scadere del loro tempo insieme si fanno una promessa: ritrovarsi tutti gli anni nello stesso posto per vivere quell’ora che in realtà non esiste, senza vedersi mai oltre quello spazio sicuro e senza mai parlare di sé al passato e al futuro. Un qui ed ora in cui si annida l’affetto di cui hanno bisogno, in cui prendersi una pausa da un’esistenza che, nelle sfide quotidiane, può logorare anche i sogni e gli affetti più forti. Lucio, il proprietario del locale, da dietro il bancone è arbitro e testimone dell’accordo: anno dopo anno li osserva e li ascolta tra una sigaretta e un bicchiere, senza mai immischiarsi, provando a immaginare le loro vite e a indovinare chi siano davvero fuori da quelle quattro mura dove hanno deciso di prendersi una pausa da ciò che li aspetta tutti i giorni. E la loro relazione diventa così per lui un’occasione inattesa per riflettere sulla propria realtà. Christian Bergamo ci regala nel suo romanzo un’inedita storia di quasi amore, di due vite che si incontrano di rado, come le lancette di un orologio, e che, in un mondo che corre veloce, trovano uno strano modo per non perdersi mai.

Recensione 'Quel che resta' di Virginie Grimaldi - Edizioni e/o

QUEL CHE RESTA
Virginie Grimaldi
Edizioni e/o
28 febbraio 2024
280 pagine


Théo ha diciott’anni e alle spalle una vita difficile fatta di abbandoni, delusioni e sogni infranti. Tuttavia la affronta con tenacia, ha trovato lavoro come apprendista pasticcere e sta disperatamente cercando un alloggio. Nonostante la sua caustica ironia è un ragazzo buono e vuole credere che la vita possa riservargli un futuro migliore. Jeanne ha settantaquattro anni, è sola e triste. Da quando ha perso il marito, pochi mesi prima, vive di lacrime, ricordi e visite quotidiane al cimitero. Non vede sbocchi al suo sconforto, vivere le sembra ormai inutile. Iris ha trentatré anni ed è in fuga con una valigia verde. Ha lasciato la sua città, il suo uomo, il suo lavoro, ha cambiato numero di telefono e troncato i rapporti con tutti, e si nasconde a Parigi con la sola compagnia del segreto che si porta dentro. Provvede il destino a mettere quelle tre solitudini sotto lo stesso tetto. E la convivenza forzata, da principio sgradita a tutti, si rivelerà una fonte inesauribile di eventi esilaranti o commoventi, ma comunque significativi, che cambieranno completamente la vita dei tre protagonisti. Con una scrittura fluida che trasuda ironia, Virginie Grimaldi ci ricorda che vivere è comunque e sempre la cosa più importante e che talvolta le speranze si concretizzano.

Recensione 'L'ananas no' di Cristiano Cavina - Bompiani


L'ANANAS NO
Cristiano Cavina
Bompiani
12 giugno 2024
265 pagine


Ogni carattere ha la sua pizza e ogni pizza il suo carattere: questa è una delle poche certezze di Manolo Moretti, ex sovrintendente della polizia penitenziaria e ora pizzaiolo del Gradisca di Galatea a Mare, in Romagna. Moretti ci mette poco a capire se chi ha di fronte è un tipo concreto da Prosciutto e funghi, un esagerato Doppio salame piccante o un raffinato Bufala con basilico. Ma nemmeno il suo principale Vittor Malpezzi - che, ironia della sorte, è un ex pregiudicato - potrà mai convincerlo a preparare una pizza con l'ananas sopra. Nonostante i battibecchi tra Moretti e Malpezzi a proposito di frutta tropicale, le cose in pizzeria procedono a gonfie vele fino a che, proprio la sera in cui la cameriera Channèl, appassionata di true crime, si è presa ferie, succede qualcosa di eccezionale: la morte fa capolino tra i tavolini del Gradisca e i carabinieri devono aprire un'indagine. Nell'aria dolce della Romagna di fine estate, un delitto ci sta proprio come l'ananas sulla pizza: è un corpo estraneo, inquietante, incomprensibile. Ma non è così per tutti: la Channèl, per esempio, è entusiasta di poter finalmente avere a che fare con un vero crimine. E per Moretti, che ha un passato pieno di segreti e una singolare incapacità di tenersi lontano dai guai, potrebbe essere l'occasione per ammettere che quello dietro il forno delle pizze è un nascondiglio da cui deve trovare il coraggio di uscire. L'ananas no è l'atto di nascita di un nuovo detective più che mai improbabile eppure carico della profonda umanità di chi maneggia ogni giorno la pasta di cui noi umani siamo fatti. Con Manolo Moretti, Cavina dà vita a un personaggio, capace di infondere a questo giallo tutta l'autenticità, la malinconia e l'allegria delle nostre estati italiane.

Diario di Bordo - Giugno



La lentezza: questo è stato il leitmotiv del mio giugno! Giornate lente, un compleanno lento e delle letture lente.
Dopo anni (e anni e anni e anni...) in cui mi affannavo a leggere per stare dietro alle collaborazioni, per tenere il blog e i social sempre attivi, per essere sempre sul pezzo, mi sono dovuta arrendere all'evidenza: stavo perdendo il piacere della lettura. 
Quel rituale tanto amato, accoccolarmi in poltrona e perdermi tra le pagine di un libro, era diventato quasi un automatismo e non più un momento di gioia da rubare alle mille incombenze quotidiane.
Allo stesso modo, scrivere il mio pensiero su un libro, cercare di trasmettervi le emozioni provate, ma anche scattare una foto che rendesse merito a quelle magiche pagine, erano diventati una costrizione a cui non sono più disposta a sottostare.
E tutto questo si è ripercosso sia sulla qualità e quantità delle mie recensioni (sempre meno e sempre più risicate) che sulla mia voglia di leggere. 

E quindi giugno è diventato il mese in cui la lentezza ha avuto il suo spazio in ogni ambito della mia vita!


A dare man forte a questa mia scelta, è stata un'infilata di libri tristemente abbandonati.
Il primo a subire questa sorte, dopo appena 50 pagine, è stato "La grande fortuna" di Olivia Manning, primo volume della trilogia dei Balcani. Cinquanta pagine appena, piene di inutili descrizioni, inclusa quella di un pollo arrosto, mi hanno fatto capire che tra me e Manning non sarebbe mai scoccata la scintilla!

Subito dopo è toccato a "Gli Effinger" di Gabriele Tergit, al quale ho concesso 150 pagine prima di arrendermi alla scrittura davvero troppo datata perché io potessi sopportare le 900 pagine che compongono il volume.
I salti temporali non segnalati e dei personaggi davvero deboli hanno fatto il resto!

Infine è stata la volta di "Francesca e Nunziata" di Maria Orsini Natale, romanzo dal quale è stato tratto l'omonimo film con protagonista la Loren. Anche in questo caso, la scrittura ha inciso sulla voglia di proseguire: datata, lenta, avrebbe sicuramente beneficiato di un ammodernamento che non c'è stato.

Dopo tre abbandoni consecutivi, col blocco del lettore che mi guardava con languore, ho deciso di affidarmi a Dolly Alderton, scoperta e amata col suo ultimo romanzo, "Avete presente l'amore?"; ma le cose non sono andate come previsto e così, "Tutto quello che so sull'amore", memoir dell'autrice, si è rivelato una lettura infantile, immatura e anche lenta.

A risollevare, per fortuna, le sorti di questo disastroso mese, è arrivato un giallo ironico ambientato in Romagna, "L'ananas no" di Cristiano Cavina, di cui spero di parlarvi quanto prima!
E mentre scrivo queste righe, giugno si avvia alla sua conclusione e io, per la prima volta dopo tanto tempo, non ho alcun libro tra le mani.
Allo stesso modo, per la prima volta dal lontano 2020 e del primo lockdown, non ho stilato la mia solita tbr mensile per luglio.
Ho, invece, impilato una serie di libri e andrò a sentimento, sia per la scelta della lettura da fare che (e soprattutto) per la lettura in sé: leggerò solo se e quando avrò voglia di farlo!

Per questo giugno è tutto, ma se vi va, passate su Instagram a raccontarmi com'è stato il vostro, di giugno!

Recensione "Tutto quello che so sull'amore" di Dolly Alderton - Rizzoli


TUTTO QUELLO CHE SO SULL'AMORE
Dolly Alderton
Rizzoli
348 pagine
4 maggio 2021


Diventare grandi è il viaggio della vita, ma quello di Dolly Alderton è stato un giro vorticoso sulle montagne russe. Stazione di partenza: uno squallido sobborgo inglese nei primi anni del nuovo millennio. Dolly è un’adolescente che passa le giornate su Messenger, smaterializzata in un universo parallelo di relazioni simulate, a fantasticare su ragazzi, feste e, soprattutto, fughe insieme alla sua migliore amica Farly. Il primo, elettrizzante passo verso la libertà arriva con l’inizio dell’università e il trasferimento a Exeter, in quelli che saranno anni all’insegna dell’anticonformismo, tra sbronze micidiali, avventure di una notte e incontri destinati a durare. Poi, inseguendo il sogno di diventare giornalista, approderà nel cuore di Londra, città che rivoluzionerà il suo modo di vedere le cose. In questo libro – che ha reso l’autrice una delle voci cult per i millennial – Dolly Alderton ci guida nell’incredibile e spassosa avventura che è la strada accidentata verso l’età adulta e tutte le forme dell’amore.

Recensione 'La principessa di Lampedusa' di Ruggero Cappuccio - Feltrinelli


 LA PRINCIPESSA DI LAMPEDUSA
Ruggero Cappuccio
Feltrinelli
19 marzo 2024
364 pagine


Eros, passione, misteri e segreti di famiglia fiammeggiano nella personalità di Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, principessa di Lampedusa, che nel maggio del 1943 attraversa una Palermo deserta, tra le rovine provocate dai bombardamenti alleati. Beatrice riprende possesso del palazzo di famiglia: tra soffitti sfondati e librerie crollate, si riaccende il ricordo dei giorni in cui la città era meta di viaggiatori stranieri, un passato di grazia e splendore, sogni, fantasie e amori forse ancora possibili. Fuori dalle mura del palazzo, il presente si sgretola, l’Italia e l’Europa sono teatro di una guerra spaventosa, gli Alleati stanno per sbarcare in Sicilia. Il mondo sembra alla fine, ma Beatrice non si tira indietro: protegge, esorta, si espone. E il futuro? Il futuro ha gli occhi malinconici di suo figlio Giuseppe e la splendida vitalità di Eugenia, giovane appassionata di stelle e pianeti che osserva Beatrice dalla finestra di fronte. La ragazza è affascinata dalla libertà naturale e ostinata con cui la principessa si comporta; libertà che la sua famiglia invece le nega, avendola prima costretta a interrompere gli studi di Fisica e ora cercando di imporle un matrimonio combinato. Per la ragazza e per il figlio, la principessa ha in serbo progetti ambiziosi che sfidano il tempo. E mentre tesse le sue trame d’amore, con l’aiuto della gente del quartiere organizza un ricevimento al quale saranno invitati i più grandi nomi del bel mondo palermitano, dai Lanza di Trabia ai Florio, dai Valguarnera ai Moncada. Un invito spregiudicato per un ultimo ballo sotto le bombe. Beatrice Tasca Filangeri di Cutò, madre dell’autore del Gattopardo, e autrice a sua volta di un’opera di cui non si sono salvate che poche pagine, diventa protagonista di questo romanzo grazie a Ruggero Cappuccio, il solo scrittore che poteva – per cultura, sensibilità, storia personale – ridarle vita.

Recensione 'Tutta la vita che resta' di Roberta Recchia - Rizzoli


TUTTA LA VITA CHE RESTA
Roberta Recchia
Rizzoli
5 marzo 2024
400 pagine


Uno strappo che sembrava impossibile da ricucire, una famiglia che nel corso degli anni ritrova la strada nella forza dei legami. Ci sono libri che ti entrano dentro, che ti accompagnano per mano nella vita di tutti i giorni. È ciò che succede con l’esordio magnetico di Roberta Recchia, una storia da cui non ci si stacca, con protagonisti vivi, autentici. Come Marisa e Stelvio Ansaldo, che nella Roma degli anni Cinquanta si innamorano nella bottega del sor Ettore, il padre di lei. La loro è una di quelle famiglie dei film d’amore in bianco e nero, fino a quando, anni dopo, l’adorata figlia sedicenne Betta – bellissima e intraprendente – viene uccisa sul litorale laziale, e tutti perdono il proprio centro. Quell’affetto e quella complicità reciproca non ci sono più, solo la pena per la figlia persa per sempre. Nessuno sa, però, che insieme a Betta sulla spiaggia c’era sua cugina Miriam, al contrario timida e introversa, anche lei vittima di un’indicibile violenza. Sullo sfondo di un’indagine rallentata da omissioni e pregiudizi verso un’adolescente che affrontava la vita con tutta l’esuberanza della sua età, Marisa e Miriam devono confrontarsi con il peso quotidiano della propria tragedia. Il segreto di quella notte diventa un macigno per Miriam fin quando – ormai al limite – l’incontro con Leo, un giovane di borgata, porta una luce inaspettata: l’inizio di un amore che fa breccia dove nessuno ha osato guardare. "Tutta la vita che resta" è un romanzo dolcissimo, doloroso, accogliente, intimo e corale, che esplora i meccanismi della vergogna e del lutto, ma soprattutto dell’affetto e della cura, e li fa emergere con delicatezza sapiente.

Diario di Bordo - Due chiacchiere su maggio

 ... e su alcuni cambiamenti!



C'era una volta un luogo infausto chiamato Instagram (c'è ancora, eh, ma non è più quello di qualche anno fa), nel quale proliferavano foto di libri debitamente studiate, tazze ricolme di cappuccini, cioccolate con panna o tè con fettine di limone e biscotti al burro a far loro compagnia.
Set venivano allestiti a ridosso delle finestre di casa, torte profumate erano tirate fuori da forni che lavoravano senza sosta, osservate da lontano e con desiderio da mariti e figli ai quali era rigorosamente vietato cibarsi finché le suddette foto non venivano scattate, editate e approvate dal circuito di amiche fidate!
Questo luogo era, altresì, coacervo di polemiche, frecciatine, litigate epocali, blocchi selvaggi e rivalità che Montecchi e Capuleti, in confronto, erano dilettanti allo sbaraglio!

Eletto a sostituto dei blog (tiè! Stiamo ancora qua!), affossato, almeno in parte, dall'avvento di TikTok, Instagram, negli ultimi anni, si è trasformato malamente: da una parte l'età media degli utenti si è alzata, con conseguenti commenti carichi di odio ad ogni post (praticamente Facebook ma di un colore diverso!), dall'altra sono sempre meno le persone che postano e sempre più quelle che sponsorizzano!
Da parecchi mesi ormai tutti si lamentano della scarsa copertura (confermo), dei pochi commenti (confermo) e delle quasi inesistenti interazioni (confermo).
E quindi?

E quindi, un po' per questo motivo, un po' perché sono davvero tanti tanti anni che mi affanno appresso a scadenze, set allestiti, luce giusta da trovare, libri da leggere per stare sul pezzo e quant'altro, io ho deciso di dire basta!
No, che avete capito? (Bacci, hai visto anche tu qualcuno che stappava lo spumante?!) Il mio basta è rivolto alla gara continua nata assieme al social viola! Pertanto ci sarà qualche cambiamento, che chi di voi mi segue con costanza avrà già notato: innanzitutto, le foto saranno meno, non spariranno del tutto, ma scatterò quando avrò davvero voglia di farlo (non è questo il momento!) o quando avrò tra le mani un libro che mi tirerà fuori l'ispirazione.
Allo stesso modo, non vi parlerò più di tutto ciò che leggo o almeno non con una recensione dedicata ad ogni libro. Come potete immaginare (potete, vero?!), ci sono libri che in noi lettori lasciano poco o nulla e sono libri di cui è davvero difficile parlare! Pertanto, da adesso troverete recensioni di quei libri che suscitano in me l'esigenza assoluta di sedermi davanti a questo schermo e scrivere i miei pensieri, quei libri che, come dico da anni, si recensiscono quasi da soli mentre li si sta leggendo!
Per tutti gli altri, giusto per lasciarne una traccia e per (spero!) continuare a esservi utile, troverete un breve pensiero in un post di riepilogo mensile!

Spero che, nonostante tutto, rimangano in voi la voglia e il piacere di passare a dare un'occhiata a queste stanze che per tanti anni vi hanno accolti con una di quelle tazze di tè che finivano in foto!


Uno dei cambiamenti più grandi che queste decisioni hanno portato nella mia vita è stato il ritorno alla lettura digitale. Eh già, vorrai mai fotografare un tristissimo e-reader? Giammai, poi chi le avrebbe sopportare le lamentele delle Case Editrici? E l'algoritmo che ti affossava con tanto di coccodrilli affamati in attesa? 
Ma volete mettere la comodità di un e-reader quando ci si ritrova a leggere a letto? Piccolo, leggero (provate voi a riprendervi quando vi cade in faccia Il conte di Montecristo!) e con tanto di luce integrata; aggiungiamo pure che il nuovo Kobo è a colori e la festa è servita, grazie soprattutto alla complicità di tre cretine che lo hanno fatto giungere tra le mie mani per festeggiare (con largo anticipo) il mio prossimo compleanno!

Questo quinto mese dell'anno si è rivelato particolarmente proficuo, numericamente parlando, in termini di libri; non altrettanto, purtroppo, in quanto a piacere provato con alcune letture!
Ho iniziato maggio leggendo l'ultimo romanzo di Paul Auster, "Baumgartner", proprio nel giorno in cui lui ci lasciava. Una storia che rispecchia perfettamente lo stile dell'autore americano e che ha il suo punto di forza nel personaggio che dà il titolo al romanzo. Baumgartner, vedovo solitario e maniacalmente distratto, accompagna il lettore in un viaggio tra il suo presente e il suo futuro; un romanzo piacevole, anche se un po' declinante nella seconda parte!

Altra lettura di cui non avete trovato traccia, ma che è stata una piacevolissima compagnia per un paio d'ore di un piovoso pomeriggio, è "Pennablù", racconto lungo di Lorenzo Marone il cui protagonista è un pappagallo di proprietà di un boss della camorra. Tra le sue poche pagine ho ritrovato quell'ironia sempre un po' malinconica che contraddistingueva i primi romanzo del mio amato autore partenopeo!

Terzo libro passato sotto silenzio è stato "Cuore nascosto", ultimo lavoro di Ferzan Ozpetek di cui, a essere del tutto sincera, molto poco mi è rimasto, tanto da non riuscire a scriverne neanche poche ore dopo averne terminato la lettura. Un vero dispiacere per un autore che, invece, col suo romanzo precedente, mi aveva conquistata.

Maggio ha visto anche un abbandono: "Mr and Mrs American pie" di Juliet McDaniel. Preso in biblioteca con poca fiducia (e molta ragione!), dopo le prime, divertenti, 100 pagine, ha imboccato un tunnel di sconsideratezza che mi ha fatta desistere dal proseguire una lettura che era diventata più una tortura che un piacere! Riconsegnato alla mia bibliotecaria senza alcun dolore e con la gioia di aver risparmiato qualche euro!

Ma ci sono state anche letture di cui vi ho parlato e altre di cui vi parlerò a breve: la mezza delusione de L'ultimo mago di Francesca Diotallevi, la totale delusione de L'amore non lo vede nessuno di Giovanni Grasso, che trovate già qui.
A breve (spero!) vi parlerò de "La principessa di Lampedusa" di Ruggero Cappuccio e di "Tutta la vita che resta" di Roberta Recchia, ma anche di "Carrie" di Stephen King, la cui recensione giace tra le pagine di un quaderno!

Per maggio è tutto, ci rileggiamo a giugno, cari lettori!